• <b>Losanna (diocesi)</b><br>Fonti: indicazioni di Gilbert Coutaz, Lucienne Hubler e Jean-Daniel Morerod; H. Ammann, K. Schib (a cura di),  <I>Atlante storico della Svizzera</I> , 1958 <SUP>2</SUP> , 13 sg.   © 2007 DSS e cartografia Kohli, Berna.

Losanna (diocesi)

La diocesi di L., Ginevra e Friburgo (diocesis Lausannensis, Genevensis et Friburgensis), denominata dalle origini al 1821 diocesi di L. e dal 1821 al 1925 diocesi di L. e Ginevra, dipese almeno dal VII sec. e fino al 1801 dalla provincia ecclesiastica di Besançon (arcidiocesi); come le altre diocesi sviz., divenute indipendenti dalle province straniere, in seguito venne direttamente sottoposta all'autorità della Santa Sede. La sua patrona principale è Nostra Signora, sotto il titolo della sua natività (8 settembre), i suoi patroni secondari (dal 1924/25) Nicola, vescovo di Mira (6 dicembre), e Francesco di Sales (24 gennaio). Dalla fine del VI sec. al 1536 residenza vescovile fu L., e dal 1663 definitivamente Friburgo, dopo un periodo di esilio in Savoia, Borgogna e Franca Contea. La chiesa cattedrale fu dapprima a L. (fine del VI sec.-1536), poi a Friburgo dal 1924/25.

<b>Losanna (diocesi)</b><br>Fonti: indicazioni di Gilbert Coutaz, Lucienne Hubler e Jean-Daniel Morerod; H. Ammann, K. Schib (a cura di),  <I>Atlante storico della Svizzera</I> , 1958 <SUP>2</SUP> , 13 sg.   © 2007 DSS e cartografia Kohli, Berna.<BR/><BR/>
Principato vescovile e diocesi di Losanna verso il 1200

1 - Medioevo

1.1 - La creazione della diocesi e la sua estensione

La Chiesa modellò la sua organizzazione su quella dell'Impero romano e sull'istituzione di civitates (Civitas). La norma secondo cui i capoluoghi delle civitates erano soliti dare vita a delle Diocesi prevedeva tuttavia delle eccezioni; ad esempio, il territorio di Nyon venne unito alla diocesi di Ginevra e due sole menz. (535 e 585) associano il nome di Avenches a quello di un vescovo. Ultima nata, agli inizi del VI sec., delle diocesi della Svizzera franc., quella di L. riuniva i territori che dipendevano dall'antica civitas Helvetiorum. Fu creata all'interno dei territori fino ad allora compresi nelle aree su cui esercitavano la propria autorità i vescovi di Ginevra e di Sion, attestati dalla fine del IV sec. Per il primo sec. della sua esistenza il vescovo titolare non ebbe una sede fissa, stabilita a L. al più tardi tra la fine del VI e l'inizio del VII sec. per ragioni militari, commerciali e geografiche. È probabile che la diocesi abbia raggiunto prima del XII sec. i suoi confini definitivi, rimasti invariati fino all'inizio del XIX sec. Il vescovo di L. esercitava la sua autorità spirituale su un territorio di notevole ampiezza (8200 km2), a cavallo della frontiera linguistica, che comprendeva i futuri cant. di Friburgo e Neuchâtel, una parte importante di quelli di Vaud e di Berna, la circoscrizione della città di Soletta e tre località della Franca Contea. Il territorio su cui esercitava il potere temporale, vale a dire il principato vescovile di L., era invece molto più piccolo.

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

1.2 - Organizzazione e istituzioni

L'elenco più antico dei vescovi di L. risale al X sec.; occorre attendere la fine del XV per una successiva registrazione, che a sua volta rinvia esplicitamente, nelle fonti, al registro cronologico compilato da Conon d'Estavayer e conservato nel Cartulaire du chapitre de Notre-Dame de Lausanne (cartulario di Losanna). Accanto al vescovo titolare, dal 1299 sono menz. vescovi ausiliari, presenti fino al 1559, il cui elenco presenta delle lacune. Tra il personale vescovile si rileva la presenza del cancelliere, cioè l'ufficiale incaricato della redazione degli atti dalla seconda metà del IX sec.; scomparsa nel 1059, la carica fu ripristinata alla metà del XII sec. I vicari generali comparvero poco prima della metà del XIV sec.; la funzione esiste ancora attualmente. Nel ME il titolare, scelto dal vescovo, era incaricato di sostituirlo in caso di assenza nelle funzioni spirituali e temporali. La prima menz. di un giudice ecclesiastico (officiale) data del 1245; tale funzione acquisì importanza e sostituì, dopo il 1276, quella di cancelliere. Dalla seconda metà del XV sec. le cariche di vicario generale e di officiale furono spesso ricoperte dalla stessa persona.

La più antica menz. del capitolo cattedrale si trova in un precetto di Luigi il Pio datato 814 ("congrégation des frères de Notre-Dame de Lausanne"). Il termine di canonico venne utilizzato per la prima volta nell'885. Attorno al 1200, un regolamento del capitolo fissò il numero dei canonici a 30, una limitazione che sembra essere stata in genere rispettata fino alla Riforma. Il capitolo adempiva principalmente a due incarichi: l'elezione dei vescovi (compito che gli venne conteso dopo breve tempo) e l'amministrazione della diocesi quando la sede era vacante. Il capitolo possedeva inoltre beni propri (mensa capitolare); i più importanti erano le castellanie di Dommartin, Essertines-sur-Yverdon e Saint-Prex, oltre a Crans-près-Céligny nella diocesi di Ginevra. Ebbe spesso conflitti con il vescovo, contro il quale si alleò sia con gli ab. di L. sia con la casa di Savoia; venne soppresso poco dopo il 1536.

Il primo elenco noto delle parrocchie (o registro dei beni ecclesiastici) data del 1228; ve ne erano registrate 306, suddivise in nove decanati, divenute 292 nel 1493. La diocesi di L. accoglieva un numero eccezionalmente elevato di monasteri e di capitoli collegiali. Prima del 1536 vi erano 123 istituzioni ecclesiastiche che dipendevano dall'insieme degli ordini religiosi medievali; tra questi avevano una posizione di particolare rilievo i benedettini, i cluniacensi e i cistercensi. Si sono conservati solo due resoconti delle visite pastorali (1416-17 e 1453), che probabilmente venivano effettuate in maniera irregolare.

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

2 - Epoca moderna

2.1 - Le conseguenze della conquista del Paese di Vaud

La conquista del Paese di Vaud nel 1536 segnò il crollo della giurisdizione temporale del vescovo, a vantaggio dei cant. di Berna e di Friburgo; il vescovo fu così privato di importanti entrate finanziarie. Dopo l'introduzione della Riforma venne ridimensionato pure il potere spirituale, che venne circoscritto al territorio del cant. Friburgo, alla contea della Gruyère, alla città di Soletta (con qualche com. confinante, ad esempio nel distr. di Lebern), alla castellania di Le Landeron, al baliaggio comune di Orbe-Echallens, e alle parrocchie della Franca Contea (poi franc.) di Jougne e Les Hôpitaux. Dalla seconda metà del XVI fino alla metà del XVII sec., il vescovo visse in esilio in Savoia, Borgogna e Franca Contea, e fu necessario attendere il 1663 perché facesse di Friburgo la sua residenza definitiva. La sua lontananza spiega il motivo per cui in quel periodo il mantenimento della fede catt. e della disciplina ecclesiastica divenne un'incombenza delle autorità di Friburgo e Soletta, e il fatto che diverse riforme, sostenute dalle istituzioni ecclesiastiche locali, furono realizzate all'insaputa del vescovo, che dovette limitarsi a prenderne atto; nessun vescovo di L. partecipò al Concilio di Trento (1545-63) e la maggior parte delle decisioni conciliari fu applicata molto tardivamente nella diocesi. Dal 1668, solo chi era nato a Friburgo poteva rivestire la dignità vescovile, e ciò per contrastare l'intervento delle potenze straniere nelle procedure elettive. Fino alla fine dell'ancien régime, e dopo la rinuncia da parte del vescovo a rivendicare gli antichi territori del principato vescovile, si tentò di garantirgli migliori entrate. All'epoca della Rivoluzione franc. la diocesi ebbe un ruolo importante nella lotta contro le nuove idee e nell'accogliere sacerdoti e vescovi refrattari della Chiesa di Francia.

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

2.2 - Organizzazione e istituzioni

La Riforma comportò un importante ridimensionamento della diocesi: verso la fine del XVI sec. vi erano ormai solo 95 parrocchie catt., 83 nel cant. Friburgo, cinque in quello di Soletta, due nel principato di Neuchâtel, due nella Franca Contea e tre nel Paese di Vaud. La Controriforma rese comunque possibile la fondazione di nuove parrocchie e l'aumento del numero dei decanati: nel 1665 si registrarono 125 parrocchie, organizzate in 15 decanati. Durante l'ancien régime furono fondate 13 nuove istituzioni religiose, soprattutto di cappuccini e gesuiti.

Nei territori rimasti catt., dal 1536 spettò alle istituzioni religiose locali il compito di assicurare una certa continuità alla diocesi. Un ruolo importante fu ricoperto dal capitolo collegiale di S. Nicola di Friburgo, su cui il vescovo di L. tornò a esercitare gran parte dei suoi diritti nel 1731. Il decano del capitolo aveva il ruolo di guida religiosa del cant. Friburgo. Un vicario generale era incaricato del controllo delle terre friburghesi e del baliaggio di Orbe-Echallens nel Paese di Vaud; dal 1559 la parte solettese fu sottoposta alla competenza di un commissario vescovile, e tra il 1730/46 e il 1814 di un vicario generale. Un commissario fu attivo negli anni 1542(?)-79 per la regione della Gruyère e tra il 1663 e il 1801 per la Borgogna. Fino alla fine del XVII sec. a Friburgo vi furono due tribunali ecclesiastici; uno, il Concistoro del preposito, giudicava i casi disciplinari del clero, l'altro, quello del decano, le cause matrimoniali. Dall'episcopato di Jean Doroz (1600-07), tutti i vescovi visitarono in modo sistematico le parrocchie e i conventi fino alla fine del XVIII sec. Dopo un primo seminario diocesano a Surpierre (1691-1709), fu necessario attendere il 1795 per l'apertura di un seminario maggiore a Friburgo che rispondesse alle esigenze del Concilio di Trento.

Vescovi di Losanna
EpiscopatoVescovoEpiscopatoVescovo
  1375-1394Guy de Prangins
Vescovi di Windisch e Avenches (VI sec..)1394Aymon Séchala
517Bubulcus1394-1406Guillaume de Menthonay
535-549Grammaticus1406-1431Guillaume de Challant
  1431-1433Louis de La Palud
Diocesi di Losanna (VI sec.-1821)1433-1440Jean de Prangins
574-594Mario1440-1461Giorgio di Saluzzo
639/654Arricus1462-1466Guillaume de Varax
ca. 652Protasio1466-1468Jean Michel
ca. 670Chilmesigelus1469-1472Barthélemy Chueta
fine VIII sec.Udalricus1472-1476Giuliano della Rovere (Giulio II)
814-825Fredarius1476-1491Benoît de Montferrand
827-850Davide1491-1517Aymon de Montfalcon
852-878Hartmannus1517-1560Sébastien de Montfalcon
878/879-892Hieronimus1560-1561Claude-Louis Alardet
892-927Boso1565-1598Antoine de Gorrevod
927-932Libo1600-1607Jean Doroz (Dorotheus)
932-947Bero1609-1649Johann von Wattenwyl
947-968Magnerius1652-1658Jodok Knab
968-985Eginolfus1662-1684Jean-Baptiste de Strambino
985-1018Enrico di Borgogna1688-1707Pierre de Montenach
1018-1037Ugo di Borgogna1707-1716Jacques Duding
1039-1051/1056Heinrich von Lenzburg1716-1745Claude-Antoine Duding
1056-1089Burkhard von Oltigen1746-1758Joseph Hubert de Boccard
1089-1090Lambert de Grandson1758-1782Joseph-Nicolas de Montenach
ca. 1090-1103/1107Kuno von Fenis1782-1795Bernhard Emmanuel von Lenzburg
1105-1126/1134Gérold de Faucigny1796-1803Jean-Baptiste d'Odet
1134-1143Guy de Maligny1803-1814Maxime Guisolan
1145-1159Amedeo  
ca. 1160-1178/1179Landri de DurnesDiocesi di Losanna e Ginevra (1821-1925)
1178/1179-1212Ruggero di Vico Pisano1815-1845Pierre Tobie Yenni
1212-1220Berthold de Neuchâtel1846-1879Etienne Marilley
1220-1221Gérard de Rougemont1879-1882Christophore Cosandey
1221-1229Guillaume d'Ecublens1883-1891Gaspard Mermillod
1231-1239Bonifacio1891-1911Joseph Deruaz
1240-1273Jean de Cossonay1911-1915André-Maurice Bovet
1273-1301Guillaume de Champvent1915-1920Placide Colliard
1302-1309Gérard de Vuippens  
1309-1312Othon de ChampventDiocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo (dal 1925)
1313-1323Pierre d'Oron1920-1945Marius Besson
1323-1341Jean de Rossillon1945-1970François Charrière
1341-1342Jean Bertrand1970-1995Pierre Mamie
1342-1347Geoffroi de Vayrols1995-1998Amédée Grabb
1347-1354François Prévôt1999-Bernard Genoud
1355-1375Aymon de Cossonay  

a amministratore.

b vescovo ausiliario con residenza a Ginevra dal 1987 al 1995.

Fonti:HS

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

3 - XIX e XX secolo

3.1 - Gli sconvolgimenti della Rivoluzione

La Rivoluzione franc. lasciò tracce durature nella diocesi di L.: non tanto per le idee che portò, combattute dai vescovi, quanto per gli sconvolgimenti politici che ne derivarono. La diocesi fu in effetti liberata dalla dipendenza dall'arcidiocesi di Besançon nel 1801, in occasione del Concordato che ricreò una Chiesa di Francia; il vescovo dovette abbandonare il possesso delle parrocchie della Franca Contea, attribuite in quello stesso anno alla diocesi franc. Nel 1814 le parrocchie del cant. Soletta passarono sotto l'autorità della diocesi di Basilea. Il territorio del cant. Ginevra, che comprendeva la città di Ginevra e le Communes réunies, in precedenza appartenute al Pays de Gex o alla Savoia, fu tolto alla diocesi di Chambéry e Ginevra e unito nel 1819 a quello di L., che dal 1821 prese il nome di diocesi di L. e Ginevra. Le località del Paese di Vaud poste sulla riva destra dell'Aubonne, che avevano fatto parte fino al 1536 della diocesi di Ginevra (e poi erano passate alla Riforma), furono inglobate nel 1821 nella nuova diocesi. Numerose regioni del territorio del cant. Berna furono unite, in tappe diverse, alla diocesi di Basilea: la valle di Saint-Imier nel 1814, la regione di Bienne nel 1828, la città di Berna e la parte del cant. situata sulla riva sinistra dell'Aar nel 1864.

Grazie al principio della libertà del culto, dei catt. poterono stabilirsi nelle città rif., a Berna nel 1799 e a L. nel 1810. A Ginevra (1803) e Neuchâtel (1806) l'ambito religioso venne regolamentato dal regime franc. Nel XIX sec. la diocesi fu percorsa da gravi tensioni dovute da un lato alla volontà dei liberali di controllare la vita religiosa (articoli di Baden), dall'altro alla disfatta dei cant. conservatori (tra cui Friburgo) nella guerra del Sonderbund. Al vescovo Etienne Marilley (1846-79) fu proibito di risiedere nel territorio della propria diocesi tra il 1848 e 1856 ed egli fu pertanto costretto a esercitare le sue funzioni dall'esilio di Divonne, in Alta Savoia. I suoi rapporti con le autorità friburghesi migliorarono con il ritorno al potere dei conservatori nel 1856 e furono regolamentati tra il 1858 e il 1879 grazie a una serie di convenzioni che gettarono le basi della stretta collaborazione tra autorità temporali e spirituali caratteristica del cant. Friburgo.

Il Kulturkampf, originato dalla proclamazione nel luglio 1870 dell'infallibilità pontificia da parte del Concilio Vaticano I, si manifestò soprattutto nel cant. Ginevra. Nel 1873 il papa nominò il vescovo ausiliario Gaspard Mermillod alla carica di vicario apostolico per il cant. Ginevra. Le autorità ginevrine si opposero con forza a un atto che interpretarono come la creazione di una diocesi di Ginevra; le tensioni si sopirono soltanto nel 1883 con la nomina di Mermillod a vescovo di L. e Ginevra, che aprì la strada a nuove forme di collaborazione. Sia sul piano nazionale sia su quello intern. la città di Friburgo si delineò sempre di più come una città vescovile catt., in particolare grazie alla sua Univ. Nel 1924 la città divenne sede vescovile e la diocesi ricevette nel 1925 il nome di diocesi di L., Ginevra e Friburgo.

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

3.2 - Organizzazione e istituzioni

Tutti i tentativi messi in atto dal 1587 per ripristinare il capitolo cattedrale rimasero infruttuosi fino al decreto di papa Pio XI, con cui nell'ottobre del 1924 la collegiata di S. Nicola fu elevata a chiesa cattedrale e il capitolo dei canonici divenne capitolo cattedrale. Quest'ultimo non ha alcun ruolo nell'elezione del vescovo e concentra la sua attività sulle funzioni liturgiche in occasione delle festività solenni nella cattedrale.

Già nel 1817 era stata ripristinata la carica di cancelliere, per assistere il vescovo nel disbrigo dei compiti amministrativi. Nel 1917 gli fu attribuita pure la gestione dell'archivio, e nel 1970 compiti legati alla pastorale, alle relazioni con la stampa e alla diaconia. Il sensibile aumento della pop. catt. nella diocesi (che raddoppiò tra il 1945 e il 1987, passando da ca. 265'000 a ca. 570'000 fedeli, in particolare a seguito dell'immigrazione it., spagnola e portoghese), costrinse il vescovo a definire una struttura regionale, a nominare dei vicari generali (cinque dopo il Concilio Vaticano II) per i cant. e a ripristinare, nel 1968, la funzione di vescovo ausiliario (due dal 1987, di cui uno a Ginevra). I vescovi ausiliari e i vicari generali sostenevano il vescovo nell'esercizio dei compiti pastorali. Nel 1968 fu nominato un Consiglio presbiteriale di 40 membri; ogni cant. della diocesi ospita un Consiglio pastorale presieduto dal vicario generale. Queste nuove strutture fanno affidamento sulla partecipazione attiva dei laici. I cant. hanno scelto forme diverse di collaborazione tra autorità politiche e religiose: due, Ginevra (1907) e Neuchâtel (1914), hanno optato per la separazione tra Chiesa e Stato; nel cant. Vaud la Chiesa catt.-romana si è vista riconosciuta nel 1970 l'uguaglianza sul piano finanziario con la Chiesa prot. e nel 2003 ha ottenuto lo statuto di ente di diritto pubblico; nel cant. Friburgo lo Stato riconosce dal 1982 lo statuto di ente di diritto pubblico alla Chiesa catt.-romana e alla Chiesa evangelica rif.

All'inizio del XXI sec. la diocesi comprendeva 32 decanati e 261 parrocchie; accanto agli antichi ordini religiosi (terziarie francescane a Carouge, GE, e a Le Grand-Saconnex, domenicane a Estavayer-le-Lac, certosini a La Valsainte), la diocesi ospitava numerose congregazioni femminili e ist. religiosi. La quasi totalità di queste comunità si trovava nel cant. Friburgo (Figlie della carità di S. Vincenzo de' Paoli, suore di Carità della S. Croce di Ingenbohl, orsoline di Anne de Xainctonge, visitandine).

Dopo il Kulturkampf, la diocesi di L. non ha più conosciuto turbative e a differenza di altre diocesi sviz. la successione dei vescovi è avvenuta senza contrasti. La sola questione che talvolta solleva ancora qualche discussione è quella di una eventuale nuova creazione della diocesi di Ginevra. Il 25.3.2006 (festa dell'Annunciazione), il vescovo di L. ha celebrato per la prima volta dopo la Riforma una messa nell'antica cattedrale della diocesi, su invito della Chiesa evangelica rif. del cant. Vaud.

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
HS, I/4
LexMA, 5, 1764 sg.
– A. Wildermann et al. (a cura di), La visite des églises du diocèse de Lausanne en 1453, 1993
– A. Loretan (a cura di), Rapports Eglise-Etat en mutation: la situation en Suisse romande et au Tessin, 1997

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor