• <b>Sciaffusa (comune)</b><br>Incisione su legno nella cronaca della Svizzera di Johannes Stumpf, 1548  (Zentralbibliothek Zürich). Questa veduta da sud est costituisce la più antica rappresentazione di Sciaffusa. È riconoscibile la fortezza (Unot) che precedette il Munot. La riva del Reno in territorio cittadino non è ancora fortificata. Dalla sponda sinistra si giungeva in città attraverso il ponte in legno e la porta del Reno esterna e interna. La Vordergasse (dove si intravedono dei pedoni), che conduceva all'Obertor, costituiva il principale asse est-ovest della città. Sul lato sinistro della strada sono visibili il convento di Allerheiligen e il campanile della chiesa abbaziale, sulla destra la parrocchiale di S. Giovanni.
  • <b>Sciaffusa (comune)</b><br>Concezione e cartografia: Andreas Brodbeck  © 2009 Istituto di geografia dell'Università di Berna e Dizionario storico della Svizzera.

Sciaffusa (comune)

Com. SH, capoluogo del distr. e del cant. omonimi; (1045: Scâfhusun; ted.: Schaffhausen; franc.: Schaffhouse; rom.: Schaffusa). Situato lungo il Reno, il com. ha incorporato Buchthalen (1947), Herblingen (1964) ed Hemmental (2009). Il suo territorio comprende il sito di Schweizersbild, dove sono stati ritrovati un abitato del Paleolitico superiore e inumazioni del Neolitico. Altre tombe sono state rinvenute nelle località di Dachsenbühl (Neolitico) e Wolfsbuck (cultura di Hallstatt). Alcune sepolture alemanne e le vestigia di un altoforno del VII sec. sono i reperti più antichi portati alla luce nella città vecchia. Dato che il Reno non è navigabile a valle di S., la località divenne un punto di trasbordo delle merci. Riconoscendone l'importanza commerciale, Eberhard von Nellenburg ne fece una città e nel 1049 fondò il convento di Allerheiligen. Estendendosi oltre la conca valliva che occupava nel ME e nell'epoca moderna, nel XIX e XX sec. S. si sviluppò lungo il Reno e nel Mühlental. Sulle alture circostanti sorsero nuovi quartieri residenziali e zone industriali. S. divenne uno dei principali poli industriali della Svizzera.

Sede delle autorità cant., la città di S. si è affermata come centro economico, di servizi e culturale di un'agglomerazione che comprende, oltre al cant., anche il Weinland zurighese, il cant. Turgovia e la regione di confine della Germania. Il nucleo storico barocco, ben conservato, la fortezza a pianta circolare del Munot, emblema della città, e le aree di svago lungo il Reno fanno di S. un'apprezzata meta turistica.

Popolazione di Sciaffusaa
AnnoAbitanti
1392ca. 4 000
1520ca. 3 500
1550ca. 5 300
1582ca. 6 350
1620ca. 5 950
1640ca. 3 650
1672ca. 5 050
17666 969
17985 482

Anno18501870b18881900191019301950197019902000
Abitanti8 47711 04913 09916 32019 26723 14127 26137 03534 22533 628
Percentuale rispetto alla popolazione cantonale24,0%29,4%34,7%39,3%41,8%45,2%47,3%50,8%47,4%45,8%
Lingua          
tedesco  12 93215 69318 00122 02925 85630 15728 65328 340
italiano  4439710127289413 9861 6831 069
francese  96179154262314312213209
altre  27511001221502 5803 6764 010
Religione, confessione          
protestanti7 9879 37210 11412 05913 46216 65419 93522 04017 54214 502
cattolicic4881 6862 8684 2155 6776 0716 90813 38110 6009 267
altri277117461284164181 6146 0839 859
di cui della comunità ebraica  2621383944161318
di cui delle comunità islamiche       1961 1122 450
di cui senza appartenenzad       6613 9804 907
Nazionalità          
svizzeri7 6949 1749 81611 78912 89519 43025 44629 01726 81725 070
stranieri7831 9613 2834 5316 3723 7111 8158 0187 4088 558

a Dati dal 1850 al 2000 secondo la situazione territoriale del 2000.

b Abitanti: popolazione residente; religione e nazionalità: popolazione "presente".

c Compresi i cattolico-cristiani dal 1888 al 1930; dal 1950 cattolico-romani.

d Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

Fonti:Oliver Landolt; censimenti federali

1 - Città e convento nel Medioevo

Attorno al Mille fu eretta la prima chiesa di S., a cui sono riconducibili una cava di calcare e fornaci da calce. Lo sviluppo di S. fu profondamente influenzato dai conti von Nellenburg. Eberhard ottenne dall'imperatore Enrico III il diritto di battere moneta (1045) e allestì una piazza di trasbordo per le merci che dovevano proseguire via terra per evitare le cascate del Reno; la strada che permetteva di aggirarle, inizialmente selciata, poi più volte consolidata con strati di ghiaia, attraversava la città, dotata di mura e fossati (di pianta ovale). Un muro di terra e pietre proteggeva l'abitato dalle inondazioni sul lato del Reno. Le mura racchiudevano una superfice di ca. 18 ettari.

Eberhard e la moglie Ita rafforzarono il loro potere su S. con la fondazione dell'abbazia benedettina di Allerheiligen, di cui nel 1049 papa Leone IX consacrò il sedime. Convento privato, l'abbazia (ultimata nel 1064) divenne presto cappella funeraria di rappresentanza dei von Nellenburg: prolungata da un chiostro unico nel suo genere, detto chiostro della croce (Kreuzhof), formava, con la cripta esterna e altre due cappelle, le estremità di una croce. Questa disposizione particolare è menz. nelle fonti. Dopo la morte di Eberhard, il conte Burkhard, suo figlio, rinunciò nel 1080 a tutti i suoi diritti a favore dell'abbazia; ne rimase tuttavia l'avogadro e affidò all'abate Wilhelm von Hirsau il compito di riformarla. Attorno al 1090 la cappella funeraria dei von Nellenburg fu demolita per far spazio a un edificio a cinque navate. Ne furono realizzate solo le fondamenta, su cui fu eretta l'attuale chiesa abbaziale a tre navate, consacrata attorno al 1105, esempio dell'architettura legata alla riforma di Hirsau.

Ita von Nellenburg fondò con il figlio Burkhard e Siegfried, abate di Allerheiligen, il convento femminile di S. Agnese, la cui chiesa sorgeva fuori le mura. In ragione di antichi vincoli signorili, la chiesa cittadina di S. Giovanni apparteneva a una fam. sconosciuta, e non ai von Nellenburg. I suoi costruttori si ispirarono ad Allerheiligen, in particolare per le colonne e i capitelli cubici. Capitelli simili adornano anche la torre abitativa con cortile cinto da mura dell'Oberhaus presso l'Obertor, punto più elevato della città nell'XI sec. Questo edificio, menz. nel 1098 in occasione di un'espropriazione di beni dell'abbazia, apparteneva all'avogadro Adalbert von Morisberg, parente stretto di Burkhard von Nellenburg.

Secondo un inventario dei beni di Allerheiligen stilato attorno al 1120 l'abbazia percepiva a S., allora la principale città nella regione compresa tra Basilea, Zurigo e Costanza, le rendite derivanti dalla zecca e dai pedaggi sul traffico fluviale e stradale, da nove birrerie, due mescite di vino, dai due mulini del convento, numerosi fornai, dai banchi del mercato e da 112 lotti o casali. Le testimonianze archeologiche sono lacunose: case in legno di epoca remota come quelle del villaggio abbandonato di Berslingen si alternano a edifici in pietra. Datati al 1100 ca., i due tipi di laterizi rinvenuti (robusti mattoni forati di una conduttura idrica e tegole piane che ricoprivano il tetto della chiesa abbaziale), di fabbricazione simile, sono fra i più antichi della Svizzera.

Con la morte di Burkhard (1101/02) si estinse la prima linea dei conti von Nellenburg. Ne attestano il potere e il prestigio pregevoli monumenti in pietra (una lastra in memoria della fam. fondatrice e le lapidi di Eberhard, Ita e Burkhard, le cui copie sono oggi visibili nella collocazione originale nella chiesa abbaziale).

Autrice/Autore: Kurt Bänteli / vfe

2 - Potere, politica e istituzioni dal Medioevo al XVIII secolo

In seguito alla rinuncia del conte Burkhard a tutti i suoi diritti di proprietà e agli altri privilegi su S. a favore dell'abbazia di Allerheiligen (1080), l'abate divenne di fatto il signore della città. Nel rispetto delle consuetudini di Hirsau il convento non esercitò direttamente i propri diritti, ma nel XII sec. li affidò a un avogadro di sua scelta, da cui però in molti casi era più sfruttato che tutelato. Alla fine del XII sec. l'imperatore Enrico IV pose l'abbazia e la città sotto la protezione dell'Impero. Poco dopo S. passò sotto il dominio dei von Zähringen e in seguito alla loro estinzione (1218) divenne città dell'Impero, come documentato nel 1241 da un registro dei tributi versati dalle terre dell'Impero. Allerheiligen cedette in feudo ereditario a fam. della piccola nobiltà alcuni diritti signorili (tra cui pontatico, dazio sui battelli, diritti di carico, trasbordo e scarico) e la carica di scoltetto, detenuta dai von Randenburg dalla fine del XIII sec., e perse così gradualmente il suo potere sulla città. Nel 1330 l'imperatore Ludovico il Bavaro diede in pegno S. agli Asburgo-Austria, sostenuti militarmente e finanziariamente dalla nobiltà locale, che accolse con soddisfazione questa decisione. Anche durante il dominio asburgico, in occasione della conclusione di alleanze, la cittadinanza e il Consiglio riaffermarono ripetutamente lo statuto di città dell'Impero. Alla fine del decennio 1370-80 i duchi d'Austria modificarono sostanzialmente gli equilibri politici locali, privando i von Randenburg della carica di scoltetto e nominando un balivo cittadino. L'importanza di S. nell'ambito dell'Austria anteriore è dimostrata dal fatto che tra la fine del XIV sec. e l'inizio del XV gli Asburgo risiedettero spesso in città.

Dalla fine del XIII sec. fra diversi gruppi della pop. scoppiarono violenti conflitti, che nella prima metà del XIV sec. coinvolsero spec. la nobiltà. Il divieto imposto agli artigiani di riunirsi in corporazioni (1332) attesta l'aspirazione di altri ceti sociali a partecipare alla vita politica. Le ass. di artigiani poterono conservare la loro funzione religiosa. Le rivalità politiche fra la nobiltà e la classe emergente degli artigiani e dei mercanti, sempre meglio organizzata, furono all'origine delle ripetute modifiche degli statuti com. (1350, 1367, 1375 e 1405, a cui si affiancano i progetti falliti del 1388 e 1391). Dagli anni 1370-80 le fonti attestano l'esistenza di Trinkstuben, ritrovi in cui si riunivano artigiani e commercianti, ma anche nobili, così come il ruolo militare assunto dalle org. degli artigiani. Il regime corporativo introdotto nel 1411 riportò infine la calma: in seguito rappresentate nel Grande e nel Piccolo Consiglio, le dieci corporazioni di artigiani e le soc. dei mercanti (Gesellschaft zun Kaufleuten) e dei "signori" (Obere Gesellschaft zun Herren) esercitarono un'influenza determinante sulla politica interna ed estera della città. L'orgoglio cittadino trovò espressione nel palazzo com., costruito tra il 1382 e il 1412 in sostituzione dei precedenti edifici sulla Sporrengasse e sulla Vordergasse e ancora esistente all'inizio del XXI sec. La maggior parte dei membri del Piccolo Consiglio erano cittadini facoltosi che disponevano di tempo da dedicare all'esercizio di cariche pubbliche (borgomastro, controllore dei conti ecc.). I giudici che componevano il tribunale cittadino (cause civili, debiti) e il tribunale balivale (cause penali passibili di una multa), che serviva anche da tribunale criminale (delitti punibili con la pena di morte), erano reclutati in seno alle corporazioni di artigiani e alle soc. dei mercanti e dei "signori".

Dopo la guerra contro il duca Federico IV d'Asburgo, nel 1415 S. riottenne l'immediatezza imperiale, che cercò di preservare alleandosi con diverse città della Germania meridionale, e fu perciò trascinata nel conflitto fra queste ultime, che pesò gravemente sulle sue finanze, già fortemente indebitate. Con la conclusione della pace del 1450 fra principi e città della Germania meridionale S. non poté più contare sull'aiuto di queste ultime, ciò che la spinse nel 1454 a divenire un Paese alleato dei cant. conf. con un accordo poi rinnovato nel 1479. Dopo le devastazioni del suo territorio durante la guerra di Svevia (1499), la città aderì definitivamente alla Conf., di cui divenne nel 1501 il dodicesimo cant. Alcuni moti (come la cosiddetta rivolta dei vignaioli del 1525) segnarono il periodo della Riforma, definitivamente adottata dai cittadini nel 1529, non senza scontri.

Per quanto più volte contestato, il Consiglio a base corporativa che monopolizzò l'autorità pubblica dal XVI sec. influenzò ampiamente la politica della città-Stato di S. fino alla caduta della vecchia Conf. nel 1798. Gran parte dell'odierno territorio cant. venne acquisita nel tardo ME e all'inizio dell'epoca moderna. L'ospedale di S. Spirito e il cronicario risalgono probabilmente al XIII sec. La cassa dei poveri e l'ospizio per forestieri indigenti sono attestati nel XIV sec. Il granaio cittadino, menz. dal 1273, dove il com. stoccava le proprie riserve, sorgeva nei pressi del Fronwagplatz prima che fosse sostituito dal granaio o emporio sulla piazza dell'Herrenacker (1678-79). L'arsenale fu costruito alla fine del XV sec.

<b>Sciaffusa (comune)</b><br>Incisione su legno nella cronaca della Svizzera di Johannes Stumpf, 1548  (Zentralbibliothek Zürich).<BR/>Questa veduta da sud est costituisce la più antica rappresentazione di Sciaffusa. È riconoscibile la fortezza (Unot) che precedette il Munot. La riva del Reno in territorio cittadino non è ancora fortificata. Dalla sponda sinistra si giungeva in città attraverso il ponte in legno e la porta del Reno esterna e interna. La Vordergasse (dove si intravedono dei pedoni), che conduceva all'Obertor, costituiva il principale asse est-ovest della città. Sul lato sinistro della strada sono visibili il convento di Allerheiligen e il campanile della chiesa abbaziale, sulla destra la parrocchiale di S. Giovanni.<BR/>
Incisione su legno nella cronaca della Svizzera di Johannes Stumpf, 1548 (Zentralbibliothek Zürich).
(...)

Autrice/Autore: Oliver Landolt / vfe

3 - Economia e società dal Medioevo al XVIII secolo

Nel tardo ME, come negli anni particolarmente ben documentati del 1519, 1611, 1628-29, la peste e altre malattie epidemiche furono all'origine di forti cali demografici, anche in ragione dell'alta densità abitativa. Le fortificazioni, costruite già nei sec. centrali del ME, furono ampliate nel tardo ME. Legato anche al ruolo di S. come città di frontiera, il loro consolidamento all'inizio dell'epoca moderna, in primo luogo tramite la realizzazione di bastioni davanti alle porte della città, si concluse con la costruzione, tra il 1564 e il 1589, della fortezza del Munot, che divenne l'emblema della città pur essendo tecnicamente superata già al termine dei lavori. Le fonti scritte e i dati archeologici consentono di seguire lo sviluppo dell'abitato all'interno delle mura, il cui tessuto insediativo fu fortemente condizionato nel ME dai monasteri (Allerheiligen, convento benedettino femminile di S. Agnese fondato nel 1080 ca., monastero francescano menz. dal 1253). Nel XIII sec. torri abitative in pietra vennero costruite da fam. nobili trasferitesi in città, ma anche da ricchi artigiani. Dopo l'incendio del 1372, che distrusse gran parte della città, una legge promosse l'uso della pietra. Accanto alle testimonianze romaniche (Allerheiligen) e a quelle gotiche, più circoscritte (chiesa di S. Giovanni; antica casa del sale, detta Salzhof o Scheibenhof; torri Turm am Ort, Unterer Diebsturm, Obertorturm e Schwabentor), nella città vecchia si sono conservate spec. costruzioni in stile rinascimentale (casa Zum Ritter, arsenale, Munot, casa Goldener Ochsen), rococò (casa Zur Engelburg), barocco (Herrenstube, Gerberstube) e neoclassico (case borghesi e sedi di corporazioni quali la Kaufleutenstube e la residenza Zum Rüden). Con il passaggio alla Riforma (1529) gli edifici conventuali furono destinati ad altri usi: l'ospedale di S. Spirito (situato a ovest del Fronwagplatz) fu trasferito nel 1542 nel convento soppresso di S. Agnese. Il monastero dei francescani fu in parte progressivamente demolito per far posto a nuove file di case (Stadthausgasse, Krummgasse, Repfergasse). Dal XVI sec. facoltose fam. del patriziato cittadino si fecero costruire residenze di campagna fuori le mura (come il castello di Herblingen e la residenza Sonnenburg).

Fin dal ME il Reno fu di importanza vitale per S.: forniva pesce in abbondanza, serviva da via di comunicazione e consentiva un traffico di merci su cui la città percepiva dazi. Il commercio aveva un ruolo di rilievo nella vita economica della città, spec. quello di sale proveniente dalla Baviera e dall'Austria. Anche il vino sciaffusano era in parte esportato. Nel XIII sec. S., inserita nella regione protoindustriale del lago di Costanza, specializzata nella produzione di tele, avviò un commercio su vasta scala di questi prodotti, di cui sono attestati quali mercati di sbocco le fiere della Champagne, l'Italia settentrionale e l'area mediterranea. Dal XVI al XVIII sec. mercanti cittadini fondarono compagnie o case di commercio attive a livello intern.

Nel XIV sec. i tessitori rinunciarono all'esportazione e produssero in seguito solo tela greggia per il mercato regionale. Si affermarono per contro anche al di là dei confini regionali i fonditori di campane (XIV-XIX sec.), i pittori su vetro (XVI-XVII sec.) e gli orafi (XVI-inizio del XXI sec.). Centro regionale, S. ebbe un artigianato molto diversificato, che il Consiglio favorì con una politica protezionista volta a ostacolare lo sviluppo di una concorrenza dalla periferia cittadina.

Già nei sec. centrali del ME S., sede di mercato, attirava all'interno delle sue mura una pop. socialmente eterogenea proveniente dalle immediate vicinanze o da regioni più lontane. Fam. della piccola nobiltà si installarono in città tra il XII e il XIV sec. e ottennero in feudo diritti di sovranità dei conventi. In seguito alla crisi del tardo ME molti di questi casati si impoverirono o si estinsero. I ruoli fiscali, compilati dal 1392 alla fine del XVII sec., documentano le condizioni economiche degli ab.: a una piccola minoranza di ricchi si contrapponeva la maggioranza della pop. che disponeva solo di modeste risorse finanziarie. Rispetto ai cittadini, che godevano di tutti i diritti politici ed economici, i dimoranti (Beisassen) potevano contare su una disponibilità economica inferiore e diritti ridotti. Nel corso del XVI sec. l'acquisizione della cittadinanza di S. divenne molto onerosa. Gli ebrei, la cui presenza è attestata dalla seconda metà del XIII sec., furono vittime di pogrom nel 1349 e nel 1401, ma tornarono sempre in città dopo alcuni anni. Nel XIV sec. e all'inizio del XV la città autorizzò il soggiorno anche di lombardi e caorsini, prestatori cristiani di denaro. Nel 1472 le autorità cittadine decisero però di rifiutare agli ebrei il diritto di domicilio, misura che restò in vigore fino al 1798 salvo un breve periodo nel XVI sec.

Nel tardo ME il Consiglio cittadino accrebbe la propria influenza sulle istituzioni ecclesiastiche locali (chiesa parrocchiale di S. Giovanni, cappelle): l'amministrazione dei beni di queste ultime fu infatti affidata a suoi membri. La cattiva gestione finanziaria delle comunità monastiche permise inoltre alla città di intromettersi nei loro affari: dalla seconda metà del XIV sec. sono ripetutamente documentate curatele cittadine sull'abbazia di Allerheiligen, ciò che portò all'istituzione nel 1377 di un cosiddetto tribunale dei Cinque incaricato di giudicare le vertenze tra la città e l'abbazia. Quest'ultimo era presieduto dal balivo asburgico risp. dal borgomastro, dopo che la città ebbe riottenuto l'immediatezza imperiale (1415). L'abbazia e il Consiglio designavano ciascuno due assessori. Nel XV sec. sono attestati amministratori incaricati dal Consiglio di occuparsi degli affari temporali dei conventi di S. Agnese e dei francescani, del beghinaggio di S. Croce come pure, già dall'inizio del sec., del monastero delle clarisse di Paradies (com. Schlatt), dal 1330 legato a S. da un trattato di comborghesia. Dopo la Riforma (1529) i conventi vennero secolarizzati e i loro beni continuarono a essere gestiti fino al XIX sec. dal Consiglio e da amministratori conventuali designati da quest'ultimo. Non poche fam., soprattutto dei ceti superiori, rimasero catt. ed emigrarono tra l'altro a Soletta, a Lucerna, in Austria, in Alsazia o nella Germania meridionale. Il Consiglio istituì un Concistoro e affidò la direzione degli affari ecclesiastici a un "triumvirato" posto sotto la sua sorveglianza e composto dai tre principali pastori cittadini. Dal 1536 fino al XIX sec. il sinodo (assemblea dei pastori) determinò gli orientamenti della Chiesa cant. Un consiglio scolastico (Scholarchenrat) si occupava di chiese e scuole.

Nel pieno ME l'abbazia di Allerheiligen gestiva una scuola conventuale. Il Consiglio istituì una scuola cittadina e una scuola lat. nel tardo ME, poi un ist. femminile nel 1534. Nel XVII sec. fu aperta una scuola superiore, e infine il Collegium humanitatis. Risalente agli anni 1570-80, questo ist., in un primo tempo modesto, preparava gli studenti agli studi univ. fuori cant. Vi si insegnavano, in combinazioni variabili, greco, lat., retorica, fisica, logica, metafisica, ebraico, storia, politica, filosofia e teol. Un fondo alimentato da una parte dei beni conventuali secolarizzati permetteva di offrire borse di studio a studenti di teol.

Rappresentazioni teatrali, ossia commedie carnascialesche e recite della Passione, sono attestate nel tardo ME. Anche dopo il passaggio alla Riforma furono allestiti spettacoli scolastici su temi biblici, ma le compagnie teatrali straniere erano sottoposte a una rigida censura nello spirito dell'ortodossia prot.; fino al XVIII sec. furono raramente autorizzate ad esibirsi. Johann Jakob Rüeger fu il pioniere degli studi storici locali, mentre Johannes von Müller diede alla storiografia nazionale sviz. i suoi primi capolavori letterari.

Autrice/Autore: Oliver Landolt / vfe

4 - Politica e amministrazione nel XIX e XX secolo

I beni della città furono divisi dalle proprietà del cant. nel 1799, ma il Gran Consiglio riunì nuovamente città e cant. sotto un unico governo nel 1803 e nel 1815. La Costituzione liberale del 1831 istituì il com. di S. e un'amministrazione com. si affiancò a quella cant. Dopo il 1970 l'esistenza di istituzioni parallele, com. e cant., è stata talvolta oggetto di critiche poiché all'origine di doppioni ritenuti inutili in primo luogo perché la città con 34'563 ab. nel 2009 ospitava il 46 % della pop. cant.

Le dieci corporazioni e le due soc. che dal 1411 controllavano la città e il contado dopo il 1831 conservarono la propria influenza solo sulla città. Eleggevano ciascuna quattro rappresentanti nel consiglio com., di recente istituzione; quest'ultimo designava un municipio di 15 membri. Johann Conrad Fischer, fondatore delle acciaierie più tardi note come Georg Fischer SA, fu il primo sindaco della città (1831); fra i suoi successori si distinsero il radicale Carl Spahn (1895-1917) e il socialista Walther Bringolf (1933-68). La Costituzione cant. del 1834 ripartì i membri delle corporazioni di artigiani e delle soc. dei mercanti e dei "signori", ciascuna suddivisa in tre, su tre circoscrizioni elettorali, limitando così ampiamente l'influenza politica di tali istituzioni. Dopo il 1852 queste ultime non ebbero più alcuna funzione politica, conservando come ass. private solo un ruolo sociale.

Nel 1847 venne istituita l'assemblea com., aperta a tutti i cittadini di S. Le sue sedute si tenevano nella chiesa di S. Giovanni, dopo la funzione. Con la Costituzione cittadina del 1918 l'assemblea com. fu abolita, mentre fu introdotto lo scrutinio segreto. Nel 1861 gli Svizzeri originari di altri cant. ottennero un diritto di voto parziale. Il com. politico fu istituito nel 1875. Il com. patriziale perse la sua ragion d'essere in seguito alla promulgazione nel 1935 della legge che trasferì l'assistenza pubblica e i beni patriziali al com. politico.

Il consiglio com. si compose dal 1831 di 48 membri eletti da corporazioni e soc., passati a 36 nel 1847, a 50 nel 1918 e a 35 nel 2008 (per motivi di razionalizzazione); un trentaseiesimo seggio è riservato a Hemmental dal 2009. Il sistema proporzionale fu introdotto nel 1952. Nel 2009 nel consiglio com. sedeva il 28% di donne. Il municipiò contò 15 membri dal 1831, 12 dal 1834, nove dal 1847, sette dal 1861, cinque dal 1875; dal 1981 solo due municipali, fra cui il sindaco, esercitano la loro carica a tempo pieno, gli altri a metà tempo. Dal 1847 ciascuno dirige un dicastero e ha una responsabilità personale nei confronti del proprio operato.

All'inizio del XIX sec. l'amministrazione cittadina comprendeva nove settori: divisioni ereditarie, tutele, assistenza, polizia, finanze, buon costume, vertenze fondiarie, controllo degli ab. e scuole. Il personale è passato da alcuni funzionari (assistiti da diverse commissioni) e tre poliziotti nel 1831 a 1500 impiegati (1050 posti a tempo pieno) nel 2010. Vi sono stati alcuni trasferimenti di competenze dalla città al cant. (l'ospedale cittadino divenne cant. nel 1901; servizio informatico comune dal 1972; la scuola di arti e mestieri passò al cant. nel 1984; fusione delle cliniche dentarie nel 1993); l'unificazione dei corpi di polizia (2000) fu preceduta da quella dei comandi (1989). L'ufficio di stato civile della città di S. serve dal 2004 tutti i com. del cant. La città fornisce inoltre acqua e gas a molti com. circostanti. Nell'ambito dei trasporti pubblici collabora strettamente con Neuhausen am Rheinfall e dal 1987 ha rilevato numerose linee autopostali e dell'ex soc. privata Rattin; nell'azienda regionale di trasporti pubblici di S., gestita dalla città, dovrebbero confluire a lungo termine tutte le soc. locali di trasporto.

Autrice/Autore: Eduard Joos / vfe

5 - Popolazione, insediamento, economia, società e cultura nel XIX e XX secolo

Dopo una debole crescita fino al 1850, lo sviluppo demografico conobbe una forte accelerazione in ragione dell'industrializzazione. La pop. passò da 8477 ab. nel 1850 a 19'267 nel 1910 per effetto di una rilevante eccedenza delle nascite e di una forte immigrazione. La percentuale degli stranieri aumentò dal 10 al 34% (di cui il 75% Tedeschi, il 16,5% Italiani e il 6,5% Austriaci).

Fra il 1826 e il 1877 la città si aprì verso l'esterno, abbattendo le sue fortificazioni, di cui rimasero solo il Munot, la Schwabentor, la Obertorturm e alcune parti delle mura. Negli anni 1860-70 si registrò un'intensa attività edilizia. Ville di industriali e alloggi per impiegati e operai furono costruiti sui pendii attorno alla città vecchia. Lungo il Reno si sviluppò una zona industriale con ampi stabilimenti. Lo stretto Mühlental accolse i grandi edifici della fonderia e acciaieria Georg Fischer. Nel 1901 la città creò una terza zona industriale a Ebnat. La crescita e il ruolo di capoluogo di S. spiegano la costruzione di edifici pubblici imponenti, come l'ospedale cittadino (1843-46), l'ist. psichiatrico cant. di Breitenau (1888-91), l'arsenale cant. (1871-73), la scuola secondaria Am Bach (1867-69), la scuola cant. (1900-02) e la Banca cant. (1902-03). La Conf. fece erigere sulla Bahnhofstrasse, in posizione privilegiata, la sede delle PTT (1899-1902) e quella della direzione del circondario doganale (1913-14). La stazione costruita nel 1857 a ovest della città fu sostituita nel 1867-69 dall'attuale edificio. Tra il 1901 e il 1913 fu creata una rete di tram (quattro linee).

<b>Sciaffusa (comune)</b><br>Concezione e cartografia: Andreas Brodbeck  © 2009 Istituto di geografia dell'Università di Berna e Dizionario storico della Svizzera.<BR/>

Tra le due guerre mondiali la pop. crebbe lentamente. La percentuale di stranieri diminuì per effetto del rientro in patria di molti di loro e di una politica di immigrazione restrittiva fino a raggiungere nel 1950 il 6,7%. La città-giardino di Niklausen, con una pianta a forma di ventaglio, fu realizzata in due tappe (1927-28 e 1943). Tra il 1928 e il 1938 numerosi edifici furono progettati da architetti locali secondo i canoni del Movimento moderno (scuola di Gelbhausgarten da Eduard Lenhard; palestra di Emmersberg da Karl Scherrer e Paul Meyer).

L'1.4.1944 S. subì per errore un attacco dell'aviazione statunitense. Ca. 400 bombe incendiarie e dirompenti caddero sul territorio cittadino, provocando una cinquantina di incendi. Vi furono 40 morti, 270 feriti e 450 senzatetto. 66 immobili furono completamente distrutti o gravemente danneggiati. Beni culturali di valore inestimabile furono ridotti in cenere nel Museo di Allerheiligen e in quello di storia naturale. I lavori di ricostruzione si protrassero per diversi anni e alterarono considerevolmente l'aspetto di alcuni quartieri.

L'alta congiuntura degli anni 1950-60 fu all'origine di un considerevole incremento demografico legato alla forte natalità e all'immigrazione di lavoratori stranieri (27'261 ab. nel 1950, 37'035 nel 1970, di cui il 22% stranieri). Nel contempo si moltiplicarono gli immobili locativi nei quartieri periferici e furono realizzate importanti infrastrutture, come il nuovo ospedale cant. (1949-54), la nuova centrale elettrica (1960-67) e la strada lungo il Reno (1962-69); la zona industriale prevista nell'Herblingertal fu destinata anche a uso commerciale. Tra il 1970 e il 1985 la pop. diminuì nettamente per via della recessione, che causò la partenza di una parte dei lavoratori stranieri, e dell'esodo degli ab. verso la campagna. All'inizio del XXI sec. S. era il centro di un'agglomerazione di più di 60'000 ab., che comprende anche i quattro com. zurighesi di Feuerthalen, Flurlingen, Laufen-Uhwiesen e Dachsen.

Nella prima metà del XIX sec. a S. era ancora predominante l'artigianato, che si opponeva all'immigrazione e all'introduzione di metodi produttivi moderni. Vi erano comunque due industrie tessili con più di 100 dipendenti. Tra il 1860 e la prima guerra mondiale S. divenne però una delle città più industrializzate della Svizzera ted. Questo sviluppo fu favorito spec. dal collegamento alla rete ferroviaria (1857) e dall'apertura di una centrale che sfruttava la forza motrice del Reno (1866); realizzata da Heinrich Moser e divenuta all'epoca la più grande in Svizzera, quest'ultima attirò a S. imprese come la International Watch Co e la fabbrica di filo pettinato Schoeller e permise a piccoli laboratori di trasformarsi in industrie (strumenti di precisione e macchine per prove di materiali Amsler). Dal 1890 la centrale produsse corrente elettrica, che una rete ultimata attorno al 1910 distribuiva in tutto il com.

Il principale settore industriale fu quello tessile fin verso il 1890, poi la metallurgia e l'industria delle macchine, ambito in cui si impose il gruppo industriale Georg Fischer. Fondato nel 1802, quest'ultimo divenne una grande fonderia e acciaieria attorno alla fine del sec. e si espanse all'estero. Con i suoi ca. 2000 impiegati nel 1910 passati a 4000 ca. nel 1950, era di gran lunga l'azienda più influente di S. Dopo la seconda guerra mondiale trasferì sempre più le proprie attività all'estero.

Dall'inizio del decennio 1970-80 le crisi economiche e la globalizzazione furono all'origine di rilevanti e dolorosi cambiamenti strutturali che portarono alla chiusura di numerose industrie. Il numero di persone impiegate a tempo pieno scese da 21'000 nel 1965 a 14'000 nel 1998, calo superiore alla media registrata nelle città sviz. Il declino economico si arrestò nel 2000, mentre si registrò un mutamento vistoso del rapporto tra i settori secondario e terziario. Se il terziario passò, tra il 1985 e il 2008, dal 56 al 70%, il secondario scese al 30%. S. è quindi divenuta una città di servizi, benché l'industria e l'artigianato abbiano conservato una posizione relativamente forte. Il servizio cant. di promozione economica si è attivato con successo in favore della città, in cui tra il 1997 e il 2009 si sono installate quasi un centinaio di nuove imprese.

L'introduzione nel XIX sec. di diritti civili di matrice liberale influenzò l'evoluzione della soc. urbana. L'immigrazione portò a un incremento del numero di ab. privi della cittadinanza di S. (61% nel 1860); pur costituendo presto la maggioranza della pop., questi ultimi non godevano dei diritti politici ed erano socialmente svantaggiati. L'istituzione del com. politico (1875) conferì loro uno statuto quasi uguale a quello dei cittadini. I catt., sempre più numerosi, riuscirono a fondare una parrocchia nel 1841, malgrado una forte opposizione. La cappella di S. Anna, a lato della chiesa abbaziale, fu loro attribuita fino alla costruzione della chiesa di S. Maria presso il parco Fäsenstaub (1883-85).

Verso la fine del XIX sec. il movimento operaio cominciò ad organizzarsi in sindacati, ass. e partiti. La sua crescente influenza fu all'origine di gravi conflitti e di una forte polarizzazione tra operai e padronato. Le minacce esterne durante la seconda guerra mondiale, poi il benessere sempre più diffuso degli anni 1950-60 riportarono la calma. Negli anni 1930-40 a S. i frontisti riscossero un consenso maggiore che nel resto del Paese.

Il bisogno di manodopera durante la fase di alta congiuntura favorì una forte immigrazione, in maggioranza di Italiani. Questi ultimi fondarono proprie org. come la Colonia libera it. di S. o la Missione catt. it., incontrando resistenze da parte della pop. indigena. La seconda generazione fu meglio assimilata grazie a sforzi di integrazione. Dagli anni 1980-90 gli immigrati provengono in numero crescente dall'Europa orientale e da contesti culturali più lontani, ciò che si è tradotto anche in un incremento del numero di ab. mus.

L'introduzione nella Costituzione cant. del 1831 della libertà di associazione e di riunione portò alla fondazione di numerose soc. di diverso orientamento; nel 1859 se ne contavano già 39. Queste ass., che coinvolsero tutti i ceti sociali, divennero attori importanti della vita culturale cittadina, su cui esercitavano un notevole influsso ancora all'inizio del XXI sec.

S. conta numerose istituzioni culturali pubbliche o private. Dalla biblioteca civica fondata nel 1636 ebbe origine nel XIX sec. quella pubblica cittadina, che serve anche da biblioteca cant. L'Imthurneum, inaugurato nel 1867 sulla piazza dell'Herrenacker, ospitava rappresentazioni teatrali, concerti e mostre; nel 1954-56 fu sostituito dallo Stadttheater. Il Museo cittadino di Allerheiligen, aperto nel 1928 e ampliato nel 1935-38, è uno dei più grandi in Svizzera (oltre 6000 m2 di superficie espositiva) e si articola in quattro sezioni (archeologia, storia locale, storia naturale, belle arti). La galleria privata Hallen für Neue Kunst espone dal 1984 importanti opere di artisti intern. successive al 1965. Il rinomato festival Bach (dal 1946) e quello jazz (dal 1990) hanno un rilievo sovraregionale. La cooperativa Zum Eichenen Fass (teatro, ristorante e negozi; 1978) e il centro culturale Kammgarn (sala per concerti e mostre, ristorante; 1997) sono luoghi di cultura alternativa.

Autrice/Autore: Mark Wüst / vfe

Riferimenti bibliografici

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