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Stampa tipografica

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Il termine di stampa tipografica definisce sia la produzione del Libro nel suo complesso, sia il procedimento di stampa (stampa in rilievo) tramite la composizione di forme tipografiche. Il procedimento classico comprendeva le forme di stampa con lettere di metallo fuso, l'attrezzatura di composizione (cassetta dei caratteri, compositoio, vantaggio), l'inchiostro e il torchio. All'inizio del XXI sec. venivano usate soprattutto la tecnica di stampa offset (stampa in piano) e la stampa digitale.

1 - Diffusione e importanza nel XV e XVI secolo

La stampa con timbri impregnati di colore, apposti su supporti diversi (legno, tessuto, papiro, pergamena), era conosciuta sin dall'antichità. Nel XV sec. si diffusero la Stampa d'arte e i Libri silografici prodotti mediante tavolette di legno. Fu solo con l'invenzione, da parte di Johannes Gutenberg, dei caratteri mobili in piombo che la produzione libraria subì una radicale trasformazione: dal 1450 la sua officina di Magonza stampò con questo procedimento la Bibbia lat. e vari scritti religiosi. Negli anni 1460-70, uno dei suoi garzoni, Berthold Ruppel, introdusse la nuova arte a Basilea, dove si affermò in poco più di un decennio. Tuttavia, la prima opera a stampa sviz. provvista di data - il Mammotrectus (10.11.1470) -, non menz. Basilea come luogo di stampa, ma Beromünster. Poiché gli incunaboli (nome dato alle stampe fino al 1500) recavano solo eccezionalmente la data, il nome dello stampatore e il luogo, le prime menz. non forniscono molte informazioni sull'importanza del luogo di stampa: i primi incunaboli datati provengono da Beromünster (1470-73), Burgdorf (1475), Zurigo (1479-82), Rougemont (1481), Promenthoux (1482), Losanna (1493) e Sursee (1499-1500). Complessivamente da queste località sono stati tramandati solo 30 titoli, un terzo dei quali è costituito da fogli volanti; erano opera di tipografi itineranti che assumevano incarichi a breve termine. Questi ultimi furono attivi a Beromünster, Baden, Friburgo, Lucerna, Poschiavo, Porrentruy, San Gallo e Sciaffusa. Nel 1532 a Serrières (oggi com. Neuchâtel) fu stampata la prima traduzione franc. della Bibbia, nel 1500 a Sursee la cronaca in rima della guerra di Svevia di Niklaus Schradin. L'officina fondata a Berna nel 1537 da Matthias Apiarius, pioniere delle edizioni musicali, fu attiva per 25 anni.

I primi importanti centri della stampa tipografica furono Basilea (dalla seconda metà degli anni 1460-70), Ginevra (dal 1478) e Zurigo (dal 1521). Nella città univ. renana, la stampa tipografica divenne un'attività artigianale di importanza europea. Fino al 1500 è possibile documentare oltre 70 stampatori, tra cui in particolare Bernhard Richel e Michael Wenssler. Tra i tipografi-editori (Case editrici) vanno cit. Johannes Amerbach, Johannes Froben, Johannes Petri, Nicolaus Episcopius, Johann Herwagen, Robert Winter e Giovanni Oporino. La stampa tipografica basilese dovette la rapida fama ottenuta a livello europeo all'attualità, alla qualità e alla vasta scelta di opere, dedicate soprattutto alla teol. (fra l'altro la Bibbia lat. e i Padri della Chiesa, o il Talmud, 1578-88), al diritto civile e canonico, alla letteratura profana (per esempio gli autori greci e romani) e alla linguistica (come una grammatica e un vocabolario di ebraico). Eruditi e autori di primo piano, come Sebastian Brant ed Erasmo da Rotterdam, accettarono di pubblicare prime edizioni a Basilea (fra l'altro il Nuovo Testamento in greco di Erasmo, 1516). Le opere a stampa basilesi erano particolarmente curate sul piano tipografico e illustrate dai migliori artisti del tempo, come Hans Holbein il Giovane e Urs Graf il Vecchio.

Ginevra fu un altro importante centro della stampa tipografica, noto inizialmente per la stampa di romanzi e libri edificanti in franc. Con la Riforma si aggiunsero le opere di Giovanni Calvino, stampate presso Jean Girard (morte 1558). Ma furono rifugiati franc., come Jean Crespin, Conrad Badius e Robert Estienne, stampatori-editori esperti e tipografi qualificati, che conferirono a Ginevra rinomanza intern., pubblicando in particolare numerose edizioni della Bibbia, opere teol. (fra l'altro il catechismo di Calvino in ebraico) e dizionari delle lingue antiche (ad esempio il Thesaurus Linguae Latinae e il Thesaurus Linguae Graecae).

Nel solco della Riforma, Zurigo divenne il terzo centro della stampa tipografica. Accanto a Johannes Hager, fu soprattutto Christoph Froschauer ad avvicinarsi maggiormente alle prestazioni degli stampatori basilesi realizzando opere di eccellente fattura tipografica, ornate riccamente. Nella sua officina furono stampati gli scritti di Martin Lutero e dei riformatori zurighesi, un'edizione della Bibbia (Bibbia di Froschauer, 1524-29), e più tardi trattati di storia, geografia e scienze naturali, come la Chronik der Eidgenossenschaft (1547/48) di Johannes Stumpf e le opere di Konrad Gessner. Diversi altri stampatori, tra cui i fratelli Andreas e Jakob Gessner, pubblicarono, oltre a opere teol. e classiche, anche stampati popolari.

Il libro a stampa del XV-XVI sec., che per aspetto e veste tipografica si ispirava ai codici manoscritti, aveva in larga parte soppiantato questi ultimi già prima del 1500. Poiché nella scelta degli argomenti la stampa tipografica si orientava interamente verso un pubblico colto, venivano stampate soprattutto opere teol., seguite da trattati umanistici di filologia classica, letteratura antica, diritto, storia, geografia e cartografia e scienze naturali. La letteratura profana occupava il terzo posto. Oltre a queste opere ambiziose, tuttavia, le tipografie pubblicavano regolarmente anche stampe per l'uso quotidiano come fogli volanti, carte da gioco (Giochi di carte), stampe d'arte e calendari popolari (Almanacchi).

Gli stampatori del XV-XVI sec. costituivano un'élite di imprenditori commerciali e tecnici, come lo erano stati in precedenza i fondatori di mulini per la carta e lo sarebbero stati in seguito gli industriali del tessile e i fabbricanti. Si interessavano ai nuovi campi del sapere ed erano aperti a nuove correnti, per esempio alla Riforma. Come stampatori-editori, di solito stabilivano il programma editoriale in stretta collaborazione con gli autori eruditi, ai quali spesso erano uniti da rapporti di amicizia (come Froben ed Erasmo), ma anche cooperando con Univ. e Acc. In qualità di librai frequentavano personalmente le fiere del libro a Lipsia, Francoforte, Parigi e Lione. Già nel XVI sec., tuttavia, cominciò a delinearsi una separazione fra i settori della stampa tipografica, dell'editoria e del commercio librario.

La forma aziendale era quella di un'officina (come in generale nell'Artigianato) dotata di attrezzatura e di personale (maestro, garzoni e apprendisti). Le diverse attività di fusione dei caratteri, incisione delle forme, composizione, stampa e correzione di bozze, inizialmente non costituivano mestieri autonomi. Per progetti più impegnativi gli stampatori creavano delle comunità di lavoro come fecero Froben, Amerbach e Petri attorno al 1500 o Johann Jakob Thurneysen e il fonditore di caratteri tipografici Wilhelm Haas verso il 1780.

Già nel XVI sec. esisteva la comunità di lavoro fam., particolarmente indicata nei luoghi con una forte concentrazione di imprese; questo fu il caso di Froschauer a Zurigo, che disponeva di stamperia, casa editrice, libreria, fonderia di caratteri, laboratorio silografico, rilegatoria e mulino per la carta. La fam. di stampatori, editori e librai Hautt, con sede principale a Lucerna dal 1636, risiedette e operò anche a Vienna e, dal 1711, a Friburgo.

Numerosi tipografi noti erano stranieri domiciliati: quelli attivi a Basilea erano originari soprattutto dell'Alsazia e della Germania, quelli di Zurigo della Germania e quelli di Ginevra provenivano dalla Germania, dai Paesi Bassi e dalla Francia. Cacciati e perseguitati per motivi religiosi - dal XVII-XVIII sec. sempre più spesso per ragioni politiche -, trovarono riparo nella Conf., più tollerante. Come altri mestieri privilegiati (ad esempio farmacisti, orafi, cartai), il settore della stampa tipografica era riservato principalmente ai cittadini. Gli stampatori stranieri, molto richiesti, ottenevano perciò rapidamente la cittadinanza. A Froschauer, bavarese, venne conferita la cittadinanza zurighese nel 1519 "a causa della sua arte". Considerata un'arte, la stampa tipografica era esonerata dall'obbligo di iscrizione alle corporazioni, previsto per i mestieri artigianali. Pertanto, i tipografi accedevano soprattutto alle corporazioni di merciai.

Di solito gli stampatori contrassegnavano con il proprio marchio le opere che uscivano dalle loro officine. Molte di queste apparivano però sotto falso nome e con luogo di stampa fasullo, soprattutto nel caso di ristampe o edizioni non autorizzate di opere di successo, come gli scritti dei riformatori pubblicati a Serrières da Pierre de Vingle. Le ristampe erano diffuse anche per mancanza di una protezione legale efficace; inoltre i privilegi di stampa erano facilmente aggirabili, poiché il più delle volte erano in vigore solo nella località o nel territorio in cui erano stati emanati. Nemmeno i privilegi reali e imperiali trovavano applicazione in tutto l'Impero. Per questo motivo l'Elogio della pazzia di Erasmo e, dal XVIII sec., i classici ted., inglesi e franc. furono continuamente ripubblicati. Le edizioni di classici di Beat Ludwig Walthard posteriori al 1765 sono note come "ristampe bernesi".

Autrice/Autore: Peter Tschudin / did

2 - Dal XVII all'inizio del XIX secolo

L'Umanesimo e la Riforma ebbero un ruolo propulsore nelle prime fasi della stampa tipografica; per questo motivo ebbe come fulcri le città più attive sul piano intellettuale e teol., più tardi rif., come Basilea, Ginevra e Zurigo. Dalla fine del XVI sec. nuove correnti favorirono lo sviluppo di altri luoghi di stampa: la Riforma catt. nel XVII sec., la generale richiesta, influenzata dall'Illuminismo, di opere letterarie, filosofiche e scientifiche, il rinnovato interesse per giornali e riviste (Stampa) e, non da ultimo, il grande bisogno di stampati da parte delle amministrazioni pubbliche.

All'epoca della Riforma catt., nella Svizzera catt. sorsero diversi centri della stampa tipografica. Nell'officina dell'abbazia di Einsiedeln, aperta nel 1664, furono stampate opere monumentali in più volumi di teol., liturgia e storia (ad esempio la Theologia Scholastica di Augustin Reding, 1687). Grazie a David Hautt, dal 1636 Lucerna divenne luogo di stampa per opere religiose, geografiche e storiche, come l'Helvetia Sancta (1648) di Heinrich Murer. Anche il principato abbaziale di San Gallo, che dal 1633 gestì una tipografia nel convento di S. Giovanni (dal 1640 a San Gallo), pubblicava opere teol. e libri scolastici, fra l'altro il Cursus theologicus (1670) e il Cursus philosophicus (1686) dell'abate Celestino Sfondrati.

A Basilea, Ginevra e Zurigo, centri della stampa rif., si proseguì con la stampa di Bibbie in tutte le versioni e le lingue, libri edificanti spirituali, manuali e calendari. Dal XVII sec. si diffusero le aziende fam.: in particolare, a Basilea gli atelier König, Decker, Genath e Pistorius, Thurneysen e Im Hof; a Ginevra Bousquet, Cramer e Gosse; a Berna Haller, Walthard e Gruner; a San Gallo Hochreutiner, Weniger e Zollikofer. A Zurigo l'officina Orell & Compagnie nacque da partecipazioni finanziarie basate su vincoli di parentela.

La stagnazione del XVII sec., dovuta alla guerra dei Trent'anni, finì con l'Illuminismo: dopo il 1750 aumentò la richiesta di pubblicazioni di impronta laica in ambito politico, storico, filosofico e letterario (compresi la bellettristica e i libri di viaggio). La fam. di stampatori basilesi Thurneysen è un esempio di questa evoluzione. Se sotto la guida di Johann Jakob padre (1723-1787) l'officina stampava scritti edificanti, libri scolastici e calendari, con Johann Jakob figlio (1754-1803) pubblicò le opere di Voltaire, Jean-Jacques Rousseau e Federico II in lingua originale, ma soprattutto le ristampe di autori contemporanei inglesi di storia, filosofia, letteratura, critica letteraria, scienze economiche e politica. Grazie all'attività editoriale di Johann Jakob Bodmer, Johann Jakob Breitinger, Salomon Gessner e Johann Kaspar Lavater e all'eccellente lavoro di stamperie come la Orell & Compagnie (più tardi Orell Füssli), nel XVIII sec. Zurigo tornò a essere un centro della stampa tipografica.

Fra i diversi stampatori-editori di Ginevra, si distinsero i fratelli Gabriel e Philibert Cramer, discendenti da una fam. di matematici, con pubblicazioni di matematica ed edizioni di opere di Voltaire. Storiografie, enciclopedie (Dizionari enciclopedici) e thesauri, molto apprezzati nel XVIII sec., furono anche pubblicati in nuove località come Yverdon (Encyclopédie d'Yverdon, 1770-80; presso Fortunato Bartolomeo de Felice) e Neuchâtel (Description des Arts et Métiers, 1771-83; presso la Société typographique de Neuchâtel).

Il crescente interesse per l'attualità comportò un aumento della richiesta di giornali e periodici. Nel 1597 Leonhard Straub pubblicò a Rorschach l'Annus Christi, considerato il primo mensile in lingua ted. con uscite regolari. I settimanali del XVII e XVIII sec. (intitolati "giornale", "foglio" o "posta") avevano perlopiù un contenuto politico ed economico, ma talvolta erano anche concepiti per l'intrattenimento, come il Leseblatt zum Nutzen und Vergnügen (1786) di Coira. Anche le riviste specializzate a carattere letterario avevano un taglio dilettevole, ma mantenevano un obiettivo didattico (Die Discourse der Mahlern di Bodmer e Breitinger, 1721-22) ed erano legate all'attualità (Choix littéraire di Jacob Verne, 1755-60). A Lugano, la fam. di stampatori milanesi Agnelli pubblicava, accanto a opere religiose e scientifiche, anche il settimanale politico Nuove di diverse corti e paesi, grazie a cui, dal 1746, commentò i disordini lombardi. L'introduzione della libertà di stampa nella Repubblica elvetica determinò la nascita di numerosi nuovi giornali: tra il 1798 e il 1799 in tutta la Svizzera ne furono pubblicati 69. Nella Svizzera franc., Losanna acquisì importanza come centro della stampa periodica.

Dal XVI sec. la quantità di materiale scritto aumentò improvvisamente nei centri amministrativi dei principati abbaziali e delle città-Stato. Per controllare il flusso di carta, le autorità fecero ricorso alla stampa tipografica. A Berna, dove fino ad allora non esisteva una stamperia privata, il Consiglio istituì nel 1589 una tipografia ufficiale, attiva fino al 1831. In altri luoghi uno stampatore residente acquisiva lo statuto di tipografo ufficiale o municipale. Si trattava di un posto di fiducia molto ambito, poiché garantiva al suo titolare risp. alla sua officina tutti gli ordini di stampa pubblici. Il tipografo ufficiale percepiva uno stipendio, aveva talvolta diritto a un alloggio gratuito, beneficiava di un privilegio di stampa e solitamente restava in carica a lungo. Georg Sonnleitner, ad esempio, il primo tipografo ufficiale di Berna, fu attivo per 40 anni. In alcuni casi il privilegio divenne ereditario.

Le ordinazioni ufficiali comprendevano fogli volanti per affissioni, per esempio decreti ufficiali come leggi suntuarie e disposizioni sui capi di vestiario, ma anche tariffe per salari e prezzi dell'artigianato e dell'industria, o ancora pubblicazioni periodiche come calendari di Stato (Regimentskalender) e fogli di avvisi ufficiali. Dal XVII sec. si aggiunsero testi legislativi (i primi furono gli statuti della città di Berna nel 1615), tabelle doganali e tariffe delle tasse per l'amministrazione giudiziaria. Gli Stati ecclesiastici gestivano proprie stamperie: il principato vescovile di Basilea dal 1592 (a Porrentruy) e quello di San Gallo dal 1633. Per agevolare l'amministrazione dei beni, nel 1645 a San Gallo fu realizzata la prima raccolta stampata di documenti ufficiali (Codex Traditionum).

La concentrazione della stampa tipografica nei capoluoghi era in parte conseguenza della politica di potere delle autorità. L'apertura di una tipografia richiedeva una concessione (Bannalità), che fino al XVIII sec. veniva solitamente accordata a imprenditori residenti nella capitale. Le stamperie non autorizzate fondate nelle città soggette, ad esempio l'officina inaugurata a Losanna nel 1556, venivano represse dal governo. Berna soppresse l'obbligo di concessione per le professioni legate ai libri solo durante l'Illuminismo (1767), quando non riuscì più a impedire la diffusione della stampa tipografica nelle città soggette sottoponendole tuttavia a una Censura ancora più severa.

La censura sui libri era stata introdotta nel XVI sec. per tutelare la dottrina di entrambe le confessioni. A seconda delle circostanze, veniva applicata in maniera più o meno severa. Nella Chiesa catt., dal 1559 al 1966 fu in vigore l'Indice vaticano dei libri proibiti. Quest'ultimo danneggiò l'esportazione di libri spec. da Basilea, la cui intera produzione era stata inserita nella lista nel 1559. Anche i cant. rif. stilarono elenchi simili, come Berna nella lotta contro il pietismo (1695).

Autrice/Autore: Peter Tschudin / did

3 - Innovazioni del XIX e XX secolo

Nel XIX e XX sec. furono introdotte innovazioni che trasformarono radicalmente la stampa tipografica. La più incisiva fu la suddivisione, affermatasi definitivamente nell'ultimo terzo del XVIII sec., tra le unità di produzione, di editoria e di commercio librario. Le case editrici e le librerie si aggiudicarono il ruolo principale, mentre le tipografie divennero semplici luoghi di produzione e di esecuzione di ordinazioni, all'interno di una casa editrice o come imprese autonome. Sul piano sindacale, dalla seconda metà del XIX sec. l'industria delle Arti grafiche ebbe un ruolo precursore nelle questioni salariali e di protezione sociale.

Le innovazioni tecniche furono particolarmente marcate dalla seconda metà del XVIII sec. A Basilea, Wilhelm Haas padre e figlio vi contribuirono con il miglioramento del torchio, l'invenzione della composizione cartografica tipometrica e la creazione di numerosi nuovi caratteri tipografici. La macchina da stampa veloce, che dagli anni 1830-40 sostituì quella manuale, e la rotativa, introdotta in seguito, ebbero un effetto quasi rivoluzionario. Alla fine del XIX sec., la macchina compositrice prese il posto della composizione a mano: la prima volta nel 1893 presso Jent & Cie, la stamperia del Bund di Berna. Le linotype e le monotype furono le macchine per la composizione più usate fino agli anni 1960-70.

Dal 1960, la stampa offset o in piano, inventata nel 1904, rimpiazzò la composizione meccanica su piombo con la fotocomposizione e, soprattutto dagli anni 1970-80, con la composizione automatica digitale (fotocomposizione, composizione computerizzata). Alla fine del XX sec. aveva già quasi completamente soppiantato la stampa tradizionale in rilievo; per piccole tirature e per la pubblicità personalizzata era impiegata quasi esclusivamente la stampa digitale computerizzata. Anche nell'ambito della riproduzione di immagini l'evoluzione fu frenetica: la tecnica del cliché a mezzatinta consentì la razionalizzazione dell'industria grafica, che venne in seguito migliorata con la rotocalcografia. Dagli anni 1980-90 la riproduzione elettronica delle immagini in stampa offset ha ampiamente sostituito i vecchi procedimenti. Dalla seconda metà del XX sec., accanto al libro stampato, ha fatto la sua comparsa il libro elettronico su supporti diversi (nastro magnetico, dischetto, CD-ROM, internet, lettore digitale di e-book).

Autrice/Autore: Peter Tschudin / did

Riferimenti bibliografici

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Autrice/Autore: Peter Tschudin / did