27/06/2006 | segnalazione | PDF | stampare

Eptingen

Com. BL, distr. Waldenburg, situato ai piedi del Belchen, in una conca della catena del Giura in cima al Diegtertal; (1145: Ebittingen). Pop: 378 ab. nel 1774, 787 nel 1850, 657 nel 1900, 556 nel 1950, 532 nel 1990, 566 nel 2000. Sono state rinvenute tombe a schiera con corredi funerari risalenti all'alto ME. La fortezza rupestre del Riedfluh, costruita sul versante meridionale del Ränggenberg nella seconda metà dell'XI sec., fu distrutta da un incendio verso il 1200. Nel ME si distinguevano i due insediamenti di Ruch-E., al posto del villaggio odierno, e di Wild-E., ora scomparso, situato ca. 100 m più in alto nel cosiddetto Höchstetten. I signori von E. costruirono due fortezze (Schanz e Witwald). Nel 1487 la signoria di E. fu venduta alla città di Basilea. Nel ME E. era una parrocchia indipendente, ma con la Riforma fu incorporata con Diegten nella comunità rif. di Diegten-E. (1529). Noto per le sue acque minerali, descritte per la prima volta da Theodor Zwinger nel 1693, Ruch-E. fu un rinomato centro di cure termali dal 1700 alla prima guerra mondiale. Dal 1900 le sorgenti furono sfruttate anche come acqua minerale da tavola. Nel XVIII sec. prese piede a E. la tessitura di nastri di seta: nel 1754 si contavano 15 telai per nastri, 62 nel 1856, ancora 42 nel 1908. Il collegamento con la stazione ferroviaria di Sissach fu garantito prima dalla diligenza (dal 1860 ca.), poi dall'autopostale (dal 1917). La costruzione dell'autostrada A2 rese necessario il traforo del Belchen (1963); grandi infrastrutture (ponte, terrapieno) da allora si addossano sul villaggio. Il com., ancora prettamente agricolo, conta una trentina di aziende agricole (sei Sennhöfe nel 1681), le cui attività principali sono la coltivazione di foraggi e l'allevamento del bestiame fino a 900 m.


Bibliografia
– P. Stöcklin, «Zum Ortsnamen "Eptingen"», in BHB, 49, 1984, 457-465
– AA. VV., Die Grottenburg Riedfluh bei Eptingen, 1988
– P. Stöcklin, «Zu den Namen Ruch-Eptingen und Wild-Eptingen», in BHB, 57, 1992, 65-80

Autrice/Autore: Peter Stöcklin / ato