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San Gallo (comune)

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Com. SG, regione S.; (700: sancti Galluni; dal 1212: sancti Galli; 1281: sante Gallin; 1347: stat sant Gallen; ted.: Sankt Gallen; franc.: Saint-Gall; rom.: Son Gagl). Capoluogo del cant. omonimo, sede vescovile (dal 1847), univ. (dal 1995) e del Tribunale amministrativo fed. (dal 2012). La città, che ebbe origine da un insediamento che sorse nei pressi dell'abbazia di S., prese nome dal monaco ed eremita irlandese-franco Gallo. In seguito all'unione di S. con i com. limitrofi di Straubenzell e Tablat (1918), il territorio com. (meno di 4 km2) raggiunse le dimensioni attuali (39,4 km2).

Posto a un'altitudine fra 496 e 1074 m, S. si trova nella fascia di transizione fra la regione del lago di Costanza, che presenta tratti caratteristici dell'Altopiano, e la fascia prealpina appenzellese. Il nucleo storico è ubicato in un'alta valle attraversata dalla Steinach. Fino alla costruzione della ferrovia (1856) le profonde gole dei fiumi Sitter e Goldach ostacolavano le comunicazioni con l'area circostante. Nonostante questa situazione topografica sfavorevole (e periferica nel contesto sviz.), nei campi economico, scolastico, sanitario e culturale la città svolge funzioni di centro per la Svizzera nordorientale e parte dei territori esteri limitrofi. S. costituisce inoltre un nodo viario, dove si intersecano le direttrici Zurigo-Monaco di Baviera e lago di Costanza-Lucerna.

Popolazione di San Galloa
AnnoAbitanti
1411ca. 2 300-2 900
attorno al 1500ca. 3 000-4 000
1680ca. 6 000
1766ca. 8 350
18098 118
18379 430

Anno18501870b18881900191019301950197019902000
Abitanti17 85826 39843 29653 79675 48263 94768 01180 85275 23772 626
Percentuale rispetto alla popolazione cantonale10,5%13,8%19,0%21,5%24,9%22,3%22,0%21,0%17,6%16,0%
Lingua          
tedesco  42 20351 05966 92961 31464 88469 79962 01560 297
italiano  5901 9227 1461 6241 7936 9304 2432 722
francese  231385596508680615802575
altre  2724308115016543 5088 1779 032
Religione, confessione          
riformata9 00913 15921 20125 18132 81531 04333 50134 04026 41720 961
cattolicac8 79913 16221 51428 05140 93231 36132 53744 53538 18831 978
altre502395815641 7351 5431 9732 27710 63219 687
di cui della comunità ebraica  399421825628463271152133
di cui delle comunità islamiche       1962 1574 856
di cui senza appartenenzad       6903 8167 221
Nazionalità          
svizzeri16 52923 80534 16840 34250 58252 67961 00966 27058 30053 132
stranieri1 3292 7559 12813 45424 90011 2687 00214 58216 93719 494

a Dati dal 1850 al 2000 secondo la situazione territoriale del 2000.

b Abitanti: popolazione residente; religione e nazionalità: popolazione "presente".

c Compresi i cattolico-cristiani dal 1888 al 1930; dal 1950 cattolico-romani.

d Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

Fonti:Autore; censimenti federali

1 - Secoli iniziali e centrali del Medioevo

1.1 - Insediamento intorno al convento

Sul piano archeologico non vi sono indicazioni a prova di una colonizzazione continua dell'odierno territorio cittadino prima dell'alto ME. Le origini dell'insediamento sono strettamente legate al convento fondato da Otmar nel 719: quale centro economico, religioso e signorile attrasse precocemente coloni che si insediarono nei dintorni. Le prime attestazioni scritte dell'abitato laico che si sviluppò lentamente attorno al complesso monastico risalgono al X sec.; tra queste figura un documento da cui risulta che dopo il 950 intorno all'abbazia e all'area vicina fu eretta una cinta muraria.

Autrice/Autore: Stefan Sonderegger / vfe

1.2 - Evoluzione comunale

Nei sec. centrali del ME l'insediamento si estese e consolidò la sua matrice urbana: i primi cittadini (cives) sono documentati dal 1170, un mercato dalla seconda metà del XII sec., la piazza del mercato nel 1228; verosimilmente si tenevano tuttavia regolarmente mercati già in precedenza. La fondazione dell'ospedale di S. Spirito nel nucleo cittadino (1228) testimonia l'assunzione di compiti sociali da parte della città: tale asilo per orfani e bisognosi, che nel tardo ME divenne un ospizio, fin da principio fu un'istituzione civica e non conventuale. Sul piano giur. la città rimase soggetta all'abbazia, che nei primi tempi ne promosse lo sviluppo. Risalgono alla prima metà del XIII sec. anche i primi indizi di un lazzaretto cittadino sul Linsebühl, situato fuori le mura.

Autrice/Autore: Stefan Sonderegger / vfe

2 - Dal tardo Medioevo all'epoca moderna

2.1 - Potere e politica

2.1.1 - Sviluppo di un'amministrazione cittadina ed emancipazione nel tardo Medioevo

Entro il XV sec. la città riuscì gradualmente a emanciparsi dalla signoria dell'abbazia, il cui nucleo territoriale comprendeva S., Wil, il Paese di Appenzello e il Rheintal sangallese. Tale processo di affrancamento si manifestò nello sviluppo di un'organizzazione giur., politica e amministrativa. Nel 1281 re Rodolfo I conferì ai cittadini il diritto di farsi processare da un proprio giudice. Le prime franchigie, rilasciate dall'abate Wilhelm von Montfort nel 1291, basate su una bozza del 1272/73, contengono disposizioni di vario genere - su proprietà fondiarie, eredità, ipoteche - che indicano un'ampia autonomia dei cittadini nei confronti della signoria abbaziale; il documento menziona inoltre un territorio compreso "fra quattro croci" e soggetto al potere cittadino. Poiché il testo fa esplicito riferimento al diritto di Costanza, si deve supporre che lo statuto com. sangallese ricalcasse quello della città vescovile bodanica.

Al più tardi dal 1294 S. aveva un Consiglio cittadino e un proprio sigillo. Il primo borgomastro è attestato nel 1354. Nel 1362 sono menz. per la prima volta le corporazioni artigiane, che svolgevano già funzioni politiche: lo stesso anno è infatti cit. un Gran Consiglio, di cui facevano parte gli Elfer, ossia gli 11 rappresentanti delle corporazioni. Non si sa per contro a partire da quando si instaurò la divisione del potere - tipica anche di altre città - fra il Grande e il Piccolo Consiglio. Nel XV e XVI sec. nel Piccolo Consiglio sedevano il borgomastro in carica, il borgomastro supplente, il balivo imperiale (preposto all'amministrazione dell'alta giustizia), 12 maestri di corporazione (sei in carica e sei supplenti) e sette o nove altri Consiglieri, non membri delle corporazioni, appartenenti alla cerchia dei commercianti o all'élite dei proprietari fondiari.

La crescente autonomia della città rispetto al principato abbaziale si espresse nella stesura di normative giur. proprie. La prima raccolta di statuti cittadini venne redatta a metà del XIV sec., la seconda nel 1426 e la terza nel 1508. Il primo libro di statuti contiene - oltre a norme, pegni immobiliari e copie di documenti -, anche conteggi di alti funzionari cittadini, non presenti nel secondo e terzo poiché, poco dopo il 1400, la contabilità venne tenuta in registri in serie separati. Si sono conservati i registri del tesoro (dal 1401), del fisco (dal 1402), delle opere pubbliche (dal 1419) e dei conti annuali (dal 1425) ; i verbali esistenti delle sedute del Consiglio partono dal 1477. La presenza di tali fonti scritte testimonia un potenziamento dell'amministrazione cittadina attorno al 1400.

Il dominio dell'abbazia iniziò a sgretolarsi già nel XIII sec. Quest'ultima pertanto non riuscì più a imporre numerosi diritti territoriali e tentò invano di riaffermarli nella seconda metà del XIV sec., quando ormai l'emancipazione del com. e di parte del territorio circostante era già troppo avanzata. Ne derivò un lungo conflitto tra città e principato abbaziale, che culminò una prima volta nelle guerre di Appenzello (1401-29). S. si alleò con gli Appenzellesi per difendere le libertà acquisite e riuscì sostanzialmente a imporsi contro il convento.

Il passo decisivo nel lungo cammino dell'emancipazione di S. dal potere abbaziale fu compiuto a metà del XV sec.: nel 1457 il primo di tre lodi arbitrali conf. permise alla città di riscattare importanti diritti del convento. Da allora la cittadinanza fu autorizzata a stabilire in proprio i pesi, le misure (fra cui quella per i tessuti, Leinwandreif), a nominare l'Ammann (rappresentante del principe abate in seno al Consiglio), del maestro monetiere e dei preposti al controllo di granaglie, carni e vini; fu inoltre abolito l'omaggio solenne al principe abate.

Il conflitto si inasprì nuovamente con l'entrata in carica di Ulrich Rösch, principe abate di S. dal 1463 al 1491. Grazie a un'ampia unificazione delle normative vigenti nelle terre soggette (statuti com.) e al potenziamento amministrativo (maggiore ricorso alla scrittura), Rösch e i suoi successori riuscirono a trasformare l'abbazia in una signoria territoriale, vanificando così le speranze della città di riuscire a estendere la propria sovranità.

Sul piano della politica estera S. oscillava fra l'Impero e la Conf. Già in documenti del XIV sec. S. era definita regolarmente città imperiale, pur ottenendo quel rango solo agli inizi del XV sec., quando privilegi reali la autorizzarono ad amministrare l'alta giustizia (1401, 1415), a battere moneta (1415) e a prelevare l'imposta imperiale nella propria giurisdizione (1417).

Le alleanze stipulate con altre città, documentabili dal 1312, costituiscono segnali di una politica estera attiva: nel tardo XIV sec., ad esempio, S. aderì alla Lega delle città sveve. Poiché dopo le guerre di Appenzello alcuni cant. conf. penetrarono sempre più profondamente nella regione dell'odierna Svizzera orientale, nel 1454 S. stipulò un trattato di protezione con Zurigo, Berna, Lucerna, Svitto e Glarona, acquisendo così, nell'ottica della Conf., lo status di Paese alleato. Il principato abbaziale, che aveva stretto un patto analogo tre anni prima, tentò dal canto suo di rafforzare la propria posizione di legittima autorità signorile con l'aiuto dei Conf. Dopo nuove liti vennero emesse sentenze arbitrali conf. (1457-62), che pur aumentando il grado di autonomia della città non sancirono ancora la fine delle dispute. Nuovi scontri violenti si ebbero con il sacco del convento di Rorschach (1489) e con la guerra di S. (1489-90). Anche se l'esito fu sfavorevole a S. (che dovette piegarsi all'ordine imposto dai Conf., schieratisi con il principe abate), il suo status di città libera imperiale e di Paese alleato non fu più messo seriamente in discussione. S. si sforzò di mantenere buone relazioni con l'Impero soprattutto per motivi economici.

Autrice/Autore: Stefan Sonderegger / vfe

2.1.2 - Autonomia e struttura politica nel XVI-XVIII secolo

La piena autonomia fu raggiunta nel 1566 con il trattato di Wil, che prevedeva la separazione del territorio com. da quello soggetto al principato abbaziale attraverso un muro (Schiedmauer). Tutti i diritti e i doveri residui detenuti da una delle due parti su terre dell'altra vennero riscattati con somme di denaro. Da allora e fino al 1798 la città di S. e il principato abbaziale convissero come Stati sovrani confinanti.

Nella città-Stato le decisioni politiche spettavano in buona parte al Piccolo Consiglio, che per questioni di particolare importanza (per esempio per emanare statuti com.) si allargava a Gran Consiglio. A capo dei Consigli vi furono a turno (alternandosi ogni anno) il borgomastro in carica, il borgomastro supplente e il balivo imperiale. I rappresentanti delle sei corporazioni (tessitori, fabbri, sarti, calzolai, fornai e macellai) detenevano sempre in entrambi i Consigli una chiara maggioranza di seggi, garantita per legge. Per ogni cittadino adulto di sesso maschile vigeva l'obbligo di appartenere a una corporazione, fatta eccezione per i commercianti o i liberi professionisti, che facevano parte della Soc. Notenstein; gli esponenti di quest'ultima non avevano tuttavia un diritto riconosciuto di accesso ai Consigli o al titolo di borgomastro. Nel corso dell'epoca moderna furono progressivamente meno rappresentati in tali cariche; una situazione riconducibile molto probabilmente allo scarso interesse dei commercianti per simili funzioni, visto il ruolo politico poco influente della città.

Durante l'ancien régime i principi di democrazia corporativa su cui si basava il sistema politico persero significato, poiché la cerchia dei titolari delle cariche più importanti si restrinse a un'élite corporativa che poteva permettersi di svolgere l'intensa attività consiliare. Ciononostante non si formò un ceto patrizio chiuso e fino alla fine del XVIII sec. in casi isolati l'accesso alle più alte cariche cittadine rimase possibile, come dimostra la carriera politica di Caspar Steinlin. Dato che la città venne amministrata non solo da alcuni funzionari di prestigio (come il cancelliere, il tesoriere, il controllore delle imposte o il sovrintendente all'ospedale) ma anche da un numero cospicuo di membri del personale ausiliario (ad esempio guardiani di ogni sorta), erano molti gli ab. che in una forma o nell'altra prestavano servizio per la città.

Il rapporto conflittuale tra la città e il principato abbaziale nel 1697 portò quasi alla cosiddetta guerra della Croce. Le due entità statali erano tuttavia costrette a una convivenza pacifica, non fosse che per la loro situazione geografica. Il comprensorio dell'abbazia con la sede amministrativa del principato era racchiuso nella città, mentre il vasto territorio del principato abbaziale circondava tutta la città.

Dopo la sconfitta nella guerra di S. (1489-90), la città non riuscì mai a costituire un territorio esterno soggetto e l'acquisto della signoria turgoviese di Bürglen (1579) non rappresentò un consolidamento del com. né sul piano politico né su quello economico. Durante tutta l'epoca moderna S. conservò il suo tradizionale duplice ruolo di città in bilico fra Conf. e Impero; si avvicinò però in misura crescente alla prima, che nel 1667 le concesse un seggio permanente alla Dieta fed.

La città-Stato cessò di esistere con la Rivoluzione elvetica. Il 29.4.1798, sotto le pressioni franc. e senza opporre resistenza, l'assemblea dei cittadini approvò la Costituzione elvetica e quindi l'annessione di S. al neoistituito cant. Säntis.

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

2.2 - Società ed economia

2.2.1 - Popolazione, società, insediamento

Secondo una stima basata sui registri fiscali (conservati dal 1402) e su un elenco di case stilato negli anni 1470-80, durante il XV e all'inizio del XVI sec. la pop. della città ammontava a 3000-4000 persone: S. era quindi una città di media grandezza su scala europea. La pop., che alla fine del XVIII sec. era salita a oltre 8000 ab., sul piano giur. era suddivisa in cittadini, borghesi esterni, dimoranti annuali (Freisässen) e dimoranti temporanei (Hintersässen). Le ultime due categorie comprendevano persone che risiedevano o soggiornavano in città senza diritto di cittadinanza; secondo l'ordinamento cittadino del 1673, il permesso di dimora dei Freisässen era annuale e rinnovabile, mentre quello degli Hintersässen poteva venire revocato dal Consiglio in qualsiasi momento.

Alle differenze giur. si aggiungevano quelle sociali. I commercianti (tra cui le fam. Schobinger, Schlumpf, Studer, Zollikofer e Zili), il gruppo sociale economicamente più forte, godevano di grande prestigio. Appartenenti alla Soc. Notenstein (attestata dalla metà del XV sec.), dagli anni 1630-40 furono riuniti nella corporazione dei mercanti (Kaufmännische Corporation), che determinava la politica economica della città. I mercanti si distinguevano dal resto della cittadinanza sia per lo stile di vita - benché limitato da rigide leggi suntuarie - sia per una mirata politica matrimoniale. Dal XVI al XVII sec. fam. sangallesi agiate acquistarono tenute di campagna (talvolta con signorie giurisdizionali) nel Rheintal, nell'Alte Landschaft e in Turgovia, imitando lo stile di vita della nobiltà.

Nel ME la città fu devastata da almeno tre incendi. Le informazioni in merito scarseggiano e - spec. se contenute in cronache molto posteriori - vanno interpretate con cautela. Secondo Vadiano il 2.5.1215 S. fu distrutta quasi completamente (eccetto poche abitazioni e l'abbazia). Il 23.10.1314 l'abbazia fu colpita da un incendio e si salvarono solo alcune case, mentre nel terzo grande incendio (20.4.1418), fatta eccezione per pochi stabili, le fiamme distrussero l'intera città, l'abbazia e il sobborgo di S. Magno. Dopo questo incendio venne privilegiata la ricostruzione in pietra, che offriva maggiore protezione dalle fiamme, e il sobborgo di S. Magno fu inglobato nella cinta muraria; questo ampliamento - l'unico a cui il nucleo urbano venne sottoposto nel ME - rese necessaria la costruzione di porte e torri supplementari. In quel contesto fu realizzata anche l'attuale piazza del mercato: nella zona di passaggio dalla città vecchia a quella nuova venne creato un ampio spiazzo per il commercio del grano e per il mercato dei bovini, dove venne eretto anche il macello pubblico (1475).

Nella seconda metà del XVI sec. sorsero edifici pubblici e privati di rappresentanza, fra cui il palazzo del Consiglio, la pesa pubblica, lo Schlössli presso lo Spisertor e il cosiddetto Stadthaus (casa commerciale, oggi palazzo com.). Dal profilo architettonico la città conservò però un aspetto piuttosto sobrio. Segni dell'importanza sociale non furono tanto i palazzi signorili quanto i numerosi sporti, riccamente decorati, realizzati in maggioranza attorno al 1700. Dopo il 1791 il territorio a est del nucleo storico - sulla strada per Rorschach, davanti alla cinta muraria - iniziò a essere edificato seguendo una rigida pianificazione.

Autrice/Autore: Stefan Sonderegger, Marcel Mayer / vfe

2.2.2 - Gli approvvigionamenti su scala regionale

S. fu il principale insediamento della regione; Altstätten, Rheineck, Rorschach, Wil, Herisau, Appenzello e Lichtensteig furono sedi di mercato più piccole. Il mercato di S. costituiva il fulcro degli scambi di merci tra città e campagna. Rifornita di cereali spec. dall'Alte Landschaft, di vino dalla valle del Reno e di prodotti legati all'allevamento dal Paese di Appenzello e dal Toggenburgo, la città svolse un ruolo attivo in questi scambi. Fam. e istituzioni pubbliche, come l'ospedale di S. Spirito, possedevano vaste terre nella campagna circostante. Con il loro coinvolgimento nell'economia rurale e la concessione di prestiti promossero soprattutto la viticoltura e l'allevamento.

La produzione cerealicola dei dintorni ovviamente non bastava a soddisfare il fabbisogno; già nel XV sec. sono documentate importazioni di granaglie dalla Svevia attraverso il porto cittadino di Steinach sul lago di Costanza, dove si trovava il deposito e il posto di dogana (Gredhaus). Via S. veniva rifornita anche una parte della regione appenzellese, che nel tardo ME si era specializzata nell'allevamento e quindi non produceva grano a sufficienza.

Autrice/Autore: Stefan Sonderegger / vfe

2.2.3 - Produzione e commercio di tessili

Nel tardo ME e nell'età moderna S. fu uno dei principali centri tessili d'Europa. Dall'XI sec. nella Svizzera orientale, come nell'intera area del lago di Costanza, si era sviluppata una produzione di Tele di lino che non serviva solo all'autoapprovvigionamento e al mercato regionale, ma era orientata anche al commercio di lunga distanza. La città acquisì gradualmente importanza come centro della tela a sud del lago. Dopo il 1450 Costanza, scossa da rivolte corporative, perse il proprio primato nel settore a vantaggio di S., divenuta nuovo polo produttivo del ramo nell'area bodanica. Motivo principale dello sviluppo economico fu l'elevata qualità delle stoffe: la tela grezza, la cui tessitura avveniva in parte in campagna e in parte in città, era sottoposta a una rigida ispezione di controllo da parte di appositi funzionari com. Di grandissima fama godeva anche il finissaggio sangallese (candeggio, tintura, manganatura).

In città il settore si basava sulla separazione - consueta nei sistemi corporativi - tra produzione e smercio. Il Consiglio difese questa organizzazione del lavoro che favoriva la corporazione dei tessitori, tradizionalmente influente, e fino alla fine del XVIII sec. cercò, in gran parte con successo, di impedire la diffusione in città del Verlagssystem. Il settore tessile dal XVI all'inizio del XVII sec. e dalla seconda metà del XVII alla prima parte del XVIII sec. beneficiò di una congiuntura favorevole.

I commercianti sangallesi, che fin dal XIII sec. furono attivi nel commercio a lunga distanza della tela prodotta nell'area del lago di Costanza, entro gli inizi del XVI sec. crearono una rete commerciale su scala europea, che si estendeva - come mostra l'esempio della Compagnia Diesbach-Watt - dalla Germania all'Italia e dalla Polonia alla Spagna. Fino al tardo ME dominarono le relazioni commerciali con l'Impero (attraverso il lago di Costanza), come testimonia la politica estera sangallese (leghe cittadine; dal 1387 sono documentati privilegi doganali reciproci con Norimberga). Dai rapporti d'affari nacquero anche legami matrimoniali tra fam. di S. e di altre città, fra cui Costanza, Ravensburg, Lindau e Isny. Dopo la stipulazione della Pace perpetua tra la Conf. e la Francia (1516) crebbe l'importanza del commercio con quest'ultima, soprattutto per il tramite delle importanti fiere di Lione. I commercianti, in genere riuniti in piccole soc. commerciali o fam., mantenevano un servizio postale regolare con Norimberga (almeno dal 1480 ca.) e con Lione (dal 1560 ca.). Dalla fine del XVII sec. alcuni mercanti abbandonarono il commercio di tessili e si dedicarono alle spedizioni, al commercio di metalli preziosi e al ramo bancario; banche di notevole importanza vennero fondate dalle fam. Högger (Hogguer) e Zili (futura banca privata Wegelin & Co).

Nel decennio 1720-30 il settore della tela di lino iniziò lentamente a perdere importanza. Con l'introduzione della tessitura del fustagno da parte di Peter Bion (1721), contemporaneamente a S. si affermò la lavorazione del cotone. Le attività di filatura, tessitura, finissaggio e, dagli anni 1750-60, ricamatura del cotone accelerarono il declino della lavorazione delle tele di lino, ma nello stesso tempo aprirono alla città e ai suoi dintorni nuove possibilità di sviluppo. Bion ottenne che la lavorazione del cotone non fosse sottoposta al regolamento corporativo cittadino ma si svolgesse secondo il Verlagssystem. Alla fine del XVIII sec. gli imprenditori tessili sangallesi impiegavano decine di migliaia di lavoratori a domicilio nella Svizzera nordorientale e nella zona estera confinante.

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

2.3 - Religione, istruzione e cultura

2.3.1 - Religione

L'edificio religioso più antico nell'odierno territorio cittadino era l'abbazia, alla cui manutenzione i cittadini contribuivano ancora nel XV sec. La parrocchiale di S. Lorenzo, in origine una cappella conventuale, nel XIV sec. assunse il ruolo di chiesa cittadina, sottoposta, come attestano i documenti, alla sorveglianza del Consiglio in campo edile e amministrativo; al suo interno si radunava anche la cittadinanza per eleggere il borgomastro e per la pubblica lettura dei decreti consiliari. A metà del XIV sec. la parrocchia di S. Lorenzo comprendeva un territorio che si estendeva da S. a Straubenzell, Tablat, Rotmonten e Wittenbach fino a Häggenschwil, Teufen (AR), Bühler, Gais, Hundwil, Speicher e Trogen.

La chiesa di S. Magno nel quartiere omonimo fu fondata nell'898, la costruzione attuale risale al 1100. Wiborada, murata in una cella adiacente alla chiesa di S. Magno dal 916, nel 926 subì il martirio in occasione dell'invasione degli Ungari. Oltre che per Bernhardzell e Rotmonten, la chiesa serviva da parrocchiale per il sobborgo di S. Magno, dove sorgeva anche il convento femminile di S. Caterina. La comunità di monache, fondata nel 1228, passata nel 1368 dalla regola agostiniana a quella domenicana, fu soppressa durante la Riforma. L'edificio conventuale venne parzialmente distrutto durante l'incendio del 1418.

La prima chiesa di S. Leonardo, fondata presumibilmente verso il 1150 da Werinher (abate dal 1133 al 1167), serviva il quartiere omonimo e fungeva da parrocchiale anche per Hundwil; non è chiaro a partire da quando la città si assunse la sua manutenzione. Nel quartiere si trovavano anche due comunità femminili, soppresse durante la Riforma. In prossimità del lazzaretto di Linsebühl probabilmente dal XIII sec. si trovava una cappella, sostituita nel tardo XV sec. da una chiesa, intitolata a S. Martino, utilizzata dai lebbrosi ma anche dagli ab. del sobborgo di Spiser.

Sotto la guida di Joachim von Watt, detto Vadiano, e di Johannes Kessler S. aderì presto alla Riforma: nel 1524 venne introdotto il primato della Scrittura, nel 1527 fu celebrata la prima Cena nella chiesa cittadina di S. Lorenzo. Durante l'età moderna i cittadini di S. erano esclusivamente di fede rif.; la loro era una Chiesa di Stato, sottoposta alla sorveglianza dell'autorità civile. Nel 1685, per l'assistenza spirituale agli ugonotti, venne fondata la Chiesa franc.; i rifugiati ugonotti che furono sostenuti erano verosimilmente ca. 300 nel 1686 e un migliaio nel 1688. Nel XVII sec. la Chiesa di S. abbracciò l'ortodossia prot. Il conseguente irrigidimento teol. (Formula Consensus del 1675) provocò per reazione, nei primi anni del XVIII sec., la nascita di conventicole pietiste, che però non ebbero praticamente alcun influsso sulla Chiesa ufficiale e che verso la fine del sec. si rivolsero al razionalismo religioso.

Autrice/Autore: Stefan Sonderegger, Marcel Mayer / vfe

2.3.2 - Istruzione e cultura

Già prima della Riforma la città aveva proprie scuole. A quella lat., attestata nel XIV sec., si aggiunsero nel XV sec. una scuola ted. e una scuola femminile. Nel 1598, grazie a una fondazione privata, venne aperto un ginnasio, i cui corsi dal 1599 si tennero nell'ex convento di S. Caterina. L'ist. superiore, aperto nel 1713 e attivo fino al 1833, svolse la funzione di piccola facoltà di teol.; numerosi teologi sangallesi rinunciarono quindi a studiare in atenei esteri, prevalentemente ted., o lo fecero solo per brevi periodi.

Nella prima metà del XVI sec. Vadiano ebbe un ruolo di spicco in campo culturale, ad esempio con le sue opere storiche e la donazione della sua importante biblioteca alla città. A S., diversamente da altre località rif., nel XVI e XVII sec. si tennero spettacoli teatrali. Le pièce di Josua Wetter, cittadino di S., talvolta si posero in concorrenza con le sacre rappresentazioni organizzate dal principe abate. Venne inoltre coltivato il canto corale, come attesta la pubblicazione di un libro di canti religiosi (1533) e la fondazione del Collegium Musicum (1620).

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

3 - XIX e XX secolo

3.1 - Politica e amministrazione

3.1.1 - Dall'Elvetica alla Rigenerazione

In seguito al riassetto politico-territoriale della Repubblica elvetica S. divenne il capoluogo del cant. Säntis. Il complesso conventuale (Stiftsbezirk) faceva parte del com. di Tablat e quindi non rientrava nella giurisdizione urbana. La nuova autorità cittadina era costituita dalla municipalità, che rappresentava non solo i cittadini attinenti ma tutti gli ab. aventi diritto di voto. I beni comuni risalenti all'ancien régime erano amministrati dalla Camera di maneggio; inizialmente non fu tuttavia possibile distinguere chiaramente tra beni patrimoniali, obblighi e competenze del com. politico e del com. patriziale. Le corporazioni, private delle loro funzioni economiche e politiche dalle innovazioni introdotte dal governo elvetico, cedettero le loro proprietà e si sciolsero.

La città di S. divenne capitale del nuovo cant. omonimo, istituito nel 1803, e come tale formò un distr., una circoscrizione elettorale e un com. politico. In Gran Consiglio fu proporzionalmente sovrarappresentata rispetto alle altre regioni del cant., disparità che fu soppressa solo nel 1861. Durante la Mediazione la città venne governata da un consiglio com. (Gemeinderat), eletto dall'assemblea generale degli aventi diritto di voto, le cui competenze, dopo la fine del dominio franc., passarono al municipio (Stadtrat).

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

3.1.2 - Dalla Rigenerazione all'aggregazione comunale

La Costituzione cant. liberale del 1831, che all'insegna della Rigenerazione estese i diritti popolari, promosse lo sviluppo dei com. politici tramite la separazione netta dai com. patriziali. Nella città di S. il com. degli ab. e quello patriziale crearono proprie strutture organizzative, suddividendo le sfere di competenza e i beni patrimoniali (1831-32).

Alle assemblee generali del com. politico furono dapprima ammessi solo i cittadini del cant. I domiciliati originari di altri cant. poterono parteciparvi solo in seguito all'approvazione, nel 1849 e 1867, di due leggi cant. Già negli anni 1830-40 l'elettorato cittadino era in maggioranza di orientamento liberale; S. era considerata, in particolare durante le battaglie costituzionali cant. del XIX sec., una roccaforte del liberalismo. Autorità politica unica era il consiglio com., eletto fino al 1918 con il sistema maggioritario. Nel 1900 vennero creati cinque dicasteri, ognuno presieduto da un municipale (Gemeinderat, dal 1909 Stadtrat); i vari municipali, eletti dal consiglio com. fra i propri membri, non costituivano però ancora un organo autonomo dotato di proprie competenze.

Il com. patriziale, titolare di vasti possedimenti fondiari, partecipò ancora a lungo alla realizzazione delle opere pubbliche. L'alta congiuntura dell'industria del ricamo nella seconda metà del XIX sec. rafforzò il com. politico, che oltre alle sfere di competenza tradizionali - attuazione di leggi e ordinanze cant., attività di polizia in senso lato, passaggi di proprietà e ipoteche, assistenza a persone prive della cittadinanza ecc. - assunse nuovi compiti legati al rapido sviluppo dell'infrastruttura urbana. Il com. patriziale continuò a svolgere molteplici incarichi in materia di concessione della cittadinanza, in ambito sociale e sanitario (ospedale cittadino) e culturale; per finanziare tali attività disponeva di una banca di sua proprietà (Cassa di risparmio della città di S., oggi Vadian Bank), delle entrate di varie aziende agricole e della selvicoltura.

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

3.1.3 - Dall'aggregazione comunale ai giorni nostri

In seguito al boom dell'industria del ricamo e al derivante forte incremento demografico a cavallo tra il XIX e il XX sec., S. e i com. limitrofi di Tablat e Straubenzell formarono un unico agglomerato; nel 1918 i due com. si unirono alla città, che in tal modo raddoppiò quasi la sua pop. e decuplicò all'incirca la sua superficie.

Con l'aggregazione com. venne introdotta per la prima volta la separazione tra legislativo (Gemeinderat, dal 1984 Grosser Gemeinderat, dal 2005 Stadtparlament) ed esecutivo (Stadtrat di sette membri, dal 1924 di cinque). Dopo il 1918 lo sviluppo dell'amministrazione com. non fu lineare. Nel periodo interbellico la situazione economica sfavorevole dovuta alla crisi del ricamo costrinse a massicci tagli e l'effettivo del personale calò da 1467 posti di lavoro nel 1922 a 1245 nel 1933. Durante il secondo conflitto mondiale la città dovette per contro assumersi nuovi compiti nei campi dell'economia di guerra o della difesa antiaerea. Nella seconda metà del XX sec., infine, l'attività pubblica si estese notevolmente, tra l'altro nell'ambito della socialità e dell'istruzione; nel 2008 l'organico del com. di S. equivaleva a 2118,7 posti di lavoro a tempo pieno.

Negli anni 1920-30 iniziò a delinarsi, a scapito dei democratici, il predominio del PRD (in un primo tempo partito più forte), dei catt. conservatori (futuro PPD) e del PS, che nelle elezioni com. per oltre tre decenni raccolsero più dell'80% dei voti. Dal 1939 per un certo periodo riuscì ad affermarsi l'AdI come partito d'opposizione. Dagli anni 1980-90 il panorama politico è più variegato e comprende anche l'UDC e i Verdi, ma i partiti borghesi hanno mantenuto la maggioranza. Anche la composizione del municipio è rimasta costante: dal 1924 è formato da esponenti (dal 1985 anche donne) del PRD (due seggi), del PPD (uno-due seggi) e del PS (uno-due seggi). Dal 1918 il sindaco è sempre stato un membro del PRD, fatta eccezione per i periodi 1981-2004 (PS) e 2005-06 (PPD).

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

3.2 - Società ed economia

3.2.1 - Popolazione e insediamento

Il numero di ab. della città, che nel 1799 ammontava a ca. 8000, aumentò lentamente fin verso la metà del XIX sec.; in seguito vi fu un'accelerazione della crescita (quasi 38'000 persone nel 1910, senza contare Straubenzell e Tablat). La pop., composta attorno al 1800 ancora prevalentemente da cittadini rif., divenne più eterogenea in termini di provenienza e confessione; nel 1910 la quota degli stranieri era del 31% (di cui due terzi ted.). Dopo l'aggregazione del 1918 gli ab. del com. passarono a ben 69'000, valore che però scese del 10% entro il 1941 in seguito alla crisi economica e a partenze (spec. di giovani e stranieri). Grazie all'immigrazione di persone provenienti in maggioranza dall'Europa meridionale, nel 1970 la pop. raggiunse il suo massimo storico (quasi 81'000 persone); poiché in seguito molti si trasferirono nei com. dell'agglomerato, la pop. scese nuovamente e agli inizi del XXI sec. si aggirava attorno alle 70'000 persone. Nel 2005 gli stranieri rappresentavano ca. il 27% della pop. (di cui un terzo proveniente dall'ex Iugoslavia).

La crescita demografica del XIX sec. andò di pari passo con un'estensione dell'area insediativa. Nelle immediate vicinanze delle mura cittadine dalla fine del XVIII sec. vennero costruiti, secondo rigide norme edilizie, file di case e in seguito isolati quadrangolari. Per ampliare il nucleo storico, ritenuto troppo piccolo, dagli anni 1830-40 furono abbattute le opere di fortificazione (demolizione delle porte cittadine tra il 1836 e il 1879, salvo quella detta di S. Carlo Borromeo) e colmati i fossati antistanti. In seguito l'edificazione della stretta valle proseguì rapidamente, favorita dal collegamento della città alla rete ferroviaria (1856) che determinò la nascita di un quartiere commerciale fra il nucleo storico e la stazione. Dal periodo 1880-90, quando sul fondovalle i terreni edificabili divennero più scarsi, lo sviluppo edilizio si estese ai pendii settentrionale e meridionale. Il quartiere di ville sul solatio Rosenberg contrasta, sul piano sociale e architettonico, con i fitti caseggiati di appartamenti sorti sul versante opposto (zone Bernegg e Freudenberg).

Grazie all'aggregazione com., dal 1918 S. dispose di vaste riserve di terreni edificabili, che nel periodo interbellico segnato dalla crisi del ricamo rimasero intatte. Nella seconda metà del XX sec., tuttavia, l'area insediativa si estese di nuovo notevolmente a causa dell'alta congiuntura che favorì la costruzione di nuovi quartieri residenziali e industriali, oltre che di centri commerciali nella periferia orientale e occidentale.

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

3.2.2 - Economia e infrastruttura urbana

All'interno del complesso abbaziale, ormai abbandonato dai monaci, nel 1801 una soc. per azioni costituita per iniziativa di Marc-Antoine Pellis aprì una filatura meccanica di cotone. Si trattò di un'azienda pionieristica dell'industrializzazione sviz., seguita entro breve da altre fabbriche in città e nei dintorni. Maggiore rilevanza della filatura ebbe però il ricamo meccanico, che iniziò a diffondersi verso metà del XIX sec. e che fino alla prima guerra mondiale dominò l'economia della città. Sede di ditte esportatrici attive su scala mondiale (Stickereihaus Union, Iklé Frères, Fenkart & Abegg, Reichenbach, Hirschfeld, Otto Alder AG, Hufenus & Co ecc.), S. divenne il fulcro di una regione incentrata sulla produzione di ricami e influenzò la struttura economica di ampie zone della Svizzera nordorientale e del Vorarlberg. Il progresso tecnico consentì un massiccio aumento della produzione meccanica di ricami, attività non praticata solo nelle fabbriche ma anche a domicilio. All'inizio del XX sec. i ricami sangallesi figuravano tra i più importanti articoli di esportazione della Svizzera (spec. verso Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania); un cospicuo contributo all'economia cittadina venne inoltre dato dalle aziende subfornitrici di cotone (filande, impianti di torcitura) o di finissaggio (stabilimenti di candeggio o apprettatura).

Altri settori, come la costruzione di macchine o la produzione di cioccolato, fino al 1914 ebbero un ruolo subordinato. Per provvedere ai bisogni di un'economia in crescita vennero fondate banche di credito e la Helvetia Assicurazioni, prima soc. sviz. di assicurazione nell'ambito dei trasporti (1858). Dalla metà del XIX sec. lo sviluppo di moderne infrastrutture urbane progredì velocemente (telegrafo, 1852; officina del gas, 1857; impianto di approvvigionamento idrico dal lago di Costanza, 1895; centrale elettrica e tram, 1897; fognature, dal 1905; impianto di depurazione meccanico-biologico, 1916-18).

Con la prima guerra mondiale e le sue conseguenze, in particolare il mutamento della moda negli anni 1920-30, iniziò il rapido declino dell'industria del ricamo, che gettò la città e la regione di S. in una profonda crisi economica con forte disoccupazione. Per non dipendere più dal ramo tessile, la città compì sforzi per la diversificazione della struttura economica; nel 1943, sull'onda dell'interesse suscitato dal settore agricolo dopo l'introduzione del Piano Wahlen, venne organizzata la prima fiera sviz. dell'agricoltura e dell'industria casearia (OLMA), da allora tenuta ogni anno.

L'alta congiuntura seguita alla seconda guerra mondiale modificò l'economia urbana in forma duratura: già nel 1965 l'industria tessile (escluso il ramo dell'abbigliamento) offriva meno posti di lavoro di quella metallurgica e meccanica. Benché complessivamente l'importanza dell'industria del ricamo non fosse più paragonabile a quella del 1900 ca., grazie a ditte come la Bischoff Textil, la Forster Rohner e la Jakob Schlaepfer all'inizio del XXI sec. S. era uno dei più innovativi poli di ricerca in campo tessile su scala mondiale.

Il settore dei servizi, cresciuto dagli anni 1960-70 a spese dell'industria e dell'artigianato, nel 2001 comprendeva l'85% di tutte le aziende (soprattutto piccole e medie imprese). Nel 2009 l'ospedale cant. era il principale datore di lavoro con ca. 4200 dipendenti. A S. si trovano la sede centrale delle casse Raiffeisen sviz. (1300 collaboratori nel 2009) e della Helvetia Assicurazioni (550 collaboratori nel 2009).

Nella seconda metà del XX sec. anche S. registrò un repentino aumento della motorizzazione, che a causa della conformazione stretta e allungata della città provocò notevoli problemi di traffico. L'autostrada attraverso S., inaugurata nel 1987 dopo una fase progettuale controversa, portò a uno sgravio temporaneo degli assi di transito urbani. Per promuovere i trasporti pubblici S. partecipa al consorzio tariffario Ostwind, introdotto nel 2002.

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

3.3 - Istruzione, religione e cultura

3.3.1 - Istruzione

Dall'introduzione della Costituzione cant. nel 1814 e fino al 1861 l'istruzione fu affidata alle due confessioni e alle rispettive autorità; i rif. disponevano delle scuole risalenti a prima del 1800, i catt. fondarono una propria comunità scolastica nel 1822. Nel 1879 gli enti confessionali responsabili delle scuole elementari vennero sciolti risp. confluirono nel com. scolastico di S. Nel 1918 l'istruzione elementare divenne di competenza com. Anche per le scuole secondarie vigeva la separazione confessionale (ginnasio rif., 1598; ginnasio catt., 1809), finché nel 1856, dopo molte resistenze, si giunse alla realizzazione di un'unica scuola cant. interconfessionale.

Per gli apprendisti (in seguito anche per le apprendiste) nel 1860 venne creata una scuola volontaria di perfezionamento, da cui si sviluppò la scuola professionale di arti e mestieri (a frequenza obbligatoria dal 1919). La scuola di amministrazione (1899) preparava i futuri dipendenti delle ferrovie, della posta, del telegrafo e delle dogane. Una scuola di disegno (1867) e il Museo dell'industria e delle arti e mestieri (1878), dotato di una biblioteca (oggi Museo e biblioteca del tessile), servivano alla formazione del personale dell'industria dei ricami. Per il settore commerciale venne fondata l'Acc. di commercio (1898), che dopo i modesti inizi si trasformò nell'odierna Università di San Gallo. Altre scuole specializzate vennero aperte nel XX sec., la scuola univ. professionale nel 1999. La Soc. scientifica (dal 1815), la Soc. di scienze naturali (dal 1819) e la Soc. storica (dal 1859), come pure la biblioteca abbaziale, la biblioteca cant. (Vadiana) e la biblioteca univ. nonché l'Archivio di Stato, l'archivio abbaziale e gli archivi cittadini sono inoltre attivi nella divulgazione del sapere a un pubblico più vasto.

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

3.3.2 - Religione

All'inizio del XIX sec. i rif. costituivano la grande maggioranza (91% della pop. cittadina nel 1809). In seguito all'arrivo di persone provenienti da altri cant. la loro quota diminuì (66% nel 1860, 53% nel 1900) mentre aumentò quella dei catt., che dal 1847 avevano una propria diocesi. L'aggregazione com. del 1918 instaurò praticamente una situazione di equilibrio, ma dopo la seconda guerra mondiale l'immigrazione dall'Europa meridionale rese i catt. il gruppo confessionale più forte. Nel solco del Kulturkampf, che nel cant. S. fu condotto aspramente, nel 1878 venne istituita una comunità catt.-cristiana con 166 membri aventi diritto di voto, che dal 1895 dispone di una propria chiesa.

La comunità ebraica di S. venne fondata nel 1863 dai 22 isr. che allora vivevano in città; dal 1917 al 1952 fu attiva anche la comunità isr. di tendenza ortodossa Adass Jisroel, che raggruppava soprattutto ebrei dell'Europa orientale. Le comunità religiose catt.-romana, rif., catt.-cristiana ed ebraica sono riconosciute dal cant. come enti di diritto pubblico. Verso la fine del XX sec., sull'onda della secolarizzazione e del fenomeno migratorio, la composizione religiosa della società è cambiata. Nel 2009 i mus. rappresentavano il 10,1% della pop., gli ortodossi il 5,7% e le persone senza confessione l'8%.

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

3.3.3 - Cultura

Il bisogno di sviluppare rapporti sociali e di dedicarsi in comune ad attività culturali portò alla nascita di numerose ass., quali la soc. di lettura Trischli (1798), la Soc. di belle arti (1827) o le soc. di canto, di ginnastica e di tiro. Nei primi tempi erano animate da ideali illuministici, in parte anche da sentimenti nazionali. In seguito al Kulturkampf e alla questione sociale, sia gli ambienti catt. sia il movimento operaio crearono propri sodalizi.

Le ass. furono anche all'origine della maggioranza delle collezioni museali. Per ospitarle il com. patriziale - ente che fino a oltre la metà del XX sec. svolse un ruolo determinante nella promozione culturale - nel 1877 costruì un museo, che dal 1921 accoglie le collezioni artistiche e naturalistiche; quelle storiche ed etnografiche all'epoca furono esposte in un altro stabile. Il Kunstmuseum entrò in possesso di importanti opere d'arte attraverso donazioni di mecenati privati quali Curt ed Erna Burgauer ed Eduard Sturzenegger. Grazie a collezioni di importanza sovraregionale vennero fondati il Museo del tessile (1886), con le collezioni Iklé e Jacoby, e il Museum im Lagerhaus (1988) che conserva le opere della Fondazione per l'arte naïf e l'art brut. Dal 1983 lo Stiftsbezirk è inserito nell'elenco del patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Dal 1801 S. ospita spettacoli professionali in un'apposita sede teatrale permanente. Il teatro fu dapprima gestito e finanziato da una soc. per azioni privata (1805), più tardi da una cooperativa (1967, con nuovo statuto dal 2000). All'inizio del XXI sec. i tre ambiti di attività del teatro erano sovvenzionati in massima parte dal cant. e dal com. di S. Altre istituzioni stabili della vita teatrale sangallese sono il Teatro delle marionette, fondato nel 1903 (oggi Teatro di figura), e la Kellerbühne (1965).

L'Ass. concertistica, oltre a organizzare regolarmente concerti dal 1877, sostiene economicamente l'orchestra civica sangallese (oggi orchestra sinfonica), che serve anche da orchestra per il teatro e che dal 1917 al 1944 fu diretta da Othmar Schoeck. Con la nascita di una scena jazzistica negli anni 1960-70 e la creazione dell'Open Air (dal 1981) da metà del XX sec. venne ampliata anche l'offerta musicale per un pubblico prevalentemente di giovani.

In ambito sportivo spiccano in particolare le due squadre di calcio locali: il FC San Gallo (fondato nel 1879, il più antico fra i club calcistici sviz. ancora esistenti) e il FC Brühl (1901). Anche la pallamano gode di popolarità con il TSV St. Otmar, nato come soc. di ginnastica nel 1924. A S. si svolge inoltre annualmente il principale evento ippico sviz., il Concorso intern. di salto ostacoli.

Autrice/Autore: Marcel Mayer / vfe

Riferimenti bibliografici

Archivi
– ACit San Gallo
– Archivio dell'abbazia di San Gallo
– KBSG
– StASG
Fonti
– P. Ehrenzeller et al. (a cura di), St. Gallische Jahrbücher, 1823-43, 1824-1863
Geschäftsberichte des Stadtrats St. Gallen, 1852-
Gallus-Stadt, 1943-1996 (con cronaca di San Gallo)
Statistisches Jahrbuch der Stadt St. Gallen, 1922-
– O. P. Clavadetscher, S. Sonderegger (a cura di), Chartularium Sangallense, 3-11, 1983-2009
FDS SG, I/1
Bibliografia