Le voci con immagini
06/2017
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Aar (BE, SO, AG)

<b>Aar</b><br>Manifesto turistico del 1981, stampato da   Brügger AG a Meiringen (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Dalla metà del XVIII secolo la parte «alpina» del fiume costituisce una grande attrazione turistica.<BR/>

Aarwangen (comune) (BE)

<b>Aarwangen (comune)</b><br>Certificato della Repubblica di Berna per un garzone macellaio di Langenthal, rilasciato nell'ottobre del 1777 dal maestro Ueli Mattis, di Gutenburg. Le tre vignette sono del maestro (<I>Kleinmeister</I>) bernese    Johann Ludwig Nöthiger (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Abbigliamento

<b>Abbigliamento</b><br>Ritratto di Julie Willading; olio su tela dipinto nel 1792 da   Friedrich Oelenhainz (Museo nazionale svizzero).<BR/>La moglie di Emanuel Niklaus Willading, balivo di Nyon e alfiere a Berna, è ritratta abbigliata secondo la moda francese, in voga presso le famiglie del patriziato cittadino alla fine dell'<I>ancien régime</I>.<BR/><b>Abbigliamento</b><br>"Le Quattro Stagioni, il negozio per l'abbigliamento infantile", manifesto realizzato nel 1917 da  Robert Alexandre Convert (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Manifesto pubblicitario per jeans, 1981 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Manifesto pubblicitario per cappelli di un negozio di Basilea, 1921 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Abitazione

<b>Abitazione</b><br>Copertina della pubblicazione <I>Befreites Wohnen</I>, che apparve a Zurigo e a Lipsia nel 1929 per iniziativa di    Sigfried Giedion (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>La triade "aria, luce, spazio aperto" divenne uno slogan degli anni '20. Giedion utilizzò per la copertina della sua opera una casa modello nella Wasserwerkstrasse a Zurigo, appena ultimata dall'architetto Max Ernst Haefeli.<BR/>

Aborto

<b>Aborto</b><br>"Sì alla soluzione dei termini"; manifesto della campagna referendaria del 1977-78 realizzato da   Daniel Will (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Acconciature

<b>Acconciature</b><br>Rinnovo dell'alleanza tra Luigi XIV e i Confederati a Notre-Dame, Parigi, l'8.11.1663; dettaglio dell'"arazzo dell'alleanza" di   Charles Le Brun (Museo nazionale svizzero).<BR/><b>Acconciature</b><br>"Gli anni Sessanta da Vogue", manifesto per un salone di parrucchiere di Bienne, 1993 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Le mode della seconda metà del XX secolo sono spesso una rivisitazione nostalgica di trend precedenti.<BR/><b>Acconciature</b><br>Donna e ragazza a Beckenried nel 1814; disegno acquerellato di  Ludwig Vogel (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Agenzie di stampa

<b>Agenzie di stampa</b><br>I reporter dell'agenzia Photopress Hans Gerber, Sepp Schmid e Walter Studer (da sinistra a destra) al Giro della Svizzera del 1941 o 1942  © KEYSTONE/Photopress.<BR/><BR/>

Alberghi (architettura)

<b>Alberghi (architettura)</b><br>Manifesto per il Grand Hôtel Giessbach, realizzato verso il 1918 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Dall'inizio del XIX secolo le cascate di Giessbach furono una meta di viaggio molto apprezzata dai turisti, che trovavano in loco una modesta locanda. Nel 1873 venne edificato un albergo; distrutto da un incendio dieci anni dopo, fu sostituito da un edificio ancora più grande in stile storicista.<BR/>

Alberghiera, industria

<b>Industria Alberghiera</b><br>Manifesto per l'albergo Victoria National a Basilea, realizzato nel 1930 da  Niklaus Stoecklin (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>I grandi alberghi affidavano spesso le loro campagne pubblicitarie ai grafici più prestigiosi del momento.<BR/>

Alimentazione

<b>Alimentazione</b><br>"L'alimentazione più sana", manifesto pubblicato da Coop, realizzato nel 1942 da  Herbert Leupin (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Almanacchi

<b>Almanacchi</b><br>Calendario per l'anno 1552, mesi gennaio-marzo, silografia stampata a Zurigo da  Eustachius Froschauer (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Alpi

<b>Alpi</b><br>Veduta generale di Leukerbad nel 1786, acquerello di  Abraham Samuel Fischer (Biblioteca nazionale svizzera, collezione Gugelmann).<BR/>La calma trasmessa dalla raffigurazione della giornata estiva dà un'impressione probabilmente troppo idilliaca della vita quotidiana dei contadini di montagna, confrontati invece a numerose difficoltà di ordine materiale. Ciò nondimeno la veduta contiene informazioni interessanti. Le abitazioni raggruppate, tipiche delle alpi vallesane, sono di legno, mentre chiese e alberghi sono di pietra. Si notano inoltre i mezzi di trasporto assai diversificati, la partecipazione di donne nei lavori agricoli, e i primi segnali della nascita dell'industria turistica con la presenza di cittadini privilegiati in villeggiatura o per cure termali.<BR/><b>Alpi</b><br>"E se i camion in transito prendessero il treno? Per l'Europa dei trasporti di domani, il 20 febbraio: Sì!" Manifesto per la votazione popolare del 20.2.1994 sull'iniziativa delle Alpi, realizzato da  Christina Borer (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Alpi</b><br>"Per belle escursioni in automobile: la Svizzera", manifesto commissionato nel 1935 dall'ufficio nazionale svizzero del turismo all'artista  Herbert Matter (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Alpi</b><br>Veduta del Rigi Kulm verso il 1820, dipinto di   Johann Heinrich Bleuler (Biblioteca nazionale svizzera, collezione R. e A. Gugelmann).<BR/>Le Prealpi della Svizzera centrale, grazie ai loro numerosi punti di osservazione naturali, permisero lo studio di alte vette, di cui si temeva ancora la scalata. Il Rigi venne particolarmente apprezzato dai primi turisti, che alloggiarono nell'hôtel costruito nel 1816.<BR/><b>Alpi</b><br>Manifesto per l'Hôtel Belvédère sulla strada della Furka verso il 1906 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>L'Hôtel venne aperto nel 1882 da Joseph Seiler, già proprietario dell'Hôtel du Glacier du Rhône raffigurato nel medaglione. Il grafismo creò un'abile confusione nei luoghi, introducendo sulla strada della Furka un celebre simbolo alpino (<I>Postiglione del Gottardo</I> del 1874, dipinto di Rudolf Koller), diverse vedute sui ghiacciai del Rodano e la menzione degli stabilimenti vallesani della dinastia Seiler a Zermatt e a Riffelalp.<BR/>

Alpinismo

<b>Alpinismo</b><br>Ascensione di un gruppo di turisti sulle Alpi attorno al 1910 (Museo nazionale svizzero, collezione Herzog).<BR/>Dagli inizi del XX secolo, alcuni percorsi nei luoghi di maggior richiamo turistico vennero resi accessibili a un ampio pubblico grazie all'installazione di corde fisse; in tal modo furono molti a poter vivere le emozioni procurate dalla pratica di questo sport.<BR/>

Ambiente

<b>Ambiente</b><br>Manifesto in vista della doppia votazione sulla protezione delle acque del 17.5.1992 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Furono posti in votazione due oggetti: il referendum sulla legge federale del 24.1.1991 sulla protezione delle acque e l'iniziativa popolare depositata nel 1984 "per la salvaguardia delle nostre acque". La legge fu accettata, l'iniziativa respinta.<BR/>

America latina

<b>America latina</b><br>"Piccola guida per Svizzeri che desiderano emigrare in Argentina", redatta e distribuita dall'Ufficio federale dell'emigrazione, edizione del 1911 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>L'opuscolo contiene informazioni pratiche sul viaggio, sulla legge svizzera sull'emigrazione, sui diritti e doveri degli immigrati in Argentina e su altre formalità. Informa sulle prospettive di lavoro, in particolare per gli agricoltori, mettendo tuttavia in guardia dall'idea di trovare facilmente un lavoro ben retribuito. Nella guida il numero di cittadini svizzeri che vivono in Argentina è stimato a 30'000.<BR/><b>America latina</b><br>Manifesto di un'esposizione al Kunsthaus di Zurigo del 1981, intitolata  <I>Fotografie Lateinamerika 1860 bis heute</I> (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><BR/>

Amiet, Cuno (1868-1961)

<b>Cuno Amiet</b><br>L'artista al lavoro, fotografia di   A. Käser, Burgdorf (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Amnesty International (AI)

<b>Amnesty International (AI)</b><br>"No alla pena di morte", manifesto di una campagna del 1988 realizzato da   Stephan Bundi (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Anabattisti

<b>Anabattisti</b><br>"Henri Sumer e Jacob Mandel affogati a Baden, Anno 1582", incisione tratta dall'opera di Thieleman Janszoon van Braght, <I>Der Blutige Schau-Platz [...] der Taufs-Gesinnten [...]</I>, 1780 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Anderwert, Fridolin (1828-1880)

<b>Fridolin Anderwert</b><br>Ritratto fotografico del Consigliere federale realizzato da  Emil Nicola-Karlen (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Andreae, Volkmar (1879-1962)

<b>Volkmar Andreae</b><br>Il compositore mentre legge una partitura; fotografia anonima (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Animali dannosi

<b>Animali dannosi</b><br>Manifesto per il Gesarol, insetticida a base di DDT prodotto dalla ditta Geigy (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Animali domestici

<b>Animali domestici</b><br>Manifesto pubblicitario disegnato nel 1961 da   Donald Brun (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Poiché i proprietari di animali domestici sono concentrati sempre più nelle città, la domanda di alimenti in scatola tende ad aumentare. Il cibo industriale per gatti e cani diviene dunque un'importante fonte di guadagno per l'industria agro-alimentare.<BR/>

Annabelle (Zeitschrift)

<b>Annabelle</b><br>"Buongiorno Annabelle. La nuova grande azione di Annabelle per una Svizzera più amichevole", pubblicità della rivista; manifesto del 1975 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Anno liturgico

<b>Anno liturgico</b><br>Cristo sull'asino montato su ruote, proveniente da Steinen (SZ); scultura in legno di pino e di abete rosso policroma, dell'inizio dell'XI secolo, di 176,5 cm di altezza (Museo nazionale svizzero).<BR/>La statua veniva portata in processione la domenica delle palme in ricordo dell'entrata di Cristo a Gerusalemme all'inizio del tempo di Passione.<BR/>

Anticlericalismo

<b>Anticlericalismo</b><br>"La caccia ai preti di Soletta"; caricatura di autore radicale anonimo del 1873 (Biblioteca nazionale svizzera, Collezione grafica).<BR/>L'anticlericalismo fu sovente molto violento nelle illustrazioni dell'epoca del Kulturkampf. In questo caso si fa riferimento alla soppressione dei conventi e alla destituzione del vescovo Eugène Lachat. Nel testo si legge: "Ma come soffia! Una boccata d'aria non può nuocere".<BR/>

Antisemitismo

<b>Antisemitismo</b><br>Questa caricatura apparve il 26.5.1933 nell'organo del Fronte nazionale <I>Der Eiserne Besen</I> (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Appenzello (Esterno)

<b>Appenzello (Esterno)</b><br>Concerto in famiglia; dettaglio di un dipinto sulle ante di un organo domestico realizzato nel 1811 da un artigiano appenzellese (probabilmente di Herisau o di Heiden) per la famiglia Schweizer-Preisig (Museo nazionale svizzero, LM-20848).<BR/><b>Appenzello (Esterno)</b><br>"Visitate l'Appenzello", manifesto turistico del 1933 realizzato da   Arnold Bossard (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>In primo piano, l'infrastruttura turistica (treni, strade, piscine); in secondo piano gli elementi di svago (paesaggi, monumenti) e la vita attiva, simboleggiata dai contadini e dalle ricamatrici.<BR/>

Appenzello (Interno)

<b>Appenzello (Interno)</b><br>Rappresentazione allegorica del Consiglio, detta "Kleine Ratsrose"; olio su tavola del 1688 di  Johann Martin Geiger (Museo nazionale svizzero).<BR/>Al centro è raffigurata un'antica allegoria della giustizia (il giudice Bias di Priene piange perché ha dovuto condannare a morte un criminale); nel cerchio mediano sono posti gli stemmi delle <I>Rhoden</I> con i santi patroni e gli orsi armati; nel cerchio esterno i blasoni dei membri del Consiglio segreto dell'epoca. Nel palazzo comunale di Appenzello è conservato un rosone araldico realizzato nel 1651 da Hans Bildstein, molto simile dal profilo iconografico, detto "Grosse Ratsrose".<BR/><b>Appenzello (Interno)</b><br>L'ascensione di Cristo con i santi Maurizio (a sinistra) e Acacio (a destra), patroni di Appenzello; vetrata del 1599 (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Approvvigionamento economico del Paese

<b>Approvvigionamento economico del Paese</b><br>"Aumentare le coltivazioni o morire di fame?", manifesto delle società cooperative (1939), realizzato da  Hans Erni (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Architettura

<b>Architettura</b><br>"Zurigo scopre Le Corbusier", manifesto dell'esposizione organizzata in occasione dei dieci anni del Padiglione Le Corbusier a Zurigo nel 1977, realizzato dal grafico  Peter Hajnoczky (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Argovia

<b>Argovia</b><br>Cimitero ebraico fra Lengnau e Endingen, incisione di   Johann Balthasar Bullinger sulla base di un'immagine di Johann Rudolf Holzhalb tratta da<I> Johann Caspar Ulrichs Sammlung jüdischer Geschichten</I>, Basilea, 1768 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Attirati dalle fiere di Zurzach e dalla minore discriminazione nei baliaggi comuni, molti ebrei si stabilirono nella contea di Baden, soprattutto a Lengnau e a Endingen. Nel 1750 costruirono il loro cimitero a metà strada fra i due villaggi. In precedenza, dovevano inumare i loro defunti su un'isola del Reno (Judenäule) acquistata dalla città di Waldshut.<BR/>

Armi atomiche

<b>Armi atomiche</b><br>Manifesto del Movimento svizzero per la pace realizzato nel 1954 da  Hans Erni,   con un curioso errore nello slogan italiano (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Armi, produzione e commercio di

<b>Produzione e commercio di Armi</b><br>"Contro il commercio con la morte. Per il divieto all'esportazione di armi. Sì il 24 settembre", manifesto in vista della votazione del 1972 realizzato da  Stephan Bundi (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Arp, Hans [Jean] (1886-1966)

<b>Hans Arp</b><br>L'artista in compagnia di Sophie Taeuber nel suo atelier verso il 1918; fotografia anonima (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Le marionette sullo sfondo sono state create da Sophie Taeuber per il <I>Re Cervo</I> di Carlo Gozzi nel 1918 (attualmente in deposito presso il Museo Bellerive di Zurigo).<BR/>

Arte popolare

<b>Arte popolare</b><br>Insegna in legno dipinto della drogheria-merceria di Felix Künzle, Toggenburgo, realizzata verso il 1820 (Museo nazionale svizzero, LM 16-9997).<BR/>Le insegne, sia quelle in ferro battuto per le locande sia quelle in legno per i negozi, erano spesso opera di artigiani anonimi e costituiscono una delle numerose forme di espressione dell'arte popolare.<BR/>

Arti decorative

<b>Arti decorative</b><br>Organo ad armadio di Schwellbrunn, realizzato da un decoratore anonimo e datato 1811 (Museo nazionale svizzero).<BR/>L'organo era stato ordinato dal Consigliere appenzellese Johann Schweizer, di Schwellbrunn, per il suo salone. Falso legno ed elementi ornamentali dorati in stile Impero (alla moda) fanno da cornice alle pitture realizzate in uno stile campagnolo più popolare.<BR/><b>Arti decorative</b><br>Esposizione nazionale svizzera di belle arti e di arte applicata al palazzo delle Esposizioni di Ginevra nel 1931, manifesto di  Jean-Jacques Mennet (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>In questo anno le due esposizioni nazionali si tennero nello stesso luogo: la diciottesima esposizione nazionale svizzera di belle arti e la seconda esposizione nazionale di arte applicata, organizzata dall'L'Œuvre sotto la direzione del suo presidente, l'architetto Alphonse Laverrière, e di Gustave-Edouard Magnat. <BR/>

Arti grafiche

<b>Arti grafiche</b><br>Manifesto di un'esposizione tenutasi al Museo delle arti decorative di Losanna nel 1983, realizzato dal grafico  Werner Jeker (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Nel XX secolo le scuole e i musei di arti applicate di Basilea, Berna, Zurigo e Losanna - e in particolare la loro sezione di arti grafiche - hanno contribuito a restituire una notorietà internazionale alle arti grafiche svizzere.<BR/>

Artigianato del metallo

<b>Artigianato del metallo</b><br>Il fabbro, silografia tratta dal "Libro dei mestieri" (Das Ständebuch) del 1568, di Jost Ammann (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><BR/>

Artigianato

<b>Artigianato</b><br>"Esposizione a Heiden: artigianato e commercio nel villaggio", manifesto per una mostra all'albergo Freihof nel 1946  (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Arx, Cäsar von (1895-1949)

<b>Cäsar von Arx</b><br>Lo scrittore al suo tavolo di lavoro poco prima della morte  © KEYSTONE/Photopress.<BR/>

Asburgo, casa d'

<b>Casa d'Asburgo</b><br>Bara dell'imperatrice Zita nella cappella degli Asburgo nel convento di Muri nel marzo 1989, prima della sua traslazione a Vienna  © KEYSTONE.<BR/>Dal 1971 nella cappella di Nostra Signora di Loreto nel chiostro dell'antico convento di famiglia degli Asburgo si trova la cripta dei discendenti del casato. Vi è deposto il cuore di Zita di Borbone-Parma, ultima imperatrice d'Austria, accanto a quello del marito, l'imperatore Carlo I, deceduto nel 1922.<BR/>

Aschmann, Johann Jakob (1747-1809)

<b>Johann Jakob Aschmann</b><br>Manovre della Società militare di Zurigo nei pressi di Wallisellen il 20.8.1786  (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Assenzio

<b>Assenzio</b><br>Caricatura in riferimento alla votazione del 1908, apparsa nel giornale satirico ginevrino <I>Guguss'</I> (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Assicurazione contro la disoccupazione (AD)

<b>Assicurazione contro la disoccupazione (AD)</b><br>Foglio di controllo personale per l'assicurato, 1995 (Collezione privata) © Museo nazionale svizzero.<BR/>L'obbligo, imposto al disoccupato, di andare a "timbrare" con regolarità presso la cassa del proprio comune, lo pone sotto un controllo permanente. Il foglio di controllo dà diritto all'indennità soltanto se debitamente riempito e firmato.<BR/>

Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)

<b>Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)</b><br>"Per gli anziani e gli invalidi, sì all'iniziativa Rothenberger"; manifesto per la votazione del 24.5.1925, realizzato da  Carl Scherer (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><b>Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)</b><br>"Per le vedove e gli orfani, per gli anziani; sì all'assicurazione vecchiaia e superstiti"; manifesto per la votazione del 6.12.1931, realizzato da  Jules Courvoisier (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><b>Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)</b><br>Manifesto realizzato in occasione della votazione del 6.7.1947 da  Hans Erni  in favore dell'AVS e contro l'iniziativa dei movimenti padronali (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Assicurazioni

<b>Assicurazioni</b><br>Manifesto pubblicitario per un'agenzia di assicurazioni del 1954 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><BR/>

Attenhofer, Elsie (1909-1999)

<b>Elsie Attenhofer</b><br>Manifesto per uno spettacolo nel 1950, disegnato da   Hans Falk (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Austria

<b>Austria</b><br>Manifesto per la mostra della Secessione viennese del 1904, realizzato da  Ferdinand Hodler (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Hodler fu l'ospite d'onore della manifestazione, organizzata dal sodalizio artistico austriaco, a conferma del fatto che a cavallo del XX secolo il pittore svizzero era una figura importante nel panorama dell'avanguardia europea.<BR/><b>Austria</b><br>Manifesto per le esposizioni di arte austriaca, organizzate a Zurigo nel 1946 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il Kunsthaus e il Kunstgewerbemuseum ripresero due importanti esposizioni austriache, che permisero all'Austria di profilarsi come nuovo Stato indipendente con una forte tradizione culturale.<BR/>

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