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Dieta federale

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Fino al 1848 erano denominate Diete fed. le assemblee in cui i delegati dei cant. conf. discutevano degli affari comuni. Questo tipo di assemblea, definita "congresso conf. degli inviati", divenne un fatto episodico a partire dalla fine del XV sec. e dal XVII sec. fu chiamata prevalentemente Tagsatzung, ma anche Tagleistung e Tag. Il termine ted. Tagsatzung deriva dall'espressione "fissare un giorno" ("einen Tag setzen"), cioè stabilire una data per svolgere negozi giur. Con questo significato viene ancora oggi usato in Austria. Nella prima metà del XIX sec., accanto alla Dieta conf. apparve anche il concetto di "Dieta cant.", che rimanda a un Parlamento cant. Il franc. diète e l'it. dieta (lat. medievale, da dies, "giorno") furono usati dal 1500 per indicare sia la Dieta fed. sia determinate altre assemblee cant. o fed. La composizione, la funzione e le competenze della Dieta fed. si svilupparono gradualmente, dopo il XIII sec., sulla base della consuetudine. Dopo il 1798 esse furono fissate in testi costituzionali ogni volta nuovi e differenti.

1 - Il significato

La straordinaria importanza della Dieta fed., il solo organo centrale della vecchia Confederazione, sta nel fatto che nella sua struttura, nelle sue procedure e nei suoi dibattiti sulle riforme si riflette il problema principale della Conf. stessa: il rapporto fra la sovranità centrale fed. e le sovranità locali dei cant. Malgrado una posizione poco chiara dal profilo del diritto pubblico e procedurale, che si manifestava in scarse competenze legislative e ancor meno esecutive - tranne che nei Baliaggi comuni -, la Dieta fed. intraprese, su una base minima di poteri fissati per iscritto, molte importanti attività pratiche e, grazie alla propria efficienza, assunse un ruolo centrale sia come fattore di integrazione per i cant. sia come punto d'incontro delle élite politiche, fino alla revisione della Costituzione federale del 1848. Rispetto ad altre assemblee rappresentative europee o alle Assemblee degli Stati dell'età moderna (come la Dieta imperiale ted. o svedese, gli Stati Generali o Provinciali franc., il parlamento inglese, quello it. e le Cortes spagnole), la Dieta fed. era una forma di assemblea politica atipica, poiché non si basava su rapporti feudali con un centro monarchico, ma su alleanze stabilite liberamente fra Comuni.

Fino al 1798 i documenti delle Diete fed., spec. i Recessi fed. (verbali delle sedute messi a disposizione degli inviati dei singoli cant.), i numerosi accordi e altri atti, furono conservati dal cant. ospitante, dopo il XVI sec. soprattutto da Zurigo, Cantone direttore. Per questo motivo tali documenti sono stati tramandati in maniera decentralizzata e incompleta attraverso canali differenti, restando piuttosto esigui fino al 1415 e diventando più numerosi a partire dal 1470; essi sono conservati negli archivi cant., in particolare a Zurigo e Lucerna, ma anche a Berna, Svitto, Baden/Aarau e Frauenfeld. Un archivio centrale nacque soltanto fra il 1798 e il 1803, risp. nel 1849 con l'Archivio federale. I fondi della Dieta fed. sono per contro facilmente accessibili grazie all'edizione di regesti dei recessi e a repertori; tuttavia, dopo fasi di maggiore interesse (dopo il 1848 e negli anni 1920-30 e 1940-50), recentemente la ricerca ha trascurato questi aspetti. La migliore testimonianza contemporanea sulla Dieta fed. si deve a Josias Simler (1576).

Autrice/Autore: Andreas Würgler / did

2 - Le origini e gli sviluppi fino al 1798

I doveri di soccorso e gli arbitrati, regolati dalle singole alleanze, rappresentano le origini della Dieta fed., che definì più chiaramente le proprie competenze dal 1415 con interventi unitari nei baliaggi comuni e dagli anni 1470-80 concludendo trattati intern. collettivi. La creazione di un Diritto confederale rudimentale (Carta dei preti, 1370; Convenzione di Sempach, 1393; Convenzione di Stans nel 1481) e l'allontanamento dal Sacro Romano Impero della Nazione Germ. e dalla Dieta imperiale completarono il processo di unificazione tanto all'interno quanto all'esterno. Ma già il trattato sulle pensioni del 1503 non fu ratificato da tutti i cant. La frattura confessionale, inoltre (Confessionalismo), frenò il consolidamento della Dieta fed., come risulta chiaramente negli anni 1520-30, quando ebbero fine i giuramenti fed. che si ripetevano regolarmente sin dal 1351 e i blocchi confessionali iniziarono a tenere anche conferenze separate.

Sebbene non avesse competenze ben chiare, la Dieta fed. si riuniva più volte all'anno, il che si spiega con la necessità di un'amministrazione unica dei baliaggi comuni e con il bisogno di una "sicurezza collettiva" (William Emmanuel Rappard). L'elevato numero di Diete che si tennero mediamente intorno al 1500 in tutta la Conf., oltre 20, non fu più raggiunto dopo la Riforma. Accanto ad almeno tre Diete fed., ogni anno si tenevano da sette a nove Diete particolari catt. e da una a tre rif. Dopo la seconda guerra di Villmergen le conferenze catt. diminuirono considerevolmente. La divisione confessionale risparmiò le Diete regionali che riunivano cant. con Paesi soggetti comuni. Verso la fine della guerra dei Trent'anni la pur difficile collaborazione, determinata dalle pressioni esterne, favorì un potenziamento dell'apparato comune di difesa (Defensionali del 1647 e del 1668); ciò non riuscì tuttavia a evitare le guerre civili religiose (Villmergen 1656, 1712). Il calo del numero di Diete fu in parte compensato dall'estensione della loro durata, passata dai sette giorni nel XV sec. ai 17 giorni nel XVIII sec.

In genere prendevano parte alle Diete fed. uno o due inviati per ogni cant.; si trattava di borgomastri, Landamani o altri rappresentanti dell'élite politica. Dopo le guerre di Borgogna anche i Paesi alleati furono sempre più spesso presenti e con diritto di voto, ma ciò costituiva una regola solo per il principe abate e la città di San Gallo (ufficialmente autorizzati a partecipare dal 1667) e per Bienne (dal 1676), mentre restava un fatto sporadico per il Vallese e le Tre Leghe. La città alsaziana di Mulhouse, che solo raramente aveva partecipato, fu esclusa nel 1601, per poi essere riammessa, ma con limitazioni, nel XVIII sec. Rottweil, nella Svevia, invitata solo sporadicamente, si vide rifiutare l'accesso dai cant. rif. nel 1632, anche dagli altri nel 1689. Ginevra, Neuchâtel e il principato vescovile di Basilea non furono mai membri della Dieta fed. Tra l'appartenenza alla Conf. e il diritto di partecipare alla Dieta fed. non vi era alcun nesso necessario: Friburgo e Soletta, entrate nel 1481, ottennero seggio e diritto di voto solo nel 1501.

La Dieta fed. poteva autoconvocarsi, oppure essere indetta da uno o più cant., o ancora, su richiesta anche di potenze straniere, essere convocata dal cant. direttore. Il luogo della riunione variava. Fino al 1500 gli inviati si incontrarono per lo più a Lucerna, ma anche a Zurigo, Baden, Berna, Svitto ecc., e persino in località, come Costanza, situate fuori della Conf. Dalla guerra di Svevia (1499) fino alla Riforma, la Dieta si riunì soprattutto a Zurigo. In seguito il municipio di Baden, dove già dal 1426 si erano svolti regolarmente gli esami dei conti sui baliaggi comuni, divenne il più frequente, ma non l'unico, luogo di incontro. Dopo il 1712, Frauenfeld sostituì a poco a poco Baden. Le Diete particolari catt. si svolsero dal 1526 soprattutto a Lucerna, quelle rif. ad Aarau (dal 1528), e quelle per legittimare gli ambasciatori franc. a Soletta. Parallelamente, i sindacatori per i Baliaggi italiani, che coprivano il territorio dell'attuale cant. Ticino, si riunirono dal 1513 a Lugano e a Locarno.

Il cerimoniale del saluto conf., prestato a porte aperte, segnava l'apertura di una Dieta fed.. Il cant. direttore, risp. il cant. ospitante, presiedeva le sedute segrete, che duravano da uno o più giorni fino ad alcune settimane, e teneva il verbale. A Baden e a Frauenfeld questo compito era svolto dal landscriba; dopo il 1712 i landscribi divennero due, uno catt. e uno rif. Gli inviati esprimevano l'unico voto del proprio cant. in base alle istruzioni di quest'ultimo: il risultato si determinava con il procedimento della chiama, cominciando da Zurigo secondo l'ordine ufficiale, e poi veniva comunicato e messo per iscritto nel recesso. A Baden e a Frauenfeld la chiama veniva effettuata dal balivo oppure da un ufficiale del cant. ospitante. I recessi dovevano essere sempre "portati a casa", vale a dire sottoposti per ratifica alle autorità cant. (ad referendum). Solo per gli affari riguardanti i baliaggi comuni - tranne, dal 1632, per le questioni religiose - veniva applicato il principio maggioritario. Tutte le altre questioni dovevano essere risolte all'unanimità, per cui spesso le minoranze ridotte che si formavano attorno a temi non fondamentali si piegavano alle pressioni della maggioranza. In caso di disaccordo, la Dieta fed. stessa poteva intervenire o delegare la questione a un tribunale arbitrale.

La Dieta fed. aveva competenze in teoria illimitate; in pratica però esse erano ben circoscritte, fissate negli accordi in maniera sporadica (dovere di soccorso, procedimento arbitrale, regolamentazione dei conflitti, baliaggi comuni) e attuate in parte in base alla tradizione o, al bisogno, in maniera consensuale (diplomazia, economia, difesa, truppe mercenarie, lotta alle epidemie, ecc.). Dal 1470 al 1600 il 37% delle attività della Dieta riguardava la politica estera, il 35% l'amministrazione dei baliaggi comuni e il 28% gli affari interni. A parte il servizio mercenario, la riscossione degli arretrati del soldo e la pianificazione della difesa comune, la Dieta fed. si occupava poco di faccende militari, né discuteva di problemi tributari.

La Dieta raggiunse il massimo della compattezza alla fine del XVII sec. in politica estera ed economica, mentre nel XVIII sec. la sua attività diminuì. Il conflitto confessionale passò in secondo piano rispetto alla latente tensione fra città e cant. rurali. Oltre alla politica estera ed economica, conservarono una notevole importanza gli interventi di mediazione o militari per risolvere i conflitti (Rivolte cittadine, Rivolte contadine).

La grande importanza della Dieta fed. come "principale istituzione conf." (Hans Conrad Peyer) sta nella sua funzione di centro concreto e simbolico della Conf. Essa è stata punto di incontro dell'élite politica e sociale, luogo di scambio, ufficiale e ufficioso, di informazioni, oltre che piattaforma istituzionale per le comunicazioni rivolte all'interno e all'estero.

Autrice/Autore: Andreas Würgler / did

3 - La Repubblica elvetica

Nella Repubblica elvetica la Dieta fed. rimase attiva solo per un breve periodo, sulla base della Costituzione della Malmaison (1801) imposta da Napoleone. I 102 rappresentanti dei 17 cant., eletti indirettamente e in proporzione alla pop., costituivano la Dieta fed. che, insieme al Senato da essa stessa eletto e composto da 25 membri, formava le due Camere del legislativo. Il Senato svolgeva anche funzioni esecutive attraverso il Landamano e i quattro membri del Piccolo Consiglio nominati al suo interno. La Dieta fed. riunitasi a Berna nel 1801, che intendeva procedere a una revisione della Costituzione della Malmaison, venne immediatamente sciolta. La "Dieta fed. elvetica" prevista nella seconda Costituzione della Repubblica (1802) non si riunì mai; al suo posto si tenne a Svitto nel 1802 una "Dieta conf." secondo la vecchia procedura, ma fu sospesa poco dopo per volere di Napoleone.

Autrice/Autore: Andreas Würgler / did

4 - Mediazione

Durante la Mediazione, ognuno dei 19 cant., in base all'atto di Mediazione del 1803, inviava alla Dieta fed. un rappresentante (i sei più popolosi ne inviavano due), obbligato ad attenersi alle istruzioni pratiche ricevute. Tra i cant. più popolosi si annoveravano Berna, Zurigo, Vaud, San Gallo, Argovia e - per un errore nella rilevazione del numero degli ab. - i Grigioni. Nelle votazioni, i cui risultati dovevano ancora essere ricavati ad referendum, vigeva il principio di maggioranza semplice, nella pratica ormai privo di valore. Solo per ambiti quali la guerra, la pace e le alleanze era necessaria una maggioranza dei tre quarti. Sotto la presidenza dei diversi cant. direttori (Friburgo, Berna, Basilea, Zurigo e Lucerna) la Dieta fed. organizzò il reclutamento delle truppe per la Francia e gli interventi militari in caso di disordini interni.

La Dieta fed. a Zurigo si sciolse nel 1813 e fu riconvocata dal Landamano Hans von Reinhard come "assemblea conf."; i rappresentanti dei dieci cant. della vecchia Conf. abolirono l'Atto di mediazione, ma garantirono l'esistenza dei nuovi cant. I cant. conservatori - Berna, Lucerna, Friburgo, Soletta, Uri, Svitto, Untervaldo e Zugo - si riunirono invece in una Dieta straordinaria a Lucerna, che tuttavia venne sciolta per le pressioni delle potenze alleate.

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5 - La "lunga Dieta" federale (1814-1815)

La cosiddetta "lunga Dieta", tenuta a Zurigo dal 6.4.1814 al 31.8.1815 dai rappresentanti dei 19 cant. della Mediazione, accolse come nuovi cant. Neuchâtel, il Vallese e Ginevra (12.9.1814) e, sotto la spinta dalle potenze alleate, diede vita al Patto federale. Quest'ultimo fu garantito dal congresso di Vienna insieme al riconoscimento della neutralità perpetua, e su di esso la "lunga Dieta" prestò solenne giuramento. Contro la volontà dei conservatori, il Patto fed. garantiva il diritto di esistenza dei nuovi cant. Al congresso di Vienna gli inviati della "lunga Dieta" definirono i confini territoriali. In politica interna la Dieta vigilava sulla creazione delle Costituzioni cant. e interveniva, a volte anche militarmente, nei disordini cant.

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6 - Il Patto federale (1815-1848)

La Dieta del Patto fed. era costituita da rappresentanti dei 22 cant., che avevano pari diritti. Sede dell'assemblea con funzioni di cant. direttore erano a turno, ogni due anni, i cant. direttori di Lucerna, Berna e Zurigo; a questi ultimi la Dieta poteva trasferire con una maggioranza dei due terzi i pieni poteri per trattare le questioni nei periodi intermedi fra una seduta e l'altra. Gli inviati continuavano a votare in base alle istruzioni dei loro governi cant.; valeva la maggioranza assoluta. Solo nel 1835 le sedute segrete e il sistema della chiama furono sostituiti dalla libera discussione e da riunioni solitamente pubbliche.

Il Patto fed., che nei suoi 15 paragrafi regolamentava solo le questioni fondamentali, affidò alla Dieta fed. la politica estera (alleanze con la maggioranza di tre quarti, supervisione delle capitolazioni militari cant.) e il sistema militare (determinazione dei contingenti delle truppe cant., amministrazione della cassa di guerra, elezione del generale e di ulteriori cariche). In questo ambito, la Dieta fed. riuscì a creare strutture solide con il regolamento militare (1817) e la scuola centrale per ufficiali di Thun (1818). In seguito elesse i funzionari di cancelleria e regolò i conflitti fra i cant. o al loro interno con interventi sia pacifici sia militari. Nel campo della politica sui rifugiati e sulla stampa, la Dieta subì notevoli pressioni da parte delle forze restauratrici (Conclusum sulla stampa e sugli stranieri). La politica della Conf. sulle dogane e sulla costruzione delle strade fallì di fronte al resistente federalismo cant. Nell'ambito della politica ecclesiastica, la Dieta fed. poté regolamentare il riassetto delle diocesi, ma non riuscì a impedire l'inasprimento della questione dei conventi e dei gesuiti, che dalle spedizioni dei Corpi franchi sfociò nella guerra del Sonderbund (1847). In seguito la Dieta fu in grado di integrare forze radicali, liberali e in parte anche conservatrici attraverso la moderna Costituzione fed. che fece entrare in vigore nel 1848, basandosi sui risultati delle diverse votazioni cant. La Costituzione fed. sostituì la Dieta con il Consiglio degli Stati, composto da due rappresentanti per ogni cant., che da allora, insieme al Consiglio nazionale, costituisce l'Assemblea federale, l'organo legislativo bicamerale della Svizzera.

Autrice/Autore: Andreas Würgler / did

Riferimenti bibliografici

Fonti
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