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Stierva

Ex comune GR, circolo Alvaschein, distretto Albula, dal 2015 forma con Alvaneu, Alvaschein, Brienz/Brinzauls, Mon, Surava e Tiefencastel il comune di Albula/Alvra; (ca. 840: Seturiuo; ted.: Stürvis, denominazione ufficiale fino al 1943). Villaggio agglomerato situato su un pendio nella bassa valle dell'Albula. Pop: 179 ab. nel 1850, 150 nel 1900, 150 nel 1950, 128 nel 2000. Nel 1984 furono scoperti i resti di una fonderia risalente al 1800 a.C. presso il maggengo di Tiragn (1600 m). Nel XII-XIII sec. S. era luogo di confine tra il territorio dei baroni von Vaz e l'Oberhalbstein sottoposto al vescovo di Coira. Per questo motivo nel 1275 i von Vaz fecero costruire la fortezza La Tor (ancora abitata all'inizio del XXI sec.), che divenne sede dei signori von Stürffis (menz. la prima volta nel 1312 ed estintisi nel XV sec.). L'attuale chiesa gotica di S. Maria venne eretta nel 1521 sulle fondamenta di edifici sacri precedenti, attestati attorno all'840, nel 1290 e nel 1357. Dopo il 1356 S. appartenne al dominio vescovile e dal 1552 al 1851, assieme a Mutten, al com. giurisdizionale di Obervaz come parte della Lega Caddea. Fin verso il 1950 rimase un villaggio rurale, che traeva un importante sostentamento dallo sfruttamento dei boschi. Le stalle dei tre maggenghi in passato sfruttati per il pascolo primaverile vennero trasformate in case di vacanza, altre ne sorsero sull'antico alpe (Alp da S.). Dopo il 1950 le aziende agricole diminuirono, ma all'inizio del XXI sec. l'agricoltura sopravviveva grazie a lavori di miglioria fondiaria intrapresi dopo il 1960 e ai giovani contadini. S. è sede della scuola elementare consortile (con Mon e Salouf). All'inizio del XXI sec. la lingua rom. era minacciata.


Bibliografia
MAS GR, 2, 1937, 310-320
– J. L. Muraro, Untersuchungen zur Geschichte der Freiherren von Vaz, 1972
– U. Clavadetscher, «Ausgrabungen in der Pfarrkirche St. Maria Magdalena in Stierva», in Geschichte und Kultur Churrätiens, a cura di U. Brunold, L. Deplazes, 1986, 147-180
– G. P. Thöni, «Eine prähistorische Verhüttungsanlage», in Der Bergknappe, 1991, n. 57, 7-18, n. 58, 9-13

Autrice/Autore: Gion Peder Thöni / ato