08/09/2005 | segnalazione | PDF | stampare

Cotencher

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La grotta di C. (com. Rochefort), a 660 m d'altezza nelle gole dell'Areuse, lunga 18 m e con una superficie abitabile di 200 m², accoglie una stazione musteriana del 40'000 a.C. Menz. nel 1523, la grotta venne fatta oggetto di scavi una prima volta nel 1867 da Henri-Louis Otz e da Charles Knab. Hans Georg Stehlin e Auguste Dubois diressero la campagna di scavi del 1916-18. Il sito ha restituito 67 specie di animali e 420 pezzi litici. Un resto umano è stato portato alla luce nel 1964.

La stratigrafia di C. raggiunge in alcuni luoghi i 4 m. In cima, lo strato I è costituito da ghiaione con vestigia (mescolate) del Neolitico, dell'età del Bronzo, dell'epoca galloromana e recenti. Nello strato V ("strato a ciottoli") le vestigia dell'orso delle caverne (ursus spelaeus), che frequentò i luoghi durante uno stadio intermedio di Würm (tardo Musteriano), costituiscono il 95% del peso delle ossa scoperte; nel medesimo strato è stata rinvenuta quasi tutta l'industria litica musteriana portata alla luce. Il 70% dei roditori recensiti, eccellenti indicatori del clima, corrisponde a specie forestiere caratteristiche di un clima mite e di un ambiente steppico e arborizzato. Un'analisi pollinica ha messo in rilievo una flora nettamente temperata e una volta boschiva in cui predomina il nocciolo. Lo strato VI ("strato bruno") è ricco di resti ossei, ma povero di oggetti litici musteriani; è stato datato (con il metodo del radiocarbonio) tra il 44'300 e il 42'100 a.C. I pollini raccolti testimoniano la presenza di una flora dove predominano nettamente gli erbacei. Se il 40% dei roditori rappresentati sono tipici delle foreste fronzute del clima temperato, come quelli incontrati nello strato V, si è pure trovata un'importante proporzione di specie tipiche di una fase fredda, assenti invece nello strato V. Per contro, per quanto riguarda gli altri mammiferi e i volatili, nei due strati coesistono specie meridionali e alpine, nordiche o atipiche.

Il taglio della pietra è attestato da 420 pezzi (strati V e VI e fuori stratigrafia). L'82% dell'industria litica di C. è rappresentato da calcare di silice del tipo di Hauterive di origine indigena. Le altre materie utilizzate comprendono della lidite (8%), della quarzite (7%), entrambi di origine alpina, e delle selci importate (3%), di quantità molto superiore ai materiali locali. Le schegge raccolte provano che il taglio della pietra si effettuava probabilmente sul posto. Gli attrezzi lavorati sono 96 e sono costituiti da 74 raschiatoi, una punta musteriana triangolare, tre "limacce" (attrezzi spessi modificati su tutta la circonferenza), tre raschietti, una tacca, un denticolato (fatto di tacche sovrapposte), nove schegge levalloisiane atipiche e quattro diverse. L'industria musteriana di C. si avvicina al Musteriano del tipo Quina (Charente), ricco di raschiatoi, e si collega all'area del Rodano attraverso il gruppo Quina orientale, visto il numero di raschiatoi convergenti e asimmetrici (déjeté).

La scoperta (avvenuta nello strato VI) di un mascellare superiore, dotato di dieci denti fortemente abrasi e appartenente a una donna di 40 anni ca., costituisce la più importante traccia umana dell'epoca musteriana presente in Svizzera. Le dimensioni relativamente piccole di questo mascellare rimandano a un tipo neandertaliano microdonte, apparentato a quello della grotta di Hortus nella Linguadoca.


Bibliografia
– A. Dubois, H. G. Stehlin, La grotte de Cotencher, station moustérienne, 1933
– J.-P. Jéquier, Le Moustérien alpin, 1975
Hist.NE, 1, 24-28
– J.-M. Le Tensorer, Le Paléolithique en Suisse, 1998

Autrice/Autore: Hervé Miéville / mfe