27/01/2010 | segnalazione | PDF | stampare | 

Piccolo Consiglio

Espressione del sistema consiliare (Consigli) in vigore nei cant. urbani e nelle città soggette, il Piccolo Consiglio esercitava la funzione di organo direttivo collegiale delle Città, garantendone così la continuità nel tempo e la capacità d'azione. Il Piccolo Consiglio si sviluppò nel XIV sec. a partire da un ristretto gruppo "delle cerchie più ricche, più raffinate e più potenti" (Eberhard Isenmann). Presieduto dal Borgomastro risp. dallo Scoltetto (a Ginevra dal Syndic), riuniva i più alti dignitari cittadini (Magistrati supremi) e da dieci a 50 altri membri della cittadinanza. I suoi esponenti venivano eletti annualmente o semestralmente dai cittadini risp. dalle Corporazioni, dai quartieri, da collegi di grandi elettori o erano nominati per Cooptazione. Il Piccolo Consiglio prendeva tutte le decisioni in materia di politica interna ed estera, costituiva la massima autorità amministrativa e riuniva in sé le più importanti funzioni giudiziarie. Spesso convocava il Gran Consiglio a propria discrezione; teneva inoltre le sedute insieme a quest'ultimo e generalmente ne indirizzava le attività. Per compiti particolari il Piccolo Consiglio formava un Consiglio segreto o delle commissioni (Camere). I Consiglieri esercitavano la loro carica a vita, ragione per cui la disponibilità economica rappresentava un requisito fondamentale per l'eleggibilità. Mentre fino al XVI sec. inoltrato di norma vi fu una forte rotazione nella composizione del Piccolo Consiglio, durante l'età moderna il processo di Aristocratizzazione restrinse la cerchia delle fam. rappresentate nel governo: a Lucerna il loro numero passò da 45 nel 1501-10 a 20 dal 1680 ca. Dal XV sec. il Piccolo Consiglio si affermò come Autorità voluta da Dio nei confronti della cittadinanza e dei sudditi nei territori soggetti. La concentrazione di poteri nelle mani del Piccolo Consiglio portò a conflitti con il Gran Consiglio o con le corporazioni e la cittadinanza a Berna (1681-87), Sciaffusa (1689), Basilea (1691), Zurigo (1713), Soletta (1723) e Ginevra (XVIII sec.).

In seguito alla Rivoluzione elvetica del 1798 nei cant. conf. i Piccoli Consigli scomparvero. Il governo insediatosi dopo il terzo colpo di Stato del 27-28.10.1801 adottò il nome di Piccolo Consiglio. Reintrodotti nel 1803, assunsero la funzione di Governi cantonali; prima del 1848 i loro esponenti rimasero spesso anche membri dei parlamenti cant. Con le riforme costituzionali del XIX sec. il termine Consiglio di Stato sostituì quello di Piccolo Consiglio, dapprima nei cant. lat. (Vaud e Ticino nel 1814) e poi anche nella Svizzera ted. (a Zurigo nel 1831, a Lucerna nel 1841, a Svitto nel 1848, nell'Argovia nel 1852 e a Basilea Campagna nel 1875). Nei Grigioni la denominazione di Piccolo Consiglio per l'esecutivo cant. venne mantenuta fino al 1971.


Bibliografia
– Peyer, Verfassung, 48-55, 107-116
HbSG, 1, 253 sg., 267 sg., 548-557; 2, 687-692, 708-711, 750-757
Nuova storia della Svizzera e degli Svizzeri, 1, 136 sg.; 2, 118-120, 130-134
– Braun, Ancien Régime, 211-276
– E. Isenmann, «Die städtische Gemeinde im oberdeutsch-schweizerischen Raum (1300-1800)», in Landgemeinde und Stadtgemeinde in Mitteleuropa, a cura di P. Blickle, 1991, 191-261
– S. Schüpbach-Guggenbühl, Schlüssel zur Macht, 2002

Autrice/Autore: André Holenstein / mku