Bigorio

Convento dei cappuccini e chiesa di S. Maria Assunta (1078: Sancta Maria de Albigorio) situati sopra l'omonima frazione del com. di Sala Capriasca (oggi Capriasca); fino al 1888 appartennero alla diocesi di Como, dal 1888 al 1971 all'Amministrazione apostolica del cant. Ticino, e dal 1971 alla diocesi di Lugano. Il convento, fondato nel 1535 dai frati Pacifico Carli di Lugano e Ludovico Filicaia di Firenze, costituì il primo insediamento dei cappuccini nelle terre sviz. e il quarto dell'ordine in Lombardia; la provincia milanese dell'ordine tenne al B. sei capitoli generali tra il 1542 e il 1557. Nel 1565 alcuni frati del B. si stabilirono nel convento cappuccino di Sorengo, di recente fondazione. L'antica chiesa dedicata a S. Maria (XIII sec.) dipese dalla matrice di S. Stefano di Tesserete fino all'arrivo dei frati cappuccini e venne consacrata, come chiesa monastica, da S. Carlo Borromeo nel 1577; nella chiesa si trova la pregevolissima pala rinascimentale della Madonna col Bambino, che secondo la tradizione sarebbe stata donata ai religiosi dai reali di Savoia. Le cappelle esterne della Via Crucis risalgono al 1797. L'attuale edificio del B., che fu a lungo semplice romitorio (sei religiosi nel 1567, alloggiati in 11 celle fatte di vimini e creta; 21 celle nel 1688), fu ricostruito nel 1760-67 dall'architetto Giuseppe Salvatore Caresana di Cureglia e dal frate capomastro Angelo Maria da Cologno. Il numero dei religiosi diminuì notevolmente tra la fine del XVIII sec. e la prima metà del XIX sec. (cinque frati nel 1809) a causa delle misure adottate dall'autorità politica (soppressioni e incameramenti) che colpirono tutte le corporazioni religiose. Dal 1888 al 1898 al B. fu ospitato il seminario Serafico per i novizi dell'ordine (poi trasferito a Faido). Ormai ridotto nei suoi effettivi per la crisi delle vocazioni e la generale secolarizzazione, il convento si è affermato in tempi più recenti come centro di spiritualità aperto a tutti e luogo di formazione umana e religiosa.


Bibliografia
HS, V/2, 803-820
– G. Pozzi, S. Maria del Bigorio, 1977
– R. Quadri, «Il Bigorio e i suoi frati», in Valli di Lugano, a cura di F. Zappa, 1990, 53-70

Autrice/Autore: Antonio Gili