Movimento moderno

Il termine Movimento moderno designa la corrente d'avanguardia intern. (nota anche come razionalismo, stile intern., in ted. Neues Bauen), che dopo la prima guerra mondiale si propose di rinnovare in modo radicale l'urbanistica, l'architettura e il disegno industriale sotto l'aspetto economico, tecnico e sociale. Sulla base di queste premesse, il valore utilitario dell'architettura divenne stimolo formale (funzionalismo), mentre la varietà stilistica dello storicismo del XIX sec. fu riconosciuta come obsoleta. La standardizzazione delle esigenze (abitative), la tipizzazione delle planimetrie e la normazione degli elementi costruttivi divennero principi informatori del processo creativo. Avvalendosi della propaganda pubblicistica e veicolando le proprie idee attraverso concorsi, congressi, esposizioni e complessi residenziali modello, gli esponenti del Movimento moderno tentarono di guadagnare alla propria causa tanto gli specialisti quanto il grande pubblico.

Sulla base delle conoscenze acquisite in Germania e in Inghilterra, Karl Coelestin Moser e Hans Bernoulli, docenti al Politecnico fed. di Zurigo, diffusero in Svizzera gli assunti teorici di una visione dell'architettura al tempo stesso consapevole della propria tradizione e orientata verso il futuro. La generazione degli studenti raccolse le prime esperienze pratiche nei cantieri dell'edilizia abitativa popolare nei Paesi Bassi, negli ambienti legati al Bauhaus in Germania e nell'atelier di Le Corbusier a Parigi. Hans Schmidt, Mart Stam, El Lissitzky ed Emil Roth pubblicarono la rivista ABC, Beiträge zum Bauen (1924-28), improntata alla retorica del manifesto. Sigfried Giedion, storico dell'arte e dinamico propagandista zurighese, si distinse quale attivo portavoce del Movimento moderno. In qualità di segr. generale dei Congressi intern. di architettura moderna (CIAM), Giedion costruì, con l'appoggio di Le Corbusier, una rete intern. di rapporti per promuovere l'architettura moderna. Attraverso la scelta e i contenuti dei temi presi in esame, i primi cinque congressi definirono i principali parametri di riferimento: a La Sarraz (1928), Francoforte sul Meno (1929, "L'abitazione per il minimo vitale"), Bruxelles (1930, "Metodi costruttivi razionali"), Atene (1933, "La città funzionale") e Parigi (1937, "Abitazione e tempo libero") i delegati emanarono disposizioni programmatiche. Nella Svizzera franc. il Movimento moderno venne documentato e divulgato da Alberto Sartoris. Tra i critici si distinse per l'attenta disamina l'architetto e storico dell'arte Peter Meyer. Nella fase iniziale, il movimento concentrò il suo sviluppo a Ginevra, Losanna, Bienne, Basilea e Zurigo, individuando i principali campi di applicazione nella progettazione di alloggi e case di abitazione, edifici scolastici e centri sportivi.

Nell'ambito delle innovazioni urbanistiche ebbe particolare importanza la tipologia della casa a schiera, mutuata dal modello ted. ed esemplificata dal complesso residenziale modello presentato all'Esposizione sviz. della casa a Basilea (Woba, 1930) e dall'insediamento di Neubühl a Zurigo-Wollishofen, progettato da Max Ernst Haefeli, Werner M. Moser, Rudolf Steiger, Paul Artaria, Hans Schmidt, Emil Roth e Carl Hubacher (1928-32). Nell'Immeuble Clarté a Ginevra (1931-32), Le Corbusier sfruttò i presupposti strutturali della costruzione in acciaio per sviluppare un'ampia serie di alloggi variabili nell'organizzazione in pianta e caratterizzati da una massima liberazione degli spazi. I principi dell'economia costruttiva (intelaiature in acciaio e in cemento armato) e del rigore formale (tetto piano, ordinamento geometrico della pianta e delle facciate, smaterializzazione) definirono la base progettuale delle case per operai e delle ville. Dopo il breve periodo degli sviluppi iniziali, nel decennio 1930-40 il ponderato rigore estetico lasciò il posto a un'attitudine revisionista, improntata a una varietà formale decorativa o regionalistica. La crisi economica pose un freno all'evoluzione dei metodi di costruzione industriale, favorendo il ritorno a un'espressività più rappresentativa dell'architettura, che sfociò nel cosiddetto dibattito sul monumentalismo.


Archivi
– Acc. di architettura, Mendrisio
– ACM
– ETH-GTA
Bibliografia
– M. Steinmann (a cura di), CIAM: Internationale Kongresse für Neues Bauen, 1979
– J. Gubler, Nationalisme et Internationalisme dans l'Architecture Moderne de la Suisse, 19882
– A. Rüegg, Konstruktive Konzepte der Moderne, 2001
– A. Rüegg et al. (a cura di), Schweizer Möbel und Interieurs im 20. Jahrhundert, 2002

Autrice/Autore: Dorothee Huber / mdi