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Manifattura

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Nel periodo della Protoindustrializzazione, la manifattura rappresentava uno stabilimento di produzione di proprietà di un imprenditore che, invece di commissionare attività produttive a lavoratori a domicilio (Verlagssystem), accentrava tali attività in un opificio. In Svizzera le manifatture si svilupparono soprattutto nel settore tessile (Industria tessile) e, in misura minore, anche nell'Orologeria e nella produzione di Ceramica. L'imprenditore controllava le tecniche utilizzate, il tipo di prodotti e il ritmo di lavoro. Rispetto alla Fabbrica del XIX sec., il processo produttivo della manifattura nel XVII-XVIII sec. era ancora poco meccanizzato; anche là dove erano presenti componenti meccaniche, si continuò a produrre manualmente alcuni pezzi. Per la manodopera l'abbandono dell'economia domestica comportò perdite di tempo dovute agli spostamenti dal domicilio al luogo di lavoro, ciò che rendeva di fatto impossibile una ripartizione flessibile del lavoro tra agricoltura e artigianato. Il lavoro manifatturiero doveva quindi essere comparativamente meglio remunerato; per la maggior parte delle attività era però impiegata manodopera dei ceti sociali più bassi. La fabbricazione manifatturiera era di conseguenza conveniente unicamente per i lavori ad alta produttività. Alla fine del XVIII sec. in Svizzera i lavoratori delle manifatture costituivano solo il 5% ca. della manodopera protoindustriale.

Autrice/Autore: Ulrich Pfister / vfe

1 - Settori

In Svizzera la torcitura della Seta fu a lungo eseguita soltanto con mulini "alla milanese" (azionati dall'uomo). A Zurigo (ma non a Ginevra o Basilea) i mulini erano installati nelle case dei commercianti cittadini, in prevalenza nel sottotetto; gli imprenditori più importanti possedevano fino a dieci ruote di mulino. La torcitura della seta occupava complessivamente ca. 300 salariati. Due filande idrauliche "alla bolognese", fondate a Zurigo verso il 1780, vanno considerate come esempi precoci di imprese meccanizzate.

A Zurigo la pettinatura della Lana era preparata riscaldando i velli con i forni. In città gli imprenditori erano proprietari di locali di pettinatura che, nel momento di massima espansione del settore laniero (inizio del XVIII sec.), contavano fino a 25 forni, ognuno con quattro operai. In questo periodo, probabilmente più di 1000 lavoratori erano attivi nel settore della pettinatura. Dalla metà del XVI alla metà del XVII sec. a Ginevra i velli venivano ammorbiditi con l'olio. Anche i fabbricanti di panni ginevrini impiegavano pettinatori nelle loro aziende (non se ne conosce però il numero). Nella seconda metà del XVIII sec. la tessitura di stoffe di seta a Zurigo e di calze di seta a Ginevra era eseguita in manifatture gestite da maestri tessitori completamente indipendenti, che disponevano in media di 20-30 telai.

Dalla fine del XVII sec. la stampa di tessuti (Indiane) divenne la più importante attività manifatturiera in Svizzera. Le grandi manifatture contavano anche più di 500 dipendenti; alla fine del XVIII sec. le persone attive in questo ramo erano ca. 10'000. La composizione della manodopera era molto diversificata: disegnatori e incisori formavano l'élite, mentre la maggioranza era costituita da stampatori, rammendatrici, che eseguivano i lavori di stampa più leggeri, e pittrici su stoffa, addette ai lavori di coloratura. Stampatori e rammendatrici erano aiutati da bambini. Numerosi ausiliari erano infine impiegati per svolgere i molteplici compiti accessori (lavaggio, asciugatura, manganatura, imbozzimatura, lucidatura ecc. delle stoffe). Considerando il grado di organizzazione necessario per gestire simili manifatture, l'elevata interdipendenza intern., la forte integrazione verticale di alcune imprese trainanti e l'impegno simultaneo nel grande commercio intern. e nel ramo finanziario, la stampa delle indiane rappresentava il ramo più dinamico e più innovativo del settore cotoniero (Cotone).

Autrice/Autore: Ulrich Pfister / vfe

2 - Manodopera

La manodopera delle manifatture di entrambi i sessi formava un ceto inferiore ed emarginato di un proletariato precoce, con modi di vita e forme di associazione che comportavano problemi di sorveglianza per imprenditori e autorità. A Zurigo i cardatori tentavano di mascherare il cattivo odore del vello bruciacchiato, consumando di continuo tabacco e bevendo alcol in quantità eccessive. I lavoratori delle manifatture crearono reti sociali proprie, estranee alle tradizionali strutture delle comunità di villaggio e delle corporazioni. Fondata a Berna nel 1756, la prima cassa per le spese di malattia e decesso della Svizzera era destinata agli stampatori di indiane. I lavoratori mostrarono predisposizione all'azione comune, ad esempio cambiando collettivamente datore di lavoro, minacciando scioperi e sporadicamente, come a Ginevra nel 1734 o a Basilea nel 1794, anche attuandoli; tra le forme di resistenza figurava anche la piccola criminalità quotidiana.

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
– P. Caspard, La Fabrique-Neuve de Cortaillod, 1979
– U. Pfister, Die Zürcher Fabriques, 1992
– M. Cerman, S. C. Ogilvie (a cura di), Proto-Industrialisierung in Europa, 1994

Autrice/Autore: Ulrich Pfister / vfe