Imposta sugli ebrei

Dal 1234/36 gli ebrei dell'Impero, considerati servi camerae, dovevano versare un tributo, la cosiddetta imposta sugli ebrei, per poter beneficiare della protezione regia (Giudaismo). La mancanza di denaro portò con sempre maggiore frequenza i monarchi a vendere questa regalia a principi o a città. La vecchia imposta sugli ebrei perse di fatto importanza e venne sostituita da tasse di protezione versate ai signori locali; dopo il 1349 furono in genere le città a riscuotere tali tasse. Gli imperatori tuttavia crearono nuove Imposte quali l'Opferpfennig (che dal 1342 obbligò ogni ebreo sopra i 12 anni e con un patrimonio di oltre 20 fiorini a versare un fiorino), la Bullensteuer oppure la Judenkrönungssteuer, o imposta per l'incoronazione, che l'imperatore lanciò nel 1433 da Basilea. Le città accordavano agli ebrei unicamente una protezione temporanea, per la quale percepivano anticipatamente un tributo, fissato su base individuale; spesso un'ulteriore contribuzione era richiesta in caso di partenza dal territorio urbano. Anche le città introdussero nuove tasse per gli ebrei: imposte straordinarie (donationes), prestiti forzosi senza interessi, doni di Capodanno alle corporazioni. Una prassi diffusa consisteva nell'imporre tasse di sepoltura differenziate o tasse di pernottamento per ebrei forestieri. Oltre ai dazi sulle merci, gli ebrei dovevano pagare un dazio sulla propria persona (Leibzoll), spesso legato a un altro, sui dadi da gioco. Dal 1215 la Chiesa pretese dagli ebrei sia il pagamento della decima sia un indennizzo per la perdita degli incerti di stola (cioè i compensi che il sacerdote riceveva direttamente dai fedeli per lo svolgimento di certi atti ecclesiastici). Benché le multe non possano essere annoverate fra i tributi, occorre rilevare come quelle inflitte agli ebrei fossero esorbitanti.

Nella Svizzera dell'epoca moderna - il periodo delle comunità ebraiche rurali -, oltre alla tassa di protezione versata alla Dieta fed. per un diritto di soggiorno temporaneo, gli ebrei pagavano un'apposita prestanza (Sesselgeld, Honoranz) agli inviati dei cant. e ai balivi. Tasse speciali gravavano su patenti provvisorie di commercio e salvacondotti; i com. di residenza imponevano agli ebrei una tassa locale in denaro ma anche tributi in natura (come una quota degli acquisti di legname). Anche le tasse tradizionali (dazi sui dadi e sulla persona, tasse di sepoltura e di pernottamento) sopravvissero, così come le onerose multe, fino al 1798.


Bibliografia
– A. Weldler-Steinberg, Geschichte der Juden in der Schweiz vom 16. Jahrhundert bis nach der Emanzipation, 1, 1966
Germania Judaica, 2/1, 1968; 3/2, 1995

Autrice/Autore: Karl Heinz Burmeister / vfe