• <b>Grossmünster</b><br>Veduta da nord est; disegno a inchiostro di china realizzato attorno al 1710 da  Gerold Escher (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). L'edificio capitolare, composto da tre ali e un chiostro centrale, risulta collegato con il coro della chiesa romanica. Dopo la Riforma accolse la scuola del Grossmünster, mentre il chiostro da cimitero dei canonici divenne un luogo di sepoltura privilegiato per le famiglie del ceto dirigente.
  • <b>Grossmünster</b><br>Distribuzione di libri a studenti e alunni all'interno del Grossmünster; incisione su rame realizzata nel 1751 da  David Herrliberger (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung). La cerimonia si svolge davanti al pontile con pulpito annesso, costruito nel 1526 tra il coro e la navata per adeguare la chiesa al culto riformato. Per la pavimentazione della tribuna e del pulpito vennero utilizzate lastre di altari provenienti da varie chiese della città. I libri distribuiti dal rettore a studenti e alunni sono accatastati sulle fonti battesimali, utilizzate anche come tavolo della santa Cena, che insieme al pulpito costituiscono l'asse liturgico riformato.

Grossmünster

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Antico capitolo di canonici secolari della città di Zurigo, situato sulla sponda destra della Limmat, nella diocesi di Costanza. Fondato probabilmente nel IX sec., fu trasformato in un capitolo rif. nel 1523 e soppresso nel 1832. I suoi santi patroni erano Felice e Regula, cui si aggiunse nel 1264 Esuperio.

In origine la parrocchia del G. si estendeva sulle località comprese tra la Limmat e la Glatt. Limitata ai quartieri cittadini sulla sponda destra del fiume e ai territori limitrofi durante la Riforma, fu ulteriormente ridotta nel XVII e nel XIX sec. Nell'810 Carlomagno fondò un capitolo di canonici nel luogo in cui, secondo la leggenda, all'inizio del IV sec. i fratelli Felice e Regula, decapitati sulla riva della Limmat per ordine dell'imperatore Decio, avrebbero deposto le loro teste dopo averle trasportate per quaranta aune, e nel quale al più tardi dalla prima metà dell'VIII sec. sorgeva una chiesa. Nella vasta parrocchia erano attivi diversi ecclesiastici che probabilmente dal IX sec. vissero sotto la guida di un decano secondo le norme dell'Istitutio di Aquisgrana. Nel 1114 l'imperatore Enrico V confermò al capitolo diversi diritti, tra cui la libera elezione di un preposito (subentrato nel frattempo al decano). Il G. era un capitolo imperiale su cui il balivo imperiale di Zurigo esercitò i diritti di avogadria fino all'estinzione dei von Zähringen (1218). Il numero delle prebende canonicali (24 nel 1218) rimase invariato fino al 1523; quello dei cappellani, riuniti in una confraternita, salì invece a 32, di cui 23 officiavano agli altari del G., mentre gli altri celebravano i loro uffici nelle cappelle affiliate al G., situate a Zurigo e nei suoi dintorni. Dopo l'abbandono della vita comunitaria (al più tardi all'inizio del XIII sec.), i canonici abitarono ognuno in una propria casa, nei pressi della chiesa.

La chiesa attuale, di impianto basilicale a tre navate divise da file di pilastri, con una facciata a due torri e una cripta a sala sotto il coro, fu costruita fra il 1100 e il 1230 in sei tappe, al posto di un preesistente edificio sacro del IX sec. di dimensioni quasi identiche. Il progetto architettonico, che subì ripetute modifiche, evidenzia varie influenze (cattedrale di Costanza, cattedrali imperiali, grandi edifici di culto normanni, basiliche lombarde). Le due torri furono costruite solo negli anni 1488-92. Dopo la distruzione della torre campanaria a causa di un incendio (1763), gli originari tetti a punta furono sostituiti da quelli attuali a pianta ottagonale (1781-86).

<b>Grossmünster</b><br>Veduta da nord est; disegno a inchiostro di china realizzato attorno al 1710 da  Gerold Escher (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>L'edificio capitolare, composto da tre ali e un chiostro centrale, risulta collegato con il coro della chiesa romanica. Dopo la Riforma accolse la scuola del Grossmünster, mentre il chiostro da cimitero dei canonici divenne un luogo di sepoltura privilegiato per le famiglie del ceto dirigente.<BR/>
Veduta da nord est; disegno a inchiostro di china realizzato attorno al 1710 da Gerold Escher (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
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L'organizzazione interna e l'amministrazione dei beni sono descritte in modo dettagliato negli statuti del 1259/60. Una nuova versione degli statuti, risalente al 1346, fu presa a modello dai capitoli di Soletta, Zofingen ed Embrach. Il preposito, il cantore, il custos e lo scolastico erano nominati dal capitolo tra i canonici e beneficiavano di entrate supplementari. Il prete secolare, designato per la prima volta nel 1177, fece parte del capitolo solo fino al XIV sec. I canonici dovevano aver compiuto il ventesimo anno di età; dal XIV sec., inoltre, dovettero pagare diverse tasse d'entrata e rinunciare per due anni al godimento della prebenda se il loro predecessore era stato attivo fino alla morte. Nel tardo ME il G. era considerato, insieme alla cattedrale di Costanza, la chiesa più illustre della diocesi. Fino al primo quarto del XIV sec. la maggior parte dei canonici proveniva da fam. nobili della Svizzera nordorientale e da fam. di Consiglieri zurighesi. In seguito, tuttavia, l'influenza dei papi in materia di prebende e benefici ecclesiastici divenne tale che i membri del ceto superiore locale rimasero in minoranza rispetto ai candidati dotati di provvisioni pontificie. In seno al capitolo, i curiali di formazione univ. appartenenti alla curia vescovile di Costanza o a quella romana costituirono a lungo la maggioranza. La presenza degli Zurighesi aumentò dopo il 1479, quando il Consiglio di Zurigo ottenne il diritto di attribuire le prebende vacanti durante i mesi dispari (detti pontifici). Tra i canonici più importanti figurano Rudolf von Homburg (1114-22), Konrad von Mure (1246-81), Felix Hemmerli (1412-54), Ulrich Zwingli (1521-31), Heinrich Bullinger (1531-75) e Johann Jakob Breitinger (1613-45). Dopo la Riforma il capitolo, ridotto a dieci prebende, ebbe tra i suoi principali compiti la direzione della scuola lat. e dell'ist. di teol. (denominato dapprima Prophezei, poi Lektorium). Nel 1601 il percorso di formazione fu articolato in scuola lat., Collegium humanitatis e Lektorium. La scuola del G., denominata dal XVII sec. Carolinum per ricordare la scuola capitolare fondata presumibilmente da Carlomagno (ma menz. solo dal 1169), fu trasformata in scuola cant. e ist. univ. nel 1832.

<b>Grossmünster</b><br>Distribuzione di libri a studenti e alunni all'interno del Grossmünster; incisione su rame realizzata nel 1751 da  David Herrliberger (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung).<BR/>La cerimonia si svolge davanti al pontile con pulpito annesso, costruito nel 1526 tra il coro e la navata per adeguare la chiesa al culto riformato. Per la pavimentazione della tribuna e del pulpito vennero utilizzate lastre di altari provenienti da varie chiese della città. I libri distribuiti dal rettore a studenti e alunni sono accatastati sulle fonti battesimali, utilizzate anche come tavolo della santa Cena, che insieme al pulpito costituiscono l'asse liturgico riformato.<BR/>
Distribuzione di libri a studenti e alunni all'interno del Grossmünster; incisione su rame realizzata nel 1751 da David Herrliberger (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung).
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Già nel IX e nel X sec., il G. possedeva molti beni intorno a Zurigo, alle porte della città, tra cui l'intero territorio di Albisrieden e Schwamendingen, e proprietà fondiarie sparse a Fluntern, Höngg e Meilen. Altri possedimenti erano distribuiti fra la Töss, il Reno, la Reuss, il lago di Zugo e la parte superiore del lago di Zurigo. Fino al 1832 il capitolo riuscì a mantenere la maggior parte dei possedimenti, ma alla fine del 1524 perse i diritti di avogadria (alta e bassa giustizia a Fluntern, Albisrieden, Rüschlikon-Rufers e Meilen), che passarono al borgomastro e al Consiglio di Zurigo. I beni del capitolo venivano amministrati da un camerario e da un cellerario laici.


Bibliografia
Die Universität Zürich 1833-1933 und ihre Vorläufer, 1938
HS, II/2, 565-596
– D. Gutscher, Das Grossmünster in Zürich, 1983
– A. Meyer, Zürich und Rom, 1986
– M. Gabathuler, Die Kanoniker am Grossmünster und Fraumünster in Zürich, 1998
– M. Wittmer-Butsch, M. Gabathuler, «Karl der Grosse und Zürich», in Päpste, Pilger, Pönitentiarie, a cura di A. Meyer et al., 2004, 211-224

Autrice/Autore: Andreas Meyer / mdi