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Lantsch/Lenz

Com. GR, circ. Belfort, distr. Albula; (verso l'850: Lanzes; rom. Lantsch; ted. Lenz). Villaggio lungo la strada, Ŕ situato a 1294 m, su un terrazzo del versante destro dell'Albula. Pop: 215 ab. nel 1710, 353 nel 1850, 363 nel 1900, 355 nel 1950, 485 nel 2000. Nell'area vi sono tracce di insediamenti che vanno dalla prima etÓ del Ferro all'epoca romana. L'urbario della Rezia curiense (metÓ del IX sec.) menz. la chiesa mariana (oggi cappella funeraria), una curtis regia e censi provenienti da due locande. L. era un possedimento dei signori di Belfort; dal XII sec. fino al 1338 la signoria fondiaria fu quindi appannaggio dei baroni von Vaz. Il villaggio condivise in seguito le sorti della signoria di Belfort (dal 1436 integrata nella Lega delle Dieci Giurisdizioni), passando all'Austria nel 1477, dopo essere stato detenuto dai von Toggenburg, dai von Montfort e dai von Matsch. Esisteva inoltre una comunitÓ di servi ecclesiastici, sviluppatasi dalla corte (Meierhof) vescovile di L., che faceva capo alla signoria di Greifenstein. Nel 1613, in occasione della divisione del com. giurisdizionale di Belfort in due vicariati dotati entrambi di un proprio tribunale di bassa giustizia (Belfort esterno o Ausserbelfort e Belfort interno o Innerbelfort), L. venne attribuito al primo. Nel 1652 furono riscattati gli ultimi diritti austriaci. La cappella di S. Cassiano, situata sulla via per Lenzerheide, Ŕ menz. nel 1405, mentre l'attuale chiesa parrocchiale catt. di S. Antonio di Padova, costruita nel 1656 dai cappuccini, fu consacrata nel 1663. Gli ab. di L. praticavano soprattutto l'allevamento e la campicoltura, ma traevano giovamento anche dal transito di merci e persone dirette ai valichi del Settimo (la cui strada fu costruita negli anni 1387-90), dello Julier e dell'Albula nonchÚ verso la valle della Landwasser. L. era sede di una delle quattro soc. dei Porti (Porten) lungo la cosiddetta "strada superiore" (Julier, Settimo), possedeva una stazione di sosta e aveva il diritto di riscuotere il dazio. La strada dello Julier divenne interamente carrozzabile nel 1834-40, quella di Davos lungo la valle della Landwasser (che si separava dalla prima proprio a L.) nel 1870-73. La costruzione di residenze secondarie inizi˛ negli anni 1960-70 e si intensific˛ nel decennio successivo, tanto che negli anni 1980-90 il loro numero superava quello delle residenze primarie. Nel 1986 L. contava 1197 posti letto, di cui il 68% in case di vacanza. Nel 2000 quasi due quinti della pop. parlavano rom.


Bibliografia
MAS GR, 2, 1937, 349-370
– K. Egli, Die Landschaft Belfort im mittleren Albulatal, 1978
Gem GR

Autrice/Autore: JŘrg Simonett / ato