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Kestenholz

Com. SO, distr. Gäu (fino al 1988 Balstahl-Gäu). Villaggio strada all'estremità meridionale della piana della Dünnern, nato dai due nuclei medievali di K. e Oberkappel, che comprende anche l'insediamento più recente di Rain; (tra il 1280 e il 1340: Im Kestenholtz; 1323: ze obern Kappellon). Pop: 311 ab. nel 1739, 359 nel 1798, 587 nel 1850, 576 nel 1900, 1058 nel 1950, 1617 nel 2000. Sono stati rinvenuti resti di un insediamento nel Kienisacker, probabilmente del Neolitico, e tombe alemanne della fine del VII sec. Nell'XI o al più tardi nel XIV sec., il principe vescovo di Basilea assunse il dominio temporale su K. e sul resto del langraviato del Buchsgau. Nel 1556 sette abitazioni di K. furono separate dalla parrocchia di Oensingen e integrate in quella di Oberkappel. Da allora si usa solo la denominazione di K. I diritti fondiari e signorili sui villaggi di Oberkappel e K. passarono dai conti von Frohburg tramite i loro eredi e i baroni von Grünenberg a Berna e Soletta (1416) e poi interamente a Soletta (1463). Fino al 1798 K. appartenne alla giurisdizione di Oensingen nell'Oberes Amt del baliaggio di Bechburg; sul piano ecclesiastico faceva da sempre capo alla diocesi di Basilea. Oberkappelen fu menz. nel 1380 in relazione alla vecchia chiesa dei SS. Pietro e Paolo. Smantellata fino al coro nel 1642 (da allora cappella di S. Pietro), fu trasferita nel villaggio e consacrata l'anno seguente quale chiesa parrocchiale dei SS. Orso e Vittore; nel 1904 venne sostituita da una nuova costruzione in stile neobarocco, realizzata dall'architetto August Hardegger. Nel 1839 il villaggio contava 13 contadini proprietari, 20 contadini semiproprietari e 46 Tauner. La prima scuola è menz. nel 1594, mentre il primo edificio scolastico fu costruito nel 1701; l'ufficio postale esiste dal 1837. Dotato di una cooperativa casearia dal 1856, nella seconda metà del XX sec. K. si trasformò da villaggio agricolo a com. residenziale con elevata percentuale di pendolari in uscita. Nella parte occidentale di K. si insediarono inoltre alcune piccole imprese artigianali e attive nell'ambito dei servizi e qualche industria.


Bibliografia
– M. Studer-Haller, Kestenholz, 1989
– R. M. Kully, Solothurnische Ortsnamen, 2003, 408-412

Autrice/Autore: Erich Schenker / mku