Le voci con immagini
10/2017
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Aar

<b>Aar</b><br>Veduta dall'alto sull'Aar e il quartiere di Marzili a Berna, stampa a colori datata 1787 di   Johann Niklaus Schiel (Burgerbibliothek Bern).<BR/>Questa pittoresca veduta permette di osservare la diversità delle imbarcazioni e l'importanza del volume delle merci disposte lungo la banchina dell'imbarcadero del Marzili.<BR/><b>Aar</b><br>Manifesto turistico del 1981, stampato da   Brügger AG a Meiringen (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Dalla metà del XVIII secolo la parte «alpina» del fiume costituisce una grande attrazione turistica.<BR/>

Aarberg (comune)

<b>Aarberg (comune)</b><br>Il ponte in legno sull'Aar, disegno realizzato da  Eduard von Rodt (Bernisches Historisches Museum, Collezione von Rodt) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>L'architetto Eduard von Rodt, membro della commissione federale dei monumenti storici, ha rappresentato lo stato del ponte nel 1893. Nel corso dei secoli il ponte ha subito solo alcuni interventi di restauro, i più recenti nel 1786 e nel 1973. In alto a destra è riprodotta l'iscrizione apposta sul ponte nel 1568.<BR/>

Aarwangen (comune)

<b>Aarwangen (comune)</b><br>Certificato della Repubblica di Berna per un garzone macellaio di Langenthal, rilasciato nell'ottobre del 1777 dal maestro Ueli Mattis, di Gutenburg. Le tre vignette sono del maestro (<I>Kleinmeister</I>) bernese    Johann Ludwig Nöthiger (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Ab Yberg, Theodor

<b>Theodor Ab Yberg</b><br>Ritratto caricaturale (litografia), che stigmatizza l'azione del comandante conservatore svittese (Burgerbibliothek Bern).<BR/>

Abbigliamento

<b>Abbigliamento</b><br>Giovane donna in sottoveste con il suo sarto, illustrazione tratta dal  <I>Livre des Chefs d'Œuvre de la Maistrise des Tailleurs de Berne, 1730</I> di  Salomon Erb (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Il corsetto, in uso a partire dal XII secolo, specialmente nel XVIII secolo veniva allacciato molto stretto. Nell'illustrazione, una scena voyeuristica secondo il gusto dell'epoca, una donna in sottoveste è affiancata dal suo sarto che le porge un corsetto.<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Ritratto di Ulrich Bräker e di sua moglie Salome nata Ambühl; olio su tela dipinto nel 1793 da   Joseph Reinhart (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Mentre la maggior parte dei cicli pittorici sui costumi realizzati dai <I>Kleinmeister</I> svizzeri (<I>Trachtenbilder</I>) rappresenta un mondo contadino idealizzato, questo ritratto individualizzato è una precisa testimonianza dell'abbigliamento quotidiano nel Toggenburgo alla fine dell'<I>ancien régime</I>. Reinhart realizzò un vero e proprio reportage in tutte le regioni della Confederazione su richiesta di Johann Rudolf Meyer, un fabbricante argoviese di nastri in seta influenzato dallo spirito dell'Illuminismo. Le 127 tavole sono conservate al Bernisches Historisches Museum.<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Ritratto di Julie Willading; olio su tela dipinto nel 1792 da   Friedrich Oelenhainz (Museo nazionale svizzero).<BR/>La moglie di Emanuel Niklaus Willading, balivo di Nyon e alfiere a Berna, è ritratta abbigliata secondo la moda francese, in voga presso le famiglie del patriziato cittadino alla fine dell'<I>ancien régime</I>.<BR/><b>Abbigliamento</b><br>"Le Quattro Stagioni, il negozio per l'abbigliamento infantile", manifesto realizzato nel 1917 da  Robert Alexandre Convert (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Vetrina del negozio Bonnard a Losanna nel 1956; fotografia di  André Brandt (Musée historique de Lausanne).<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Manifesto pubblicitario per jeans, 1981 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Abbigliamento</b><br>Manifesto pubblicitario per cappelli di un negozio di Basilea, 1921 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Abeille, Joseph

<b>Joseph Abeille</b><br>Progetto per l'ospedale cittadino di Berna, elevazione della facciata sud, parte centrale (Burgerbibliothek Bern, Burgerspitalarchiv, BP 53).<BR/>

Abitazione

<b>Abitazione</b><br>Un salotto della buona società zurighese alla metà del XVIII secolo, incisione di  David Herrliberger  per la sua opera <I>Kurze Beschreibung der gottesdienstlichen Gebräuche [...]</I>, 1751 (Zentralbibliothek Zürich, Alte Drucke und Rara).<BR/><b>Abitazione</b><br>Copertina della pubblicazione <I>Befreites Wohnen</I>, che apparve a Zurigo e a Lipsia nel 1929 per iniziativa di    Sigfried Giedion (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>La triade "aria, luce, spazio aperto" divenne uno slogan degli anni '20. Giedion utilizzò per la copertina della sua opera una casa modello nella Wasserwerkstrasse a Zurigo, appena ultimata dall'architetto Max Ernst Haefeli.<BR/>

Aborto

<b>Aborto</b><br>"Sì alla soluzione dei termini"; manifesto della campagna referendaria del 1977-78 realizzato da   Daniel Will (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Acconciature

<b>Acconciature</b><br>Rinnovo dell'alleanza tra Luigi XIV e i Confederati a Notre-Dame, Parigi, l'8.11.1663; dettaglio dell'"arazzo dell'alleanza" di   Charles Le Brun (Museo nazionale svizzero).<BR/><b>Acconciature</b><br>"Gli anni Sessanta da Vogue", manifesto per un salone di parrucchiere di Bienne, 1993 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Le mode della seconda metà del XX secolo sono spesso una rivisitazione nostalgica di trend precedenti.<BR/><b>Acconciature</b><br>Donna e ragazza a Beckenried nel 1814; disegno acquerellato di  Ludwig Vogel (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Agasse, Jacques-Laurent

<b>Jacques-Laurent Agasse</b><br><I>Forge de Lausanne</I>, acquaforte di riproduzione, incisa nel 1800 da   Nicolas Schencker  da un dipinto del pittore ginevrino, attualmente conservato al Musée d'art et d'histoire a Ginevra (Musée historique de Lausanne).<BR/>

Agassiz, Louis

<b>Louis Agassiz</b><br>Ritratto dello scienziato, fotografia di   Paul Vionnet (Musée historique de Lausanne).<BR/>

Agenzie di stampa

<b>Agenzie di stampa</b><br>I reporter dell'agenzia Photopress Hans Gerber, Sepp Schmid e Walter Studer (da sinistra a destra) al Giro della Svizzera del 1941 o 1942  © KEYSTONE/Photopress.<BR/><BR/>

Alberghi (architettura)

<b>Alberghi (architettura)</b><br>Manifesto per il Grand Hôtel Giessbach, realizzato verso il 1918 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Dall'inizio del XIX secolo le cascate di Giessbach furono una meta di viaggio molto apprezzata dai turisti, che trovavano in loco una modesta locanda. Nel 1873 venne edificato un albergo; distrutto da un incendio dieci anni dopo, fu sostituito da un edificio ancora più grande in stile storicista.<BR/>

Alberghiera, industria

<b>Industria Alberghiera</b><br>Manifesto per l'albergo Victoria National a Basilea, realizzato nel 1930 da  Niklaus Stoecklin (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>I grandi alberghi affidavano spesso le loro campagne pubblicitarie ai grafici più prestigiosi del momento.<BR/>

Alchimia

<b>Alchimia</b><br>Manoscritto miniato anonimo, 1550 ca. (Universitätsbibliothek Basel, Handschriftenabteilung, L IV 1).<BR/>L'utilizzo di simbolismi sia nei testi sia nelle immagini rende spesso complessa l'interpretazione. <BR/>

Alimentazione

<b>Alimentazione</b><br>"L'alimentazione più sana", manifesto pubblicato da Coop, realizzato nel 1942 da  Herbert Leupin (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Allamand, François-Louis

<b>François-Louis Allamand</b><br>Ritratto (pastello), realizzato attorno al 1770 da un artista ignoto (Musée historique de Lausanne).<BR/>

Allamand, Jean-Nicolas-Sébastien

<b>Jean-Nicolas-Sébastien Allamand</b><br>Ritratto del fisico inciso da  Christian Prestel (Musée historique de Lausanne).<BR/>

Allevamento

<b>Allevamento</b><br>Il mese di maggio; illustrazione di un calendario dei mesi (incisa all'acquaforte) realizzato verso il 1660 da  Conrad Meyer (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>"Il mese di maggio risveglia le persone e il bestiame", dice il commento. Questa rappresentazione di una stalla arcadica è ben lontana dal riflettere le dure condizioni in cui vivevano i contadini del XVII secolo. La fabbricazione di formaggio si limitava alla stagione estiva poiché nei mesi invernali la produzione lattiera era fortemente ridotta.<BR/>

Almanacchi

<b>Almanacchi</b><br>Calendario per l'anno 1552, mesi gennaio-marzo, silografia stampata a Zurigo da  Eustachius Froschauer (Museo nazionale svizzero).<BR/><b>Almanacchi</b><br><I>Etrennes helvétiennes et patriotiques, pour l'an de Grâce 1789</I>, n. VII, Losanna, 1788 (Musée historique de Lausanne).<BR/>Nonostante il piccolo formato (11 cm), la pubblicazione contiene illustrazioni all'acquaforte ripiegate. Per l'anno della Rivoluzione francese, lo stampatore scelse nel 1788, in forma premonitoria, una veduta della cappella di Tell, eroe tutelare che i giacobini avrebbero associato a Bruto nel loro martirologio rivoluzionario.<BR/>

Alpeggiatura

<b>Alpeggiatura</b><br>Mungitura e preparazione del formaggio nel 1601, secondo un disegno di  Daniel Lindtmayer il Giovane (ETH-Bibliothek Zürich, Graphische Sammlung / 338.4 [Depos. GKS]).<BR/>Le mucche erano di piccole dimensioni (in confronto al vaccaio intento a mungere) e, generalmente, più magre di quelle rappresentate da Lindtmayer. In inverno, la produzione di latte era scarsa, e, fino alla fine del XIX secolo, quella di formaggio era limitata all'estate.<BR/>

Alpi

<b>Alpi</b><br>Veduta generale di Leukerbad nel 1786, acquerello di  Abraham Samuel Fischer (Biblioteca nazionale svizzera, collezione Gugelmann).<BR/>La calma trasmessa dalla raffigurazione della giornata estiva dà un'impressione probabilmente troppo idilliaca della vita quotidiana dei contadini di montagna, confrontati invece a numerose difficoltà di ordine materiale. Ciò nondimeno la veduta contiene informazioni interessanti. Le abitazioni raggruppate, tipiche delle alpi vallesane, sono di legno, mentre chiese e alberghi sono di pietra. Si notano inoltre i mezzi di trasporto assai diversificati, la partecipazione di donne nei lavori agricoli, e i primi segnali della nascita dell'industria turistica con la presenza di cittadini privilegiati in villeggiatura o per cure termali.<BR/><b>Alpi</b><br>Commercianti con la loro carovana ai piedi delle Alpi nel XVII secolo; disegno preparatorio per una vetrata di   Gottfried Stadler (Bernisches Historisches Museum, Depositum der Eidgenossenschaft) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Dei commercianti - forse mercanti zurighesi con vino della Valtellina - si congedano sulla piazza del villaggio davanti agli animali da soma carichi di barilotti. Sullo sfondo la testa della carovana sta già salendo per i sentieri di montagna.<BR/><b>Alpi</b><br>"E se i camion in transito prendessero il treno? Per l'Europa dei trasporti di domani, il 20 febbraio: Sì!" Manifesto per la votazione popolare del 20.2.1994 sull'iniziativa delle Alpi, realizzato da  Christina Borer (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Alpi</b><br>"Per belle escursioni in automobile: la Svizzera", manifesto commissionato nel 1935 dall'ufficio nazionale svizzero del turismo all'artista  Herbert Matter (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Alpi</b><br>Veduta del Rigi Kulm verso il 1820, dipinto di   Johann Heinrich Bleuler (Biblioteca nazionale svizzera, collezione Gugelmann).<BR/>Le Prealpi della Svizzera centrale, grazie ai loro numerosi punti di osservazione naturali, permisero lo studio di alte vette, di cui si temeva ancora la scalata. Il Rigi venne particolarmente apprezzato dai primi turisti, che alloggiarono nell'hôtel costruito nel 1816.<BR/><b>Alpi</b><br>Manifesto per l'Hôtel Belvédère sulla strada della Furka verso il 1906 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>L'Hôtel venne aperto nel 1882 da Joseph Seiler, già proprietario dell'Hôtel du Glacier du Rhône raffigurato nel medaglione. Il grafismo creò un'abile confusione nei luoghi, introducendo sulla strada della Furka un celebre simbolo alpino (<I>Postiglione del Gottardo</I> del 1874, dipinto di Rudolf Koller), diverse vedute sui ghiacciai del Rodano e la menzione degli stabilimenti vallesani della dinastia Seiler a Zermatt e a Riffelalp.<BR/>

Alpinismo

<b>Alpinismo</b><br>Ascensione di un gruppo di turisti sulle Alpi attorno al 1910 (Museo nazionale svizzero, collezione Herzog).<BR/>Dagli inizi del XX secolo, alcuni percorsi nei luoghi di maggior richiamo turistico vennero resi accessibili a un ampio pubblico grazie all'installazione di corde fisse; in tal modo furono molti a poter vivere le emozioni procurate dalla pratica di questo sport.<BR/>

Alto tradimento

<b>Alto tradimento</b><br>Manifesto del film di Richard Dindo e Niklaus Meienberg  <I>La fucilazione del traditore della patria Ernst S.,</I> realizzato nel 1977 dal grafico Pierre Brauchli (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Fucilato nel novembre 1942, Ernst S. fu uno dei ventidue cittadini svizzeri giustiziati per tradimento durante la seconda guerra mondiale. Il documentario traccia la storia del giovane, che vendette informazioni al consolato tedesco. Il film (1976), come pure il libro omonimo di Niklaus Meienberg (1977), mettono in relazione questa condanna, eseguita per "statuire un esempio", con l'impunità accordata a personalità svizzere di spicco, sospettate di aver collaborato con il regime nazista. L'opera fu molto controversa e suscitò un ampio dibattito.<BR/>

Ambiente

<b>Ambiente</b><br>Manifesto in vista della doppia votazione sulla protezione delle acque del 17.5.1992 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Furono posti in votazione due oggetti: il referendum sulla legge federale del 24.1.1991 sulla protezione delle acque e l'iniziativa popolare depositata nel 1984 "per la salvaguardia delle nostre acque". La legge fu accettata, l'iniziativa respinta.<BR/>

America latina

<b>America latina</b><br>"Piccola guida per Svizzeri che desiderano emigrare in Argentina", redatta e distribuita dall'Ufficio federale dell'emigrazione, edizione del 1911 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>L'opuscolo contiene informazioni pratiche sul viaggio, sulla legge svizzera sull'emigrazione, sui diritti e doveri degli immigrati in Argentina e su altre formalità. Informa sulle prospettive di lavoro, in particolare per gli agricoltori, mettendo tuttavia in guardia dall'idea di trovare facilmente un lavoro ben retribuito. Nella guida il numero di cittadini svizzeri che vivono in Argentina è stimato a 30'000.<BR/><b>America latina</b><br>Manifesto di un'esposizione al Kunsthaus di Zurigo del 1981, intitolata  <I>Fotografie Lateinamerika 1860 bis heute</I> (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><BR/>

Amiet, Cuno

<b>Cuno Amiet</b><br>L'artista al lavoro, fotografia di   A. Käser, Burgdorf (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Amnesty International (AI)

<b>Amnesty International (AI)</b><br>"No alla pena di morte", manifesto di una campagna del 1988 realizzato da   Stephan Bundi (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Anabattisti

<b>Anabattisti</b><br>"Henri Sumer e Jacob Mandel affogati a Baden, Anno 1582", incisione tratta dall'opera di Thieleman Janszoon van Braght, <I>Der Blutige Schau-Platz [...] der Taufs-Gesinnten [...]</I>, 1780 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Anderwert, Fridolin

<b>Fridolin Anderwert</b><br>Ritratto fotografico del Consigliere federale realizzato da  Emil Nicola-Karlen (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Andreae, Volkmar

<b>Volkmar Andreae</b><br>Il compositore mentre legge una partitura; fotografia anonima (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Animali dannosi

<b>Animali dannosi</b><br>Manifesto per il Gesarol, insetticida a base di DDT prodotto dalla ditta Geigy (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Animali domestici

<b>Animali domestici</b><br>Buoi che tirano un aratro; schizzo per una vetrata disegnato nel 1601 da  Daniel Lindtmayer (Museo nazionale svizzero, documentazione).<BR/><b>Animali domestici</b><br>Cavalli aggiogati all'aratro; schizzo per una vetrata disegnato nel 1601 da  Daniel Lindtmayer (Museo nazionale svizzero, documentazione).<BR/><b>Animali domestici</b><br>Manifesto pubblicitario disegnato nel 1961 da   Donald Brun (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Poiché i proprietari di animali domestici sono concentrati sempre più nelle città, la domanda di alimenti in scatola tende ad aumentare. Il cibo industriale per gatti e cani diviene dunque un'importante fonte di guadagno per l'industria agro-alimentare.<BR/>

Annabelle

<b>Annabelle</b><br>"Buongiorno Annabelle. La nuova grande azione di Annabelle per una Svizzera più amichevole", pubblicità della rivista; manifesto del 1975 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Anno liturgico

<b>Anno liturgico</b><br>Cristo sull'asino montato su ruote, proveniente da Steinen (SZ); scultura in legno di pino e di abete rosso policroma, dell'inizio dell'XI secolo, di 176,5 cm di altezza (Museo nazionale svizzero).<BR/>La statua veniva portata in processione la domenica delle palme in ricordo dell'entrata di Cristo a Gerusalemme all'inizio del tempo di Passione.<BR/>

Anshelm, Valerius

<b>Valerius Anshelm</b><br>Una pagina del manoscritto della cronaca della città di Berna che descrive gli avvenimenti del 1474 (Burgerbibliothek Bern, Mss.h.h.I.4, f. 41v).<BR/>

Anticlericalismo

<b>Anticlericalismo</b><br>"La caccia ai preti di Soletta"; caricatura di autore radicale anonimo del 1873 (Biblioteca nazionale svizzera, Collezione grafica).<BR/>L'anticlericalismo fu sovente molto violento nelle illustrazioni dell'epoca del Kulturkampf. In questo caso si fa riferimento alla soppressione dei conventi e alla destituzione del vescovo Eugène Lachat. Nel testo si legge: "Ma come soffia! Una boccata d'aria non può nuocere".<BR/>

Antisemitismo

<b>Antisemitismo</b><br>Miniatura tratta dall'<I>Amtliche Berner Chronik</I> di  Diebold Schilling,   1483  (Burgerbibliothek Bern, Mss.h.h.I.1, p. 44).<BR/>Nel 1294 gli ebrei di Berna vennero accusati dell'uccisione rituale di un bambino cristiano. Queste accuse, frequenti in tutto l'Occidente, scatenavano spesso atroci persecuzioni.<BR/><b>Antisemitismo</b><br>Questa caricatura apparve il 26.5.1933 nell'organo del Fronte nazionale <I>Der Eiserne Besen</I> (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Appenzello (Esterno)

<b>Appenzello (Esterno)</b><br>Concerto in famiglia; dettaglio di un dipinto sulle ante di un organo domestico realizzato nel 1811 da un artigiano appenzellese (probabilmente di Herisau o di Heiden) per la famiglia Schweizer-Preisig (Museo nazionale svizzero, LM-20848).<BR/><b>Appenzello (Esterno)</b><br>"Visitate l'Appenzello", manifesto turistico del 1933 realizzato da   Arnold Bossard (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>In primo piano, l'infrastruttura turistica (treni, strade, piscine); in secondo piano gli elementi di svago (paesaggi, monumenti) e la vita attiva, simboleggiata dai contadini e dalle ricamatrici.<BR/>

Appenzello (Interno)

<b>Appenzello (Interno)</b><br>Rappresentazione allegorica del Consiglio, detta "Kleine Ratsrose"; olio su tavola del 1688 di  Johann Martin Geiger (Museo nazionale svizzero).<BR/>Al centro è raffigurata un'antica allegoria della giustizia (il giudice Bias di Priene piange perché ha dovuto condannare a morte un criminale); nel cerchio mediano sono posti gli stemmi delle <I>Rhoden</I> con i santi patroni e gli orsi armati; nel cerchio esterno i blasoni dei membri del Consiglio segreto dell'epoca. Nel palazzo comunale di Appenzello è conservato un rosone araldico realizzato nel 1651 da Hans Bildstein, molto simile dal profilo iconografico, detto "Grosse Ratsrose".<BR/><b>Appenzello (Interno)</b><br>L'ascensione di Cristo con i santi Maurizio (a sinistra) e Acacio (a destra), patroni di Appenzello; vetrata del 1599 (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Approvvigionamento economico del Paese

<b>Approvvigionamento economico del Paese</b><br>"Aumentare le coltivazioni o morire di fame?", manifesto delle società cooperative (1939), realizzato da  Hans Erni (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Aratro

<b>Aratro</b><br>Tre tipi di aratro della fine del XVIII secolo, raffigurati su una tavola annessa all'opera di  Hans Rudolph Schinz, <I>Beyträge zur nähern Kenntniss des Schweizerlandes</I>, Zurigo, Füssli, 1784, vol. 5 (Burgerbibliothek Bern).<BR/>

Archeologia

<b>Archeologia</b><br>Indagini archeologiche nel lago di Ginevra nel 1854 (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Munito di uno scafandro in latta bianca, il ricercatore bernese Adolf von Morlot studia le palafitte davanti a Morges il 24.8.1854, assistito dallo storico François Forel e dal conservatore delle antichità del Museo cantonale di Losanna Frédéric-Louis Troyon. Imprese pericolose di questo genere erano verosimilmente piuttosto rare prima dell'introduzione, nel XX secolo, di attrezzature specifiche da palombaro.<BR/>

Architettura

<b>Architettura</b><br>"Zurigo scopre Le Corbusier", manifesto dell'esposizione organizzata in occasione dei dieci anni del Padiglione Le Corbusier a Zurigo nel 1977, realizzato dal grafico  Peter Hajnoczky (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Argovia, affare dei conventi di

<b>Affare dei conventi di Argovia</b><br><I>Ricordi argoviesi, 1841</I>, silografia anonima (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Questa caricatura anticattolica stigmatizza la presunta indisciplina e vita dissoluta nei conventi e testimonia la violenza delle polemiche e delle tensioni confessionali che condussero al Sonderbund (1845-1847), periodo durante il quale questa caricatura, dai toni forti, venne probabilmente diffusa.<BR/>

Argovia

<b>Argovia</b><br>Cimitero ebraico fra Lengnau e Endingen, incisione di   Johann Balthasar Bullinger sulla base di un'immagine di Johann Rudolf Holzhalb tratta da<I> Johann Caspar Ulrichs Sammlung jüdischer Geschichten</I>, Basilea, 1768 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Attirati dalle fiere di Zurzach e dalla minore discriminazione nei baliaggi comuni, molti ebrei si stabilirono nella contea di Baden, soprattutto a Lengnau e a Endingen. Nel 1750 costruirono il loro cimitero a metà strada fra i due villaggi. In precedenza, dovevano inumare i loro defunti su un'isola del Reno (Judenäule) acquistata dalla città di Waldshut.<BR/>

Armamento

<b>Armamento</b><br>Costruzione di un cannone all'arsenale di Zurigo, acquaforte di  Johann Melchior Füssli   in <I>Neujahrsblatt der Gesellschaft der Constaffler und Feuerwerker im Zeughaus</I>, 1715 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/><b>Armamento</b><br>L'aiutante Fuhrer di Anwil, contingente di Basilea; acquerello di  Franz Feyerabend (Universitätsbibliothek Basel, Handschriftenabteilung).<BR/>Il caricaturista si è accontentato di una gentile allusione all'eroe tutelare nel fondo dell'immagine, essendo la divisa dell'aiutante perfettamente conforme a quella regolamentare. Feyerabend realizzò una serie di acquerelli che rappresentavano le diverse uniformi dei contingenti cantonali inviati a Basilea nel 1792, per proteggere le frontiere nel quadro della neutralità armata decretata dalla Dieta federale durante la prima guerra di coalizione.<BR/>

Armi atomiche

<b>Armi atomiche</b><br>Manifesto del Movimento svizzero per la pace realizzato nel 1954 da  Hans Erni,   con un curioso errore nello slogan italiano (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Armi, produzione e commercio di

<b>Produzione e commercio di armi</b><br>Descrizione del caricamento di un cannone, acquaforte di  Johann Melchior Füssli,  in <I>Neujahrsblatt der Gesellschaft der Constaflern und Feuerwerkern im Zeughause zu Zürich</I>, 1717 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/><b>Produzione e commercio di armi</b><br>"Contro il commercio con la morte. Per il divieto all'esportazione di armi. Sì il 24 settembre", manifesto in vista della votazione del 1972 realizzato da  Stephan Bundi (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Arp, Hans

<b>Hans Arp</b><br>L'artista in compagnia di Sophie Taeuber nel suo atelier verso il 1918; fotografia anonima (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Le marionette sullo sfondo sono state create da Sophie Taeuber per il <I>Re Cervo</I> di Carlo Gozzi nel 1918 (attualmente in deposito presso il Museo Bellerive di Zurigo).<BR/>

Arsenali

<b>Arsenali</b><br>Fabbricazione di pallottole all'arsenale di Zurigo; acquaforte di  Johann Melchior Füssli   nel <I>Neujahrsblatt der Constaffler und Feuerwerker im Zeughaus</I>, 1718 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>

Arte popolare

<b>Arte popolare</b><br>Insegna in legno dipinto della drogheria-merceria di Felix Künzle, Toggenburgo, realizzata verso il 1820 (Museo nazionale svizzero, LM 16-9997).<BR/>Le insegne, sia quelle in ferro battuto per le locande sia quelle in legno per i negozi, erano spesso opera di artigiani anonimi e costituiscono una delle numerose forme di espressione dell'arte popolare.<BR/>

Arte, mercato dell'

<b>Mercato dell'Arte</b><br>Vendita all'asta della galleria Koller a Zurigo nel novembre del 1964, manifesto di  Walter Grieder (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Arti decorative

<b>Arti decorative</b><br>Organo ad armadio di Schwellbrunn, realizzato da un decoratore anonimo e datato 1811 (Museo nazionale svizzero).<BR/>L'organo era stato ordinato dal Consigliere appenzellese Johann Schweizer, di Schwellbrunn, per il suo salone. Falso legno ed elementi ornamentali dorati in stile Impero (alla moda) fanno da cornice alle pitture realizzate in uno stile campagnolo più popolare.<BR/><b>Arti decorative</b><br>Manifesto dell'Esposizione nazionale di arte applicata tenutasi nel 1922 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>La prima esposizione di arte applicata, organizzata congiuntamente dall'Œuvre e dallo Schweizerischer Werkbund, ebbe luogo a Losanna, sotto gli auspici dei cinque membri della commissione federale delle arti applicate, creata nel 1917.<BR/><b>Arti decorative</b><br>Esposizione nazionale svizzera di belle arti e di arte applicata al palazzo delle Esposizioni di Ginevra nel 1931, manifesto di  Jean-Jacques Mennet (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>In questo anno le due esposizioni nazionali si tennero nello stesso luogo: la diciottesima esposizione nazionale svizzera di belle arti e la seconda esposizione nazionale di arte applicata, organizzata dall'L'Œuvre sotto la direzione del suo presidente, l'architetto Alphonse Laverrière, e di Gustave-Edouard Magnat. <BR/>

Arti grafiche

<b>Arti grafiche</b><br>Manifesto di un'esposizione tenutasi al Museo delle arti decorative di Losanna nel 1983, realizzato dal grafico  Werner Jeker (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Nel XX secolo le scuole e i musei di arti applicate di Basilea, Berna, Zurigo e Losanna - e in particolare la loro sezione di arti grafiche - hanno contribuito a restituire una notorietà internazionale alle arti grafiche svizzere.<BR/>

Artigianato del metallo

<b>Artigianato del metallo</b><br>Il fabbro, silografia tratta dal "Libro dei mestieri" (Das Ständebuch) del 1568, di Jost Ammann (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><BR/><b>Artigianato del metallo</b><br>Fabbro ferraio che forgia una barra di ferro per la produzione di chiodi, fotografato a Obersulz nel 1940 (Museo nazionale svizzero, Acualités suisses Lausanne, Presse-Diffusion).<BR/>Durante la seconda guerra mondiale, la piccola frazione argoviese di Obersulz diede nuovo vigore all'artigianato locale: i suoi abitanti fabbricavano chiodi per le scarpe d'ordinanza dei soldati mobilitati.<BR/>

Artigianato

<b>Artigianato</b><br>Il calzolaio, incisione su legno tratta dallo <I>Ständebuch</I> (1568) di Jost Ammann (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><b>Artigianato</b><br>Il sarto, incisione su legno tratta dallo <I>Ständebuch</I> (1568) di Jost Ammann (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><b>Artigianato</b><br>Certificato di qualifica per un garzone ventinovenne di Augusta, che aveva lavorato 23 settimane presso un maestro falegname di Aarau, datato 16.1.1792 (Museo nazionale svizzero).<BR/>Questo attestato valeva al tempo stesso come certificato, come raccomandazione e come lasciapassare per colui che lo deteneva, il che spiega le specificazioni in merito alla statura, al colore dei capelli e all'età.<BR/><b>Artigianato</b><br>"Esposizione a Heiden: artigianato e commercio nel villaggio", manifesto per una mostra all'albergo Freihof nel 1946  (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><b>Artigianato</b><br>Laboratorio familiare in cui si fabbricano chiodi a Obersulz (Museo nazionale svizzero, Actualités suisses Lausanne).<BR/>Nella piccola frazione argoviese (200 abitanti nel 1940) la seconda guerra mondiale diede nuovo vigore all'artigianato locale: tutti gli uomini del villaggio lavoravano per la Confederazione e fornivano chiodi per le scarpe d'ordinanza dei soldati mobilitati. Le donne e i bambini si occupavano dei lavori della fattoria.<BR/>

Artiglieria

<b>Artiglieria</b><br>Calcolo delle traiettorie secondo il metodo trigonometrico; acquerello di  Johann Melchior Füssli  nel <I>Neujahrsblatt der Gesellschaft der Constaflern und Feuerwerkern im Zeughause zu Zürich</I>, 1726 (Museo nazionale svizzero, documentazione).<BR/>

Arx, Cäsar von

<b>Cäsar von Arx</b><br>Lo scrittore al suo tavolo di lavoro poco prima della morte  © KEYSTONE/Photopress.<BR/>

Asburgo, casa d'

<b>Casa d'Asburgo</b><br>Bara dell'imperatrice Zita nella cappella degli Asburgo nel convento di Muri nel marzo 1989, prima della sua traslazione a Vienna  © KEYSTONE.<BR/>Dal 1971 nella cappella di Nostra Signora di Loreto nel chiostro dell'antico convento di famiglia degli Asburgo si trova la cripta dei discendenti del casato. Vi è deposto il cuore di Zita di Borbone-Parma, ultima imperatrice d'Austria, accanto a quello del marito, l'imperatore Carlo I, deceduto nel 1922.<BR/>

Aschmann, Johann Jakob

<b>Johann Jakob Aschmann</b><br>Manovre della Società militare di Zurigo nei pressi di Wallisellen il 20.8.1786  (Museo nazionale svizzero).<BR/>

Asilo

<b>Asilo</b><br>Ritratto di Jean-Antoine Oboussier e di sua figlia, olio su tela di autore anonimo, verso il 1770 (Musée historique de Lausanne).<BR/>La famiglia Oboussier, originaria del Delfinato, rifugiata dal 1685, ottenne la cittadinanza di Losanna nel 1768. La maggior parte degli ugonotti si integrarono bene nella vita economica del paese di accoglienza; Jean-Antoine divenne persino sindaco dopo la rivoluzione vodese del 1798.<BR/>

Assenzio

<b>Assenzio</b><br>Caricatura in riferimento alla votazione del 1908, apparsa nel giornale satirico ginevrino <I>Guguss'</I> (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Assicurazione contro la disoccupazione (AD)

<b>Assicurazione contro la disoccupazione (AD)</b><br>Foglio di controllo personale per l'assicurato, 1995 (Collezione privata) © Museo nazionale svizzero.<BR/>L'obbligo, imposto al disoccupato, di andare a "timbrare" con regolarità presso la cassa del proprio comune, lo pone sotto un controllo permanente. Il foglio di controllo dà diritto all'indennità soltanto se debitamente riempito e firmato.<BR/>

Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)

<b>Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)</b><br>"Per gli anziani e gli invalidi, sì all'iniziativa Rothenberger"; manifesto per la votazione del 24.5.1925, realizzato da  Carl Scherer (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><b>Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)</b><br>"Per le vedove e gli orfani, per gli anziani; sì all'assicurazione vecchiaia e superstiti"; manifesto per la votazione del 6.12.1931, realizzato da  Jules Courvoisier (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/><b>Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)</b><br>Manifesto realizzato in occasione della votazione del 6.7.1947 da  Hans Erni  in favore dell'AVS e contro l'iniziativa dei movimenti padronali (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>

Assicurazioni

<b>Assicurazioni</b><br>Manifesto pubblicitario per un'agenzia di assicurazioni del 1954 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><BR/>

Attenhofer, Elsie

<b>Elsie Attenhofer</b><br>Manifesto per uno spettacolo nel 1950, disegnato da   Hans Falk (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>

Äusserer Stand

<b>Äusserer Stand</b><br>Processione del lunedì di Pasqua del 1781; acquaforte all'acquerello di   Johannes Müller (Burgerbibliothek Bern).<BR/>

Austria

<b>Austria</b><br>Manifesto per la mostra della Secessione viennese del 1904, realizzato da  Ferdinand Hodler (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Hodler fu l'ospite d'onore della manifestazione, organizzata dal sodalizio artistico austriaco, a conferma del fatto che a cavallo del XX secolo il pittore svizzero era una figura importante nel panorama dell'avanguardia europea.<BR/><b>Austria</b><br>Manifesto per le esposizioni di arte austriaca, organizzate a Zurigo nel 1946 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il Kunsthaus e il Kunstgewerbemuseum ripresero due importanti esposizioni austriache, che permisero all'Austria di profilarsi come nuovo Stato indipendente con una forte tradizione culturale.<BR/>

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