• <b>Chiese evangeliche-riformate</b><br>Frontespizio della <I>Confessio Helvetica posterior</I>; manoscritto redatto nel 1566 con correzioni e aggiunte di  Heinrich Bullinger (Zentralbibliothek Zürich, Ms. Car. XV 52, fol. 2r).
  • <b>Chiese evangeliche-riformate</b><br>"Tutto il mondo vuole la pace... il prezzo della pace: campagna 1991 di Pane per i fratelli"; manifesto delle Chiese evangeliche-riformate (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).

Chiese evangeliche-riformate

Le Chiese evangeliche-rif., per lo più parte delle Chiese cantonali sviz., risalgono alla Riforma (XVI sec.). In conformità all'assetto politico della Conf., composta da una serie di cant. senza forti legami reciproci, la Riforma si sviluppò in maniera diversa a seconda delle regioni. Zurigo, dove operò Ulrich Zwingli, fu il centro della Riforma zwingliana diffusasi nell'area germanofona della Conf.; Ginevra, grazie all'azione di Giovanni Calvino, costituì invece il centro di irradiazione della Riforma calvinista affermatasi nei territori francofoni. La convergenza delle correnti ginevrina e zurighese in un unico gruppo di Chiese rif. è dovuta in primo luogo all'accordo raggiunto fra Calvino e il successore di Zwingli, Heinrich Bullinger, ufficializzato dal Consensus tigurinus siglato a Zurigo nel 1549. Le Chiese evangeliche-riformate fanno parte del Protestantesimo.

Il termine "evangelico" fu all'origine sinonimo di "prot." (che designa l'insieme delle tradizioni derivate dalla Riforma). È in questo senso, che è anche quello dell'equivalente ted. evangelisch, che lo si utilizza attualmente per esempio nella locuzione "Chiesa evangelico-rif. del cant. Vaud", oppure nelle espressioni "cant. evangelici" o Corpus evangelicum. In un senso più stretto, il termine viene applicato oggi alle tendenze cristiane fondamentaliste. "Prot." fu il nome dato in Germania ai seguaci di Martin Lutero e si impose nell'uso corrente nel XVII sec., con un valore neutro; è utilizzato nelle formulazioni ufficiali, ad esempio dall'ufficio fed. di statistica. Il termine "rif." si applica in senso stretto agli aderenti alla Riforma zwingliana e calvinista, così come si è sviluppata in Svizzera e nelle città della Germania meridionale.

1 - Riforma

La Riforma in Svizzera costituì soprattutto un aspetto delle riforme politiche promosse dai cant. cittadini. I Consigli cittadini (laici) stabilirono i termini del rinnovamento ecclesiastico e lo attuarono su ordine dell'autorità costituita (Chiesa e Stato). La Riforma si impose progressivamente a partire dagli anni 1520-30: nel 1522-23 a Zurigo con Zwingli, nel 1524 a San Gallo con Vadiano, nel 1528 a Berna con Berchtold Haller, nel 1529 a Sciaffusa e a Basilea con Giovanni Ecolampadio, nel 1530 a Neuchâtel con Guillaume Farel, nel 1535-36 a Ginevra e nel 1536 nel Vaud conquistato da Berna con Farel e Calvino. Nel territorio delle Tre Leghe la Riforma si affermò in due fasi: dopo la Dieta di Ilanz (1526), si diffuse gradualmente a Coira e in altri numerosi com. sotto la guida di Johannes Comander; poi verso il 1550 in Engadina, nella valle Bregaglia e a Poschiavo.

La costituzione delle Chiese rif. non fu l'unico risultato della riforma zwingliana. Le sostanziali divergenze tra i più stretti seguaci di Zwingli sul modo di intendere la Chiesa, sul battesimo e sulle prerogative statali in materia di riforma ecclesiastica provocarono una scissione, che portò alla formazione del movimento degli Anabattisti, duramente represso per sec. sia dalle Chiese rif. sia dalle autorità civili. In seno alla Riforma zurighese presero quindi corpo sia la corrente rif. istituzionale, sia quella anabattista radicale del protestantesimo. Anche il confronto con il luteranesimo ted. non fu indolore: nonostante numerosi contatti e l'identità di vedute sulle principali questioni inerenti la Riforma, nel 1529 Lutero e Zwingli si scontrarono a Marburgo sulla questione della santa Cena, provocando una spaccatura che perdurò fino a XX sec. inoltrato.

<b>Chiese evangeliche-riformate</b><br>Frontespizio della <I>Confessio Helvetica posterior</I>; manoscritto redatto nel 1566 con correzioni e aggiunte di  Heinrich Bullinger (Zentralbibliothek Zürich, Ms. Car. XV 52, fol. 2r).<BR/>
Frontespizio della Confessio Helvetica posterior; manoscritto redatto nel 1566 con correzioni e aggiunte di Heinrich Bullinger (Zentralbibliothek Zürich, Ms. Car. XV 52, fol. 2r).
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Tra le numerose confessioni di fede e i catechismi elaborati dai riformatori, soprattutto la seconda delle Confessioni elvetiche redatta da Bullinger (Confessio Helvetica Posterior, 1566) e i Catechismi composti da Calvino nel 1537 e nel 1542 ottennero una vasta eco anche oltre i territori rif. della Conf. Sin dalla nascita, le Chiese rif., e in particolare quelle di Zurigo e Ginevra, ebberostretti rapporti con riformatori e Chiese rif. in Germania, Francia, Olanda, Ungheria, Inghilterra e Scozia. Oltre a Ginevra, sede di un'Acc. di teol. e talora definita la Roma del protestantesimo, anche la città di Basilea (sede univ. e centro editoriale) e Losanna e Berna con i loro ist. superiori (Accademie) nel XVI sec. godevano universalmente di un ampio prestigio.

Autrice/Autore: Heinz Rüegger / mdi

2 - Le Chiese riformate fra il XVII e il XIX secolo

In analogia alla struttura fed. sul piano politico, nell'ambito della Conf. non venne mai creata un'unica Chiesa rif. Pur conservando il loro carattere di Chiese territoriali autonome, le Chiese rif. stabilirono tuttavia diverse forme di contatto reciproco. La Dieta fed. evangelica, che riuniva regolarmente rappresentanti di tutti i cant. conf. rif., costituì la sede deputata alla discussione e all'adozione di provvedimenti riguardo a questioni di comune interesse, come ad esempio il sostegno dei correligionari perseguitati all'estero.

Per ciò che riguarda l'obbligatorietà della professione di fede, le Chiese rif. sviz. seguirono una linea diversa rispetto a quelle estere. Con l'avvento dell'Illuminismo e del Pietismo nel XVII-XVIII sec., le professioni rif. persero parte della loro forza persuasiva e del loro carattere vincolante. La resistenza contro le professioni di fede estremiste del periodo dell'Ortodossia protestante (XVII sec.), e più in generale contro ogni vincolo imposto in tal senso dalla Chiesa di Stato, portarono nei sec. sucessivi alla soppressione di qualsiasi obbligo formale nei riguardi delle professioni di fede tradizionali (Credo apostolico). A tutt'oggi, nelle costituzioni ecclesiastiche rif. sviz. l'unico documento vincolante in materia di fede risulta essere la Bibbia, in ampia misura liberamente interpretabile.

Nel corso della loro storia, e in particolare nel XIX sec., le Chiese rif. sviz. furono ripetutamente confrontate con delle scissioni. L'opposizione alla teol. liberale e all'ingerenza statale nella vita ecclesiastica, come pure gli impulsi dettati dal Risveglio, portarono alla costituzione di Chiese rif. libere nel cant. Vaud (1846), a Ginevra (1849) e a Neuchâtel (1873). Nel 1943 e nel 1966, le Chiese libere di Neuchâtel e Vaud si riunificarono con le Chiese cant. rif. Nel XIX sec., i seguaci rif. del Risveglio costituirono spesso la base per il proselitismo di nuove Chiese evangeliche libere in via di costituzione, estranee alla tradizione rif., quali le Comunità evangeliche libere (1829) e i nuovi anabattisti (1832). Pur migliorando notevolmente in epoca più recente, i rapporti fra le Chiese (cant.) rif. e le Chiese libere sono rimasti generalmente tesi.

Autrice/Autore: Heinz Rüegger / mdi

3 - Le Chiese riformate nel XX e XXI secolo

La struttura attuale della maggior parte delle Chiese rif. fu definita nella seconda metà del XIX sec., e prese come modello l'ordinamento politico dello Stato fed. costituito nel 1848. Al pari del com. politico dotato di un organo legislativo e di un organo esecutivo, il Comune parrocchiale è retto da un'assemblea e da un consiglio parrocchiali. A livello cant., il sinodo ecclesiastico e il Consiglio ecclesiastico costituiscono l'equivalente del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato. In conformità allo spirito rif., la direzione degli affari ecclesiastici avviene in maniera collegiale; l'organo direttivo supremo è costituito dal Sinodo, democraticamente eletto e composto da pastori e una maggioranza di laici. A livello com. collaborano insieme Pastori evangelici, Diaconi e membri del presbiterio. A partire dalla metà del XX sec., tutte le cariche sono aperte indistintamente a uomini e donne.

In ambito nazionale, i rapporti fra le diverse Chiese rif. organizzate sul piano cant. rimasero per lungo tempo estremamente labili. In sostituzione della vecchia Dieta fed. evangelica, nel 1858 venne fondata la Conferenza sviz. delle Chiese evangeliche, mentre nel 1920 le Chiese rif. costituirono la Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera, a cui aderirono due anni più tardi anche i Metodisti. Essa non costituisce una Chiesa in sé, ma una federazione di Chiese autonome, in ossequio allo spirito rif., contrario a istanze centralistiche superiori.

Tramite la Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera le Chiese rif. aderiscono a varie org. ecumeniche intern. (Ecumenismo), quali l'Alleanza rif. mondiale (dal 1922), il Consiglio ecumenico delle Chiese (dal 1948), la Conferenza delle Chiese europee (dal 1959) e la Comunione ecclesiale di Leuenberg (dal 1974; oggi Comunione delle Chiese prot. in Europa). Quest'ultima, grazie alla cosiddetta Concordia di Leuenberg (1973), ha reso possibile il superamento del dissidio che dal 1529 opponeva le Chiese rif. alla Chiesa luterana. Da allora in Europa le Chiese rif. e luterane (dal 1996 anche la Chiesa metodista) vivono nella comunione ecclesiale, senza comunque rinunciare alla propria autonomia.

Le Chiese rif. sviz. hanno creato congiuntamente una serie di opere caritative. Per conto risp. delle Chiese rif. romande e svizzeroted., il Dip. missionario delle Chiese prot. della Svizzera romanda e la Mission 21 (Missione evangelica basilese) si occupano della cooperazione fra le Chiese sviz. e quelle d'oltreoceano. L'Aiuto delle Chiese evangeliche svizzere (ACES) venne fondato per dare assistenza in campo ecclesiastico, mentre Pane per tutti è un'agenzia che si occupa di cooperazione allo sviluppo e della raccolta di fondi destinati alle opere caritative menzionate in precedenza.

<b>Chiese evangeliche-riformate</b><br>"Tutto il mondo vuole la pace... il prezzo della pace: campagna 1991 di Pane per i fratelli"; manifesto delle Chiese evangeliche-riformate (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
"Tutto il mondo vuole la pace... il prezzo della pace: campagna 1991 di Pane per i fratelli"; manifesto delle Chiese evangeliche-riformate (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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Fino al XIX sec. inoltrato, le Chiese rif. furono in prevalenza vere e proprie Chiese di Stato. Pur ottenendo una maggiore autonomia in tempi recenti, hanno comunque continuato - con l'eccezione della Chiesa libera di Ginevra - a considerarsi come Chiese cant. Il rapporto fra Chiesa e Stato è regolato a livello cant., e di conseguenza varia da un cant. all'altro. Nei cant. di Ginevra e Neuchâtel le due entità sono divise dal 1907 e dal 1943; nei cant. di Berna, Zurigo e Vaud, per contro, i legami sono tuttora molto stretti. Se nei primi 100 anni dello Stato fed. i prot. costituivano il 60% della pop., a metà del XX sec. la loro quota era calata anche a causa dell'immigrazione catt. proveniente soprattutto dall'Europa meridionale. Nel 2000, ormai solo il 33% della pop. nazionale apparteneva alla confessione in passato maggioritaria. Come per le altre confessioni, all'inizio del XXI sec. la sfida principale per le Chiese evangeliche-rif. è costituita dal processo di Decristianizzazione in atto.

Autrice/Autore: Heinz Rüegger / mdi

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
– E. F. K. Müller, Die Bekenntnisschriften der reformierten Kirche, 1903
– P. Wieser (a cura di), Handbuch der reformierten Schweiz, 1962
– K. Halaski (a cura di), Die Reformierten Kirchen, 1977, 41-61
– G. W. Locher, Die Zwinglianische Reformation im Rahmen der europäischen Kirchengeschichte, 1979
– F. Wendel, Calvin, 19852
– O. Fatio (a cura di), Confessions et catéchismes de la foi réformée, 1986
Was bekennen die evangelischen Kirchen in der Schweiz?, 1987, 7-40
– J. V. Pollet, Huldrych Zwingli et le zwinglianisme, 1988
– L. Vischer et al. (a cura di), Ökumenische Kirchengeschichte der Schweiz, 19982
– M. Krieg et al. (a cura di) Die Reformierten, 2002