• <b>Assicurazioni</b><br>Fonti: H.-J. Gilomen,"La prise de décision en matière d'emprunts dans les villes suisses au 15e siècle", in  <I>Urban Public Debts,</I> a cura di M. Boone et al., 2003, 127-148; O. Landolt,  <I>Der Finanzhaushalt der Stadt Schaffhausen im Spätmittelalter,</I> 2004, 404-431  © 2012 DSS e Marc Siegenthaler, Berna. Nel tardo Medioevo gli investitori avevano la possibilità di immettere del capitale nelle rendite cittadine. I contratti di vitalizio, che a tassi elevati (8-12%) prevedevano il versamento di una rendita a vita, erano di natura speculativa per entrambe le parti. Reperire fondi in tal modo per coprire il loro fabbisogno finanziario a breve termine per le città comportava molti rischi. Per questo motivo ad esempio Basilea cercò nel corso del XV secolo di abbassare la parte dei vitalizi nei prestiti. Se dopo la stipulazione del contratto di rendita l’acquirente viveva più di 20 anni, per la città le rendite vitalizie erano un affare in perdita. A Sciaffusa, città fortemente indebitata, sono documentati diversi casi di rendite con durata di oltre 50 anni.
  • <b>Assicurazioni</b><br>Manifesto pubblicitario per un'agenzia di assicurazioni del 1954 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).

Assicurazioni

Forme precorritrici di assicurazioni e di contratti assicurativi sono riscontrabili già nell'antichità e nel ME; già allora gli oggetti assicurati erano suddivisi secondo le tre categorie tuttora operative: persone, merci e patrimoni. In Svizzera, un vero e proprio sistema assicurativo cominciò a svilupparsi dopo la fine dell'ancien régime (1798). La spinta verso la formazione del sistema, dapprima organizzato a livello cant., venne principalmente dall'estero; solo la nascita dello Stato fed. (1848) creò le condizioni per lo sviluppo di un sistema moderno, caratterizzato da una stretta collaborazione fra economia della finanza pubblica e industria assicurativa (Banche, Piazza finanziaria) che, nel corso del XX sec., ha favorito un'espansione sempre maggiore verso l'estero.

1 - Medioevo e prima epoca moderna

1.1 - Assicurazione delle persone

Nel ME e nella prima epoca moderna le forme più comuni di assicurazione materiale erano slegate da una specializzazione professionale dell'assicuratore; i rischi e le possibilità di profitto non erano presi in considerazione e si agiva sulla base di fattori quali la previdenza personale, l'amore cristiano per il prossimo e la Solidarietà socioeconomica. La sicurezza materiale dell'individuo fu garantita per sec. dal mantenimento dell'unione fam. e dall'appartenenza alla parrocchia. In questo contesto, cominciarono tuttavia a svilupparsi i primi elementi dell'assicurazione moderna: la comunanza di rischi, il sinistro, l'assicuratore, il contraente dell'assicurazione, l'assicurato, il capitale assicurato, il premio e il rischio. Ogni forma della vecchia assicurazione sociale promossa dalle istituzioni si basava sul principio della capitalizzazione e si può spiegare con lo stretto rapporto che esisteva con le comuni forme di credito e di costituzione del capitale.

<b>Assicurazioni</b><br>Fonti: H.-J. Gilomen,"La prise de décision en matière d'emprunts dans les villes suisses au 15e siècle", in  <I>Urban Public Debts,</I> a cura di M. Boone et al., 2003, 127-148; O. Landolt,  <I>Der Finanzhaushalt der Stadt Schaffhausen im Spätmittelalter,</I> 2004, 404-431  © 2012 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.<BR/>Nel tardo Medioevo gli investitori avevano la possibilità di immettere del capitale nelle rendite cittadine. I contratti di vitalizio, che a tassi elevati (8-12%) prevedevano il versamento di una rendita a vita, erano di natura speculativa per entrambe le parti. Reperire fondi in tal modo per coprire il loro fabbisogno finanziario a breve termine per le città comportava molti rischi. Per questo motivo ad esempio Basilea cercò nel corso del XV secolo di abbassare la parte dei vitalizi nei prestiti. Se dopo la stipulazione del contratto di rendita l’acquirente viveva più di 20 anni, per la città le rendite vitalizie erano un affare in perdita. A Sciaffusa, città fortemente indebitata, sono documentati diversi casi di rendite con durata di oltre 50 anni. <BR/><BR/>
Importanza delle rendite vitalizie per le finanze cittadine nel tardo Medioevo

Forme particolari di assicurazione sociale erano costituite dagli Ospedali e dalle case della carità. In Svizzera queste istituzioni si svilupparono nel XII e XIII sec. e i loro fondatori furono vescovi, fondazioni, conventi, ordini cavallereschi, ordini ospedalieri e città che, in qualità di patrocinatori, garantivano il capitale sociale di fondo e di esercizio. Più tardi, funzionari ecclesiastici o laici assunsero il ruolo di responsabile dell'ospedale o di controllore delle elemosine e, in definitiva, la funzione di assicuratore. In questo quadro, la comunanza di rischi era rappresentata dall'unione di proprietari terrieri, dalle parrocchie e com. rurali, dai cittadini di un determinato centro o dagli ab. soggetti che abitavano in zone ben definite di una signoria. Circostanze che richiedevano l'intervento dell'assicurazione potevano sorgere in qualsiasi momento a seguito di un impoverimento inaspettato, di una malattia o in caso di bisogno di assistenza, quando nessun fam. fosse presente o in grado di accudire l'infermo; gli assicurati erano tutti coloro che geograficamente appartenevano alla comunanza di rischi e risiedevano regolarmente al suo interno. I contraenti dell'assicurazione erano coloro che, al momento della stipulazione del contratto assicurativo, ne prevedevano l'usufrutto personale o di una terza persona (le corporazioni si assicuravano in parte a favore dei propri membri) e, a questo scopo, operavano un versamento unico o plurimo, prime forme di acquisto di capitale e di premio. Dal momento che gli ospedali e gli ist. di carità, in generale, non potevano offrire più di quanto riuscissero a ricavare, il sistema era tanto più efficace quanti più soggetti vi partecipavano, con un proporzionale vantaggio per coloro che avevano bisogno di sostegno; il sinistro (impoverimento, abbandono, vecchiaia), in effetti, colpiva una parte e non la totalità degli assicurati e ciò garantiva un sostentamento a lungo termine per le comunanze di rischio. I benestanti che volevano farsi curare e accudire dall'ospedale dovevano destinarvi parte delle loro fortune (Prebende); in cambio della cessione di alcune entrate o del versamento di una somma di denaro, venivano loro garantite le cure e il sostegno materiale fino alla morte (Previdenza per la vecchiaia). Questo tipo di contratto conteneva già alcuni caratteri speculativi tipici dell'assicurazione, in quanto il tempo che separava la sottoscrizione dalla morte del contraente era indefinito; più breve era la sua vita, maggiore era il guadagno dell'ospedale.

Altrettanto speculativo era il contratto di rendita vitalizia (Rendite), precursore delle moderne assicurazioni invalidità e vecchiaia e sulla vita. Le città e i signori del basso ME e della prima epoca moderna sfruttavano il contratto costitutivo di rendita, così come l'obbligazione, per creare capitali. Tra i due strumenti di credito vi era tuttavia un'importante differenza: l'obbligazione garantiva un interesse relativamente basso (3-5%) e l'obbligo di rimborso, mentre il capitale impegnato nella rendita vitalizia, che non era in principio rimborsabile, permetteva al beneficiario (colui che investiva il capitale, la moglie o, a seconda delle condizioni, i suoi discendenti) di poter contare per tutta la vita su una rendita più elevata (8-12%). In Svizzera erano soprattutto le città che nel basso ME, e in parte ancora nel XVI sec., prendevano in consegna il capitale delle rendite, il cui mercato venne prosciugato dal continuo indebitamento dello Stato. La rendita vitalizia continuò a svilupparsi all'estero, spec. in Francia, Inghilterra e nei Paesi Bassi, dove nel XVII e XVIII sec. rafforzò il suo carattere speculativo. Gli aristocratici facoltosi e i membri dei patriziati cittadini sviz. investirono in misura sempre crescente e con grandi profitti anche nelle rendite statali perpetue, emesse a Parigi; per le figlie nobili dei patrizi ginevrini, le cosiddette demoiselles ginevrine, era possibile concludere delle rendite vitalizie calcolate in base alla durata probabile della loro vita già nel XVII sec.

Sul modello delle antiche assicurazioni delle spese funerarie di origine romana e secondo il principio delle casse per le spese funerarie dei maestri delle corporazioni, sorsero nel ME in alcune zone delle confraternite di garzoni, che garantivano ad ogni loro membro il pagamento delle spese di sepoltura. A Lucerna esisteva nel XVI sec. una cassa dei garzoni ancora più articolata: ogni membro doveva versare un importo settimanale; se un garzone si ammalava o cadeva in miseria, la cassa gli versava ciò di cui necessitava; la parte a carico dell'assicurato, che doveva essere resa in seguito, comprendeva i soli costi per gli alimenti. Alcune confraternite catt. di garzoni sorte intorno alla fine del XVI e nel XVII sec. rivitalizzarono tradizioni quali il corteo funebre, le messe di suffragio e le processioni per i garzoni deceduti; in questi casi, come già in precedenza nel commercio delle indulgenze praticato dalla Chiesa, rivestivano notevole importanza i valori trascendentali degli oggetti assicurati. In alcuni cant. e città, le vedove e gli orfani degli impiegati pubblici erano assicurati e ricevevano dallo Stato una rendita che corrispondeva alle loro necessità.

Autrice/Autore: Martin Körner / ddo

1.2 - Assicurazione dei beni materiali

Nell'ambito dell'assicurazione dei beni materiali, l'assicurazione sui trasporti, che si diffuse nei Paesi affacciati sul mare già nel basso ME e che era basata su un guadagno di natura capitalistico-aziendale, era sconosciuta in Svizzera, dove si svilupparono invece su basi corporativistiche e solidali le assicurazioni sul bestiame, contro la grandine e contro gli incendi. All'inizio del XVIII sec. in alcune zone vennero create le casse contro le intemperie, che tuttavia non prevedevano ancora pagamenti anticipati regolari: solo quando, e non in tutti casi, avveniva una catastrofe naturale, i contadini delle zone non colpite versavano nella cassa una quota, calcolata in base al danno totale, che veniva poi destinata ai contadini bisognosi. A completamento di queste somme, le autorità indicevano collette cittadine e cant. (ted. Liebessteuern) a favore dei danneggiati dalla grandine e da altre catastrofi naturali. Il medesimo principio di reciprocità era adottato per coprire i danni che i contadini subivano quando perdevano gli animali per epidemie e incidenti; casse di solidarietà specifiche sorsero tuttavia solo nel tardo XVIII sec. Allo stesso modo funzionava l'assicurazione contro gli incendi che, ancora fino al XVIII sec., si basava sulle sovvenzioni (tassa sugli incendi) dell'autorità e sul permesso di accattonaggio concesso a sinistrati da incendio. In Svizzera le prime casse locali di assicurazione contro l'incendio si svilupparono in alcune valli alpine solo nel tardo XVIII sec.; nello stesso periodo vennero promosse a Zurigo e a Berna alcune iniziative volte a creare una cassa di assicurazione contro l'incendio degli edifici, ma solo a Zurigo venne effettivamente realizzata un'assicurazione volontaria contro gli incendi (1782). Il superamento delle forme aristocratiche di potere, la caduta delle costituzioni corporativistiche, la lenta realizzazione della libertà di commercio, l'abolizione del sistema feudale e la crescita di un'economia sempre più orientata verso il mercato minarono le forme di sicurezza della società tradizionale e portarono, assieme a nuovi rischi non ancora coperti, a un'atmosfera spirituale, istituzionale ed economica aperta ad accogliere nuovi tipi di assicurazione.

Autrice/Autore: Martin Körner / ddo

2 - XIX e XX secolo

2.1 - Aspetti generali

Il sistema assicurativo moderno nacque in Svizzera con i rami assicurativi sui beni materiali e sui patrimoni e, in particolare, con la copertura sistematica dei danni provocati dagli incendi agli edifici e con gli sforzi tesi a rafforzare il mercato ipotecario. Dagli anni 1820-30 compagnie estere iniziarono a essere attive nel ramo dei beni mobili, nel decennio successivo in quello delle assicurazioni sulla vita. La prima azienda indigena a riscontrare un successo durevole fu la Soc. sviz. di mutua assicurazione del mobilio contro i danni da incendio, creata nel 1826 a Berna, attiva ancora all'inizio del XXI sec. sotto forma di cooperativa (La Mobiliare). Le fondazioni si moltiplicarono solo a partire dagli anni 1860-70. Soc. sviz. si interessarono molto presto al mercato estero, contribuendo notevolmente a integrare l'economia sviz. nelle reti di scambi intern. Inizialmente le compagnie si limitarono a un solo ambito; soc. attive in diverse branche apparvero solo alla fine del XIX sec., come ad esempio la Compagnia d'Assicurazioni Basilese. Nel XX sec., con l'Assicurazione malattia, l'Assicurazione contro gli infortuni e lo sviluppo delle assicurazioni di rendita, alcune attività essenziali precedentemente legate alle assicurazioni delle persone passarono dal settore privato a quello delle Assicurazioni sociali. Dopo la prima guerra mondiale la concorrenza straniera andò vieppiù scomparendo, spec. a causa del dissesto delle valute, mentre una cartellizzazione spinta garantì una grande stabilità. La situazione cambiò con l'europeizzazione e la globalizzazione. La pressione crescente della concorrenza stimolò, alla fine del XX sec., lo sviluppo dell'assicurazione universale e la concentrazione in imprese più grandi attraverso fusioni: nel 1988 La Suisse Assicurazioni fu rilevata dalla Rentenanstalt, nel 1991 La Genevoise dalla Zurigo Assicurazioni, nel 1997 La Neuchâteloise dalla Winterthur Assicurazioni. Alla fine degli anni 1980-90 risale l'avvicinamento di Banche e assicurazioni nel quadro di una strategia bancassicurativa, per esempio la fusione del Credito svizzero (CS) con la Winterthur Assicurazioni nel 1997. Questa strategia fallì e le due attività furono separate, dopo pesanti perdite. La più grande compagnia, la Winterthur Assicurazioni, venne rilevata nel 2006 dalla franc. AXA. Altre compagnie estere, come Allianz o Generali, si assicurarono notevoli quote di mercato attraverso acquisizioni.

Sul piano giur. l'assicurazione privata sottostà a una doppia regolamentazione: sorveglianza esterna e regole sotto forma di contratto. A seguito di una serie di fallimenti e di incompetenze di certi impiegati che ne intaccarono la reputazione, la Conf. emanò nel 1885 la prima legge sulla sorveglianza delle assicurazioni, rivista nel 1978 e nel 2004, che istituì un ufficio delle assicurazioni (ufficio fed. delle assicurazioni nel 1978), integrato nel 2009 all'autorità fed. di vigilanza sui mercati finanziari (Finma). A questa legge si aggiunse nel 1908 quella sul contratto d'assicurazione, ancora in vigore all'inizio del XXI sec., pur necessitando di revisione.

Per lungo tempo relativamente insignificante dal punto di vista del PIL (0,6% verso il 1900-1910, solo 2% nel 1990, 4% nel 2010), il settore assicurativo ha portato un importante contributo alla bilancia dei pagamenti (7,5% in media nel 1990 e 2000). Il totale nominale dei premi incassati sul mercato sviz. è passato da 30,4 milioni di frs. nel 1891 a 108,8 milioni nel 1914, 419,3 milioni nel 1938, per la prima volta più di un miliardo nel 1954, 26,1 miliardi nel 1990. Nel 2010 raggiungeva i 56,5 miliardi (di cui 30 miliardi per il ramo sulla vita, 25 miliardi per quello contro i danni e 1,5 miliardi per la riassicurazione). Nell'assicurazione contro i danni i premi sono ripartiti in 35% per la malattia, 16% per incendi e danni materiali, 12% per gli incidenti, 22% per i veicoli (casco 11%, RC 11%), 8% per la responsabilità civile e il restante per le altre branche. La Svizzera è uno dei Paesi in cui più si spende per assicurarsi: 8012 dollari pro capite nel 2011 (6647 nei Paesi Bassi, 4535 in Gran Bretagna, 4041 in Francia). Le assicurazioni sviz. realizzavano due terzi dei loro affari (112 miliardi di frs.) all'estero. Nel 2010 il settore impiegava quasi 50'000 persone (il 42% donne). La Finma sorvegliava 162 compagnie con sede in Svizzera e 51 succursali di compagnie estere. Nel ramo delle assicurazioni sulla vita le due maggiori soc., AXA Vita e Swiss Life (precedentemente Rentenanstalt), detenevano più del 50% del mercato; nel ramo danni le tre più grandi, AXA Assicurazioni, Zurigo Assicurazioni e La Mobiliare, ne detenevano quasi il 50%.

Autrice/Autore: Martin Körner, Bernard Degen / vwy

2.2 - Assicurazione contro i danni

L'assicurazione contro i danni copre i rischi concernenti le persone (incidente, malattia), le cose (immobili, veicoli, merci, ecc.) o il capitale (responsabilità civile, ecc.). In origine riguardava l'assicurazione degli edifici, in particolare contro gli incendi. Il primo ist. cant. di assicurazione degli immobili nacque nel 1805 in Argovia, dove il Fricktal già conosceva un'istituzione analoga quando ancora faceva parte della Brisgovia austriaca. Berna e Turgovia seguirono questo modello nel 1806, Basilea e San Gallo nel 1807, Zurigo nel 1808, Sciaffusa e Soletta nel 1809, Friburgo, Lucerna e Neuchâtel nel 1810, Glarona e Vaud nel 1811, Zugo nel 1812. All'inizio del XXI sec. esistevano 19 ist. cant. di assicurazione degli immobili.

Problemi di dotazione (macchine, mobili d'ufficio, ecc.) portarono ben presto alla necessità di distinguere fra assicurazione di immobili e di beni mobili. Nel 1826 a Berna venne pertanto creata La Mobiliare. Alla seconda metà del XIX sec. risalgono i successivi ist. attivi nel ramo, come la Helvetia Schweizerische Feuerversicherungs-Gesellschaft fondata nel 1861 a San Gallo (Helvetia Assicurazioni) e la Basler Versicherungs-Gesellschaft gegen Feuerschaden del 1863. Nell'ultimo terzo del sec. compagnie estere, poi anche sviz. ampliarono l'offerta con assicurazioni contro la rottura di specchi e vetri di finestre, i danni provocati dall'acqua e il furto con scasso, come ad esempio la Vaudoise Générale fondata a Losanna nel 1895 (Vodese Assicurazioni).

Nel settore agricolo la sfera d'influenza della Berner (più tardi Schweizerische) Versicherungsgesellschaft gegen Hagelschäden, fondata nel 1825 per far fronte ai danni dovuti alla grandine, si estese a diversi cant.; dopo anni di successi altalenanti, la soc. fallì nel 1863. Solo la neofondata Schweizerische Hagelversicherungsgesellschaft, nata nel 1879 a Zurigo, si affermò durevolmente sul mercato. Nell'assicurazione del bestiame nel XIX sec. sorsero localmente casse di mutuo soccorso, perlopiù con scarso successo. La legge fed. relativa al promovimento dell'agricoltura del 1893 raccomandava l'assicurazione obbligatoria del bestiame, mercato dominato sino alla prima guerra mondiale da compagnie di Berlino (Central-Viehversicherung), Dresda (Sächsische Vieh-Versicherungs-Bank), Karlsruhe (Badische Pferde-Versicherungs-Anstalt) e Parigi (La Garantie fédérale).

L'industrializzazione e lo sviluppo dei trasporti e dei viaggi crearono un mercato per le assicurazioni infortuni e di Responsabilità civile, rami in cui si attivarono la Zurigo Assicurazioni dal 1872 e la Winterthur Assicurazioni dal 1875. Le prime compagnie sviz. nel ramo dei trasporti, dapprima lasciato a soc. straniere, apparvero in seguito alla rivoluzione dei traffici e dei viaggi determinata dalla ferrovia: la Soc. generale di assicurazioni Helvetia a San Gallo dal 1858, la Basler Transportversicherungs-Gesellschaft dal 1864, la Schweizerische Allgemeine Versicherungs-Aktien-Gesellschaft di Zurigo e la Neuchâteloise Générale dal 1869.

Autrice/Autore: Martin Körner, Bernard Degen / vwy

2.3 - Assicurazione sulla vita

Il mercato delle assicurazioni sulla vita in Svizzera fu inizialmente detenuto da numerose compagnie ted., franc. e inglesi. Solo dopo la fondazione del Credito sviz. fu possibile una mobilizzazione di capitali sufficiente a garantire la copertura convenuta. Nel 1857 nacque quindi la Rentenanstalt, nel 1858 La Suisse Société d'Assurances sur la Vie, nel 1864 la Basler Lebensversicherungs-Gesellschaft e successivamente altre soc. del settore. Con la diffusione della previdenza professionale le compagnie di assicurazioni sulla vita poterono espandere notevolmente la loro attività attraverso le assicurazioni collettive, che all'inizio del XXI sec. rappresentavano più del 70% dei premi, contro meno del 20% per i contratti individuali. Il resto proveniva dall'assicurazione sulla vita legata a partecipazioni e a operazioni di capitalizzazione.

<b>Assicurazioni</b><br>Manifesto pubblicitario per un'agenzia di assicurazioni del 1954 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><BR/>
Manifesto pubblicitario per un'agenzia di assicurazioni del 1954 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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Autrice/Autore: Martin Körner, Bernard Degen / vwy

2.4 - Riassicurazione

Al più tardi verso il 1840 si pose la questione della riassicurazione, poiché grandi sinistri potevano sovraffaticare l'assicuratore diretto. All'inizio la riassicurazione fu assunta da altre compagnie di primo ricorso. Dopo l'incendio di Glarona (1861), nel 1863 alcune compagnie di assicurazione e grandi banche fondarono a Zurigo la Compagnia svizzera di riassicurazione (Swiss Re dal 1999). La Basler Rückversicherungsgesellschaft seguì nel 1869 e più tardi altre. Nel 2010 Swiss Re controllava il 55% del mercato interno e occupava il secondo posto a livello mondiale nel ramo, dopo Münchener Rück.

Autrice/Autore: Martin Körner, Bernard Degen / vwy

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
– C. Simon, Das Versicherungswesen in der Schweiz, 1925
– J. Halpérin, Les assurances en Suisse et dans le monde, 1946
– F. Thalmann, «Die Anfänge der Lebensversicherung in der Schweiz», in Schweizerische Versicherungszeitschrift, 1946-1947
– K. Wellisch, Die Entwicklung des staatlichen Feuerassekuranzwesens sowie der kantonalen Versicherungsgesetzgebung auf dem Gebiet der Gebäude- und Mobiliarversicherung bis zum Erlass des Bundesgesetzes über den Versicherungsvertrag vom 2. April 1908, 1951
– W. von Wartburg Die Versicherung in der Schweiz, 1952 (197911)
– E. Fäh, Die Hagelversicherung in der Schweiz in Vergangenheit und Gegenwart, 1954
– M. Körner, Banken und Versicherungen im Kanton Luzern vom ausgehenden Ancien Régime bis zum Ersten Weltkrieg, 1987
– H.-M. Oberholzer Zur Rechts- und Gründungsgeschichte der Privatversicherung, insbesondere in der Schweiz, 1992
Pubbl. CIE, 12
100 Jahre Zeitgemäss: Meilensteine in der Brand- und Elementarschadenversicherung in der Schweiz, 2002
– E. Rohland Sharing the Risk: Fire, Climate and Disaster. Swiss Re, 1864-1906, 2011