Le voci con immagini
12/2017
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Aa, Albert von der

<b>Albert von der Aa</b><br>Il municipale di Losanna, direttore delle opere sociali, al lavoro nell'ottobre del 1961; fotografia di  Roland Schlaefli (Museo nazionale svizzero, Actualités suisses Lausanne).<BR/>

Aadorf

<b>Aadorf</b><br>Carta delle contee di Turgovia e Kyburg (dettaglio) realizzata nel 1655 da   Hans Conrad Gyger (Staatsarchiv Zürich, Plan N 1).<BR/>La situazione di Aadorf sul confine (qui disegnato in verde) è perfettamente visibile.<BR/>

Aar

<b>Aar</b><br>Veduta dall'alto sull'Aar e il quartiere di Marzili a Berna, acquaforte a colori datata 1787 di   Johann Niklaus Schiel (Burgerbibliothek Bern).<BR/>Questa pittoresca veduta permette di osservare la diversità delle imbarcazioni e l'importanza del volume delle merci disposte lungo la banchina dell'imbarcadero del Marzili.<BR/><b>Aar</b><br>Manifesto turistico del 1981, stampato da   Brügger AG a Meiringen (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Dalla metà del XVIII secolo la parte «alpina» del fiume costituisce una grande attrazione turistica.<BR/>

Aarau

<b>Aarau</b><br>Centrale telefonica nel 1924 (Museo della comunicazione, Berna).<BR/>Una rete telefonica dotata di centrale manuale fu inaugurata ad Aarau nel 1887; restò in servizio fino al giugno del 1940, quando venne attivata una centrale automatica.<BR/>

Aarberg (comune)

<b>Aarberg (comune)</b><br>Il ponte in legno sull'Aar, disegno realizzato da  Eduard von Rodt (Bernisches Historisches Museum, Collezione von Rodt) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>L'architetto Eduard von Rodt, membro della commissione federale dei monumenti storici, ha rappresentato lo stato del ponte nel 1893. Nel corso dei secoli il ponte ha subito solo alcuni interventi di restauro, i più recenti nel 1786 e nel 1973. In alto a destra è riprodotta l'iscrizione apposta sul ponte nel 1568.<BR/><b>Aarberg (comune)</b><br>La fabbrica di zucchero, fotografata nel 1986 da  Roland Schlaefli (Museo nazionale svizzero, Actualités suisses Lausanne).<BR/>La fabbrica (ZRA: Zuckerfabrik + Raffinerie Aarberg AG) aveva nel 1999 una capacità di trasformazione di ca. 7000 t di barbabietole da zucchero al giorno. Nel 1997 è avvenuta la fusione con quella di Frauenfeld (ca. 5000 t al giorno).<BR/>

Aarwangen (comune)

<b>Aarwangen (comune)</b><br>Certificato della Repubblica di Berna per un garzone macellaio di Langenthal, rilasciato nell'ottobre del 1777 dal maestro Ueli Mattis, di Gutenburg. Le tre vignette sono del maestro (<I>Kleinmeister</I>) bernese    Johann Ludwig Nöthiger (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Ab Yberg, Theodor

<b>Theodor Ab Yberg</b><br>Ritratto caricaturale (litografia), che stigmatizza l'azione del comandante conservatore svittese (Burgerbibliothek Bern).<BR/>

Abbigliamento

<b>Abbigliamento</b><br>Giovane donna in sottoveste con il suo sarto, illustrazione tratta dal  <I>Livre des Chefs d'Œuvre de la Maistrise des Tailleurs de Berne, 1730</I> di  Salomon Erb (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Il corsetto, in uso a partire dal XII secolo, specialmente nel XVIII secolo veniva allacciato molto stretto. Nell'illustrazione, una scena voyeuristica secondo il gusto dell'epoca, una donna in sottoveste è affiancata dal suo sarto che le porge un corsetto.<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Ritratto di Ulrich Bräker e di sua moglie Salome nata Ambühl; olio su tela dipinto nel 1793 da   Joseph Reinhart (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Mentre la maggior parte dei cicli pittorici sui costumi realizzati dai <I>Kleinmeister</I> svizzeri (<I>Trachtenbilder</I>) rappresenta un mondo contadino idealizzato, questo ritratto individualizzato è una precisa testimonianza dell'abbigliamento quotidiano nel Toggenburgo alla fine dell'<I>ancien régime</I>. Reinhart realizzò un vero e proprio reportage in tutte le regioni della Confederazione su richiesta di Johann Rudolf Meyer, un fabbricante argoviese di nastri in seta influenzato dallo spirito dell'Illuminismo. Le 127 tavole sono conservate al Bernisches Historisches Museum.<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Ritratto di Julie Willading; olio su tela dipinto nel 1792 da   Friedrich Oelenhainz (Museo nazionale svizzero).<BR/>La moglie di Emanuel Niklaus Willading, balivo di Nyon e alfiere a Berna, è ritratta abbigliata secondo la moda francese, in voga presso le famiglie del patriziato cittadino alla fine dell'<I>ancien régime</I>.<BR/><b>Abbigliamento</b><br>"Le Quattro Stagioni, il negozio per l'abbigliamento infantile", manifesto realizzato nel 1917 da  Robert Alexandre Convert (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Vetrina del negozio Bonnard a Losanna nel 1956; fotografia di  André Brandt (Musée historique de Lausanne).<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Manifesto pubblicitario per jeans, 1981 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Manifesto pubblicitario per cappelli di un negozio di Basilea, 1921 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Abeille, Joseph

<b>Joseph Abeille</b><br>Progetto per l'ospedale cittadino di Berna, elevazione della facciata sud, parte centrale (Burgerbibliothek Bern, Burgerspitalarchiv, BP 53).<BR/>

Abitazione

<b>Abitazione</b><br>Latrina a due posti della metà del XVI secolo (Zentralbibliothek Zürich, Handschriftenabteilung, Wickiana, Ms. F 12, fol. 250v).<BR/>Il canonico Johann Jakob Wick ha illustrato la triste fine del monaco Sebastian Hegner che, secondo la cronaca, fu trovato morto in questo luogo. Il gabinetto si trovava all'aria aperta ma era protetto da una piccola tettoia.<BR/><b>Abitazione</b><br>Un salotto della buona società zurighese alla metà del XVIII secolo, incisione di  David Herrliberger  per la sua opera <I>Kurze Beschreibung der gottesdienstlichen Gebräuche [...]</I>, 1751 (Zentralbibliothek Zürich, Abteilung Alte Drucke und Rara).<BR/><b>Abitazione</b><br>Copertina della pubblicazione <I>Befreites Wohnen</I>, che apparve a Zurigo e a Lipsia nel 1929 per iniziativa di    Sigfried Giedion (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>La triade "aria, luce, spazio aperto" divenne uno slogan degli anni '20. Giedion utilizzò per la copertina della sua opera una casa modello nella Wasserwerkstrasse a Zurigo, appena ultimata dall'architetto Max Ernst Haefeli.<BR/><b>Abitazione</b><br>Famiglia di operai a Zurigo-Aussersihl verso il 1900 (Zentralbibliothek Zürich).<BR/>Le inchieste sulle abitazioni, che si moltiplicarono verso il 1900 sotto l'influenza degli igienisti, denunciavano spesso la situazione abitativa degli strati sociali sfavoriti: una stanza unica per genitori e figli, che serviva al tempo stesso da camera da letto, cucina e soggiorno.<BR/>

Aborto

<b>Aborto</b><br>"Sì alla soluzione dei termini"; manifesto della campagna referendaria del 1977-78 realizzato da   Daniel Will (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Acconciature

<b>Acconciature</b><br>Rinnovo dell'alleanza tra Luigi XIV e i Confederati a Notre-Dame, Parigi, l'8.11.1663; dettaglio dell'"arazzo dell'alleanza" di   Charles Le Brun (Museo nazionale svizzero).<BR/><b>Acconciature</b><br>"Gli anni Sessanta da Vogue", manifesto per un salone di parrucchiere di Bienne, 1993 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Le mode della seconda metà del XX secolo sono spesso una rivisitazione nostalgica di trend precedenti.<BR/><b>Acconciature</b><br>Donna e ragazza a Beckenried nel 1814; disegno acquerellato di  Ludwig Vogel (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Adelboden

<b>Adelboden</b><br>Il paese in inverno negli anni 1930-1940 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Photoglob).<BR/>Negozio, albergo e sciatore lungo la strada sono gli elementi che indicano una piccola stazione turistica.<BR/>

Adulterio

<b>Adulterio</b><br>Uomo e donna a letto; miniatura a margine del commento di Niccolò di Lira (1460) nella <I>Postilla in Numerum et Deuteronomium</I> (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung, Ms. 41, fol. 233v).<BR/>L'immagine illustra i comandamenti di Mosé nel Deuteronomio (22-30) sulle diverse punizioni in caso di adulterio.<BR/>

Aeschbacher, Hans

<b>Hans Aeschbacher</b><br>L'artista mentre scolpisce il suo toro <I>Züka</I>; fotografia di   Theo Frey (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Frey).<BR/>

Affoltern am Albis

<b>Affoltern am Albis</b><br>Le truppe federali assaltano il villaggio durante la guerra di Bocken nel 1804; acquerello di  Johann Jakob Aschmann (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>Nella notte tra il 27 e il 28 marzo, una sezione di cavalleggeri liberò il colonnello Johann Jakob Füssli e due dei suoi ufficiali, detenuti in ostaggio dagli insorti. I capi della ribellione vennero giustiziati il 25.4.1804.<BR/>

Agasse, Jacques-Laurent

<b>Jacques-Laurent Agasse</b><br><I>Forge de Lausanne</I>, acquaforte di riproduzione, incisa nel 1800 da   Nicolas Schencker  da un dipinto del pittore ginevrino, attualmente conservato al Musée d'art et d'histoire a Ginevra (Musée historique de Lausanne).<BR/>

Agassiz, Louis

<b>Louis Agassiz</b><br>Ritratto dello scienziato, fotografia di   Paul Vionnet (Musée historique de Lausanne).<BR/>

Agenzie di stampa

<b>Agenzie di stampa</b><br>I reporter dell'agenzia Photopress Hans Gerber, Sepp Schmid e Walter Studer (da sinistra a destra) al Giro della Svizzera del 1941 o 1942  © KEYSTONE/Photopress.<BR/><BR/>

Agricoltura

<b>Agricoltura</b><br>Descrizione dei 12 mesi e dei lavori agricoli che li caratterizzano, incisa nel 1663 da  Conrad Meyer (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>Secondo un'iscrizione che appare nella stampa in basso, si tratta di un'esortazione alla virtù rivolta ai giovani, eseguita da Meyer nella Burgerbibliothek di Zurigo. Nella stampa sono rappresentati tutti i lavori agricoli secondo il ritmo delle stagioni, sul modello antico dei lavori e dei giorni.<BR/><b>Agricoltura</b><br>Lavori di aratura nella val Monastero verso il 1920 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Kopp).<BR/>Fino al XX secolo l'agricoltura di montagna è rimasta in parte caratterizzata da condizioni di lavoro arcaiche, in particolare per quanto riguarda l'aratura, come illustrano queste due donne, intente a lavorare il terreno con l'ausilio di un aratro rudimentale trainato da mucche.<BR/>

Airolo

<b>Airolo</b><br>Mercato del bestiame ai confini del borgo, 1905 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Wehrli).<BR/>Ancora agli inizi del XX secolo, il mercato era un'importante occasione di incontro per i contadini di montagna della regione.<BR/>

Alberghi (architettura)

<b>Alberghi (architettura)</b><br>Manifesto per il Grand Hôtel Giessbach, realizzato verso il 1918 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Dall'inizio del XIX secolo le cascate di Giessbach furono una meta di viaggio molto apprezzata dai turisti, che trovavano in loco una modesta locanda. Nel 1873 venne edificato un albergo; distrutto da un incendio dieci anni dopo, fu sostituito da un edificio ancora più grande in stile storicista.<BR/>

Alberghi

<b>Alberghi</b><br>Interno di un buffet tradizionale intorno al 1920 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Nicole).<BR/>L'esercizio pubblico, verosimilmente un piccolo buffet della stazione, non è stato localizzato.<BR/><b>Alberghi</b><br>Ristorante operaio nell'area industriale della Brown Boveri & Cie a Baden verso il 1910 (Schweizerisches Sozialarchiv, F Fc-0004-48).<BR/>Costruito nel 1904 dall'architetto Ferdinand Kuhn, l'edificio in stile "chalet svizzero" comprendeva anche un refettorio, dove si servivano ogni giorno ca. 1500 impiegati e operai. Il complesso venne demolito nel 1953.<BR/>

Alberghiera, industria

<b>Industria Alberghiera</b><br>Manifesto per l'albergo Victoria National a Basilea, realizzato nel 1930 da  Niklaus Stoecklin (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>I grandi alberghi affidavano spesso le loro campagne pubblicitarie ai grafici più prestigiosi del momento.<BR/>

Alchimia

<b>Alchimia</b><br>Manoscritto miniato anonimo, 1550 ca. (Universitätsbibliothek Basel, Handschriftenabteilung, L IV 1).<BR/>L'utilizzo di simbolismi sia nei testi sia nelle immagini rende spesso complessa l'interpretazione. <BR/>

Alcolismo

<b>Alcolismo</b><br>Rientrato ubriaco a casa l'8.12.1561, Rudolf Hurter di Uerzlikon uccise senza motivo la moglie, in attesa di un bambino (Zentralbibliothek Zürich, Handschriftenabteilung, Wickiana, Ms. F 12, fol. 254r).<BR/>Il disegnatore ha rappresentato questo avvenimento, riportato dal canonico Johann Jakob Wick, con grande immaginazione: la moglie, colta di sorpresa dall'aggressione del marito, esclama "O Gesù", mentre il diavolo, nascosto dietro la porta, ride in modo beffardo "he he".<BR/><b>Alcolismo</b><br><I>I bevitori</I>, acquaforte dell'artista zurighese  Gregor Rabinovitch (Staatsarchiv Zürich, Sammlung Eduard Feh).<BR/>Il degrado dovuto all'abuso di alcol nelle classi popolari nel periodo fra le due guerre mondiali fu spesso rappresentato in maniera drammatica nell'arte, nella letteratura e nel cinema.<BR/>

Alimentazione

<b>Alimentazione</b><br>"L'alimentazione più sana", manifesto pubblicato da Coop, realizzato nel 1942 da  Herbert Leupin (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Allamand, François-Louis

<b>François-Louis Allamand</b><br>Ritratto (pastello), realizzato attorno al 1770 da un artista ignoto (Musée historique de Lausanne).<BR/>

Allamand, Jean-Nicolas-Sébastien

<b>Jean-Nicolas-Sébastien Allamand</b><br>Ritratto del fisico inciso da  Christian Prestel (Musée historique de Lausanne).<BR/>

Alleanze

<b>Alleanze</b><br>Cerimonia in occasione del trattato concluso tra Berna, Zurigo, le Tre Leghe e la Repubblica di Venezia il 12.1.1706; stampa di  Johann Melchior Füssli (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>

Allevamento

<b>Allevamento</b><br>Il mese di maggio; illustrazione di un calendario dei mesi (incisa all'acquaforte) realizzato verso il 1660 da  Conrad Meyer (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>"Il mese di maggio risveglia le persone e il bestiame", dice il commento. Questa rappresentazione di una stalla arcadica è ben lontana dal riflettere le dure condizioni in cui vivevano i contadini del XVII secolo. La fabbricazione di formaggio si limitava alla stagione estiva poiché nei mesi invernali la produzione lattiera era fortemente ridotta.<BR/><b>Allevamento</b><br>Mercato del bestiame a Erlenbach im Simmental attorno al 1910 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Wehrli).<BR/>

Almanacchi

<b>Almanacchi</b><br>Calendario per l'anno 1552, mesi gennaio-marzo, silografia stampata a Zurigo da  Eustachius Froschauer (Museo nazionale svizzero).<BR/><b>Almanacchi</b><br>Venditore di fogli volanti; disegno a penna e acquerello realizzato nel 1783 da  F. L. Steiger (Burgerbibliothek Bern).<BR/>Commercianti e venditori ambulanti avevano un ruolo importante nella diffusione di calendari e almanacchi durante l'<I>ancien régime</I>.<BR/><b>Almanacchi</b><br><I>Etrennes helvétiennes et patriotiques, pour l'an de Grâce 1789</I>, n. VII, Losanna, 1788 (Musée historique de Lausanne).<BR/>Nonostante il piccolo formato (11 cm), la pubblicazione contiene illustrazioni all'acquaforte ripiegate. Per l'anno della Rivoluzione francese, lo stampatore scelse nel 1788, in forma premonitoria, una veduta della cappella di Tell, eroe tutelare che i giacobini avrebbero associato a Bruto nel loro martirologio rivoluzionario.<BR/>

Alpeggiatura

<b>Alpeggiatura</b><br>Mungitura e preparazione del formaggio nel 1601, secondo un disegno di  Daniel Lindtmayer il Giovane (ETH-Bibliothek Zürich, Graphische Sammlung, 338.4 [Depos. GKS]).<BR/>Le mucche erano di piccole dimensioni (in confronto al vaccaio intento a mungere) e, generalmente, più magre di quelle rappresentate da Lindtmayer. In inverno, la produzione di latte era scarsa, e, fino alla fine del XIX secolo, quella di formaggio era limitata all'estate.<BR/>

Alpi

<b>Alpi</b><br>Veduta generale di Leukerbad nel 1786, acquerello di  Abraham Samuel Fischer (Biblioteca nazionale svizzera, collezione Gugelmann).<BR/>La calma trasmessa dalla raffigurazione della giornata estiva dà un'impressione probabilmente troppo idilliaca della vita quotidiana dei contadini di montagna, confrontati invece a numerose difficoltà di ordine materiale. Ciò nondimeno la veduta contiene informazioni interessanti. Le abitazioni raggruppate, tipiche delle alpi vallesane, sono di legno, mentre chiese e alberghi sono di pietra. Si notano inoltre i mezzi di trasporto assai diversificati, la partecipazione di donne nei lavori agricoli, e i primi segnali della nascita dell'industria turistica con la presenza di cittadini privilegiati in villeggiatura o per cure termali.<BR/><b>Alpi</b><br>I lavori nei campi nella val Monastero verso il 1920 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Wehrli).<BR/>I contadini di montagna coltivano le superfici spesso accidentate con metodi tradizionali.<BR/><b>Alpi</b><br>Scivolo di legno, chiamato in Ticino "sovenda", utilizzato nel XVIII secolo in Leventina per trasportare il legno; acquaforte di  Johann Rudolph Schellenberg,  tratta dall'opera<I> Beyträge zur nähern Kenntniss des Schweizerlandes</I>  di Hans Rudolf Schinz del 1784 (Zentralbibliothek Zürich).<BR/><b>Alpi</b><br>Commercianti con la loro carovana ai piedi delle Alpi nel XVII secolo; disegno preparatorio per una vetrata di   Gottfried Stadler (Bernisches Historisches Museum, Depositum der Eidgenossenschaft) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Dei commercianti - forse mercanti zurighesi con vino della Valtellina - si congedano sulla piazza del villaggio davanti agli animali da soma carichi di barilotti. Sullo sfondo la testa della carovana sta già salendo per i sentieri di montagna.<BR/><b>Alpi</b><br>Qualche difficoltà di trasporto nel XVI secolo: la traversata di guadi e di valanghe, disegno tratto dalla cronaca di  Johann Jakob Wick (Zentralbibliothek Zürich, Handschriftenabteilung, Wickiana, Ms. F 34, fol. 28r).<BR/>Come in un fumetto moderno, il disegnatore illustra gli avvenimenti occorsi il 24.2.1586, sulla base della cronaca manoscritta.<BR/><b>Alpi</b><br>"E se i camion in transito prendessero il treno? Per l'Europa dei trasporti di domani, il 20 febbraio: Sì!" Manifesto per la votazione popolare del 20.2.1994 sull'iniziativa delle Alpi, realizzato da  Christina Borer (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Alpi</b><br>"Per belle escursioni in automobile: la Svizzera", manifesto commissionato nel 1935 dall'ufficio nazionale svizzero del turismo all'artista  Herbert Matter (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Alpi</b><br>Veduta del Rigi Kulm verso il 1820, dipinto di   Johann Heinrich Bleuler (Biblioteca nazionale svizzera, collezione Gugelmann).<BR/>Le Prealpi della Svizzera centrale, grazie ai loro numerosi punti di osservazione naturali, permisero lo studio di alte vette, di cui si temeva ancora la scalata. Il Rigi venne particolarmente apprezzato dai primi turisti, che alloggiarono nell'hôtel costruito nel 1816.<BR/><b>Alpi</b><br>Tè danzante alla Piccola Scheidegg verso il 1935 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Photoglob).<BR/>Gli sport invernali vennero considerati un passatempo riservato alle classi agiate fino alla fine della seconda guerra mondiale.<BR/><b>Alpi</b><br>Manifesto per l'Hôtel Belvédère sulla strada della Furka verso il 1906 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>L'Hôtel venne aperto nel 1882 da Joseph Seiler, già proprietario dell'Hôtel du Glacier du Rhône raffigurato nel medaglione. Il grafismo creò un'abile confusione nei luoghi, introducendo sulla strada della Furka un celebre simbolo alpino (<I>Postiglione del Gottardo</I> del 1874, dipinto di Rudolf Koller), diverse vedute sui ghiacciai del Rodano e la menzione degli stabilimenti vallesani della dinastia Seiler a Zermatt e a Riffelalp.<BR/><b>Alpi</b><br>Rilevamento della cascata di Staubbach nella valle di Lauterbrunnen; acquaforte di   Balthasar Anton Dunker e Joseph Störklin   secondo uno schizzo di   Caspar Wolf,  tratta dall'opera <I>Merkwürdige Prospekte aus den Schweizer Gebürgen und derselben Beschreibung</I>  di Samuel Wyttenbach, stampata a Berna da Abraham Wagner nel 1777 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>Sotto l'effigie di Albrecht von Haller (nel medaglione), lo studioso Wyttenbach (a destra), l'artista Wolf (davanti al suo cavalletto), l'editore Wagner (a sinistra) e l'illuminista Sophie Müller (sotto l'ombrello) si sono riuniti il 28.7.1776 per misurare l'altezza della cascata.<BR/>

Alpinismo

<b>Alpinismo</b><br>Miniatura estratta da un trattato sulla guerra del XV secolo  (Zentralbibliothek Zürich, Ms. Rh. hist. 33b, fol. 117r).<BR/>Questo scalatore, munito di ramponi alle mani e ai piedi, lascia supporre che i militari avessero sviluppato determinate tecniche di scalata molto prima degli inizi dell'alpinismo propriamente detto.<BR/><b>Alpinismo</b><br>Ascensione di un gruppo di turisti sulle Alpi attorno al 1910 (Museo nazionale svizzero, collezione Herzog).<BR/>Dagli inizi del XX secolo, alcuni percorsi nei luoghi di maggior richiamo turistico vennero resi accessibili a un ampio pubblico grazie all'installazione di corde fisse; in tal modo furono molti a poter vivere le emozioni procurate dalla pratica di questo sport.<BR/>

Altdorf (UR)

<b>Altdorf (UR)</b><br>Il borgo prima dell'incendio del 1799; vignetta tratta da un certificato di apprendista del 1785; acquaforte di Karl Alois Triner (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/><b>Altdorf (UR)</b><br>Veduta aerea del borgo, incisa nel 1884 da   L. Wagner (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>Nell'immagine, la nuova strada (1880) che porta alla stazione si snoda perpendicolare alla Reuss canalizzata; sullo sfondo le Alpi urane.<BR/>

Alto tradimento

<b>Alto tradimento</b><br>Manifesto del film di Richard Dindo e Niklaus Meienberg  <I>La fucilazione del traditore della patria Ernst S.,</I> realizzato nel 1977 dal grafico Pierre Brauchli (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Fucilato nel novembre 1942, Ernst S. fu uno dei ventidue cittadini svizzeri giustiziati per tradimento durante la seconda guerra mondiale. Il documentario traccia la storia del giovane, che vendette informazioni al consolato tedesco. Il film (1976), come pure il libro omonimo di Niklaus Meienberg (1977), mettono in relazione questa condanna, eseguita per "statuire un esempio", con l'impunità accordata a personalità svizzere di spicco, sospettate di aver collaborato con il regime nazista. L'opera fu molto controversa e suscitò un ampio dibattito.<BR/>

Altstätten (comune)

<b>Altstätten (comune)</b><br>La via del mercato attorno al 1910 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Wehrli).<BR/>La via del mercato (Marktgasse, un tempo Herrengasse) è costeggiata, a nord, da portici sopraelevati rispetto al livello della strada. Le loro arcate sono sostenute da pilastri, in genere in legno.<BR/>

Ambiente

<b>Ambiente</b><br>Un camion della spazzatura svuota il suo contenuto in una discarica a cielo aperto a Dietikon, 1972 (ETH-Bibliothek Zürich, Bildarchiv, Bestand Comet Photo AG).<BR/><b>Ambiente</b><br>Manifesto in vista della doppia votazione sulla protezione delle acque del 17.5.1992 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Furono posti in votazione due oggetti: il referendum sulla legge federale del 24.1.1991 sulla protezione delle acque e l'iniziativa popolare depositata nel 1984 "per la salvaguardia delle nostre acque". La legge fu accettata, l'iniziativa respinta.<BR/>

America latina

<b>America latina</b><br>"Piccola guida per Svizzeri che desiderano emigrare in Argentina", redatta e distribuita dall'Ufficio federale dell'emigrazione, edizione del 1911 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>L'opuscolo contiene informazioni pratiche sul viaggio, sulla legge svizzera sull'emigrazione, sui diritti e doveri degli immigrati in Argentina e su altre formalità. Informa sulle prospettive di lavoro, in particolare per gli agricoltori, mettendo tuttavia in guardia dall'idea di trovare facilmente un lavoro ben retribuito. Nella guida il numero di cittadini svizzeri che vivono in Argentina è stimato a 30'000.<BR/><b>America latina</b><br>Manifesto di un'esposizione al Kunsthaus di Zurigo del 1981, intitolata  <I>Fotografie Lateinamerika 1860 bis heute</I> (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><BR/>

Amiet, Cuno

<b>Cuno Amiet</b><br>L'artista al lavoro, fotografia di   A. Käser, Burgdorf (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Amministrazione

<b>Amministrazione</b><br>Illustrazione tratta dalla <I>Luzerner Chronik</I> (1513) di   Diebold Schilling (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung, Eigentum Korporation Luzern).<BR/>Ulrich Rösch, principe abate di San Gallo, accompagnato da due monaci e da due giuristi, condusse trattative con il Consiglio cittadino prima del sacco del convento di Rorschach (1489). A sinistra in fondo, il segretario redige il verbale della riunione. I verbali del Consiglio della città di San Gallo sono conservati quasi ininterrottamente dal 1477.<BR/><b>Amministrazione</b><br>Un impiegato delle poste in Leventina, fotografato tra Airolo e Madrano nel 1940 (Museo della comunicazione, Berna).<BR/>

Amnesty International (AI)

<b>Amnesty International (AI)</b><br>"No alla pena di morte", manifesto di una campagna del 1988 realizzato da   Stephan Bundi (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Anabattisti

<b>Anabattisti</b><br>La seconda Disputa di Zurigo, 20.3.1525; disegno del 1605 ca. di  Heinrich Thomann   tratto dalla copia della <I>Storia della Riforma</I> di Heinrich Bullinger (Zentralbibliothek Zürich, Ms. B 316, fol. 182v).<BR/>In primo piano gli anabattisti sono in piedi davanti alle autorità, che rimangono sedute. La presunta Disputa fu piuttosto un interrogatorio davanti al tribunale.<BR/><b>Anabattisti</b><br>"Henri Sumer e Jacob Mandel affogati a Baden, Anno 1582", incisione tratta dall'opera di Thieleman Janszoon van Braght, <I>Der Blutige Schau-Platz [...] der Taufs-Gesinnten [...]</I>, 1780 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Andeer

<b>Andeer</b><br>Il mercato del bestiame nel 1926. In secondo piano, l'hotel Fravi e la chiesa riformata (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Wehrli).<BR/>

Andermatt

<b>Andermatt</b><br>Tre turisti incrociano un contadino del luogo all'entrata del villaggio (1862); litografia a colori di   Eugène Cicéri (Museo della comunicazione, Berna).<BR/>

Anderwert, Fridolin

<b>Fridolin Anderwert</b><br>Ritratto fotografico del Consigliere federale realizzato da  Emil Nicola-Karlen (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Andreae, Volkmar

<b>Volkmar Andreae</b><br>Il compositore mentre legge una partitura; fotografia anonima (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Animali dannosi

<b>Animali dannosi</b><br>Manifesto per il Gesarol, insetticida a base di DDT prodotto dalla ditta Geigy (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Animali domestici

<b>Animali domestici</b><br>Buoi che tirano un aratro; schizzo per una vetrata disegnato nel 1601 da  Daniel Lindtmayer (Museo nazionale svizzero, documentazione).<BR/><b>Animali domestici</b><br>Cavalli aggiogati all'aratro; schizzo per una vetrata disegnato nel 1601 da  Daniel Lindtmayer (Museo nazionale svizzero, documentazione).<BR/><b>Animali domestici</b><br>Manifesto pubblicitario disegnato nel 1961 da   Donald Brun (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Poiché i proprietari di animali domestici sono concentrati sempre più nelle città, la domanda di alimenti in scatola tende ad aumentare. Il cibo industriale per gatti e cani diviene dunque un'importante fonte di guadagno per l'industria agro-alimentare.<BR/>

Annabelle

<b>Annabelle</b><br>"Buongiorno Annabelle. La nuova grande azione di Annabelle per una Svizzera più amichevole", pubblicità della rivista; manifesto del 1975 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Anno liturgico

<b>Anno liturgico</b><br>Cristo sull'asino montato su ruote, proveniente da Steinen (SZ); scultura in legno di pino e di abete rosso policroma, dell'inizio dell'XI secolo, di 176,5 cm di altezza (Museo nazionale svizzero).<BR/>La statua veniva portata in processione la domenica delle palme in ricordo dell'entrata di Cristo a Gerusalemme all'inizio del tempo di Passione.<BR/>

Ansermet, Ernest

<b>Ernest Ansermet</b><br>Il direttore d'orchestra studia una partitura con Lola Benda, primo premio per violino al concorso di esecuzione musicale di Ginevra nel 1940; fotografia di  Roland Schlaefli (Museo nazionale svizzero, Actualités suisses Lausanne).<BR/>

Anshelm, Valerius

<b>Valerius Anshelm</b><br>Una pagina del manoscritto della cronaca della città di Berna che descrive gli avvenimenti del 1474 (Burgerbibliothek Bern, Mss.h.h.I.4, f. 41v).<BR/>

Anticlericalismo

<b>Anticlericalismo</b><br>"La caccia ai preti di Soletta"; caricatura di autore radicale anonimo del 1873 (Biblioteca nazionale svizzera, Collezione grafica).<BR/>L'anticlericalismo fu sovente molto violento nelle illustrazioni dell'epoca del Kulturkampf. In questo caso si fa riferimento alla soppressione dei conventi e alla destituzione del vescovo Eugène Lachat. Nel testo si legge: "Ma come soffia! Una boccata d'aria non può nuocere".<BR/>

Antisemitismo

<b>Antisemitismo</b><br>Miniatura tratta dall'<I>Amtliche Berner Chronik</I> di  Diebold Schilling,   1483  (Burgerbibliothek Bern, Mss.h.h.I.1, p. 44).<BR/>Nel 1294 gli ebrei di Berna vennero accusati dell'uccisione rituale di un bambino cristiano. Queste accuse, frequenti in tutto l'Occidente, scatenavano spesso atroci persecuzioni.<BR/><b>Antisemitismo</b><br>Questa caricatura apparve il 26.5.1933 nell'organo del Fronte nazionale <I>Der Eiserne Besen</I> (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Aosta, valle d'

<b>Valle d'Aosta</b><br>Distruzione totale di un villaggio nel 1564 per una frana (Zentralbibliothek Zürich, Handschriftenabteilung, Wickiana, Ms. F 16, fol. 156r).<BR/>Il canonico Johann Jakob Wick menziona una lettera sulla frana che il 6.7.1564 seppellì il "villaggio di Arras" (non chiaramente identificato), utilizzata come base per l'illustrazione della sua cronaca.<BR/>

Appalto di manodopera minorile

<b>Appalto di manodopera minorile</b><br>Caricatura intitolata "Settori industriali", apparsa sul <I>Gukkasten</I> nel 1841 <I></I> (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>Un contadino dà in consegna a un industriale alcuni bambini di campagna come manodopera a buon mercato. Il lavoro dei bambini appaltati ebbe un ruolo importante nella nascente industrializzazione.<BR/>

Appenzello (Esterno)

<b>Appenzello (Esterno)</b><br>Concerto in famiglia; dettaglio di un dipinto sulle ante di un organo domestico realizzato nel 1811 da un artigiano appenzellese (probabilmente di Herisau o di Heiden) per la famiglia Schweizer-Preisig (Museo nazionale svizzero, LM-20848).<BR/><b>Appenzello (Esterno)</b><br>Landsgemeinde a Trogen nel 1940 (Museo nazionale svizzero, Actualités suisses Lausanne, Foto Presse-Diffusion).<BR/><b>Appenzello (Esterno)</b><br>"Visitate l'Appenzello", manifesto turistico del 1933 realizzato da   Arnold Bossard (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>In primo piano, l'infrastruttura turistica (treni, strade, piscine); in secondo piano gli elementi di svago (paesaggi, monumenti) e la vita attiva, simboleggiata dai contadini e dalle ricamatrici.<BR/>

Appenzello (Interno)

<b>Appenzello (Interno)</b><br>Rappresentazione allegorica del Consiglio, detta "Kleine Ratsrose"; olio su tavola del 1688 di  Johann Martin Geiger (Museo nazionale svizzero).<BR/>Al centro è raffigurata un'antica allegoria della giustizia (il giudice Bias di Priene piange perché ha dovuto condannare a morte un criminale); nel cerchio mediano sono posti gli stemmi delle <I>Rhoden</I> con i santi patroni e gli orsi armati; nel cerchio esterno i blasoni dei membri del Consiglio segreto dell'epoca. Nel palazzo comunale di Appenzello è conservato un rosone araldico realizzato nel 1651 da Hans Bildstein, molto simile dal profilo iconografico, detto "Grosse Ratsrose".<BR/><b>Appenzello (Interno)</b><br>L'ascensione di Cristo con i santi Maurizio (a sinistra) e Acacio (a destra), patroni di Appenzello; vetrata del 1599 (Museo nazionale svizzero).<BR/><b>Appenzello (Interno)</b><br>I bagni di Weissbad attorno al 1840, acquatinta di  Kaspar Burkhardt (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>Prima dell'avvento del turismo di massa, la frequentazione delle stazioni termali era riservata a un'élite di privilegiati.<BR/><b>Appenzello (Interno)</b><br>Processione davanti alla cappella di S. Croce ad Appenzello nel 1910 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, EAD-WEHR-12866-B).<BR/>

Appenzello (comune)

<b>Appenzello (comune)</b><br>Fiera del bestiame verso il 1910 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Wehrli).<BR/>La fiera si teneva una volta all'anno sulla piazza della Landsgemeinde, prima che questa venisse asfaltata.<BR/>

Approvvigionamento economico del Paese

<b>Approvvigionamento economico del Paese</b><br>"Aumentare le coltivazioni o morire di fame?", manifesto delle società cooperative (1939), realizzato da  Hans Erni (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Approvvigionamento idrico

<b>Approvvigionamento idrico</b><br>Ruota a cassette sulla Rathausbrücke di Zurigo nella metà del XVI secolo, dettaglio di un'illustrazione nella cronaca del canonico  Johann Jakob Wick (Zentralbibliothek Zürich, Handschriftenabteilung, Wickiana, Ms. F 28, fol. 57r).<BR/>

Aratro

<b>Aratro</b><br>Tre tipi di aratro della fine del XVIII secolo, raffigurati su una tavola annessa all'opera di  Hans Rudolph Schinz, <I>Beyträge zur nähern Kenntniss des Schweizerlandes</I>, Zurigo, Füssli, 1784, vol. 5 (Burgerbibliothek Bern).<BR/>

Arbitrato

<b>Arbitrato</b><br>Trattative tra Zurigo e i Confederati a Kaiserstuhl nel luglio-agosto del 1446. Illustrazione tratta da una copia della <I>Zürcher- und Schweizerchronik</I> di  Gerold Edlibach (Zentralbibliothek Zürich, Ms. A 77, fol. 113r).<BR/>Il tribunale arbitrale si riunì dopo la fine delle azioni militari della Vecchia guerra di Zurigo. All'interno delle transenne stanno dibattendo i giudici arbitrali, designati dalle parti: Heinrich Effinger, Consigliere, e Rudolf von Cham, cancelliere cittadino, per Zurigo; Petermann Goldschmid, di Lucerna, e Ital Reding il Giovane, di Svitto, per i Confederati. Davanti alla transenna gli inviati delle parti espongono i loro mezzi di prova. Poiché i giudici arbitrali non riuscirono ad accordarsi, nominarono Peter von Argun, sindaco di Augusta, come presidente del tribunale arbitrale. <BR/><BR/>

Archeologia

<b>Archeologia</b><br>Indagini archeologiche nel lago di Ginevra nel 1854 (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Munito di uno scafandro in latta bianca, il ricercatore bernese Adolf von Morlot studia le palafitte davanti a Morges il 24.8.1854, assistito dallo storico François Forel e dal conservatore delle antichità del Museo cantonale di Losanna Frédéric-Louis Troyon. Imprese pericolose di questo genere erano verosimilmente piuttosto rare prima dell'introduzione, nel XX secolo, di attrezzature specifiche da palombaro.<BR/>

Architettura

<b>Architettura</b><br>"Zurigo scopre Le Corbusier", manifesto dell'esposizione organizzata in occasione dei dieci anni del Padiglione Le Corbusier a Zurigo nel 1977, realizzato dal grafico  Peter Hajnoczky (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Archivi

<b>Archivi</b><br>Prospetto dello Schweizerisches Sozialarchiv di Zurigo della fine degli anni 1990-2000 (Schweizerisches Sozialarchiv).<BR/>

Ardesia

<b>Ardesia</b><br>Cavatori di ardesia al lavoro nel massiccio del Niesen nel 1941 (Museo nazionale svizzero, Actualités suisses Lausanne, Foto Presse-Diffusion).<BR/>Nei pressi di Frutigen, sui contrafforti del Niesen, dopo che era caduta la neve molti pastori si trasformavano in cavatori di ardesia. Dopo aver tagliato l'ardesia in lastre che venivano immerse nell'acqua per evitare che si sgretolassero, gli uomini le portavano all'aria aperta su un vagoncino in modo da poterle segare in pezzi delle dimensioni desiderate.<BR/>

Argovia, affare dei conventi di

<b>Affare dei conventi di Argovia</b><br><I>Ricordi argoviesi, 1841</I>, silografia anonima (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Questa caricatura anticattolica stigmatizza la presunta indisciplina e vita dissoluta nei conventi e testimonia la violenza delle polemiche e delle tensioni confessionali che condussero al Sonderbund (1845-1847), periodo durante il quale questa caricatura, dai toni forti, venne probabilmente diffusa.<BR/>

Argovia

<b>Argovia</b><br>Cimitero ebraico fra Lengnau e Endingen, incisione di   Johann Balthasar Bullinger sulla base di un'immagine di Johann Rudolf Holzhalb tratta da<I> Johann Caspar Ulrichs Sammlung jüdischer Geschichten</I>, Basilea, 1768 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Attirati dalle fiere di Zurzach e dalla minore discriminazione nei baliaggi comuni, molti ebrei si stabilirono nella contea di Baden, soprattutto a Lengnau e a Endingen. Nel 1750 costruirono il loro cimitero a metà strada fra i due villaggi. In precedenza, dovevano inumare i loro defunti su un'isola del Reno (Judenäule) acquistata dalla città di Waldshut.<BR/><b>Argovia</b><br>La costruzione dell'autostrada A1 fra Hunzenschwil e Lenzburg nel 1964 ha trasformato il paesaggio del cantone (ETH-Bibliothek Zürich, Bildarchiv, Bestand Comet Photo AG).<BR/>

Armamento

<b>Armamento</b><br>Costruzione di un cannone all'arsenale di Zurigo, acquaforte di  Johann Melchior Füssli   in <I>Neujahrsblatt der Gesellschaft der Constaffler und Feuerwerker im Zeughaus</I>, 1715 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/><b>Armamento</b><br>L'aiutante Fuhrer di Anwil, contingente di Basilea; acquerello di  Franz Feyerabend (Universitätsbibliothek Basel, Handschriftenabteilung).<BR/>Il caricaturista si è accontentato di una gentile allusione all'eroe tutelare nel fondo dell'immagine, essendo la divisa dell'aiutante perfettamente conforme a quella regolamentare. Feyerabend realizzò una serie di acquerelli che rappresentavano le diverse uniformi dei contingenti cantonali inviati a Basilea nel 1792, per proteggere le frontiere nel quadro della neutralità armata decretata dalla Dieta federale durante la prima guerra di coalizione.<BR/>

Armi atomiche

<b>Armi atomiche</b><br>Manifesto del Movimento svizzero per la pace realizzato nel 1954 da  Hans Erni,   con un curioso errore nello slogan italiano (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Armi, produzione e commercio di

<b>Produzione e commercio di armi</b><br>Descrizione del caricamento di un cannone, acquaforte di  Johann Melchior Füssli,  in <I>Neujahrsblatt der Gesellschaft der Constaflern und Feuerwerkern im Zeughause zu Zürich</I>, 1717 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/><b>Produzione e commercio di armi</b><br>"Contro il commercio con la morte. Per il divieto all'esportazione di armi. Sì il 24 settembre", manifesto in vista della votazione del 1972 realizzato da  Stephan Bundi (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Armi

<b>Armi</b><br>Cittadino appenzellese con la sua spada alla Landsgemeinde di Trogen nel 1940 (Museo nazionale svizzero, Actualités suisses Lausanne, Foto Presse-Diffusion).<BR/>

Arp, Hans

<b>Hans Arp</b><br>L'artista in compagnia di Sophie Taeuber nel suo atelier verso il 1918; fotografia anonima (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Le marionette sullo sfondo sono state create da Sophie Taeuber per il <I>Re Cervo</I> di Carlo Gozzi nel 1918 (attualmente in deposito presso il Museo Bellerive di Zurigo).<BR/>

Arsenali

<b>Arsenali</b><br>Fabbricazione di pallottole all'arsenale di Zurigo; acquaforte di  Johann Melchior Füssli   nel <I>Neujahrsblatt der Constaffler und Feuerwerker im Zeughaus</I>, 1718 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>

Arte popolare

<b>Arte popolare</b><br>Insegna in legno dipinto della drogheria-merceria di Felix Künzle, Toggenburgo, realizzata verso il 1820 (Museo nazionale svizzero, LM 16-9997).<BR/>Le insegne, sia quelle in ferro battuto per le locande sia quelle in legno per i negozi, erano spesso opera di artigiani anonimi e costituiscono una delle numerose forme di espressione dell'arte popolare.<BR/>

Arte, mercato dell'

<b>Mercato dell'Arte</b><br>Vendita all'asta della galleria Koller a Zurigo nel novembre del 1964, manifesto di  Walter Grieder (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Arti decorative

<b>Arti decorative</b><br>Organo ad armadio di Schwellbrunn, realizzato da un decoratore anonimo e datato 1811 (Museo nazionale svizzero).<BR/>L'organo era stato ordinato dal Consigliere appenzellese Johann Schweizer, di Schwellbrunn, per il suo salone. Falso legno ed elementi ornamentali dorati in stile Impero (alla moda) fanno da cornice alle pitture realizzate in uno stile campagnolo più popolare.<BR/><b>Arti decorative</b><br>Manifesto dell'Esposizione nazionale di arte applicata tenutasi nel 1922 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>La prima esposizione di arte applicata, organizzata congiuntamente dall'Œuvre e dallo Schweizerischer Werkbund, ebbe luogo a Losanna, sotto gli auspici dei cinque membri della commissione federale delle arti applicate, creata nel 1917.<BR/><b>Arti decorative</b><br>Esposizione nazionale svizzera di belle arti e di arte applicata al palazzo delle Esposizioni di Ginevra nel 1931, manifesto di  Jean-Jacques Mennet (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>In questo anno le due esposizioni nazionali si tennero nello stesso luogo: la diciottesima esposizione nazionale svizzera di belle arti e la seconda esposizione nazionale di arte applicata, organizzata dall'L'Œuvre sotto la direzione del suo presidente, l'architetto Alphonse Laverrière, e di Gustave-Edouard Magnat. <BR/>

Arti grafiche

<b>Arti grafiche</b><br>Manifesto di un'esposizione tenutasi al Museo delle arti decorative di Losanna nel 1983, realizzato dal grafico  Werner Jeker (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Nel XX secolo le scuole e i musei di arti applicate di Basilea, Berna, Zurigo e Losanna - e in particolare la loro sezione di arti grafiche - hanno contribuito a restituire una notorietà internazionale alle arti grafiche svizzere.<BR/>

Artigianato del metallo

<b>Artigianato del metallo</b><br>Il fabbro, silografia tratta dal "Libro dei mestieri" (Das Ständebuch) del 1568, di Jost Ammann (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><BR/><b>Artigianato del metallo</b><br>Fabbro ferraio che forgia una barra di ferro per la produzione di chiodi, fotografato a Obersulz nel 1940 (Museo nazionale svizzero, Acualités suisses Lausanne, Presse-Diffusion).<BR/>Durante la seconda guerra mondiale, la piccola frazione argoviese di Obersulz diede nuovo vigore all'artigianato locale: i suoi abitanti fabbricavano chiodi per le scarpe d'ordinanza dei soldati mobilitati.<BR/>

Artigianato

<b>Artigianato</b><br>Il calzolaio, incisione su legno tratta dallo <I>Ständebuch</I> (1568) di Jost Ammann (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><b>Artigianato</b><br>Il sarto, incisione su legno tratta dallo <I>Ständebuch</I> (1568) di Jost Ammann (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><b>Artigianato</b><br>Certificato di qualifica per un garzone ventinovenne di Augusta, che aveva lavorato 23 settimane presso un maestro falegname di Aarau, datato 16.1.1792 (Museo nazionale svizzero).<BR/>Questo attestato valeva al tempo stesso come certificato, come raccomandazione e come lasciapassare per colui che lo deteneva, il che spiega le specificazioni in merito alla statura, al colore dei capelli e all'età.<BR/><b>Artigianato</b><br>"Esposizione a Heiden: artigianato e commercio nel villaggio", manifesto per una mostra all'albergo Freihof nel 1946  (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Artigianato</b><br>Laboratorio familiare in cui si fabbricano chiodi a Obersulz (Museo nazionale svizzero, Actualités suisses Lausanne).<BR/>Nella piccola frazione argoviese (200 abitanti nel 1940) la seconda guerra mondiale diede nuovo vigore all'artigianato locale: tutti gli uomini del villaggio lavoravano per la Confederazione e fornivano chiodi per le scarpe d'ordinanza dei soldati mobilitati. Le donne e i bambini si occupavano dei lavori della fattoria.<BR/>

Artiglieria

<b>Artiglieria</b><br>Calcolo delle traiettorie secondo il metodo trigonometrico; acquerello di  Johann Melchior Füssli  nel <I>Neujahrsblatt der Gesellschaft der Constaflern und Feuerwerkern im Zeughause zu Zürich</I>, 1726 (Museo nazionale svizzero, documentazione).<BR/>

Arx, Cäsar von

<b>Cäsar von Arx</b><br>Lo scrittore al suo tavolo di lavoro poco prima della morte  © KEYSTONE/Photopress.<BR/>

Asburgo, Leopoldo III d'

<b>Leopoldo III d'Asburgo</b><br>Copia di un ritratto del duca d'Austria nel cosiddetto Libro degli stemmi di Lucerna allestito da Renward Cysat, 1580; disegno a penna acquerellato (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung, BB Ms. 124 fol., fol. 16v e 17r).<BR/>Il busto ritrae Leopoldo III (chiamato erroneamente Leopoldo II) a testa nuda di profilo a tre quarti. Il ritratto originale scomparso, realizzato probabilmente poco dopo la sua morte, si trovava nella chiesa conventuale di Königsfelden, dove il duca e il suo seguito di cavalieri, uccisi a Sempach, furono sepolti. Era accompagnato da una nota, ripresa in questa copia, che lo indicava come "vero ritratto" di Leopoldo. <BR/><BR/>

Asburgo, casa d'

<b>Casa d'Asburgo</b><br>Veduta del castello di Habsburg e dei suoi dintorni, disegnata da  Johann Heinrich Meier  e incisa per la <I>Genealogia diplomatica augustae gentis Habsburgica</I>, pubblicata a Vienna nel 1737 da Marquard Herrgott (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>Alla confluenza della Limmat, della Reuss e dell'Aar, questa veduta a volo di uccello descrive i luoghi legati alla storia degli Asburgo e al loro castello: Brugg, Königsfelden, Windisch, Brunegg.<BR/><b>Casa d'Asburgo</b><br>Bara dell'imperatrice Zita nella cappella degli Asburgo nel convento di Muri nel marzo 1989, prima della sua traslazione a Vienna  © KEYSTONE.<BR/>Dal 1971 nella cappella di Nostra Signora di Loreto nel chiostro dell'antico convento di famiglia degli Asburgo si trova la cripta dei discendenti del casato. Vi è deposto il cuore di Zita di Borbone-Parma, ultima imperatrice d'Austria, accanto a quello del marito, l'imperatore Carlo I, deceduto nel 1922.<BR/>

Aschmann, Johann Jakob

<b>Johann Jakob Aschmann</b><br>Manovre della Società militare di Zurigo nei pressi di Wallisellen il 20.8.1786  (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Asilo

<b>Asilo</b><br>Ritratto di Jean-Antoine Oboussier e di sua figlia, olio su tela di autore anonimo, verso il 1770 (Musée historique de Lausanne).<BR/>La famiglia Oboussier, originaria del Delfinato, rifugiata dal 1685, ottenne la cittadinanza di Losanna nel 1768. La maggior parte degli ugonotti si integrarono bene nella vita economica del paese di accoglienza; Jean-Antoine divenne persino sindaco dopo la rivoluzione vodese del 1798.<BR/>

Assenzio

<b>Assenzio</b><br>Caricatura in riferimento alla votazione del 1908, apparsa nel giornale satirico ginevrino <I>Guguss'</I> (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Assicurazione contro la disoccupazione (AD)

<b>Assicurazione contro la disoccupazione (AD)</b><br>Foglio di controllo personale per l'assicurato, 1995 (Collezione privata) © Museo nazionale svizzero.<BR/>L'obbligo, imposto al disoccupato, di andare a "timbrare" con regolarità presso la cassa del proprio comune, lo pone sotto un controllo permanente. Il foglio di controllo dà diritto all'indennità soltanto se debitamente riempito e firmato.<BR/>

Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)

<b>Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)</b><br>"Per gli anziani e gli invalidi, sì all'iniziativa Rothenberger"; manifesto per la votazione del 24.5.1925, realizzato da  Carl Scherer (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><b>Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)</b><br>"Per le vedove e gli orfani, per gli anziani; sì all'assicurazione vecchiaia e superstiti"; manifesto per la votazione del 6.12.1931, realizzato da  Jules Courvoisier (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><b>Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)</b><br>Manifesto realizzato in occasione della votazione del 6.7.1947 da  Hans Erni  in favore dell'AVS e contro l'iniziativa dei movimenti padronali (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Assicurazioni

<b>Assicurazioni</b><br>Manifesto pubblicitario per un'agenzia di assicurazioni del 1954 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><BR/>

Associazioni

<b>Associazioni</b><br>Gabinetto delle curiosità; incisione di  Johann Rudolf Schellenberg    secondo Johann Martin Usteri, apparsa nel <I>Neujahrsblatt der Naturforschenden Gesellschaft Zürich</I>  del 1799 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>La raffigurazione destinata alla pubblicazione della Società scientifica di Zurigo comprende un busto di Konrad Gessner, cristalli, animali impagliati, farfalle sotto vetro e quadri; si tratta di elementi eterocliti tipici dei gabinetti scientifici del XVIII secolo. <BR/>

Attenhofer, Elsie

<b>Elsie Attenhofer</b><br>Manifesto per uno spettacolo nel 1950, disegnato da   Hans Falk (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Auberjonois, René

<b>René Auberjonois</b><br>Autoritratto al cavalletto con modella, studio a matita del 1952 (ETH-Bibliothek Zürich, Graphische Sammlung).<BR/>

Aubert, Pierre

<b>Pierre Aubert</b><br>In colloquio con il Consigliere federale Pierre Graber (a sinistra), nel novembre del 1977; fotografia di  Roland Schlaefli (Museo nazionale svizzero, Actualités suisses Lausanne).<BR/>

Auf der Maur, Anton

<b>Anton Auf der Maur</b><br>Nel suo appartamento, fotografato da  Theo Frey (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Frey).<BR/>

Äusserer Stand

<b>Äusserer Stand</b><br>Processione del lunedì di Pasqua del 1781; acquaforte all'acquerello di   Johannes Müller (Burgerbibliothek Bern).<BR/>

Austria

<b>Austria</b><br>Manifesto per la mostra della Secessione viennese del 1904, realizzato da  Ferdinand Hodler (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Hodler fu l'ospite d'onore della manifestazione, organizzata dal sodalizio artistico austriaco, a conferma del fatto che a cavallo del XX secolo il pittore svizzero era una figura importante nel panorama dell'avanguardia europea.<BR/><b>Austria</b><br>Manifesto per le esposizioni di arte austriaca, organizzate a Zurigo nel 1946 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il Kunsthaus e il Kunstgewerbemuseum ripresero due importanti esposizioni austriache, che permisero all'Austria di profilarsi come nuovo Stato indipendente con una forte tradizione culturale.<BR/>

Automobile

<b>Automobile</b><br>Il primo veicolo postale di marca Berna davanti all'ufficio delle poste di Papiermühle (Ittigen), 1906 (Museo della comunicazione, Berna).<BR/><b>Automobile</b><br>L'autostrada Zurigo-Berna nel febbraio del 1982, fotografia di   Roland Schlaefli (Museo nazionale svizzero, Actualités suisses Lausanne).<BR/><b>Automobile</b><br>Corsa automobilistica internazionale del Klausen, 1927. Manifesto di  Eric de Coulon (Bibliothèque publique et universitaire de Neuchâtel).<BR/>

Autorità comunali

<b>Autorità comunali</b><br>Seduta dei controllori dei conti di Zurigo nel palazzo del Consiglio nel XVII secolo, incisione di artista sconosciuto (Zentralbibliothek Zürich).<BR/><I>Sic ditatur Ærarium</I> (Così si accumula il tesoro pubblico) recita il titolo dell'immagine. Il segretario è seduto a sinistra, i membri della commissione dei conti sono disposti attorno al tavolo a destra; in fondo alla sala è raffigurato il funzionario di cui si verificano i conti. <BR/>

Aviazione

<b>Aviazione</b><br>La partenza di un pallone dell'Aero-Club svizzero a Schlieren all'inizio del XX secolo attira un folto pubblico di curiosi (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Wehrli).<BR/><b>Aviazione</b><br>Il Ville de Lucerne I è appena uscito dal suo nuovo hangar, fotografia del 1910 (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Wehrli).<BR/><b>Aviazione</b><br>Alcuni DC-3 delle Swiss Air Lines nel 1953 sul macadam dell'aeroporto di Zurigo-Kloten (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Ufficio nazionale svizzero del turismo).<BR/>

Avvocati

<b>Avvocati</b><br>Il procuratore; silografia tratta dal libro dei mestieri (<I>Ständebuch</I>) di   Jost Ammann,   1568 (Zentralbibliothek Zürich).<BR/>Nel tardo Medioevo e in epoca moderna, i cittadini non potevano comparire personalmente davanti al tribunale ma dovevano farsi rappresentare da un procuratore o avvocato.<BR/>

Aziende elettriche

<b>Aziende elettriche</b><br>Costruzione di una centrale ai bordi dell'Aar, nei pressi di Aarburg, verso il 1900  (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione V).<BR/>

166 immagini

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