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Appenzello (comune)

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Com. (letteralmente distr., Bezirk, che corrisponde in A. Interno a un com.), com. della Feuerschau (sorveglianza del fuoco), parrocchia e comunità scolastica. Il borgo omonimo è situato nella valle della Sitter, sul tratto mediano del confine orientale del distr.; i suoi quartieri esterni si estendono nei com. di Rüte e di Schwende, risp. a nord e a sud del fiume. Capoluogo del semicant. di A. Interno, antico luogo di mercato e centro del "Paese interno" (Innerer Landesteil), il villaggio è sede delle autorità cant. Nel 1071 è menz. come Abbacella; il nome, composto dai termini dell'alto ted. antico abbat e cella, designava una curtis dell'abate di San Gallo.

Popolazione
AnnoAbitanti del comune della Feuerschaua
15351 500
15972 100
16261 800
16642 300
17132 600
18012 300
18503 000
18803 450
19003 600
19203 950
19503 770
19703 750 (5 200)b
19803 700 (5 300)b
19904 000 (5 700)b

a Nucleo antico o interno della Feuerschau

b Fra parentesi: territorio della Feuerschau dal 1962 (agglomerato)

Anno 1880190019201950197019801990
Abitanti del comune4 3024 5745 1735 0015 2174 7815 194
Linguatedesco4 2984 5425 1274 9204 5304 1494 375
 francese     2     6   15   10     4     5   10
 italiano     1   19   19   58 433 279 182
 altre     1     7   12   13 250 348 627
Confessioneriformata 157 257 190  142 222 313 430
 cattolica4 1434 3164 9794 8434 9734 3224 326
 altre o senza confessione     2     1    4   16   22 146 438
 di cui senza confessione         65
Nazionalitàsvizzeri4 1474 4204 9394 7834 4504 1204 261
 stranieri 155 154 234 218 767 661 933

Fonti:Autore, UFS

1 - Dalla Preistoria all'alto Medioevo

L'unico reperto risalente all'epoca preistorica, un'ascia ad alette del Bronzo finale rinvenuta in località Forren presso A., non consente di affermare con certezza che la zona fosse abitata o percorsa in tempi antichi; fino alla fine dell'alto ME la regione, per lo più boschiva, era pressoché disabitata.

Autrice/Autore: Achilles Weishaupt / vfe

2 - Dal basso Medioevo all'Elvetica

2.1 - Insediamento, popolazione ed economia

La colonizzazione della valle della Sitter prese avvio al più tardi nell'XI sec., grazie agli abati di San Gallo; A. è menz. per la prima volta nell'atto di fondazione - in novali loco, cioè "in zona appena dissodata" - della parrocchia di S. Maurizio (1071). Oltre alla curtis abbaziale, che probabilmente comprendeva il quartiere a sud dell'odierna piazza della Landsgemeinde, dalla Platte alla Hofwiese, un elenco tributario del 1200 ca. cita alcuni insediamenti sparsi che facevano parte del com. (Brenden, Lank, Lehn, Meistersrüte). La scarsità di fonti anteriori al 1500 non consente di ricostruire con esattezza le fasi iniziali dell'insediamento. Le prime case di A. furono costruite probabilmente lungo i sentieri che collegavano la chiesa ai possedimenti dell'abbazia, sulla Reichsstrasse e sul corso inferiore del Gansbach, in direzione est-ovest. Il ponte Metzibrücke sulla Sitter, a est della chiesa, consentiva di prolungare tale asse con una piccola testa di ponte; all'estremità orientale vi era un aggregato di edifici utilitari e signorili. Nel 1291 A. fu devastato da truppe dei conti von Werdenberg-Sargans. Legati alla concessione del diritto di mercato (1353) sono probabilmente lo Schmäuslemarkt (a sud della Hauptgasse, di fronte al municipio) e le file compatte di edifici ispirati alle case coloniche urbane, nella Hauptgasse e nella via trasversale Hirschengasse (asse nord-sud), costruita in un secondo tempo unitamente a varie stradicciole di collegamento, piazze e altri slarghi. Il quartiere Ried, a sud del nucleo, risale a una fondazione benefica del 1483 a favore degli ab. poveri.

Dopo l'affrancamento del Paese di A. dalla signoria abbaziale, il villaggio, che si era affermato come capoluogo cant., dovette mettere a disposizione una piazza per la Landsgemeinde e costruire un municipio. La definizione ze Appacelle zu dem Hof, utilizzata nel XIV sec. (la prima volta il 10.10.1367) per distinguere il borgo (sede del tribunale) dal cant., trova riscontro ancora oggi nella denominazione corrente di Hofer, con cui gli ab. di A. vengono distinti dai contadini delle fattorie isolate.

A partire dalla metà del XVI sec., le ordinanze sulle ronde notturne forniscono ragguagli su aspetto e dimensioni del nucleo. Il 18.3.1560 A. fu distrutto da un incendio; la ricostruzione rispettò in massima parte la disposizione originaria delle fondazioni. La scissione del cant. (1597) ridusse sensibilmente l'importanza di A. come capoluogo. I grandi incendi del 1679 e del 1701 distrussero il borgo solo in parte; nel corso del tempo vennero costruiti nuovi edifici che conferirono un aspetto caratteristico al villaggio: la parrocchiale (1560-84), l'ossario (1560-65), il municipio (1560-83), il cosiddetto castello (al margine sudorientale, 1563-70), il convento delle cappuccine (1611-22), l'arsenale (prima del 1568) e il convento dei cappuccini (all'estremità occidentale, 1587-88). Un confronto fra vedute storiche risalenti ad epoche diverse (1586, 1642, 1839) evidenzia come dimensioni e struttura del borgo rimasero pressoché immutate dal XVI sec. alla metà del XIX.

Nei pressi della curtis abbaziale si insediarono degli artigiani, probabilmente già nei primi tempi. Dal XIV sec. è attestata la presenza di un numero elevato di arti e mestieri, e dal 1547 il cosiddetto "libro degli esibiti e dei mandati" raccoglie normative e misure di controllo relative agli osti, ai mugnai e ai macellai. Il diritto a tenere due mercati l'anno e a riscuotere dazi, concesso il 23.9.1353, consentì lo sviluppo di un artigianato che rispondesse alle necessità dei contadini e di un commercio locale nel villaggio. Intorno al 1400, l'esistenza di una taverna e di alcuni provvedimenti su pesi e misure documentano attività commerciali. Al più tardi dal 1450 ca., A. fu una delle località in cui veniva tessuto lino per la città di San Gallo; dall'ultimo quarto del XV sec. si tenne anche un mercato settimanale di stoppe e filati. In seguito alcuni ab. cominciarono a esportare in forma autonoma, verso Venezia (1494), Costanza (1497), Lione (1499) e Francoforte (1529), ma gli sforzi tesi a promuovere il borgo a piazza indipendente della tela di lino - che comportarono la costruzione, fra l'altro, di impianti di candeggio, di lisciviazione e di follatura (1535-37) nonché la fondazione di una soc. di telerie (1537) - fallirono a causa delle severe misure adottate dai Sangallesi contro la concorrenza (l'ultima volta nel 1683); rimasero in funzione solo gli impianti di sbiancatura (fino al 1842) e per la filatura e la tessitura del lino. Particolarmente diffusa era la produzione di filati fini, cui a metà del XVIII sec. venne ad aggiungersi la filatura del cotone. Nel XVI-XVIII sec., per molte fam. (Sutter, Bischofberger, Büchler, Knusert, Ulmann ecc.) ebbe inoltre un ruolo importante il servizio mercenario. Come nel resto del cant., anche ad A. i contadini erano prevalentemente attivi nei settori dell'allevamento e dell'economia lattiera (negli alpeggi nella zona dell'Alpstein). Fra casari (proprietari degli animali) e produttori di fieno (proprietari di poderi in pianura), che provvedevano risp. all'estivazione e allo svernamento del bestiame, si era instaurato un sistema particolare di collaborazione. Gli ab. di A. avevano speciali diritti d'uso sui beni comuni dell'Innerer Landesteil (alpeggi, boschi, pascoli ecc.).

Autrice/Autore: Achilles Weishaupt / vfe

2.2 - Società comunale, vita ecclesiastica e culturale

Durante il basso e tardo ME, i molti diritti fondiari, ecclesiastici, giudiziari e sui servi esercitati dal convento di San Gallo su A. portarono alla formazione di un insieme di diritti signorili propri dell'abbazia; a sua protezione venne creata la nuova org. giur.-economica delle Rhoden e a nord di A. fu eretta la fortezza di Clanx (1210 ca.). Gli ab. di A. erano servi di San Gallo; fra di loro, i maior e gli Ammann, rappresentanti dell'abate, avevano un ruolo economico e sociale di spicco (torri in sasso a Lank, ruderi della rocca Schönenbühl sull'Hirschberg). Le pensioni del servizio mercenario contribuirono in misura importante al distacco dall'abbazia, sia in termini giur. sia fiscali (1517, 1518, 1537 e infine 1566). Questo fatto, unitamente alla nascita di un'org. com. autonoma, potrebbe aver favorito l'equilibrio fra i ceti nella società appenzellese del tardo ME e dei sec. successivi (finora poco studiata); fu però all'origine di nuove disuguaglianze politiche ed economiche. Nel borgo, data la sua funzione di capoluogo del cant. (poi semicant.), si stabilirono fam. influenti (Sutter, Fässler, Streule, Bischofberger, Dähler, Geiger, Schiess); nel XVI e XVII sec. l'élite, cui appartenevano sia gli alti funzionari cant. sia gli ufficiali mercenari, si chiuse sempre più in se stessa.

Nel 1071 Norbert, abate di San Gallo, fissò i confini della parrocchia di A., legata alla chiesa privata abbaziale di S. Maurizio, patrono il cui nome è menz. per la prima volta nell'atto di concessione del diritto di mercato (1353). La chiesa, consacrata e decorata con ricchi addobbi da Thietmar, vescovo di Coira, su richiesta e per incarico di Rumold, vescovo di Costanza, durante i conflitti fra l'imperatore Federico II e il papato fu incorporata all'abbazia di San Gallo (1248, atto confermato nel 1253). Da S. Maurizio dipendevano le chiese delle Rhoden interne; oltre ai preti secolari, i cui nomi sono noti dal 1370, dal XV sec. sono attestati anche i vicari. All'epoca della Riforma i parrocchiani rimasero in maggioranza catt.; nel 1588, sull'onda della Controriforma, la minoranza rif. dovette scegliere fra conversione o emigrazione. Nel 1645 i diritti di collazione passarono al Landamano e al Consiglio di A. Interno. L'impegno profuso nell'attività pastorale nel XVII sec. dopo il Concilio di Trento (1563) e, in un secondo tempo, la crescita demografica del XIX e XX sec. portarono alla nascita delle quattro parrocchie filiali di Gonten (1647), Haslen (1666), Brülisau (1845) e Schwende (1914), nonché delle due curazie di Eggerstanden (1727) e Schlatt (1769-1970).

La grande estensione della parrocchia originaria, unita alla devozione tardomedievale e barocca, dal 1409 portò alla creazione di prebende cappellaniche. Durante la Riforma venne fondato il convento cappuccino della Candelora (1586-87) e nel 1613 nel convento di S. Maria degli Angeli venne ripristinata una comunità di terziarie francescane, già attestata negli anni 1420-21. Le fonti menz. confraternite ecclesiastiche solo dal XVII sec. La sfera religiosa e quella secolare erano strettamente connesse, poiché i confini parrocchiali per molto tempo coincisero con quelli dell'Innerer Landesteil.

Alla prima parrocchiale, dedicata a S. Maurizio e costruita nel 1068/69 ca., seguì una chiesa tardoromanica ad aula unica (1300 ca.). L'edificio assunse le dimensioni odierne al più tardi negli anni 1488-1513, quando venne eretto un corpo tardogotico a tre navate, espressione dell'orgoglio del nuovo cant. conf. La chiesa del 1513 venne ricostruita dopo l'incendio del 1560; negli anni 1824-43 la navata fu sostituita da un corpo in stile neoclassico (con interno neorococò, 1890-92). L'architettura religiosa di A. comprende inoltre un ossario del 1565 (demolito nel 1857) e varie cappelle: S. Croce (1561), S. Martino (1594, in origine cappella degli infermi, oggi di Lourdes), S. Antonio a Rinkenbach (1661) e S. Anna a Haggenbrugg (menz. 1696), nonché le cappelle votive di S. Michele a Blumenrain (1612), dei SS. Anna e Giacomo a Rütirain (1630) e di S. Maria Ausiliatrice a Hundgalgen (1874).

Un'istruzione scolastica facoltativa esisteva già nel XV sec.; più tardi un ecclesiastico curò la scuola lat., un maestro laico quella ted. Nel XVI sec. venne costruito un vero e proprio edificio scolastico, situato nei pressi della chiesa e delle canoniche. Primo maestro menz. (1555) fu il futuro Landamano Bartholomäus Dähler; il più antico regolamento scolastico è del 1620 ca. Nel 1679 fu assegnata al supplente della scuola ted. anche l'istruzione femminile, dopo il vano tentativo di fondare una scuola presso le suore (1639); dal 1738 l'insegnamento elementare fu impartito, oltre che dal titolare, da un assistente o sostituto.

L'alto livello culturale delle fam. del ceto dirigente è attestato in modo esemplare sia da alcuni edifici in pietra del XVI sec. - la casa patrizia tardogotica detta "castello", con frontone a croce, torre-scala tonda e vestibolo colonnato, e la ricca casa Salesis, probabilmente dell'ultimo terzo del sec. -, sia dalle case Konkordia (XVII sec.) e sulla Hauptgasse (dopo il 1560). In ambito religioso, sono particolarmente degni di nota la parrocchiale con torre, coro e cripta appartenenti alla chiesa precedente (1488-1513), un messale romanico (prima del 1183), un obituario (1566) e un registro battesimale (1570, con titoli miniati da Caspar Hagenbuch).

Autrice/Autore: Achilles Weishaupt / vfe

2.3 - Statuto, istituzioni locali e vita politica

Nel 1323 è menz. per la prima volta "la gente di A." ("den landlüten ze Appenzell", dove "A." sta per l'Innerer Landesteil). La storia politica di A. trova sovente corrispondenza in quella del cant. che avrebbe preso il suo nome, poi in quella di A. Interno. In seguito a particolari circostanze, per designare il villaggio furono utilizzati vari nomi: Hof (1300 ca.), Dorf (fine del XV sec.) e Feuerschau (1585). Fino al 1873 il borgo si estendeva sul territorio della Rhode di Lehn e in parte sulle Rhoden di Schwende, Rüte e Rinkenbach; le Rhoden, organizzate come comunità fam., nell'A. Interno avevano funzioni assai limitate sul piano com. Per la zona di A. si sviluppò fin dal XVI sec. l'ente pubblico della Feuerschau (nome derivante dall'ispezione annuale, effettuata in comune, della tenuta delle cisterne antincendio), che in assenza di un com. patriziale assunse, nel corso degli anni, sempre più compiti com.: alla prevenzione e lotta contro gli incendi si aggiunsero nel XVII e XVIII sec. anche l'approvvigionamento idrico, la concessione del domicilio, l'emanazione di ordinanze edilizie e professionali, l'amministrazione fiscale. I suoi organi avevano anche competenze giudiziarie, fra cui perfino l'espulsione di dimoranti dal semicant.; organo supremo era la Dunke, assemblea obbligatoria dei proprietari di case nella Feuerschau. Il Consiglio di quest'ultima era formato, sin dal 1642, dal Landamano di A. Interno (residente nella zona del borgo), da funzionari cant. (Vicelandamano, alfiere, tesoriere, usciere cant., cancelliere) e da tre ispettori antincendio; nel XVIII sec. la Dunke si limitava ad approvare i conti e seguire la lettura pubblica delle ordinanze.

Il quartiere Ried, creato da una fondazione nel 1483, era a disposizione dei poveri delle Rhoden di Lehn e Rinkenbach. Gli aventi diritto (dal 1615 solo persone sposate o vedove con patrimonio inferiore a 1000 lire) ricevevano un piccolo appezzamento, da usare in proprio, e un terreno su cui costruire una casa; potevano sfruttare in comune pascoli, prati e boschi, ma non potevano pascere cavalli e produrre formaggio. I beneficiari amministravano la fondazione autonomamente, tramite un'assemblea annua che eleggeva una commissione per gli affari correnti; lo statuto più antico è del 1602. Nel XVI sec. A. possedeva due cronicari: uno, il più antico, alla Sandgrube (menz. dal 1517, bruciato probabilmente nel 1560), l'altro sulla proprietà Geren/Hälenbrunnen (eretto fra il 1540 e il 1542, demolito prima del 1766) in cui dopo il 1598 oltre ai malati venivano ricoverate anche persone debilitate e anziane; l'edificio fu poi sostituito dall'ospizio di mendicità (menz. dal 1766, demolito nel 1904). L'ospedale eretto dopo il 1575 a nord est di A. (bruciato nel 1912) servì dapprima da ostello per forestieri e da casa per cappellani anziani, poi da orfanotrofio e stabilimento penale. Fino a metà del XIX sec. l'approvvigionamento idrico era assicurato da fontane pubbliche e private; poiché la maggior parte delle case non aveva ancora condutture, si insisteva particolarmente sulla pulizia delle sei fontane pubbliche. Due cisterne d'acqua sistemate a sud del borgo fungevano da riserva contro gli incendi, alla cui prevenzione era addetta fin dal 15.12.1519 una pattuglia di due uomini. Per loro venne allestito un posto di guardia nella "casa degli ab. del com.", adibita anche a mercato e a deposito di sale; risale al 1579 un'ordinanza sugli incendi e sul servizio di sorveglianza, modificata nel 1642, nel 1675 e nel 1790/93.

Verso la fine del XVIII sec., la forte presenza ad A. di esponenti del ceto benestante e dirigente di A. Interno e l'alto numero di rappresentanti del capoluogo nell'esecutivo furono all'origine di tensioni fra A. e le regioni di campagna (in particolare con le Rhoden di Schlatt e Gonten), che sfociarono nel cosiddetto affare Sutter. Nello stesso periodo, diversi membri della classe dirigente cominciarono a mostrare interesse per le idee illuministe, e taluni - fra cui il parroco Josef Anton Sutter, i due ufficiali Johann Josef Michael Büchler e Johann Baptist Graf, il futuro Landamano Karl Franz Josef Anton Bischofberger e il medico Johann Nepomuk Hautle - simpatizzarono apertamente con l'Elvetica; tuttavia ad A. non si formarono soc. illuministe.

Autrice/Autore: Achilles Weishaupt / vfe

3 - XIX e XX secolo

3.1 - Economia e trasporti

La costruzione dei principali collegamenti stradali - per Gais (1852-53), Urnäsch (1862-68), Wasserauen (1867-69), Hundwil (1877), Oberriet (1902-14) - e della rete ferroviaria, allestita gradualmente dalle quattro compagnie poi confluite nelle Ferrovie appenzellesi, offrì nuove opportunità di sviluppo a turismo e industria.

La superficie agricola venne estesa grazie alle bonifiche realizzate in zona Forren (1936-37) e Mendle (1943-44). La crisi economica iniziata negli anni 1870-80 determinò un rinnovamento dell'agricoltura che a sua volta portò alla creazione di tre cooperative zootecniche (di A. nel 1894, di Lehn nel 1945 e di Rapisau nel 1965). Prima che fossero potenziate le strade in uscita, il piccolo artigianato locale riusciva a coprire il fabbisogno regionale; all'inizio del XIX sec. artigiani forestieri, che avevano introdotto nuove tecniche, esercitavano mestieri in genere poco comuni (ramai, stampatori di stoffa, stagnini, gessai ecc.). Un elevato numero di ricamatrici a mano (646 nel 1880, 1178 nel 1920) lavorava a domicilio per imprenditori di A. Esterno e di San Gallo, in seguito anche per una committenza locale.

Negli anni 1870-76 vennero aperte ad A. cinque imprese meccanizzate di ricamo; mentre la maggior parte di loro ebbe una vita effimera, la fabbrica della ditta franc. Marie Fanny Driou & Cie (allo Ziel) fu invece attiva dal 1871 al 1930. Dopo la messa in servizio delle linee a scartamento ridotto Urnäsch-A. (1886) e Gais-A. (1904) e della centrale elettrica locale (1905) sorsero alcune fabbriche (spec. tessili), ma solo in pochi casi sopravvissero alla crisi del settore del ricamo che seguì la prima guerra mondiale. 14 imprese, specializzate sorattutto nella lavorazione e vendita di prodotti tessili, fra cui la alba AG & weba AG (1923) e la Doerig + Kreier AG (1923), nel 1925 avevano oltre 220 dipendenti. Altre aziende importanti di A. sono la birreria Karl Locher AG (ditta dal 1886, ma attestata dal 1728), la distilleria di liquori Emil Ebneter & Co AG (1902), la fabbrica di spazzole Emil Broger (1902-80) e la ditta tessile Lehner Les Accessoires AG (1938). Dopo la seconda guerra mondiale, ebbero una fase di modesto sviluppo le piccole e medie imprese attive in vari settori (macchine, metalli, plastica e edilizia): Litex Neon AG (1959), Fenster Dörig AG (1959), Chemora AG (1965-93), Bühler AG (1966), KUK Electronic AG (1990). Sono infine numerose le piccole aziende artigiane.

Le possibilità di accedere al massiccio dell'Alpstein diede impulso all'industria alberghiera. Agli antichi stabilimenti balneari Hoferbad (menz. dal 1628) e Oberbad (1372) se ne affiancarono diversi altri, in parte attivi solo per un breve periodo: Kaubad (dal 1851), Bad Dreikirchenstein (1881-85), Sonnenau (1892-97), Rosengarten (1896-1940). Dopo la seconda guerra mondiale A. ha acquisito discreta importanza quale meta di escursioni giornaliere. L'alta concentrazione di negozi al dettaglio (oltre 40), la presenza di banche, scuole, assicurazioni e uffici pubblici (com., Feuerschaugemeinde, cant.) conferma l'importanza di A. quale centro regionale (44,7% di pendolari in entrata nel 1990).

Distribuzione dell'impiego
 19301950197019801990
Settore primario19,1%15,7%10,7%10,0%6,7%
Settore secondario68,8%52,8%55,8%49,4%37,8%
Settore terziario12,1%31,5%33,5%40,6%55,5%

Fonti:UFS

Autrice/Autore: Achilles Weishaupt / vfe

3.2 - Insediamento, società, cultura e istruzione

Fino agli inizi del XIX sec. la densità demografica si mantenne - anche a causa delle crisi economiche del 1771-72 e del 1817-18, e delle epidemie (spec. tifo, difterite, dissenteria, vaiolo) - grosso modo al livello del 1710. In seguito aumentò gradualmente grazie allo sviluppo dell'industria domestica e al consolidamento dell'artigianato. Dopo il 1920 si verificò un nuovo calo demografico dovuto alla crisi del settore dei ricami; si è registrata una nuova ripresa solo dal 1960. Grazie all'alta congiuntura del secondo dopoguerra, iniziata con una certa esitazione ma costante nel tempo, nel 1990 la Feuerschaugemeinde contava 5700 ab. (6200 nel 1997). La crescita è stata favorita fra l'altro dalla situazione geografica vantaggiosa, dal miglioramento infrastrutturale, dalla vitalità del turismo, da alcune imprese innovative, dalla politica finanziaria e di promozione economica del cant.

Ancora fino alla metà del XIX sec. A. era un centro vallivo piuttosto compatto. Dal successivo sviluppo della località lungo le strade in uscita (zona centrale Feuerschau: 204 case nel 1827, 446 nel 1920 e 567 nel 1950; Feuerschaugemeinde: ca. 1500 case nel 1990) derivò la caratteristica pianta a stella del borgo. L'attività edile, in ristagno fra le due guerre, alla fine degli anni '50 conobbe una fase di intenso sviluppo; il patrimonio storico del nucleo venne in parte intaccato e sorsero quartieri residenziali nuovi, talvolta uniformi.

Secondo il ruolo fiscale del 1803, 31 cittadini, vale a dire il 2% di tutti i nuclei fam., erano considerati ricchi, cioè possessori di almeno 10'000 fiorini (il più ricco 130'000). Nel XIX sec. i torbidi dell'Elvetica, le guerre napoleoniche, la carestia del 1817-18 e il rincaro del 1830-31 contribuirono ad aumentare il numero degli indigenti: delle 1800 persone registrate nel 1816 fra i poveri di A. Interno (pari al 17% ca. della pop.), molte vivevano ad A.; ancora nel 1938, le persone di A. che necessitavano di un sussidio erano 221 (5% degli ab.). Solo l'industrializzazione del secondo dopoguerra ha permesso di migliorare le condizioni del ceto basso, provocando una lieve riduzione del divario economico e una crescita relativa del ceto medio. Nel 1996 il com. di A. rappresentava, in termini di pop. e di capacità contributiva, risp. il 37,4% e il 43,6% del semicant.

Alla fine del XVIII sec., secondo dati dell'epoca, la struttura sociale della pop., che nel complesso viveva in condizioni piuttosto modeste, non era contraddistinta da nette separazioni; solo i dimoranti erano soggetti a restrizioni politiche ed economiche. Dal quadro offerto dall'agricoltura e dall'alpicoltura e, in misura minore, dall'esercito e dallo Stato nel XIX sec. si ricava l'esistenza di un gruppo di ricchi contadini, alpigiani, commercianti di bestiame, proprietari fondiari e di capitali dominante sul piano politico, economico e sociale, mentre l'industria tessile e il commercio (di tessuti, latticini, merceria ecc.) erano ancora allo stadio iniziale; la maggior parte degli ab. del borgo erano piccoli contadini indebitati, giornalieri, lavoratori a domicilio e artigiani poveri.

La proverbiale socievolezza appenzellese ha trovato espressione in numerose soc., dedite, ad esempio, al tiro (dal XVI sec.), alla musica per fiati (dal 1792), al canto (coro maschile attestato nel 1835, fondato nel 1855; coro parrocchiale attestato nel 1514, fondato nel 1881) e allo sport (dal 1866). Obiettivi sociali ed economici erano perseguiti su base associativa o cooperativa; vennero fondati l'Armenverein (per gli indigenti; prima del 1866), un'ass. contro la mendicità (1883), una cooperativa di consumo (1883), una soc. di assistenza volontaria (1916) e il Rabattverein (ass. di sconto, 1911).

Scuole elementari sorsero sulla piazza della Landsgemeinde (1854), sulla Hofwiese (1890), presso il convento femminile (1879) e nel Gringel (scuola reale regionale, 1972). Dal 1866 l'orfanotrofio, a nord ovest di A. e risalente al 1854, comprende una scuola di economia domestica; nel periodo 1811-1973 la scuola femminile e, dal 1929, anche la scuola reale femminile furono gestite da cappuccine. Una scuola lat. fu aperta dal 1812 al 1848; nel 1872 venne inaugurata una scuola reale e lat. - dapprima solo maschile, dal 1876 anche femminile - che nel 1887 passò al cant. e nel 1908 fu sostituita dal nuovo collegio cappuccino di S. Antonio (scuola reale e liceo con maturità fed. dal 1940, scuola cant. dal 1999). Nel 1974 le funzioni della scuola reale sono passate alla scuola secondaria della Hofwiese, inaugurata nel 1957 e ampliata negli anni 1970-74. Le suore di Ingenbohl insegnarono lavori femminili ad A. dal 1880 al 1982, fra l'altro nella scuola reale femminile (dal 1892) e in classi speciali (1906-58). Nel 1856 venne aperta per iniziativa privata una scuola materna, nel 1880 una scuola professionale d'arti e mestieri.

Anche il clero si impegnò in campo scolastico e sociale; il padre cappuccino Otto Gartmann, ad esempio, fondò nel 1853 un'ass. di giovani artigiani. Solo dopo la nascita dello Stato fed. (1848) si formò ad A. una comunità rif.; nel 1875 venne fondata un'ass. rif., nel 1909 fu costruita la chiesa mentre la comunità rif., il cui territorio corrisponde all'Innerer Landesteil, è riconosciuta come ente di diritto pubblico dal 1925.

Autrice/Autore: Achilles Weishaupt / vfe

3.3 - Sviluppi in campo politico-amministrativo

Fino al 1872 l'istituzione più importante per le questioni locali fu la Feuerschaugemeinde, sostituita durante l'Elvetica da un distr. a carattere effimero. La suddivisione nei com. attuali risale alla nuova Costituzione cant. del 1872; quello di A. comprende i territori che un tempo appartenevano alla Rhode di Lehn e la parte settentrionale di quella che una volta era la Rhode di Rinkenbach. In seguito il borgo si è esteso oltre i confini com. (1991: 71% degli ab. ad A., 16% a Rüte, 13% a Schwende), ma viene considerato come un aggregato unitario dalla "spoliticizzata" Feuerschaugemeinde (Ortsgemeinde fino al 1872). Quest'ultima si occupa soprattutto di lotta agli incendi, costruzioni, rete idrica ed elettrica; suoi organi sono l'assemblea (Dunke), la commissione della Feuerschau e la commissione dei conti. Organi del com. sono l'assemblea annuale, il municipio (con primo e secondo "capitano", o sindaco, cassiere, segr.) e varie commissioni. Molti compiti sono tuttavia assunti dall'amministrazione cant.; al com. competono soprattutto la polizia (fino al 1996) e il settore stradale entro i confini com., ma anche l'edilizia e la lotta antincendio all'esterno della Feuerschaugemeinde.

A. era, ed è, sede di tutte le org. partitiche, federazioni e ass. cant., ma solo dal 1876 ha una tipografia stabile. Giornali importanti divennero il conservatore Appenzeller Volksfreund (dal 1876) e il liberale Anzeiger vom Alpstein (1906-72), succeduto al Freier Appenzeller (1878-95). Negli anni 1874-78, per iniziativa privata, venne costruito un ospedale; rilevato dal cant. nel 1897, dal 1982 è anche casa per anziani. Una rete idrica efficiente è operativa dal 1888, la luce elettrica venne introdotta nel 1905. L'ospizio per poveri, costruito negli anni 1901-03, dal 1958 è denominato Bürgerheim. Dal 1850 al 1909 le poste fed. erano installate in locali presi in affitto in edifici privati e cant.; il nuovo ufficio postale presso la stazione fu eretto dalla Conf. negli anni 1908-09, quando già esistevano il telegrafo (1857) e una prima rete telefonica (1894). Dal 1976 le acque luride del borgo confluiscono nell'impianto cant. di depurazione Bödeli.

Riferimenti bibliografici

Archivi
– LAA
– Archivi della parrocchia, del com. parrocchiale, della comunità scolastica, della Feuerschaugemeinde
– Museo di Appenzello
Bibliografia
– J. Signer, «Chronik der Appenzell I.-Rh. Liegenschaften», in Appenzellische Geschichtsblätter, 1-16, 1939-1954 (suppl. all'Appenzeller Volksfreund; com. di A., Schwende e Rüte)
– H. Ammann, «Die Talschaftshauptorte der Innerschweiz in der mittelalterlichen Wirtschaft», in Gfr., 102, 1949, 105-144
– N. Senn, Die Feuerschaugemeinde in Appenzell, 1950
– S. Sonderegger, «Der Name Appenzell», in IGfr., 4, 1956, 3-31
AppGesch, 1 e 3
– F. Stark, 900 Jahre Kirche und Pfarrei St. Mauritius Appenzell, 1971
– W. Bodmer, «Appenzell als Wirtschafts- und Leinwandplatz», in IGfr., 18, 1973, 15-29
– R. Kölbener, Freiräume in Appenzell und deren Bedeutung, lavoro di diploma Politecnico fed. di Zurigo, 1979
INSA, 1, 259-387
MAS AI, 1984
– I. Bischofberger, Entstehung und Entwicklung der Feuerschaugemeinde Appenzell, 1991
– A. Weishaupt, Der Finanzhaushalt des Landes Appenzell 1519-1597, mem. lic. Friburgo, 1996
– D. Fässler, Den Armen zu "Trost, Nutz und Gut", 1998
– H. Bischofberger, Rechtsarchäologie und rechtliche Volkskunde des eidgenössischen Standes Appenzell Innerrhoden, 2 voll., 1999
– A. Weishaupt, 125 Jahre Evangelisch-reformierte Kirchgemeinde Appenzell, 2000

Autrice/Autore: Achilles Weishaupt / vfe