• <b>Scolastica</b><br>Pagina del titolo del primo dei 13 volumi della <I>Theologia scholastica</I> dell'abate benedettino  Augustin Reding,  pubblicata nel 1687 dalla tipografia dell'abbazia di Einsiedeln (Biblioteca nazionale svizzera).

Scolastica

Con il termine scolastica si intende uno specifico modo di pensare, insegnare e redigere testi, sviluppatosi dal XII sec. e sopravvissuto fino al XX sec. nella cosiddetta neoscolastica. La scolastica può essere descritta da un punto di vista teol. (uso della ragione nell'interpretazione dei contenuti della rivelazione), storico (forma medievale della scienza) o metodico (sistema di concetti, tecniche logiche e modi di disputare). Tra le caratteristiche principali vi sono i legami con la scuola, in particolare con l'Univ. del ME e dell'epoca moderna, l'interpretazione di testi normativi attraverso i commenti e la disputatio come forma specifica di discussione.

Lo sviluppo della scolastica è riconducibile all'affermarsi dei centri urbani, in sostituzione dei conventi, come motori di trasmissione del sapere, avvenuto nell'XI e nel XII sec. Concepito in un contesto ancora di impronta monastica, il programma di Anselmo d'Aosta o di Canterbury (morte 1109), che si proponeva di spiegare la fede cristiana per mezzo della ragione (fides quaerens intellectum), venne ripreso nelle scuole cattedrali, basandosi soprattutto sulla cosiddetta logica vetus. Questo movimento si manifesta in modo esemplare nell'opera filosofica e teol. di Pietro Abelardo (1079-1142), che sosteneva l'impiego della dialettica, cioè della logica, nella trattazione di problemi teol.

Due fattori modificarono profondamente questi primi approcci e permisero lo sviluppo della scolastica classica e tarda: la fondazione delle Univ. di Bologna, Parigi e Oxford e la traduzione, tra il 1150 e il 1250 ca., di testi arabi, greci ed ebraici. La riscoperta di trattati di logica, filosofia naturale ed etica di Aristotele, ma anche lo studio degli scritti di Avicenna (morte 1037), Averroè (morte 1198) e Mosè Maimonide (morte 1204) influenzarono profondamente l'idea di razionalità e resero consapevoli della necessità di un metodo. I testimoni principali di questa forma di pensiero scolastico, caratterizzato dal confronto critico dei contenuti della dottrina cristiana con le pretese della ragione naturale e della discussione teorico-scientifica, furono Tommaso d'Aquino (morte 1274) e Bonaventura da Bagnoregio (morte 1274), ma anche Maestro Eckhart (morte ca. 1327), Giovanni Duns Scoto (morte 1308) e Guglielmo di Ockham (morte ca. 1349).

Sebbene l'Univ. di Basilea sia stata fondata nel 1460, ovvero dopo il periodo di fioritura della scolastica medievale (che non ebbe una base istituzionale in Svizzera), la sua biblioteca possiede una collezione molto importante di testi relativi a questa corrente. Le collezioni di libri di Friedrich von Amberg e Jean Joly presso la biblioteca del convento francescano di Friburgo e quelle di Jakob Lauber e Johannes Heynlin presso la biblioteca univ. di Basilea attestano l'intensità delle relazioni acc. intern. durante il basso ME.

<b>Scolastica</b><br>Pagina del titolo del primo dei 13 volumi della <I>Theologia scholastica</I> dell'abate benedettino  Augustin Reding,  pubblicata nel 1687 dalla tipografia dell'abbazia di Einsiedeln (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>
Pagina del titolo del primo dei 13 volumi della Theologia scholastica dell'abate benedettino Augustin Reding, pubblicata nel 1687 dalla tipografia dell'abbazia di Einsiedeln (Biblioteca nazionale svizzera).
(...)

Nonostante le forti critiche espresse sia dagli umanisti sia dai riformatori, la scolastica conobbe una nuova fioritura nel XVI-XVII sec. non solo nei Paesi catt. (spec. in Spagna), ma anche nei territori prot. del Sacro Romano Impero. La figura più importante della tarda scolastica in Svizzera fu senza dubbio il benedettino Augustin Reding, principe abate di Einsiedeln, autore di una Theologia scolastica in 13 volumi (1687), che testimonia della sopravvivenza di una stretta ortodossia tomista nel XVII sec. Per contro, il professore ginevrino François Turrettini criticò il pensiero scolastico e il teologo basilese Samuel Werenfels, nell'opera De logomachiis eruditorum (1688), la sua terminologia. Dopo l'aspra critica illuministica, nel XIX sec. la scolastica conobbe un rinnovamento, fortemente incoraggiato da papa Leone XIII. Fondata in questo contesto, l'Università di Friburgo favorì lo sviluppo di una propria lettura del tomismo, il cui principale rappresentante fu Gallus Maria Manser. La redazione della rivista Divus Thomas venne trasferita nel 1924 all'ateneo friburghese, dove fino agli anni 1960-70 veniva impartito un insegnamento della filosofia e della teol. improntato alla neoscolastica.


Bibliografia
– P. Chenaux, «La renaissance thomiste en Suisse romande dans les années 1920», in ZSK, 85, 1991, 119-138
– R. Schönberger, Was ist Scholastik?, 1991
– C. H. Lohr, Aristotelica Helvetica, 1994
– U. G. Leinsle, Einführung in die scholastische Theologie, 1995
LThK, 9, 446 sg.
– E. Habsburg-Lothringen, Das Ende des Neuthomismus, 2007

Autrice/Autore: Ruedi Imbach / sor