Someggiatura

Il trasporto di beni per mezzo di animali da soma imbastati quali Cavalli, Muli, Asini e probabilmente anche bovini era già praticato in epoca preistorica e romana. La someggiatura come attività professionale di trasporto di merci attraverso i Valichi nel quadro del Commercio regionale e transalpino è attestata dall'inizio del XIV sec. e mantenne la sua importanza fino al XIX sec. inoltrato. Per quanto riguarda la realizzazione delle mulattiere e la loro manutenzione durante tutto l'arco dell'anno, i signori territoriali, i com. e i somieri assumevano compiti diversi. Lungo gli itinerari commerciali, autorità laiche ed ecclesiastiche come i cant. conf., le comunità di valle, i principi vescovi, i conventi e i feudatari nobili (ad esempio i maiores vescovili a Ernen) fecero costruire Soste necessarie alla someggiatura.

Il trasporto di norma avveniva per singole tratte da sosta a sosta (cosiddetta Teilfuhr) ed era svolto come attività accessoria da contadini, riuniti in cooperative (dette Roden nei Grigioni). Per potervi fare parte solitamente era necessario possedere un animale da soma con la relativa attrezzatura, e spesso anche depositare una cauzione o una garanzia. In molte regioni, ad esempio a Uri, nella valle d'Orsera e in Leventina, la someggiatura era riservata ai membri delle locali comunità per lo sfruttamento dei beni comuni. Altrove i diritti di trasporto in quanto proprietà personale erano liberamente commerciabili (come in Bregaglia) o potevano essere alienati ad altri somieri appartenenti alla cooperativa (Thusis, 1473). L'attestazione di statuti dei somieri risulta sporadica per il XIII sec. e più frequente per il XIV sec. (Osco, 1237; Leuk, 1310; valle d'Orsera, 1363; Uri, 1383; passo del Settimo, 1391; passi del Grimsel e del Gries, 1397; passo dello Spluga, 1473; Hirzel, 1482). Le cooperative situate lungo lo stesso itinerario commerciale spesso si associavano. Nelle Tre Leghe prima del XVI sec. esistettero cinque di queste ass., dette federazioni dei Porti (Porten). Talvolta le autorità sovrane regolamentavano i trasporti lungo un intero tracciato per via legale o contrattuale (ad esempio Uri per la strada del San Gottardo nel 1498). Lungo il tracciato di loro competenza, i somieri avevano il monopolio sul trasporto di merci. Essi esercitavano la loro attività in base a una rotazione (Rod) stabilita dagli stessi membri delle cooperative o dai responsabili delle stazioni di sosta. I trasporti erano di norma più intensi in inverno che in estate.

Accanto alle spedizioni suddivise per tratte, più lente, si affermò il trasporto diretto (Strackfuhr, conducere ad forleytum), in cui lo stesso somiere portava le merci a destinazione senza trasbordo. Soprattutto dove esisteva un'autorità politica forte si assistette a una diffusione rapida e precoce di questo sistema, menz. a Uri nel 1383 e in Leventina nel 1396. A rimborso dei costi di manutenzione delle strade (ad esempio sgombero della neve) e dei diritti di trasporto, contestualmente al trasporto diretto fu introdotto il forletto (Fuhrleite), un pedaggio riscosso nelle soste da funzionari speciali (Teiler). Dove le istituzioni com. esercitavano un ruolo importante, come nel futuro territorio delle Tre Leghe, il trasporto diretto mantenne un ruolo secondario rispetto a quello per tratte e rimase limitato a determinate categorie di merci, come attestano ad esempio gli statuti dei somieri del passo del Settimo (1391) e l'ordinamento dei trasporti delle Tre Leghe (1489). Nel XVII sec. Kaspar Stockalper monopolizzò il trasporto diretto sul passo del Sempione. La sua grande impresa rilevò tutti i mezzi di trasporto, assunse somieri, assicurò la manutenzione delle strade e fece costruire stazioni di sosta. Lungo le mulattiere dei valichi del Giura, del passo del Settimo (1387), della strada di Hirzel (1534) e del passo dell'Etzel (1774), il trasporto su carri fece concorrenza alla someggiatura (Industria dei trasporti).

L'apertura di strade carrozzabili (ad esempio sul passo del Sempione nel 1805 e sul passo del Gran San Bernardo nel 1905) rese da allora possibile il trasporto di merci per mezzo di carri anche lungo i valichi più importanti. Nel XIX sec. l'evoluzione in senso liberale del diritto e soprattutto la libertà di commercio posero fine ai monopoli sui trasporti tutelati dalle autorità. Il forletto e i compiti a esso connessi passarono in Ticino ai com. (1807) e nei Grigioni al cant. (1820). La someggiatura continuò a essere praticata come attività economica lungo i valichi più piccoli non carrozzabili ma rilevanti sul piano regionale (ad esempio fino al 1880 sui passi del Grimsel e del Gries). La costruzione delle linee ferroviarie alpine alla fine del XIX sec. ne segnò però definitivamente la fine (tranne come sistema di trasporto delle truppe del treno).


Bibliografia
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– W. Schnyder, Handel und Verkehr über die Bündner Pässe im Mittelalter zwischen Deutschland, der Schweiz und Oberitalien, 2 voll., 1973-1975
RSS, 29, 1979, n. 1 (n. tematico: Geschichte der Alpen in neuer Sicht)
– P. Caroni, «Dorfgemeinschaften und Säumergenossenschaften in der mittelalterlichen und neuzeitlichen Schweiz», in Les communautés rurales, 6, 1987, 192-221
– P. Dubuis (a cura di), Ceux qui passent et ceux qui restent, 1989
– Stadler, Uri, 1, 161-209
– E. Riedenauer (a cura di), L'apertura dell'area alpina al traffico nel Medioevo e nella prima era moderna, 1996
– AA. VV., Bergbauern, Säumer und Durchreisende, 2001
– H. Baumann, S. Fryberg, Der Gotthardpass, 2 parti, 2001-2002
– R. Küchler, Obwaldens Weg nach Süden, 2003 (con bibl.)
– J. Pachtenfels, Wege der Säumer, 2005

Autrice/Autore: Hans Stadler / mku