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Motta, Emilio

nascita 24.10.1855 Bellinzona, morte 18.11.1920 Roveredo (GR), di Airolo, dal 1896 anche cittadino it. Figlio di Cristoforo ( -> 1). Nipote di Valentino Alessandro Balli. ∞ (1888) Anna Mariano, figlia di un albergatore, di Novara. Rimasto orfano a 12 anni, fu allevato a Locarno da Giacomo Balli, suo zio. Dopo il liceo a Soletta, iniziò la formazione di ingegnere meccanico al Politecnico fed. di Zurigo senza tuttavia completarla (1872-75). Conobbe in questo periodo Jakob Kaiser, Georg Ferdinand Rettig e Theodor von Liebenau e in seguito studiò storia da autodidatta. Redattore nel 1875 della rivista studentesca La Palestra, di orientamento radicale, nel 1876 aderì all'Ass. patriottica liberale di Locarno. Impegnato dal 1877 in ricerche storiche e di archivio, fu autore di numerosi studi ben documentati, corredati spesso, fino al 1890, da commenti anticlericali. Membro dal 1877 della Soc. storica sviz. e, dal 1879, di quelle comense e lombarda, nel 1879 fondò il Bollettino storico della Svizzera it. Nel 1884 fu incaricato dal Consiglio fed. della trascrizione di documenti dell'Archivio segreto vaticano (1884), ma non poté svolgere il mandato poiché gli fu negato l'accesso alle fonti, ciò che suscitò aspre polemiche nella Conf. Nel 1889 divenne bibliotecario della fam. Trivulzio a Milano. Animatore della commemorazione del centenario dell'autonomia ticinese (1898) e promotore della fondazione dei musei storici di Locarno e Lugano, nel 1902 fu incaricato dal cant. Grigioni del riordino degli archivi della Mesolcina e della Calanca. Nel 1909 divenne membro della commissione ticinese per la protezione dei monumenti storici e artistici. Colto collezionista ed editore di fonti, poco incline alla sintesi, ebbe grande rilievo nella storiografia ticinese.


Opere
Bibliografia storica ticinese, 1879
Nel primo centenario della indipendenza del Ticino, 1898
Archivi
– Archivio moesano presso Museo moesano, San Vittore
Bibliografia
– R. Huber, E. Motta, 1992 (con bibl.)
– R. Broggini, «E. Motta "svizzero-italiano"», in Archivio storico lombardo, 1994, 499-525

Autrice/Autore: Rodolfo Huber