• <b>Organizzazioni internazionali</b><br>Alcuni funzionari internazionali manifestano sulla place des Nations a Ginevra davanti al palazzo dell'ONU (11.6.1997); fotografia di   Martial Trezzini  © KEYSTONE. I manifestanti, che rappresentano una decina di organizzazioni (tra cui UNHCR, OMS, BIT, UNICEF, OMPI, OMC), esprimono pubblicamente i loro timori sulle conseguenze che potrebbe avere per le loro condizioni di lavoro (impiego e salario) un declassamento di Ginevra in rapporto alle altre metropoli internazionali.

Organizzazioni internazionali

Le org. intern. sono istituzioni interstatali che raggruppano Paesi di tutto il mondo o di determinate aree e assumono finalità differenti. Si distingue generalmente tra org. intergovernative (OIG), istituite in base a trattati di diritto intern., e org. non governative (ONG), sebbene nel corso della storia si siano affermate anche forme ibride. Le org. non governative sono suddivise in imprese transnazionali a scopo di lucro (gruppi multinazionali) e in org. non profit, le sole a essere considerate org. intern. in senso stretto.

1 - Le origini

Avviata alla fine del XIX sec., la formazione delle org. intern. moderne fu un processo essenzialmente europeo, che rispecchiava i cambiamenti strutturali in atto nella sfera statale, sociale ed economica. Il boom dei mezzi di comunicazione e di trasporto comportò l'introduzione di accordi multilaterali e di uno scambio costante di informazioni tra gli Stati. A tale scopo vennero creati organismi precursori delle moderne OIG, denominati all'epoca unioni amministrative intern. Oltre a favorire le relazioni economiche, un numero crescente di ONG contribuì anche alla nascita di una soc. civile intern.

In questa fase i piccoli Paesi europei orientati all'esportazione, come la Svizzera, il Belgio e i Paesi Bassi, entrarono in competizione per ospitare le sedi delle unioni amministrative e di altre org. intern. La posizione di forza assunta dalla Svizzera nel XIX sec. è riconducibile a una favorevole combinazione di fattori strutturali, politici e sociali. Tra questi vanno annoverati una posizione al centro del continente allora predominante su scala globale, l'ostruzionismo reciproco tra le grandi potenze che favorì l'ascesa dei piccoli Stati neutrali, un forte tessuto associativo che permetteva di conciliare il processo di internazionalizzazione con la tradizione umanitaria e la politica di asilo nonché un forte orientamento all'esportazione che richiedeva l'introduzione di norme e standard intern. vincolanti.

Le org. intern. sono oggetto di discussione scientifica nell'ambito disciplinare delle relazioni intern., istituzionalizzato dopo la prima guerra mondiale. Già prima del 1914 però vi fu un ampio dibattito a proposito dell'internazionalismo, che poneva la Svizzera al centro delle relazioni intern. (William Thomas Stead, Paul Samuel Reinsch). Dal punto di vista sviz., lo sviluppo delle org. intern. conobbe due fasi. In un primo tempo vennero considerate strumenti di politica estera in un contesto intern. eurocentrico, nel quale la fondazione della Società delle Nazioni (SdN), con sede a Ginevra, rappresentò un forte elemento di novità. La creazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) determinò in seguito un riorientamento strutturale, che rafforzò lo status delle org. intern. quale parte integrante del sistema mondiale.

Autrice/Autore: Madeleine Herren / rza

2 - L'affermazione della Svizzera come centro delle relazioni internazionali (1865-1945)

Alla vigilia della prima guerra mondiale, in Svizzera le org. intern. avevano sede a Berna e Ginevra. La capitale fed. ospitava le più importanti unioni amministrative del XIX sec.: l'Unione postale universale (UPU), l'Unione telegrafica intern. (Unione internazionale delle telecomunicazioni, UIT), l'Ufficio centrale dei trasporti ferroviari internazionali e gli Uffici intern. riuniti per la protezione della proprietà industriale, letteraria e artistica (Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, OMPI). Questi organismi costituivano il nucleo dell'internazionalismo, che si riverberava anche sui rapporti diplomatici. Anche le org. intern. con finalità pacifiste - come l'Ufficio intern. per la pace e l'Unione interparlamentare (con sede a Berna dal 1892 al 1911) - cercarono di stabilire contatti con le org. ufficiali. A Berna si trovavano inoltre org. sindacali intern. (Federazione intern. dei lavoratori metallurgici, Segretariato intern. dei tipografi). A Ginevra, invece, il Comitato intern. della Croce Rossa (Croce Rossa) creò una rete umanitaria, radicata tra l'altro anche nel movimento intern. antialcolico, che comprendeva org. intern. con obiettivi religiosi e morali (tra cui l'Alleanza universale delle Unioni cristiane dei giovani). Altre reti intern., di minore importanza, erano presenti a Basilea (Ufficio intern. del lavoro), a Zurigo (org. sindacali intern.), a Losanna (Comitato intern. olimpico, Ufficio intern. per la lotta contro l'alcolismo) e a Neuchâtel (Unione intern. Amiche della giovane). Friburgo ed Ecône ospitavano org. intern. catt. come Crux, una federazione intern. catt. di astinenza totale.

La letteratura prebellica riteneva che le org. intern. apportassero alla Svizzera importanti vantaggi a costi ridotti. Le unioni amministrative attirarono in effetti rappresentanze diplomatiche senza però comportare in ugual misura un aumento del modesto numero di legazioni sviz. Il Consiglio fed. disponeva inoltre di un diritto di alta vigilanza sugli uffici delle unioni amministrative e assegnava i posti di direttore, finanziati dai Paesi membri, scegliendoli tra personalità illustri (ad esempio Numa Droz). Le conferenze e i congressi intern., necessari per il funzionamento delle org. intern., alimentarono il turismo elvetico. La prima guerra mondiale confermò che il lavoro delle org. intern. era ormai divenuto indispensabile.

La SdN stabilì nuove priorità, senza però implicare lo scioglimento delle vecchie strutture. In seguito alla mancata integrazione delle unioni amministrative nella SdN, prevista nei suoi statuti, il Consiglio fed. continuò a esercitare il diritto di alta sorveglianza. Le innovazioni tecnologiche (radio, cinema e aviazione) e le conseguenze della prima guerra mondiale (migrazioni, rifugiati, feriti di guerra e riparazioni) determinarono la fondazione di nuove org. intern. Fu soprattutto Ginevra, sede della SdN, ad approfittare di questa situazione, rafforzando nel contempo la posizione della Svizzera come centro intern.; nei pressi del palazzo Wilson si concentrarono non solo numerosi organi e istituzioni (Organizzazione internazionale del lavoro) della SdN, ma anche org. intern. semiufficiali e non governative (org. femminili intern., World Jewish Congress). Nuove org. intern. sorsero pure a Zurigo (dal 1926 al 1935 l'Internazionale operaia socialista, Internazionale) e a Basilea (Banca dei regolamenti internazionali).

Malgrado l'intensificarsi delle tensioni politiche e dei problemi economici, dal 1925 al 1938 il numero di org. intern. con sede a Ginevra passò da 56 a 80. Contro ogni aspettativa, nel corso della seconda guerra mondiale le org. intern. furono sottoposte a importanti sollecitazioni. Parte degli uffici della SdN vennero trasferiti nei Paesi anglosassoni; le attività delle org. intern. rimaste a Ginevra furono attentamente sorvegliate dallo spionaggio ted. Il regime nazista creò organismi di portata europea allo scopo di entrare in concorrenza con le unioni amministrative, che continuarono a essere attive anche durante il conflitto. Nei territori occupati dalla Germania, le org. intern. vennero sciolte o poste sotto il controllo ted.; alcune riuscirono a rifugiarsi in Svizzera e a riprendere le proprie attività. Alla conclusione della guerra, parte delle org. intern. con sede in Germania si trasferirono in Svizzera, tra cui l'Unione intern. di radiotelefonia/radiodiffusione, responsabile della definizione delle frequenze radiofoniche, che divenne poi l'Unione europea di radiodiffusione.

Autrice/Autore: Madeleine Herren / rza

3 - Le organizzazioni internazionali e la Svizzera dopo la seconda guerra mondiale

La ristrutturazione delle reti intern. iniziò durante la seconda guerra mondiale - senza che la Svizzera fosse coinvolta - e fu opera della United Nations Relief and Rehabilitation Administration, che si occupava nello stesso tempo di aiuti umanitari, politica dei rifugiati e protezione militare delle retrovie. Durante la ridefinizione dell'ordine postbellico, gli Alleati imposero l'integrazione delle grandi unioni amministrative nel sistema dell'ONU, che assunse anche il diritto di regolamentare la posizione delle org. intern. L'UPU, l'UIT e, più tardi, l'OMPI divennero org. specializzate dell'ONU, a cui la Svizzera cedette l'alta sorveglianza. Dopo il 1945 la struttura delle reti intern. e la posizione della Svizzera al loro interno furono condizionate in maniera determinante dalla relativa perdita di importanza dell'Europa, dal trasferimento della sede principale dell'ONU negli Stati Uniti, dall'isolamento della Svizzera sul piano della politica estera nell'immediato dopoguerra nonché dalla sua non appartenenza all'ONU (fino al 2002), all'UE e alle org. che ne furono all'origine.

La crescente importanza delle org. intern. per la cooperazione allo sviluppo e gli aiuti finanziari condizionarono il mercato sviz. dei capitali. Berna passò in secondo piano, mentre Ginevra, in quanto sede europea dell'ONU, accrebbe la propria importanza. Ospitò inoltre la sede dell'Org. meteorologica mondiale, che nel 1950 fu elevata a org. specializzata dell'ONU; non riuscì però a trasformare l'Ufficio intern. dell'educazione nell'UNESCO. Esistono tuttora org. intern. di tipo tradizionale, come l'Ufficio centrale dei trasporti ferroviari intern., con sede a Berna. Dal 1945 al 1989 la Politica estera sviz. presentò la partecipazione alle org. intern., in apparenza apolitiche, come una manifestazione della Neutralità sviz.

Dopo il 1989 il Consiglio fed. ha considerato le relazioni tra Svizzera e org. intern. come prove di una politica estera multilaterale, che comporta rilevanti vantaggi economici per Ginevra. All'inizio del XXI sec. quest'ultima ospitava nel complesso 512 org. intern., 19 delle quali (interne ed esterne al sistema dell'ONU) hanno concluso un accordo di sede con la Svizzera; 205 missioni e rappresentanze nazionali al loro seguito si sono inoltre stabilite a Ginevra. Nel 1999 le spese realizzate dalle org. intern. ginevrine con un accordo di sede ammontavano a 3,4 miliardi di frs. e ca. il 40% dei pernottamenti negli alberghi cittadini sono da attribuire a delegati ed esperti impiegati nelle org. intern. Nel confronto globale, la Svizzera si situa al nono posto per quanto riguarda l'appartenenza a org. intern. e al settimo se si considera il numero di segreterie e uffici. Il numero delle org. intern. tende comunque a diminuire. La fine della Guerra fredda ha reso obsolete alcune org. intern. e le nuove tecnologie della comunicazione hanno favorito una maggiore diversificazione per quanto riguarda la loro ubicazione. Il presupposto secondo il quale le nuove istituzioni dell'ONU prediligano Ginevra è solo parzialmente valido. La concorrenza per ospitare le org. intern. si è infatti inasprita; se da un lato l'Organizzazione mondiale del commercio (fondata nel 1995) si è stabilita a Ginevra, dall'altro però nel 1998 il segretariato della Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici si è trasferito da Ginevra a Bonn.

<b>Organizzazioni internazionali</b><br>Alcuni funzionari internazionali manifestano sulla place des Nations a Ginevra davanti al palazzo dell'ONU (11.6.1997); fotografia di   Martial Trezzini  © KEYSTONE.<BR/>I manifestanti, che rappresentano una decina di organizzazioni (tra cui UNHCR, OMS, BIT, UNICEF, OMPI, OMC), esprimono pubblicamente i loro timori sulle conseguenze che potrebbe avere per le loro condizioni di lavoro (impiego e salario) un declassamento di Ginevra in rapporto alle altre metropoli internazionali.<BR/>
Alcuni funzionari internazionali manifestano sulla place des Nations a Ginevra davanti al palazzo dell'ONU (11.6.1997); fotografia di Martial Trezzini © KEYSTONE.
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Autrice/Autore: Madeleine Herren / rza

Riferimenti bibliografici

Fonti
Handbook of International Organisations, 12 voll., 1923-1938
Yearbook of International Organizations, 1-, 1983-
International Geneva Yearbook, 1-, 1988-
Bibliografia
– C. N. Murphy, International Organization and Industrial Change, 1994
– F. Knipping et al. (a cura di)Das System der Vereinten Nationen und seine Vorläufer, 2 voll., 1995-1996
– C. Archer, International Organizations, 20013
– M. Herren, S. Zala, Netzwerk Aussenpolitik, 2002
– V. Rittberger, B. Zangl, Internationale Organisationen - Politik und Geschichte, 20033