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Dornach

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Com. SO, distr. Dorneck, nella bassa valle della Birsa, che comprende le località di Dornachdorf (o Oberdornach) e Dornachbrugg; (1223: Tornacho; 1307: zu Dornach). Nell'ultimo quarto del XIX sec. i due insediamenti erano ancora nettamente separati. Pop: 467 ab. nel 1739, 537 nel 1798, 840 nel 1850, 1543 nel 1900, 2097 nel 1910, 3572 nel 1950, 5258 nel 1970, 5886 nel 2000.

Numerosi sono i reperti isolati del Neolitico (silice, asce di pietra) e di epoca romana (monete, mattoni, ceramica). In base ad alcuni reperti in ceramica, la villa romana sulla via principale per Oberdornach viene fatta risalire al II-III sec. Due caverne portate alla luce nel 1991 furono abitate fra l'VIII e il IX sec. risp. fra il X e il XII. Nel basso ME il villaggio di D. condivise le sorti della signoria nobiliare di Dorneck. Nel 1485 la fortezza di Dorneck e metà del villaggio di D. furono vendute a Soletta, che nel 1502 assunse la piena sovranità territoriale con l'acquisto dei diritti dei von Thierstein. Durante l'ancien régime D. formava un distr. giudiziario con Dornachbrugg, Hochwald e Gempen. La chiesa dedicata a S. Maurizio, menz. per la prima volta nel 1301, fa pensare a una fondazione precoce (VII sec.). Nel 1529 gli ab. di D. aderirono alla Riforma, ma nel 1534 erano ritornati tutti alla vecchia fede. Nel 1637 le fonti riportano per la prima volta nel baliaggio di Dorneck la presenza di ebrei, che tuttavia si fermarono solo temporaneamente. Dal 1657 fino alla loro espulsione (1736), ci furono sempre ebrei domiciliati a D. Nel 1692 la comunità ebraica comprendeva 49 persone. Gli ebrei commerciavano in bestiame, pelli e denaro, forse anche in carni e altre merci. Le nove fam. cacciate nel 1736 si stabilirono nel Sundgau e nel Baden meridionale.

Fino al XIX sec. l'agricoltura praticata con il sistema dell'avvicendamento triennale delle colture rappresentò il principale settore economico, cui si affiancava l'artigianato locale. Non è possibile valutare l'importanza del lavoro (tessile) a domicilio. La viticoltura svolse un ruolo importante fino al 1900. Oggi si coltivano spec. alberi da frutta. Nel 1875 D. fu collegata alla ferrovia Basilea-Delémont. Le costruzioni ferroviarie favorirono lo sviluppo industriale nella valle della Birsa. Solo la correzione del corso d'acqua (1865-75) sotto Dornachbrugg aveva reso possibile la creazione della ferrovia e il popolamento delle pianure lungo il fiume, dove nel 1895 sorse la Metallwerke AG. L'azienda, che riforniva di semilavorati in ottone la sempre più fiorente industria orologiera, migliorò notevolmente l'occupazione a D. La ditta, in seguito denominata Swissmetall Dornach, è stata fino alla fine del XX sec. il principale datore di lavoro del com. L'industria dei materiali da costruzione (cave di pietra), invece, resistette solo per poco tempo all'inizio del XX sec. L'elettrificazione di D. fu effettuata dalla Elektra Birseck nel 1898. La linea tranviaria Basilea-Dornachbrugg, costruita nel 1902, offrì nuove possibilità al traffico dei pendolari. Grazie ai posti di lavoro nel settore secondario, fino al 1960 il bilancio dei pendolari a D. fu positivo. L'affermarsi dell'industria determinò un notevole movimento immigratorio, che a sua volta provocò un aumento del numero dei rif. Per questo motivo dal 1952 D. ha nuovamente una comunità rif. Dal 1913 D. è sede della Soc. antroposofica universale (Antroposofia). Il primo Goetheanum (costruito tra il 1913 e il 1920) venne distrutto da un incendio nella notte di S. Silvestro del 1922; l'edificio attuale (1924-28) fu una delle prime opere in calcestruzzo a vista. La chiesa di S. Maurizio ospita dal 1949 il museo regionale dello Schwarzbubenland. D. è un centro di importanza regionale non solo come capoluogo di distr., ma anche come sede dell'ospedale distr. (creato nel 1918 come fondazione della Metallwerke AG e del cant. Soletta) e della scuola distr. (inaugurata nel 1913).


Bibliografia
– H. Eisenhut, Dornach, 1988
– A. C. Fridrich, «Juden in Dornach», in JbSolG, 69, 1996, 7-40
– R. M. Kully, Solothurnische Ortsnamen, 2003, 253-258

Autrice/Autore: Anna C. Fridrich / did