13/09/2012 | segnalazione | PDF | stampare

Museo nazionale svizzero (MNS)

Nell’edizione a stampa questo articolo è corredato da immagini. È possibile ordinare il DSS presso il nostro editore.

L'idea di creare un museo nazionale dove raccogliere e conservare beni culturali minacciati si manifestò la prima volta durante la Repubblica elvetica, rimanendo però allo stato embrionale. Nella seconda metà del XIX sec., con lo sviluppo dei Musei locali e cant., il giovane Stato fed. si vide confrontato con la necessità di chiarire la propria Politica culturale. Il rischio di perdere preziose "antichità patrie" attraverso la vendita all'estero, l'inattesa quantità di reperti portata alla luce dagli archeologi, fortemente incoraggiati nella loro attività, e la crescente considerazione di cui godeva la cultura materiale tardomedievale e dell'età moderna spinsero la Conf. ad agire. Nel 1880, un primo intervento parlamentare in favore della fondazione di un museo nazionale non ebbe buon esito. Il clima mutò però negli anni successivi e spec. in seguito al successo riscosso dalla sezione di arte antica allestita all'Esposizione nazionale sviz. del 1883, tenutasi a Zurigo. Nel 1890 si decise di creare un MNS e nel 1891 venne scelta Zurigo come sede. Il "castello-museo" realizzato dall'architetto Gustav Gull - esempio notevole di eclettismo storicista con citazioni stilistiche dell'edilizia locale - fu inaugurato nel 1898; il suo primo direttore fu Heinrich Angst. Il nucleo della collezione del MNS era costituito dalle raccolte cant. e com. zurighesi, che furono successivamente ampliate in modo sistematico. I punti forti del piano museale generale erano l'archeologia, le testimonianze della cultura medievale e dell'epoca moderna e le arti applicate. Nel 1912 al MNS fu affidata l'amministrazione del castello di Wildegg, donato alla Conf. Dopo la seconda guerra mondiale nell'istituzione furono integrati altri musei e sedi espositive: spazi espositivi nella casa della corporazione della Cincia (1956) e il museo della Bärengasse (1976), entrambi a Zurigo, il Museo doganale sviz. alle Cantine di Gandria (1978), il Museo degli automi musicali a Seewen (SO, 1990). Il Forum della storia sviz., inaugurato a Svitto nel 1995, presenta la storia nazionale dal basso ME all'età moderna. Il castello di Prangins, donato alla Conf. dai cant. Vaud e Ginevra nel 1975, è divenuto nel 1998 la filiale romanda del MNS; l'istituzione si occupa prevalentemente del XVIII e XIX sec. Negli ultimi decenni il MNS ha aperto le sue collezioni al passato recente, sviluppando forme di presentazione moderne (come le mostre temporanee) e rafforzando la collaborazione con istituzioni affini (museali e storiche).


Bibliografia
Le Musée national suisse, 1958
– A. Furger, Museo nazionale svizzero, Zurigo & Prangins, 1998
– H. Draeyer, Das Schweizerische Landesmuseum Zürich: Bau- und Entwicklungsgeschichte 1889-1998, 1999
– T. Sturzenegger, Der grosse Streit: wie das Landesmuseum nach Zürich kam, 1999
– F. de Capitani «Das Schweizerische Landesmuseum», in RSAA, 57, 2000, 1-16

Autrice/Autore: François de Capitani / vfe