Macellazione rituale

La macellazione rituale in uso presso gli ebrei e i musulmani, cioè l'uccisione di animali con il taglio della gola senza un precedente stordimento, in Svizzera è vietata dal 20.8.1893, quando il 60% dei votanti approvò l'iniziativa popolare lanciata dalle Soc. svizzeroted. per la protezione degli animali che chiedeva l'introduzione di tale divieto (ted. Schächtverbot, dall'ebraico schachat, macellazione). La legge sulla protezione degli animali del 1978 riprese nell'art. 20 il divieto fino ad allora stabilito dall'art. 25bis della Costituzione fed. (protezione degli Animali).

Nel 1893 le autorità si opposero all'introduzione di un divieto, in considerazione della libertà di credo e di coscienza degli ebrei (Giudaismo). Le prescrizioni rituali degli ebrei, fondate sul divieto biblico di cibarsi di sangue, permettono unicamente di mangiare carne macellata ritualmente e il più possibile dissanguata. Richiamandosi a Jacob Stern, libero pensatore del Württemberg che nel 1880 aveva abbandonato la carica di rabbino, gli avversari di queste pratiche negarono il fondamento religioso della macellazione rituale e contestarono sia l'immobilizzazione dell'animale prima dell'abbattimento sia la recisione stessa della sua gola. Gli ebrei sottolinearono invece che il ricorso ad apparecchiature per adagiare l'animale permetteva di limitarne le sofferenze e che rinomati fisiologi si erano espressi positivamente sulla recisione della gola. Secondo loro il taglio netto con una lama affilata provocava una rapida perdita di coscienza dell'animale, a causa dell'interruzione dell'afflusso di sangue al cervello. In seguito alla crisi economica (dal 1873), di cui si ritennero responsabili gli ebrei, in Europa essi assunsero sempre più il ruolo di capri espiatori. Sulla base delle argomentazioni utilizzate nella campagna in vista della votazione del 1893, l'introduzione del divieto della macellazione rituale in Svizzera deve essere interpretata come conseguenza dell'Antisemitismo. La geografia del voto sull'iniziativa mette in evidenza la chiara maggioranza di voti favorevoli nei cant. settentrionali della Svizzera ted. (Argovia 90,1%, Zurigo 85,9%, Sciaffusa 84,4%), più soggetti a influenze provenienti dalla Germania (aumento dell'antisemitismo violento e divieto della macellazione rituale in Sassonia dal 1892). Nella Svizzera franc. e in Ticino invece, dove le idee antisemite ma anche la protezione degli animali avevano poco seguito, l'iniziativa ottenne scarsi consensi (Vallese 3,1%, Ticino 12,2%, Ginevra 12,8%).


Bibliografia
– AA. VV., Das sogenannte Schächtverbot, 1971
– F. Külling, Bei uns wie überall?, [1977], 249-383 (con bibl.)
– P. Krauthammer, Das Schächtverbot in der Schweiz, 1854-2000, 2000
– S. Horanyi, Das Schächtverbot zwischen Tierschutz und Religionsfreiheit, 2004

Autrice/Autore: Friedrich Külling / sma