• <b>Industria</b><br>Fonte: Censimenti federali  © 2006 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.

Industria

La definizione di industria, o settore industriale, non è univoca. L'Org. per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) intende il termine in senso lato, includendo nel settore l'insieme dell'industria manufatturiera, compresi l'artigianato, l'industria mineraria e altre attività di estrazione, l'edilizia e i lavori pubblici, e lo sfruttamento dell'energia e dell'acqua. Inteso in questa accezione, il settore industriale corrisponde sostanzialmente al secondario, così come definito dall'Ufficio fed. di statistica (UFS).

L'importanza e l'evoluzione del settore industriale vengono generalmente valutate in base ai dati sulle professioni e sulle percentuali di impiego, che in Svizzera sono parte integrante dei censimenti fed. della pop. dal 1860. Per gli anni precedenti a questa data, la valutazione si fonda su stime; tuttavia anche le prime statistiche ufficiali (1860, 1870) devono essere interpretate con prudenza. I successivi rilevamenti statistici fed. (1880, 1888) risultano invece decisamente più precisi.

Un ulteriore criterio di valutazione è costituito dalla produzione, ma anche in questo ambito la penuria di dati affidabili rappresenta un serio ostacolo. Dato che per gli anni precedenti la seconda guerra mondiale manca una statistica ufficiale al riguardo (valori lordi, valori aggiunti), per questo periodo si deve fare riferimento a stime retrospettive, spesso fornite da privati. Dal 1965 e dal 1975 l'UFS ha elaborato indicatori di produzione sulla base di rilevamenti campione. Se si considerano invece i rilevamenti statistici sul valore aggiunto per settore, le prime inchieste di rilievo risalgono al 1949.

1 - Evoluzione del settore industriale in termini di impiego e di valore aggiunto

Rispetto ad altri Paesi sviluppati (Europa, Stati Uniti), la Svizzera si distinse precocemente per un'industria forte, che garantiva molti impieghi: già verso il 1880 il 40% della pop. attiva lavorava nel settore (negli Stati Uniti solo il 20% e in Germania il 30%, ma nel Regno Unito il 50%). Verso il 1960 e il 1970 la percentuale di occupazione era ancora pari al 46-48,5% della pop. attiva, mentre nel medesimo periodo (1960-73) nei Paesi europei dell'OCSE essa si era stabilizzata attorno al 38%. In Svizzera il differimento del processo di terziarizzazione, ossia il protrarsi di una struttura economica dove l'industria era la principale fonte di impiego, si spiega con il forte afflusso di manodopera estera dopo la seconda guerra mondiale. In quel periodo, infatti, ebbe luogo un'espansione economica senza precedenti, indotta dalla domanda di beni e servizi da parte dei Paesi vicini, in piena ricostruzione, e dal bisogno di infrastrutture sul piano interno (costruzione di Strade nazionali e soprattutto di Abitazioni, in seguito a un'importante crescita demografica). Dopo il 1970 l'industria perse la sua posizione dominante: nel 2005 occupava soltanto il 23,7% della Popolazione attiva.

Percentuale di persone attive nel settore secondarioa
AnnoPercentuale
180026,3%
185032,4%
186035,2%
187038,0%
188040,3%
188840,6%
190043,6%
191044,1%
192042,9%
193043,2%
194143,3%
195045,3%
196048,5%
197046,0%
198039,4%
199031,6%
200523,7%

a Dal 1970 compresi gli occupati a tempo parziale.

Fonti:HistStat; Censimenti federali; Statistica delle persone occupate

Dagli anni 1860-70 il settore industriale rappresentò in valore aggiunto (secondo le stime) ca. quattro decimi del prodotto interno lordo (PIL), superando l'agricoltura, prevalente fino al 1858. In seguito questa percentuale aumentò leggermente, raggiungendo il 40-45% del PIL alla metà degli anni 1970-80, per poi diminuire. La stima del valore aggiunto, come quella dei dati sull'impiego, sembra attestare una forte stabilità del settore industriale nel periodo compreso tra la fine del XIX sec. e gli anni 1970-80.

2 - La rilevanza delle industrie esportatrici

L'importanza dell'industria in Svizzera si spiega con il carattere aperto della sua economia e con la necessità di sviluppare attività di trasformazione redditizie, al fine di garantire al Paese, nel quadro degli scambi commerciali con l'estero, gli introiti necessari al finanziamento delle importazioni di beni essenziali. In Svizzera, come in altri Paesi di piccole dimensioni e dotati di limitate risorse naturali, il modello di Industrializzazione si fonda soprattutto sullo sviluppo di un'industria orientata verso i mercati esteri, verso l'acquisto di materie prime e la vendita all'estero di prodotti finiti. Il settore "intern." ricevette forti impulsi dalla presenza di rifugiati ugonotti (Rifugiati per fede), i quali contribuirono a sviluppare in alcune regioni attività protoindustriali fortemente orientate verso l'esportazione, che prosperarono nel corso del XVIII sec. (industria orologiera, della seta e del cotone, Fabbrica, Protoindustrializzazione). Nel XIX sec. la crescita del commercio estero elvetico ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo del settore industriale, che alle soglie del XX sec. avrebbe conosciuto un'ulteriore forma di internazionalizzazione: la trasformazione di grandi imprese sviz. in Multinazionali.

L'importanza delle industrie di esportazione per l'economia nazionale (Economia d'esportazione), sottolineata dai numerosi studi sull'argomento, mette tuttavia in ombra un altro importante aspetto dell'attività economica: le attività rivolte al mercato interno, un ambito finora trascurato dalla ricerca storica. Il settore comprende le industrie e le attività artigianali i cui sviluppi rispondono prevalentemente ai bisogni interni del Paese: le industrie della Costruzione, della pietra, del legno e della Carta, l'Industria dei generi voluttuari e alimentari (Industria molitoria, produzione di Birra, industria delle Conserve alimentari ecc.) e dell'abbigliamento (Concia, Industria delle calzature), l'industria degli armamenti (produzione e commercio di Armi) e, infine, le attività estrattive (Miniere, Saline). Queste attività, talvolta ritenute poco innovative e con scarse possibilità di crescita, ebbero tuttavia un ruolo sempre più importante nella Crescita economica sviz., in particolare dopo l'avvento, dalla metà del XIX sec., della Ferrovia e, in seguito, dell'elettricità (produzione di energia, costruzione di centrali e di Dighe, Energia idraulica). L'importanza del settore aumentò ulteriormente quando i suoi rami più dinamici cominciarono a indirizzarsi verso l'esportazione.

<b>Industria</b><br>Fonte: Censimenti federali  © 2006 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.<BR/><BR/>
Persone attive nell'industria secondo i principali settori dal 1870 al 2000

3 - Evoluzione della struttura settoriale

Nel corso del processo di industrializzazione, la struttura del settore secondario mutò considerevolmente. Diminuì in modo irreversibile l'importanza del Lavoro a domicilio, nel XIX sec. ampiamente diffuso nell'Industria tessile e nell'Orologeria, e dei mestieri artigianali, che comunque si trasformarono in parte in attività industriali (come ad esempio quelli legati alla produzione di alimenti). Il mutamento della domanda nei Paesi sviluppati, principali partner commerciali della Svizzera, a favore di beni di consumo e di investimento la cui produzione richiedeva tecnologie più avanzate e maggiori conoscenze scientifiche, portarono a un riassetto del settore, in particolare a un cambiamento del peso relativo dei diversi rami. La trasformazione della domanda interna in Svizzera ebbe un effetto analogo: la crescita demografica e il miglioramento dello standard di vita incoraggiarono la diversificazione industriale.

Il tratto saliente di questa evoluzione consiste nel progressivo passaggio da attività a Produttività declinante (le industrie leggere di consumo, come quella tessile e dell'abbigliamento, dominanti nel XIX sec.) a nuovi settori ad alto valore aggiunto: l'Industria chimica, l'industria dei metalli (Metallurgia e siderurgia) e quella meccanica (macchine, apparecchi elettrici e, in seguito, elettronici, meccanica di precisione, ottica, orologi, Industria delle macchine). Analogamente ai settori trainanti della modernizzazione nel XIX sec., questa nuova generazione di industrie e di aziende dipendeva fortemente dai mercati esteri. All'inizio del XXI sec., le piccole e medie imprese (PMI) sono riuscite a ritagliarsi una posizione di un certo rilievo nei settori ad alto valore aggiunto, dove spesso occupano nicchie di alta tecnologia in ambiti in cui la concorrenza intern. è debole.

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
– F. Kneschaurek, «Wandlungen der schweizerischen Industriestruktur seit 1800», in SZVwS, 100, 1964, 133-166
– F. Kneschaurek, P. Meier, Der sektorale Strukturwandel in der Schweiz von 1960 bis 1980, 1983
– T. David, «Un indice de la production industrielle de la Suisse durant l'entre-deux-guerres», in RSS, 45, 1995, 109-130
HistStat
– H. Kaelble, «Le changement structurel de l'emploi en Europe au XIXe et au XXe siècle», in Histoire, économie et société, 17, 1998, 13-37

Autrice/Autore: Béatrice Veyrassat / uba