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Attualità / Il tema attuale
11/2017

Attorno all’anniversario della Rivoluzione russa

Il centenario della Rivoluzione russa è stato ricordato quest’anno attraverso diverse manifestazioni, pubblicazioni e trasmissioni. Quale terra d’accoglienza di numerosi esiliati politici russi a partire dalla seconda metà del XIX secolo, la Svizzera si colloca in una posizione particolare in quello che fu uno degli avvenimenti più significativi del XX secolo (Rivoluzione d’Ottobre).

Julia Richers, professoressa all’Università di Berna, specialista di storia della Russia e dell’Unione Sovietica, ci presenta qui una sua visione su questo significativo stravolgimento. La ringraziamo calorosamente per il suo contributo. A seguire vi proponiamo una rievocazione dei legami fra la Russia e la Svizzera prima del 1917.

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Attualità / Il tema attuale
02/2018

Onde radio e piccolo schermo: uno sguardo sulla storia dei mass media

I due mass media radio e televisione fanno parte da decenni della nostra quotidianità. Le prime stazioni emittenti radio risalgono agli anni 1920-1930, il servizio televisivo regolare al 1958. Il finanziamento di questi mezzi di comunicazione, così come il ruolo che si intende loro assegnare, sono stati recentemente oggetto di accesi dibattiti fra sostenitori e contrari alla soppressione del canone di ricezione radiofonica e televisiva, proposta dall’iniziativa denominata «No Billag», respinta dal popolo svizzero il 4 marzo 2018.

François Vallotton, professore ordinario all’Università di Losanna e specialista della storia dell’audiovisivo in Svizzera, mette in luce qui di seguito, per i lettori del DSS, un aspetto di questa interessante tematica. François Vallotton è anche membro della commissione responsabile della direzione strategica del DSS in seno all’Accademia svizzera di scienze umane e sociali. Il DSS lo ringrazia vivamente per la gentile collaborazione.

 

SSR e service public
La Società svizzera di radiodiffusione, fondata nel 1931, contribuisce a creare il quadro tecnico, politico e giuridico che caratterizzerà il sistema audiovisivo svizzero del cinquantennio successivo. A questa associazione nazionale di diritto privato, subentrata a diverse società radiofoniche locali, fu affidato il monopolio sulle onde radio mediante un contratto di prestazioni legato a una concessione pubblica. Tale mandato di service public si basa su alcuni concetti chiave: un finanziamento solidale delle tre emittenti (Beromünster, Sottens e Monte Ceneri) e degli studi regionali attraverso un sistema di perequazione finanziaria, una copertura su tutto il territorio della Confederazione, la neutralità politica e l’autonomia nei confronti di tutti i gruppi privati (nessuna pubblicità) e dello Stato. Tali principi sopravvivranno all’avvento della televisione, fatta eccezione per la pubblicità, introdotta in questo nuovo media nel 1965. Nello stesso periodo l’idea di servizio pubblico si estende, integrando principi deontologici (la garanzia di obiettività), la difesa delle minoranze e il perseguimento di obiettivi educativi e culturali.

La messa in discussione del monopolio
All’inizio degli anni 1970-1980, il monopolio della SSR è messo in discussione sia dalla destra (principalmente dall’UDC e dalla lobby nota come Hofer-Club, creata nel 1974) sia da alcuni ambienti di sinistra che ne criticano il carattere ufficiale. Con l’intensificarsi in Europa dei dibattiti sulla liberalizzazione del settore, anche attori privati si mobilitano per abolire la posizione di esclusività della SSR, ciò che si concretizza nel 1983. Con la nuova legge sulla radiotelevisione del 1991, viene introdotta la ripartizione del canone a favore di stazioni e operatori privati, in seguito allargata. Ma gli interessi di alcuni grandi editori si fanno più marcati. Cavalcando l’onda neoliberale che agita la sfera politico-economica degli anni 1990-2000, un collettivo guidato dal diplomatico ed economista David de Pury cerca nel 1991 di lanciare un’iniziativa popolare volta a privatizzare la SSR. Le firme non verranno raccolte e, nel dibattito sulla nuova legge del 2006, il Parlamento vigilerà affinché sia garantita la concorrenzialità del servizio pubblico di fronte all’accresciuta competitività internazionale. Nel contempo viene introdotta la distinzione tra emittenti o canali detentori di una concessione (quindi beneficiari di una parte del canone ma legati a un mandato di prestazioni) e quelli che ne sono privi.

La trasformazione della fruizione e la crisi dei media
Alle questioni politiche ed economiche che continuano ad animare il dibattito attorno al service public nel decennio successivo e fino ai giorni nostri, si aggiungeranno due nuovi elementi. L’introduzione del digitale modifica le pratiche di consumo dell’audiovisivo, sullo schermo e on demand, mentre la fruizione gratuita dei contenuti diviene la norma per le nuove generazioni. Il pagamento di un canone, generalizzato nel 2015, è considerato da taluni insostenibile sia sul piano finanziario che su quello filosofico (si vuole pagare solo ciò che si consuma). Il panorama mediatico viene inoltre radicalmente sconvolto dalla crisi generalizzata dei media tradizionali, in particolare la stampa, da una parte e dall’arrivo di nuovi attori come gli operatori di comunicazione o i grandi gruppi multimediali globalizzati dall’altra. Il dibattito tra i seguaci di una pura liberalizzazione e i fautori di una necessaria regolamentazione si inasprisce con il lancio dell’iniziativa detta No Billag, respinta dal popolo il 4 marzo 2018 e volta a sopprimere ogni finanziamento dell’audiovisivo da parte della Confederazione nonché il mandato di servizio pubblico così come è definito nella Costituzione (art. 93, cpv. 2).

François Vallotton, professore di storia contemporanea all’Università di Losanna (traduzione di Valeria Wyler)

F. Vallotton è attualmente co-responsabile di un progetto sulla storia della televisione svizzera prima dell’uso generalizzato del digitale: «Au-delà du service public: pour une histoire élargie de la télévision en Suisse, 1960 à 2000».

 

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11/2017

La Rivoluzione russa e la Svizzera

La fuga in Svizzera
Fino allo scoppio della Rivoluzione di Febbraio del 1917 le organizzazioni marxiste e socialdemocratiche non ebbero vita facile in Russia. Poco dopo la loro istituzione furono infatti vietate e i loro membri arrestati o esiliati. Molte socialiste e molti socialisti scamparono il carcere fuggendo nei Paesi occidentali. In questo la Svizzera ebbe un ruolo di primo piano. La sua stabilità politica e la sua neutralità come pure le libertà di stampa, di associazione e di riunione garantite dalla Costituzione federale, che tutelavano da persecuzioni politiche, furono fattori determinanti per l’immigrazione dalla Russia. Una prima grande colonia russa si formò in quel periodo a Ginevra, dove nel 1883 Georgij Plechanov, Pavel Axelrod, Vera Zasulic e altri fondarono l’influente gruppo marxista Liberazione del lavoro. Insieme a Lenin e Julij Martov pubblicarono dal 1900/1901 «Iskra» (scintilla), l’importante organo del partito operaio socialdemocratico russo, fondato a Minsk nel 1898.

Dopo Ginevra, anche le città universitarie di Zurigo e Berna furono rifugi di particolare rilievo. Una peculiarità della Svizzera è comunque il fatto che la storia rivoluzionaria si è svolta non solo nei centri urbani, ma anche in luoghi discosti come Davos, Beatenberg, Sörenberg, Zimmerwald e Kiental.

A lungo la ricerca ha tramandato l’immagine della vita isolata del rivoluzionario in esilio. A un esame più attento salta però all’occhio come in occasione di parecchie manifestazioni furono intessute strette reti di amicizia tra la socialdemocrazia svizzera e i rivoluzionari in esilio, destinate a diventare fondamentali durante la prima guerra mondiale. La solidità di questi vincoli emerge anche dalla notevole frequenza di matrimoni fra socialdemocratici svizzeri e rivoluzionarie russe, come nel caso di Robert Grimm e Rosa Grimm o di Fritz Brupbacher e Lydia Kotschetkova, e anche di Fritz Platten, che si legò più volte a rivoluzionarie russe.

La Svizzera, sede di conferenze per gli oppositori al conflitto
Molti esiliati russi si trovavano in Svizzera all’inizio della prima guerra mondiale. Altri vi giunsero nel corso delle prime settimane del conflitto, come Lenin e la moglie Nadezda Krupskaja, Gregorij Zinov’ev, Angelica Balabanoff e Lev Trockij. Essi furono estremamente attivi in seno alle numerose conferenze socialiste contro la guerra tenutesi a Berna e nei dintorni nel 1915/1916. A queste si ascrivono anche le conferenze segrete organizzate da Grimm a Zimmerwald e Kiental. Ciò che univa i partecipanti a questi convegni era l’appassionata lotta contro la guerra, ciò che li separava inconciliabilmente era la questione circa il mezzo con cui combatterla e la tattica dell’azione di pace: andava percorsa la via democratico-parlamentare o quella del sovvertimento rivoluzionario? Attorno a Lenin si formò allora la cerchia della cosiddetta sinistra di Zimmerwald che progettava di trasformare il prima possibile il conflitto in una guerra civile rivoluzionaria. Lenin, seppure in minoranza, riuscì qui a costruire un blocco radicale e con questo a scindere il movimiento di Zimmerwald in un’ala rivoluzionaria e in una centrista moderata.

La Rivoluzione di Febbraio e il ritorno nella Russia
L’inattesa notizia dello scoppio della Rivoluzione di Febbraio fu per tutti una sorpresa nel 1917. Per le rivoluzionarie e i rivoluzionari russi rifugiatisi in Svizzera fu pressoché intollerabile non poter partecipare ai grandi sovvertimenti per i quali avevano sacrificato anni delle loro vite. In tempi relativamente brevi vennero architettati piani di rientro, ma data la situazione di conflitto questi si rivelarono irti di ostacoli. Fu inoltre prontamente fondato un comitato centrale per il rientro in patria degli emigranti russi in Svizzera, a tutela dei 564 esiliati, donne e uomini, che si erano riconosciuti nel movimento di Zimmerwald. Del comitato, accanto ai menscevichi, facevano parte bolscevichi, socialrivoluzionari e membri dell’Unione generale dei lavoratori ebrei.

Attraverso il Consigliere federale Arthur Hoffmann, Grimm venne incaricato di stabilire un contatto con l’ambasciata tedesca a Berna, per sondare la possibilità di rientrare in patria passando per la Germania. I Tedeschi, che da parte dei rivoluzionari speravano in una massiccia destabilizzazione della Russia, acconsentirono rapidamente e misero a disposizione un treno, che il 9 aprile 1917 lasciò la stazione centrale di Zurigo. Sul treno, accompagnato da Platten, accanto a Lenin, Krupskaja, Zinov’ev e Karl Radek viaggiarono anche numerosi altri rivoluzionari, tutti protagonisti nella successiva Rivoluzione d’Ottobre.

Mentre la Rivoluzione di Febbraio in Svizzera era stata ancora giudicata in larga misura positiva, la Rivoluzione d’Ottobre fu stigmatizzata da molti alla luce del suo carattere destabilizzante, della sua radicalità e dell’insito rischio di una sua espansione. Così una parte della Svizzera politica vide nello sciopero generale nel novembre del 1918 un esito dell’agitazione bolscevica. La rappresentanza quasi-diplomatica della Russia rivoluzionaria, la missione sovietica a Berna, fu espulsa dal Paese e vennero interrotti seduta stante i contatti con il primo Stato socialista al mondo.

Julia Richers
professoressa ordinaria di storia contemporanea generale e dell’Europa orientale
(traduzione di Valeria Wyler)

Per un approfondimento
Julia Richers, «Die Schweiz als Zufluchtsort und Wegbereiterin der Revolution», in: 1917 Revolution. Russland und die Folgen, a cura di Deutsches Historisches Museum, Museo nazionale svizzero, 2017, 69-81.

Sul tema della Rivoluzione russa si veda anche l’e-dossier dei Documenti diplomatici svizzeri.

 

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Attualità / Il tema attuale
11/2017

Svizzera-Russia: migrazioni e viaggi

Allo scoppio della Rivoluzione russa del 1917, i legami fra la Russia e la Svizzera vantavano già una storia vecchia di secoli. Oltre a quella delle relazioni fra due Paesi, essa è anche la storia di decine di migliaia di individui, uomini e donne, che da ovest si spostarono a est e viceversa, talora per un periodo, talora per sempre.

Verso est
Dalla fine del XVII secolo al 1917, più di 20'000 Svizzeri si stabilirono nell’Impero degli zar che, avviato verso una modernizzazione ispirata all’Occidente, offriva prospettive interessanti in ambiti vari, come agricoltura, architettura, scienze, industria e insegnamento privato. Talune personalità furono vicine al potere, ad esempio François Le Fort, amico di Pietro il Grande, o Frédéric-César de La Harpe, precettore del futuro zar Alessandro I. Alcuni matematici di spicco, tra cui Leonhard Euler, insegnarono all’Accademia imperiale delle scienze. Nel XIX secolo alcuni casari bernesi, emigrati a causa della crisi dell’economia lattiera alpina, portarono le loro competenze alla produzione russa. Viticoltori vodesi crearono una colonia presso Odessa, su invito di Alessandro I. Numerose donne romande trovarono uno sbocco come governanti in famiglie dell’alta società e persino in quella imperiale, come Jeanne Huc-Mazelet. Dopo la Rivoluzione, all’incirca 8000 persone dovettero ritornare in Svizzera, spesso prive di mezzi.

San Pietroburgo e Mosca: l’impronta “ticinese”
La fisionomia delle capitali imperiali deve moltissimo agli architetti originari delle terre ticinesi. Domenico Trezzini, chiamato nel 1703 da Pietro il Grande a San Pietroburgo, ebbe un ruolo di primo piano nell’edificazione della nuova capitale. In qualità di urbanista pianificò intere zone della città e realizzò molte opere importanti, come la cattedrale dei SS. Pietro e Paolo. Domenico Gilardi, figlio di Giovanni Battista, prese parte alla ricostruzione di Mosca dopo l’incendio del 1812. Tra le generazioni di costruttori ticinesi attivi in Russia dal XV al XIX secolo figurano anche Carlo Rossi e Ippolito Monighetti, che diresse anche la costruzione della chiesa ortodossa di Vevey.

Verso ovest
Seppure per motivi differenti, la Svizzera esercitò a sua volta una forte attrazione sui Russi prima della Grande guerra. Nikolaj Michajlovic Karamzin, attraverso i suoi scritti e le sue traduzioni di autori svizzeri, contribuì a diffondere una visione idilliaca del Paese tra le élite russe. Gli aristocratici visitavano la Svizzera quali turisti. Alcuni l’apprezzavano al punto da risiedervi regolarmente. Molti turbercolotici si facevano curare nei sanatori. Il governo russo aprì pure un consolato a Davos nel 1911. Alcuni scrittori, tra i più grandi letterati russi, soggiornarono più o meno a lungo in Svizzera, come Dostoevskij, Gogol, Tourgueniev e Tolstoj. Dal 1860 gli oppositori politici giunsero in Svizzera, dove proseguirono la loro lotta. Tra loro si trovano personalità di spicco dell’anarchismo e del comunismo, come Bakunin, Kropotkin, Trockij e Lenin. Infine gli studenti russi in Svizzera costituivano un gruppo molto importante, che nell’estate del 1914 corrispondeva a più di un quarto degli effettivi delle Università del Paese. L’afflusso di Russi in Svizzera fu fermato dalla guerra e dalla Rivoluzione.

Un caso particolare: gli studenti
La maggior parte degli studenti russi nelle Università svizzere erano donne. La femminilizzazione delle alte scuole, osservabile dalla fine del XIX all’inizio del XX secolo, è ampiamente attribuibile a loro. Nell’Impero russo, le donne, in particolare fra le minoranze discriminate, avevano scarse opportunità di accedere agli studi superiori, mentre in Svizzera, le Università aprirono loro le porte nel corso della seconda metà del XIX secolo. Le Russe erano soprattutto presenti nelle facoltà di medicina, come Nadezda Suslova, prima donna a conseguire un dottorato in Svizzera nel 1867 (Zurigo), o Lina Stern, prima professoressa straordinaria dell’Università di Ginevra (1918). Un’altra pioniera, la filosofa Anna Tumarkin, ottenne l’abilitazione all’Università di Berna nel 1898 e divenne la prima insegnante.

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08/2017

Pascolare con il bestiame: la carestia del 1816-1817

Nell’aprile del 1815, ben lontano dall’Europa allora ancora in balia degli ultimi sussulti dell’età napoleonica, ebbe luogo l’eruzione del vulcano indonesiano di Tambora, la più violenta mai registrata. Il clima ne fu colpito in modo duraturo a livello mondiale, con un sensibile abbassamento delle temperature dalle conseguenze drammatiche in diversi luoghi. Fu così che la Svizzera, fortemente toccata da questo raffreddamento, visse, dal 1816 – il cosiddetto anno senza estate – al 1817, la sua ultima grande carestia.

Lo storico dell’ambiente Daniel Krämer, collaboratore scientifico presso il Fondo nazionale svizzero, ha indagato questo avvenimento nella sua tesi di dottorato e propone qui ai lettori del DSS una riflessione sull’argomento. Lo ringraziamo sentitamente per il suo contributo.

 

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Attualità / Il tema attuale
08/2017

L’ultima grande carestia in Svizzera negli anni 1816-1817

L’eruzione del Tambora sull’isola indonesiana di Sumbawa il 10 aprile 1815 fu un avvenimento “glocale”: da una parte una catastrofe naturale locale, che causò la morte di decine di migliaia di persone, dall’altra un evento globale, poiché le ripercussioni climatiche dell’eruzione si fecero sentire nel mondo intero. Nella primavera del 1816 nell’emisfero settentrionale le temperature subirono un netto calo e diedero luogo in vaste zone dell’Europa all’ultimo anno senza estate della sua storia. Nell'estate del 1816 in Svizzera nevicò pressoché ogni settimana fino in pianura, le messi e l’uva non maturarono e in autunno si dovettero cavare le patate da sotto la neve. Sull’Altopiano nei mesi estivi le temperature furono inferiori di circa 4 gradi rispetto ai valori medi attuali.

Carestia nella Svizzera orientale
Probabilmente nessun Paese patì più della Svizzera le conseguenze di questo anno di crisi. «Carovita! Fame!» divennero le parole chiave dell’epoca in seguito ai cattivi raccolti del 1816. Tuttavia la vita quotidiana non fu parimenti difficile in tutte le regioni. Nella Svizzera occidentale vi fu una penuria di generi alimentari, ma nessuno morì di fame, mentre nella Svizzera centrale si lamentarono sporadici decessi. La più colpita fu la Svizzera orientale, dove povertà e indigenza spinsero i più poveri «a mandrie» nei pascoli, a nutrirsi di erba, come scrisse il pastore e filantropo Ruprecht Zollikofer descrivendo quegli anni spaventosi. Alcuni comuni persero fino a un nono dei loro abitanti. Secondo Zollikofer e la maggior parte dei suoi contemporanei, la carestia sarebbe dovuto rientrare tra i «fatti impossibili dell’epoca».

Il «doppio flagello» degli anni di carestia
La carestia nella Svizzera orientale fu una conseguenza di un «doppio flagello». Da una parte il mercato dei cereali attorno al lago di Costanza crollò a causa degli scarsi raccolti del 1816. Gli Stati della Germania meridionale chiusero le frontiere per l’esportazione di cereali e i cantoni decretarono il blocco di questi ultimi, così che poco prima del raccolto nell’estate del 1817 le granaglie risultarono quasi del tutto irreperibili. I prezzi sul mercato di Rorschach quasi sestuplicarono nel giro di un anno. In un periodo in cui un’economia domestica media, anche negli anni di buon raccolto, doveva investire fino a tre quarti del proprio budget per l’acquisto di cereali, ciò risultò fatale. Dall’altra parte si riscontrò una diffusa perdita di guadagni: dopo l’abrogazione del blocco continentale, a causa della meccanizzazione dei telai migliaia di filatrici e di tessitori persero il lavoro o furono costretti ad accettare massicce riduzioni di stipendio. Furono il sovrapporsi della crisi agraria e di quella industriale a detta di Zollikofer a «fustigare i popoli come furie».

Un anno senza estate oggi
Ai nostri giorni in Svizzera un “anno senza estate” non porterebbe più all’impoverimento di ampie fasce di popolazione. Già circa cento anni fa la scienza riconobbe le conseguenze sul clima causate da grandi eruzioni vulcaniche. Grazie a un margine di preallarme di diversi mesi potrebbero venir seminate piante più resistenti al freddo e all’umidità, l’ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese farebbe ricorso alla scorta obbligatoria e, grazie all’alto potere di acquisto, i generi alimentari necessari potrebbero venire importati. Ciononostante vale la pena gettare uno sguardo sul passato, poiché la carestia del 1816-1817 permette di illustrare chiaramente la relazione tra clima, alimentazione e politica. Inoltre la fame in molte regioni del mondo è ben lungi dall’essere annoverata tra i fatti impossibili dell’epoca, il cambiamento del clima e le sue conseguenze sono sulla bocca di tutti e in Svizzera il 24 settembre 2017 si voterà in merito all’iniziativa popolare per la sicurezza alimentare: anche senza grandi eruzioni vulcaniche il tema rimane, ieri come oggi, di attualità.

Daniel Krämer (traduzione di Valeria Wyler)

 

Per un approfondimento: D. Krämer, «Menschen grasten nun mit dem Vieh»: Die letzte grosse Hungerkrise der Schweiz 1816/17, Basilea, Schwabe Verlag, 2015).

 

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Attualità / Il tema attuale
06/2017

Una donna libera e impegnata

Il 14 luglio 1817 si spegne all’età di 51 anni una donna dal destino fuori dal comune, Germaine de Staël. Per una curiosa coincidenza, il bicentenario della sua morte coincide con i 250 anni dalla nascita di Benjamin Constant, con cui formava una coppia destinata a segnare la storia letteraria e politica. Alla svolta del XIX secolo questi due fecondi autori esercitarono una grande influenza sulle idee del loro tempo in particolare come precursori del liberalismo politico e del romanticismo. Rivestirono un ruolo di primo piano negli scambi, all’epoca intensi, tra gli intellettuali di tutta Europa. Per le sue posizioni sulla condizione delle donne, Germaine de Staël è inoltre considerata una pioniera del femminismo.

Nata Necker
Figlia del banchiere ginevrino e ministro delle finanze di Luigi XVI Jacques Necker, Germaine de Staël ebbe accesso a una vasta educazione, piuttosto rara per le ragazze a quell’epoca. Frequentò già precocemente il salotto tenuto da sua madre Suzanne a Parigi. Distinguendosi per il suo spirito brillante, la ragazza vi incontrò innumerevoli celebri autori. Divenuta baronessa di Staël-Holstein attraverso il suo matrimonio nel 1786, si affrancò rapidamente dalle convenzioni sociali per condurre la sua vita in piena autonomia e avviare la sua opera letteraria e filosofica.

Dalla Rivoluzione all’esilio
La Rivoluzione del 1789 rappresentò per Madame de Staël la promessa della libertà cui aspirava. Fautrice di idee moderate, dovette fuggire dalla Francia durante il Terrore. Di ritorno a Parigi con Benjamin Constant, incontrato nel 1794 a Losanna, si oppose tanto ai monarchici quanto ai giacobini e, contraria a qualsiasi forma di conquista, osteggiò l’invasione francese della Svizzera (1798). Se in un primo tempo ripose qualche speranza in Napoleone Bonaparte, fu disillusa con l’instaurazione del consolato che segnò l’ascesa di quest’ultimo al potere (1799). Bonaparte temette l’influenza politica di Madame de Staël al punto da ordinarne l’esilio, senza più tornare sulla decisione presa.

L’Europa a Coppet
Il castello di famiglia a Coppet divenne il rifugio di Germaine de Staël, seguita da Constant nel suo esilio. Da lì intraprese diversi viaggi in vari Paesi. A Coppet accolse numerosi ospiti illustri, tra cui Châteaubriand, Lord Byron, la baronessa von Krüdener e Juliette Récamier, trasformandolo nel luogo d’incontro per eccellenza dell’intellighenzia europea. Attorno a Madame de Staël si formò un circolo informale, la cui composizione mutò nel tempo. Noto in seguito come il Gruppo di Coppet, conobbe un irraggiamento europeo e, oltre a Constant, comprese personalità quali Sismondi, Karl Viktor von Bonstetten e August Wilhelm Schlegel.

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Fino al 1° ottobre 2017, la Fondazione Bodmer a Cologny presenta un’importante mostra su Germaine de Staël e Benjamin Constant.

 

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04/2017

Cosa deve il mondo alla Riforma?

Il dibattito è ampio e spesso animato da intenzioni apologetiche. La Riforma avrebbe di volta in volta apportato la libertà di coscienza, gettato le basi del capitalismo o quelle del socialismo. Secondo alcuni avrebbe addirittura inventato i diritti dell’uomo…

A forza di essere sintetizzate, tali affermazioni hanno finito per allontanarsi molto dalla verità. Ciononostante è impossibile ricostruire la genealogia della libertà di coscienza, della libertà di azione o della giustizia sociale senza tenere in dovuta considerazione, in una maniera o nell’altra, la Riforma protestante del XVI secolo. Lutero non compare forse, alla Dieta di Worms nell’aprile del 1521, come uomo libero e sovrano di fronte alle autorità politiche ed ecclesiastiche?

Al giorno d’oggi nessuno oserebbe affermare che la Riforma sia, in quanto tale, la causa della libertà di religione e della tolleranza. Ne costituisce però certamente un presupposto. Se Sebastiano Castellione poté lanciare da Basilea un appello perché in Francia si lasciassero «libere le due religioni» (Consiglio alla Francia desolata, 1562), è grazie al fatto che in Europa si delineavano ormai dei fronti confessionali non riconducibili solo alla suddivisione territoriale. Dopo le guerre di Kappel, la Svizzera dei Tredici Cantoni dovette affrontare il problema della diversità religiosa. Intuendo che i legami politici tra i Confederati erano più forti e durevoli che le loro divergenze confessionali, grazie alla Riforma, abbracciata da taluni e rifiutata da altri, diede così il suo modesto contributo alla costruzione della tolleranza.

Michel Grandjean, professore all’Università di Ginevra (traduzione di Christina Müller)

 

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Attualità / Il tema attuale
04/2017

500 anni fa la Riforma

Nel 1517 il monaco tedesco Martin Lutero pubblicava le sue 95 tesi, in cui condannava la vendita delle indulgenze praticata dalla Chiesa. Questo evento fu considerato in seguito come l’atto di nascita della Riforma. Chi avrebbe potuto immaginare, allora, che l’azione di un semplice monaco avrebbe portato alla divisione della cristianità fra cattolici e protestanti e influenzato profondamente l’emergere dell’Europa moderna?

Dopo la rievocazione degli eventi salienti, vi proponiamo uno sguardo personale e contemporaneo sulla questione attraverso il contributo del professor Michel Grandjean, che ringraziamo per la cortese collaborazione. Per meglio comprendere questo fenomeno complesso e i suoi durevoli effetti culturali, politici ed economici, vi invitiamo a consultare i numerosi articoli del DSS sul tema.

Svizzera e Riforma
La Svizzera fu per lungo tempo uno dei centri della Riforma in Europa. Ulrich Zwingli a Zurigo e Giovanni Calvino a Ginevra vi ebbero un ruolo di primo piano. Influenzati dall’Umanesimo, i riformatori svizzeri aspirarono anche a dei cambiamenti sociali e politici. La Riforma riscosse rapidamente importanti successi in Svizzera, incontrando tuttavia al contempo vive resistenze. La sua adozione o il suo rifiuto non furono motivate solo da considerazioni di natura religiosa, ma pure da interessi politici ed economici, che potevano variare da un cantone all’altro. A più riprese la coesione della Confederazione fu minata dalle questioni confessionali, che rimasero al centro di conflitti sociali e politici fino al XIX secolo (Tolleranza religiosa).

Inizio ed espansione
La Riforma prese dapprima piede a Zurigo grazie all’azione di Zwingli, prete secolare del Grossmünster dalla fine del 1518. Egli affermava il principio della giustificazione attraverso la sola fede e considerava la Bibbia quale unico fondamento della fede. Idee che divennero centrali nella teologia riformata. Nel 1525 a Zurigo fu abolita la messa e l’eucaristia venne celebrata da allora secondo il rito zwingliano. La nuova fede si diffuse in Svizzera grazie agli amici di Zwingli, come Joachim Vadiano a San Gallo e Johannes Comander nei Grigioni, affermandosi in un primo tempo nella Svizzera orientale. La sua adozione da parte della potente città di Berna nel 1528 costituì una tappa decisiva della sua avanzata e Bienne, Basilea e Sciaffusa non tardarono a seguirne l’esempio. La parte meridionale del principato vescovile di Basilea passò alla Riforma sotto l’influenza biennese, bernese e basilese e Neuchâtel aderì alla nuova fede grazie alle prediche di Guillaume Farel, sostenuto da Berna.

La Confederazione minacciata nei suoi fondamenti
Oltre a Friburgo, anche Uri, Svitto, Untervaldo, Lucerna e Zugo si opposero con fermezza all’introduzione della Riforma. La pratica del servizio mercenario, condannata da Zwingli, ebbe un ruolo determinante per la posizione dei cantoni della Svizzera centrale, poiché ne traevano ricavi importanti. Alleanze confessionali furono concluse da ambo le parti (Alleanza cristiana, Comborghesia cristiana). Se lo spargimento di sangue fu evitato nel 1529 con la prima pace di Kappel (guerre di Kappel, Pace nazionale) che riconobbe in particolare la coesistenza di territori cattolici e riformati, nella seconda guerra di Kappel (1531) persero la vita diverse centinaia di uomini, tra i quali Zwingli. Questa vittoria cattolica non segnò la fine dei conflitti confessionali nella Confederazione (Prima e Seconda guerra di Villmergen). Le frontiere religiose tuttavia infine non prevalsero sulla volontà di cooperazione politica fra i membri della Confederazione, ciò che rappresenta un elemento decisivo nella sua storia.

Dopo Kappel
La vittoria dei cattolici a Kappel arrestò l’avanzata della Riforma nella Svizzera orientale, ma non riuscì a soffocare il movimento. Nel 1536 si estese al Paese di Vaud, nel solco della conquista bernese, e a Ginevra. Con Calvino Ginevra divenne un fulcro della Riforma, al punto da essere soprannominata la Roma protestante. L’Engadina aderì alla nuova fede nella seconda metà del XVI secolo. Ancora nel corso del XVI secolo comunità effimere nacquero a Locarno – i cui aderenti nel 1555 furono costretti all’abiura o all’esilio – e nel Vallese. 

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Attualità / Il tema attuale
10/2016

Proletari e anarchici

150 anni fa l’Associazione internazionale dei lavoratori (AIL) teneva il suo primo congresso a Ginevra (3 settembre 1866). Conosciuta anche come prima Internazionale, l’AIL rappresenta uno dei momenti cruciali del movimento operaio, nato nella prima metà del XIX secolo. La Svizzera, in virtù della sua neutralità, della sua posizione geografica e fino alla prima guerra mondiale di una certa apertura verso i rifugiati, offriva un significativo spazio di espressione all’internazionalismo operaio (Internazionale). In seno all’AIL, le tendenze ideologiche che ne avrebbero decretato la scissione erano incarnate da due personalità: il tedesco Karl Marx, che dominava il Consiglio generale dell’AIL, e il russo Michail Bakunin, destinato a diventare una figura emblematica dell’anarchismo. Bakunin morì a Berna 140 anni fa (1° luglio 1876), due settimane prima dello scioglimento dell’AIL. La sua tomba, nel cimitero bernese di Bremgarten, è ancora oggi visitata dagli estimatori della sua opera.

Prima Internazionale e Fédération jurassienne
Ben radicata in Svizzera, la prima Internazionale contò sino a 120 sezioni e 10’000 membri nel Paese. Dopo Ginevra (1866), anche Losanna (1867) e Basilea (1869) ne ospitarono i congressi. Le sezioni fondarono dei sindacati e delle cooperative di produzione. La Svizzera fu un importante teatro della lotta fra i partigiani di Marx e quelli di Bakunin. Se i primi anelavano a uno Stato centralizzato, da conquistare attraverso l’azione politica per il trionfo della causa operaia, i secondi erano a favore dell’autonomia degli individui e dell’organizzazione federalista. Questa opposizione raggiunse un punto culminante nel 1871, con la creazione della Fédération jurassienne da parte di delegati delle sezioni giurassiane e neocastellane dell’AIL, tra cui James Guillaume e Adhémar Schwitzguébel. Bakunin e Guillaume furono poco dopo esclusi dall’AIL. I sostenitori di Bakunin, guidati dalla Fédération jurassienne, replicarono fondando a Saint-Imier l’Internazionale antiautoritaria (1872). «La distruzione di ogni potere politico è il primo dovere del proletariato», recitava una delle loro risoluzioni. Nacque così il primo movimento anarchico in Svizzera.

«Né Dio né padrone»
Dal 1877 la Fédération jurassienne conobbe una radicalizzazione personificata dal francese Paul Brousse e dal russo Pëtr Kropotkin. Questo nuovo orientamento non corrispondeva tuttavia alle aspettative degli operai confrontati con la ristrutturazione dell’orologeria. La Fédération scomparve all’inizio degli anni 1880-1890. La maggior parte dei militanti giurassiani difese da allora i propri interessi attraverso i sindacati. Nello stesso decennio e in quello successivo il movimento anarchico si caratterizzò per il moltiplicarsi di piccoli gruppi autonomi, formati in gran parte da stranieri, come l’italiano Errico Malatesta. Queste attività suscitarono diverse reazioni da parte delle autorità svizzere, quali la revisione parziale del codice penale volta a reprimere i reati di matrice anarchica (1894). L’assassinio dell’imperatrice Elisabetta d’Austria da parte di un anarchico a Ginevra (1898) provocò l’espulsione di decine di stranieri. Dal 1900 gli anarchici ebbero un proprio organo di stampa con Le Réveil – Il Risveglio, fondato e diretto dal ticinese Luigi Bertoni. La maggioranza di essi agiva ormai nel quadro del sindacalismo, ma non mancarono gruppi che nutrivano riserve se non ostilità nei confronti di quest’ultimo. Il movimento anarchico in quanto tendenza all’interno del movimento operaio scomparve con la morte di Bertoni nel 1947. Nella seconda metà del XX secolo alcune tematiche dell’anarchismo furono riprese da piccoli gruppi effimeri e nell’ambito dei movimenti giovanili.

Scelta di articoli
Anarchismo | Cooperative di produzione | Fédération jurassienne | Federazione svizzera delle lavoratrici | Il Risveglio [Le Réveil] | Internazionale | Marxismo | Movimenti giovanili Movimento operaio | Scioperi | Sindacati | Socialismo  | Società operaie | Unione operaia svizzera. Alcuni protagonisti: Bakunin, Michail | Bertoni, Luigi | Blanqui, Auguste | Brousse, Paul | Dubois, Alcide | Gori, Pietro | Guillaume, James  | Kropotkin, Pëtr | Lefrançais, Gustave | Malatesta, Errico | Necaev, Sergei Gennadjevic | Pindy, Jean-Louis Schwitzguébel, Adhémar

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Attualità / Il tema attuale
08/2016

Girovagando per parchi e giardini

Un orto, una coltivazione di erbe e piante medicinali e un frutteto: sono tre i giardini raffigurati su una mappa dell’abbazia di San Gallo risalente all’inizio del IX secolo. Un modello, questo, che ebbe una grande influenza sullo sviluppo dei giardini monastici e rurali e che ispirò pure quelli dei castelli e delle città. Tanto antichi quanto l’agricoltura, i giardini si trovano attualmente sotto i riflettori, grazie alla campagna «Anno del giardino 2016» e alle Giornate del patrimonio (10 e 11 settembre), che propongono al pubblico numerosi eventi e visite a tema in tutta la Svizzera. Il DSS vi si associa invitandovi nel suo giardino… storico.

Nutrire, curare, studiare
L’orticoltura era già molto sviluppata in epoca romana. In Svizzera, come altrove, l’eredità antica si tramandò attraverso i monasteri. I giardini ebbero per lungo tempo uno scopo soprattutto utilitaristico. Orti e frutteti permettevano di completare l’alimentazione quotidiana delle famiglie contadine e artigiane per buona parte dell’anno. Si coltivavano anche numerose erbe medicinali, le cui virtù terapeutiche erano ricercate sin dalla Preistoria. Nel Medioevo queste piante crescevano perlopiù nei giardini dei conventi. Nel IX secolo l'abate di Reichenau Valafrido Strabone descrisse in un poema oltre 20 erbe medicinali e le loro proprietà. La botanica conobbe un rinnovato interesse dal XVI secolo. Il primo giardino botanico della Svizzera – tra i più antichi al mondo – vide la luce all’Università di Basilea nel 1589 per iniziativa di Caspar Bauhin.

Passeggiare, divertirsi, raccogliersi
Ieri come oggi, i giardini sono apprezzati pure per il piacere che procurano frequentandoli. I primi giardini pubblici apparvero nelle città svizzere nel basso Medioevo sotto forma di piazze alberate. Nel 1553 l’erudito zurighese Konrad Gessner sollecitava la realizzazione di giardini in città per «il passeggio e lo svago».  I primi parchi cittadini furono pianificati nelle città nel XVIII secolo, come la Promenade des Bastions a Ginevra. Il giardino all’inglese si diffuse in Svizzera. Quello di Arlesheim, il più grande del Paese, attirava numerosi viaggiatori stranieri. Nel XIX secolo i lavori di correzione dei corsi d’acqua e di sistemazione degli argini, trasformati in passeggi, segnarono l’urbanistica delle città svizzere. Locarno creò così i suoi giardini pubblici nel 1825 e Lucerna la sua passeggiata al lago dal 1844. A partire dalla seconda metà del XIX secolo, sotto l’influsso inglese, i cimiteri furono concepiti come dei parchi. All’inizio del XXI secolo, i parchi trovano spesso spazio nelle aree industriali dismesse, come l’Oerliker Park a Zurigo (2001).

Coltivare il proprio orto
Il giardinaggio costituì a lungo una necessità per buona parte della popolazione. Nel XIX secolo il movimento filantropico gli attribuì degli effetti visti come positivi per la società e si batté per la messa a disposizione di giardini nei quartieri operai. Si riteneva per esempio che dedicarsi al giardinaggio favorisse il senso della famiglia e allontanasse i lavoratori dall’alcol e dalla politica. Argomentazioni di questo tipo furono riprese dai promotori degli orti familiari all’inizio del XX secolo.  Ai nostri giorni, più di 20’000 giardinieri amatoriali sono membri della Federazione svizzera dei giardini familiari, fondata nel 1925. Dal 1926, la Svizzera fa parte dell’Office international du Coin de Terre et des jardins familiaux. Per i privati il giardinaggio, pur mantenendo una componente utilitaristica, ha finito per trasformarsi in un’attività di svago apprezzata, finanche in una filosofia di vita. Nel 2016, i cosiddetti orti urbani, coltivati su piccoli appezzamenti ai piedi degli immobili, conquistano sempre più i cittadini.

Scelta di articoli
Alimentazione | Botanica | Cimiteri | Erbe medicinali | Flora | Giardini | Giardino botanico | Giardino zoologico | Orticoltura | Orti familiari | Parchi cittadini | Piante industriali

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Attualità / Il tema attuale
06/2016

Musica!

Il Montreux Jazz Festival, che da sempre accoglie i più grandi nomi del jazz e della musica rock e pop, festeggia questo luglio i suoi primi 50 anni. Il DSS trae spunto da questo anniversario per proporvi una breve rassegna estiva di voci… musicali!

Musica “svizzera”?
La storia della musica in Svizzera si è costruita attraverso le relazioni fra varie regioni del Paese e aree culturali estere, come pure tra le regioni stesse. Certe espressioni musicali considerate “tipicamente svizzere”, quali lo jodel, non sono infatti un’esclusiva elvetica. La Svizzera non annovera dei centri di diffusione di stili musicali, eccezion fatta per l’abbazia di San Gallo, che rappresenta un caso a parte per il suo ruolo nella musica sacra europea.

In principio era la liturgia
Il canto religioso affonda le sue radici nell’epoca paleocristiana. Il canto gregoriano si diffuse a partire dall’alto Medioevo. Le abbazie di San Gallo e di Einsiedeln ci hanno tramandato dei manoscritti con una rimarchevole notazione musicale, tra cui l’antifonario di Hartker. Sempre a San Gallo, il monaco Notker (ca. 840-912) compose dei poemi destinati al canto liturgico che conobbero una larga diffusione.

Dai menestrelli ai rockers
Tra i più antichi interpreti di musica popolare troviamo i menestrelli e i suonatori di pifferi e di tamburi. Molte marce e canzoni suonate da questi ultimi giunsero in Svizzera tramite il servizio mercenario. Il famoso ranz des vaches o canto dei vaccai, attestato dal XVI secolo, costituisce uno dei tanti esempi di canto popolare. Nel XX secolo l’abate Joseph Bovet fu uno dei maestri del repertorio corale popolare. Il vodese Gilles è ritenuto uno dei padri della canzone francese moderna. Il jazz cominciò a essere in voga in Svizzera dopo la prima guerra mondiale e negli anni 1930-40 il “re dello swing” Teddy Stauffer ottenne notorietà internazionale. Flavio Ambrosetti fu un pioniere del bebop in Europa. La musica rock e pop visse i suoi primi grandi momenti negli anni 1960-70, con i concerti zurighesi dei Rolling Stones (1967) e di Jimi Hendrix (1968). Influenzato dal cantautore Mani Matter, il rock svizzero in dialetto incontrò i suoi primi successi negli anni 1970-80. Il bernese Stephan Eicher, tra gli artisti contemporanei più conosciuti sulla scena europea, si è imposto nel mondo francofono. Alla stregua del jazz, il rock e il pop sono protagonisti ogni anno di festival affermati, come il Paléo, creato a Nyon nel 1976.

Musica colta
Arthur Honegger e Frank Martin figurano fra i più importanti compositori svizzeri del XX secolo. Diversi grandi musicisti stranieri vissero in Svizzera, come Clara Haskil, Yehudi Menuhin e Tibor Varga. Franz Liszt vi concepì Les cloches de Genève, Richard Wagner una parte de L'anello del Nibelungo e Igor Stravinskij ampie parti de La sagra della primavera.

Scelta di articoli
Canto dei vaccai [Ranz des vaches] | Canto gregoriano | Canto popolare | Canto religioso | Conservatorio | Corali | Corno delle Alpi | Danza | Jazz | Jodel | Menestrelli | Musica | Musica popolare | Musicologia | Opera | Organi | Preghiera dell’alpe | Rock e pop | Salterio | Scuole di musica | Società musicali

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Attualità / Il tema attuale
05/2016

Attraverso le Alpi: le vie di comunicazione

La galleria di base del San Gottardo è stata inaugurata il 1° giugno. Con i suoi 57 km è il più lungo tunnel ferroviario al mondo. Per sottolineare questa importante tappa della Nuova ferrovia transalpina (NFTA), il DSS invita i suoi lettori a percorrere, passando attraverso le Alpi, un tratto della storia delle vie di comunicazione in Svizzera.

Conquiste, scambi, viaggi
Numerosi valichi alpini furono frequentati sin dalla preistoria. Nel 15 a.C. prese avvio la campagna di assoggettamento delle Alpi da parte dei Romani, che edificarono strade e ponti per far fronte alle necessità della conquista e dell’amministrazione dell’Impero. Le Alpi erano attraversate da due grandi assi nord-sud. Quello attraverso il Gran San Bernardo collegava l’Italia settentrionale alla Gallia e alla Germania; l’altro, passando per i valichi grigionesi, conduceva dal lago di Como a quello di Costanza (Julier, Settimo, Spluga, Maloja). Dopo un periodo di relativa inattività, dalla fine del XII secolo il traffico di transito attraverso le Alpi riprese vigore, grazie tra l’altro al successo delle grandi fiere europee, e si ripristinarono le mulattiere. Nel XIII secolo, il Gottardo divenne una nuova via di transito grazie alla sistemazione della Schöllenen (costruzione del ponte del Diavolo). Il trasporto delle mercanzie per mezzo di animali da soma diventò un’attività professionale organizzata (Someggiatura), che finì per scomparire nel XIX secolo con la costruzione di strade carrozzabili. Dalla seconda metà del XVII secolo, i giovani aristocratici inglesi attraversarono le Alpi in occasione del loro Grand Tour europeo. Se per lungo tempo le Alpi non interessarono che rari viaggiatori, esse divennero un’ambita meta a partire dal XVIII secolo (Viaggi, Viaggi in Svizzera, Turismo).

Attraverso la roccia
Nel 1708 il Buco di Uri, nella gola della Schöllenen, fu il primo esempio di gallerie e trafori alpini destinati ai trasporti. Tra il 1850 e il 1920 lo sviluppo della rete ferroviaria (Ferrovie) portò alla realizzazione di numerosi tunnel. Dalla seconda metà del XIX secolo si fece ricorso alle macchine, ciò che accelerò e rese meno difficoltosi i lavori di perforazione. La dinamite fu utilizzata per la prima volta nella costruzione della prima galleria del Gottardo tra il 1872 e il 1882 (Esplosivi).

Il lato oscuro
Numerosi lavoratori persero la vita durante la realizzazione delle gallerie. Il primo traforo del Gottardo fu particolarmente nefasto (Ferrovia del Gottardo): circa 200 uomini vi trovarono la morte e furono centinaia a contrarre gravi malattie quali la silicosi. In maggioranza italiani, gli operai si trovavano confrontati a pessime condizioni lavorative e abitative. L’altorilievo di Vincenzo Vela ad Airolo testimonia il loro pesante tributo.

Aspetti generali
Alpi | Esplosivi | Ferrovie | Gallerie e trafori | Gottardo, Ferrovia del | Itinerarium Antonini | Mezzi di trasporto | Navigazione | Politica dei trasporti | Ponti | Porti | Someggiatura | Stazioni ferroviarie | Strade | Strade nazionali | Tavola peutingeriana | Traffico di transito | Trasporti | Turismo | Valichi | Viaggi | Viaggi in Svizzera | Vie di comunicazione

Qualche via di transito
Ceneri, Monte | Gran San Bernardo | Jougne | Julier | Maloja | Pierre-Pertuis | San Bernardino | San Gottardo | Schöllenen | Sempione | Settimo | Spluga | Viamala

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Attualità / Il tema attuale
04/2016

Anniversari artistici: uno sguardo sul XX secolo

Jean Tinguely (25 anni), la Collection de l’art brut (40 anni), Alberto Giacometti (50 anni) e Dada (100 anni): il DSS vi propone di gettare uno sguardo sull’arte e gli artisti del secolo scorso.

Dada
100 anni fa Dada decolla da Zurigo, nel bistrot divenuto celebre con il nome di Cabaret Voltaire. Sorto in reazione agli sconvolgimenti della prima guerra mondiale, questo movimento letterario e artistico adotta forme di espressione nuove e provocatrici. Ne sono all’origine alcuni esiliati: la coppia tedesca formata da Hugo Ball ed Emmy Hennings, i rumeni Tristan Tzara e Marcel Janco, nonché l’artista alsaziano Jean Arp, morto a Basilea 50 anni fa. Pure Sophie Taeuber-Arp figura tra gli esponenti della cerchia dadaista zurighese. In seguito il movimento Dada si internazionalizzerà, mentre a Zurigo cesserà già nel 1919.

I Giacometti
Scomparso 50 anni fa, il grigionese Alberto Giacometti si impone come uno dei più grandi artisti svizzeri del XX secolo. La rappresentazione dell’essere umano costituisce il tema centrale della sua opera, come testimoniano le sue celeberrime sculture filiformi (Scultura). Suo padre Giovanni risulta tra i fondatori della pittura moderna in Svizzera. Augusto e Diego contribuirono a consolidare la fama dei Giacometti quale famiglia di artisti.

Macchine bizzarre
Tra i rappresentanti dell’arte contemporanea, Jean Tinguely, spentosi 25 anni fa, è stato uno dei primi artisti svizzeri a imporsi sulla scena americana. Rappresentante di una nuova generazione ribellatasi al modernismo negli anni 1950-60, le sue macchine assurde hanno acquisito una grande popolarità. Non a caso, nella lingua francese l’espressione «machine à Tinguely» è entrata nel linguaggio corrente. Tinguely e sua moglie Niki de Saint Phalle hanno realizzato diverse opere insieme.

Art brut
La Collection de l’art brut festeggia il suo 40o compleanno. È stata creata grazie all’iniziativa del francese Jean Dubuffet, donatore della sua collezione alla città di Losanna. Sono considerate art brut le opere di persone senza formazione artistica, emarginate o internate in ospedali psichiatrici. Aloïse , Louis Soutter e Adolf Wölfli ne sono degli esponenti di spicco.

Aspetti generali
Art brut | Arte, mercato dell’ | Arte contemporanea | Arti decorative | Cabaret | Dada | Liberty | Pittura | Scultura

Scelta di biografie
Aloïse | Dubuffet, Jean | Giacometti, Alberto | Giacometti, Augusto | Giacometti, Diego | Giacometti, Giovanni | Saint Phalle, Niki de | Soutter, Louis |Tinguely, Jean | Wölfli, Adolf
Dada: Arp, Hans [Jean] | Ball, Hugo | Ball [-Hennings], Emmy | Huelsenbeck, Richard | Janco, Marcel | Richter, Hans | Schad, Christian | Serner, Walter | Taeuber-Arp, Sophie | Tzara, Tristan

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Attualità / Il tema attuale
03/2016

Questioni di soldi

All'inizio del XIX secolo in Svizzera circolavano 860 monete differenti, emesse da 79 autorità distinte. All’epoca si era ben lungi dal sistema monetario attuale, basato sul franco e articolato in sei banconote e sette monete. Per secoli infatti numerosi attori ebbero il diritto, o l’usurparono, di battere moneta, ciò che creò situazioni molto complesse. Nel 1848 il monopolio del denaro, alla stregua di altre regalie, fu attribuito alla Confederazione, dando avvio alla creazione di un sistema più efficace. L’emissione di una nuova serie di banconote, a partire dal 12 aprile, ci permette di soffermarci sulla storia monetaria della Svizzera, tematizzata in numerose voci del DSS.

Battere moneta
Nel territorio dell’odierna Svizzera furono attive, al più tardi dal Medioevo, diverse zecche, addette alla coniazione di monete per conto dei signori che detenevano il diritto di battere moneta. La diversità di conio spinse questi ultimi a imporre il cambio delle monete straniere indesiderabili sul loro territorio. Dal 1500 al 1798, 12 dei 13 cantoni possedevano zecche proprie. Tra il 1803 e il 1848 tutti i cantoni, tranne il Vallese e Appenzello Interno, battevano moneta. Dal 1853 la fabbricazione di monete è assicurata dalla Zecca federale a Berna, divenuta Swissmint nel 1998.

Banconote in serie
La prima banconota svizzera fu emessa nel 1825 dalla Cassa di Deposito della città di Berna. Dalla sua fondazione, nel 1905, la Banca nazionale svizzera (BNS) detiene il monopolio di emissione delle banconote. Il nuovo taglio da 50 frs. inaugura la messa in circolazione della nona serie di banconote create dalla BNS a partire dal 1907. I temi delle banconote sono mutati nel corso delle serie, come pure la grafica e il formato. Dal 1976 illustrano la diversità culturale della Svizzera.

Aspetti generali
Banca nazionale svizzera (BNS) | Banche di emissione | Banconote | Bretton Woods, accordi di | Cambio | Concordati monetari | Coniazione di monete | Denaro | Economia monetaria | Maestri monetieri | Massa monetaria | Monetarismo | Monete | Politica monetaria | Regalie | Sistema monetario aureo | Tesori (ritrovamenti) | Unione monetaria latina | Valutazione monetaria | Zecca

Alcune monete
Batzen | Centesimo | Corona | Denaro (moneta) | Fiorino | Franco | Lira [Libbra] | Luigi d’oro | Marengo [Vreneli] | Tallero

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Attualità / Il tema attuale
02/2016

Il giudaismo in Svizzera: un lungo cammino verso la libertà

Gli ebrei sono liberi di scegliere il loro luogo di domicilio in Svizzera solo dal 1866 e per ottenere la libertà di culto hanno dovuto attendere il 1874. Per contro la storia del giudaismo svizzero affonda le sue radici in un passato lontano. La presenza di ebrei sul territorio elvetico è infatti attestata dalla seconda metà del XII secolo e quella di sinagoghe dal tardo Medioevo.

Fra tolleranza e persecuzione
La discriminazione è stata una costante nella storia degli ebrei in Svizzera, come d’altronde nel resto d’Europa. Se in determinati periodi furono tollerati, in altri subirono invece l’espulsione. Assursero sovente al ruolo di capri espiatori e furono vittime di pogrom. Accusati di aver provocato la peste del 1348 attraverso l’avvelenamento delle fontane, furono per questo perseguitati dapprima nel Paese di Vaud e in seguito in diverse città dell’Altopiano. Il loro cammino verso l’emancipazione prese avvio attorno alla fine del XVIII secolo. A quell’epoca gli ebrei potevano eleggere domicilio solo a Lengnau e Endingen (Argovia), nella valle della Surb, dove si parlò lo jiddisch fino al XX secolo.

Dopo il 1874
L’antisemitismo non svanì in Svizzera con l’uguaglianza giuridica e tornò a manifestarsi in seguito a svariate riprese. La votazione sulla macellazione rituale del 1893 e la politica d’asilo molto restrittiva attuata dalla Confederazione nei confronti dei profughi ebrei durante i periodi bui del XX secolo, ne sono solo un esempio. Ciò malgrado, l’integrazione degli ebrei è progredita durante tutto il secolo scorso. Nel 1993 Ruth Dreifuss è stata la prima persona di origine ebraica eletta in Consiglio federale.

Temi
Antisemitismo | Asilo | Ebraico | Federazione svizzera delle comunità israelite | Frontismo | Giudaismo | Imposta sugli ebrei | Israelita | Jiddisch | Macellazione rituale | Profughi | Sinagoghe | Sionismo | Timbro "J" | Tolleranza religiosa

Luoghi
Endingen | Israele | Judenäule (cimitero) | Lengnau | Palestina

Persone
Diplomatici e politici: Cohen, Albert | Dreifuss, Ruth | Lutz, Carl | Weizmann, Chaim. Imprenditori: Bär, Julius | Bloch, Camille | Bloch, Rolf Ditesheim, Isaac. Rabbini: Cohn, Arthur | Nordmann, Moses | Safran, Alexandre | Wolff, Jules. Scienziati e intellettuali: Einstein, Albert | Guggenheim, Florence | Hersch, Jeanne | Tumarkin, Anna. Giusti fra le Nazioni: Born, Friedrich | Grüninger, Paul | Gutzwiller, Hildegard | Lutz, Gertrud

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Attualità / Il tema attuale
11/2015

Aventicum: la Svizzera prima della Svizzera

Dal II secolo al 13 a.C. il territorio dell’odierna Svizzera venne gradualmente integrato nell’Impero romano. Questo territorio, che non formò mai un’unica entità amministrativa (Provincia), era abitato da diversi popoli, perlopiù Celti, come gli Elvezi, stabilitisi sull’Altopiano. Con il probabile scopo di assumere il ruolo di capitale della civitas degli Elvezi, Aventicum venne fondata da Roma all’inizio della nostra era, ragione per la quale l’attuale Avenches ha scelto simbolicamente l’anno 2015 per festeggiare i suoi 2000 anni. Verso il 70 d.C. Vespasiano, il cui figlio Tito aveva trascorso parte della giovinezza proprio ad Aventicum (Flavii), promosse la civitas al rango di colonia. Dopo la scomparsa dell’Impero, la città perse il suo ruolo di capitale e, rimasta occupata da una parte dei suoi abitanti, entrò in una nuova fase della sua storia.

Oltre alle nuove strutture politico-amministrative, Roma introdusse nei territori conquistati numerosi elementi della sua civilizzazione, nei più svariati ambiti, come l’urbanistica (Foro), l’agricoltura (Villa), l’arte (Mosaici) o la vita quotidiana (Terme). Tutto ciò portò a importanti mutamenti nei modi di vita di quei popoli definiti, molto più tardi, come galloromani (Romanizzazione). Il DSS invita i suoi utenti a immergersi in questo periodo appassionante della storia della Svizzera prima della Svizzera.

Aspetti generali
Impero romano | Galloromani | Romanizzazione
Organizzazione e territorio
Catasto | Civitas | Colonia | Diritto romano | Esercito romano | Limes | Pagus | Provincia | Strade | Vicus | Villa
Cultura e urbanistica
Anfiteatro | Foro | Mosaici | Necropoli | Tempio romano | Terme
Popoli
Allobrogi | Elvezi | Insubri | Raurici | Reti | Tigurini
Luoghi
Augusta Raurica (Augst) | Aventicum (Avenches) | Colonia Iulia Equestris (Nyon) | Forum Claudii Vallensium (Martigny) | Vindonissa (Windisch)

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Attualità / Il tema attuale
10/2015

1315: Morgarten

Si sa molto poco della battaglia del Morgarten, episodio inserito nel contesto generale della lotta per il trono imperiale tra Federico il Bello d’Asburgo e Ludovico il Bavaro, nel corso del quale i Paesi forestali sconfissero, il 15 novembre 1315, le truppe del duca Leopoldo I d’Asburgo. Una breve notizia in una cronaca redatta nei pressi di Praga nell’inverno 1315-16 costituisce l’unica fonte coeva che riporta l’evento. Vi si dice in particolare che, nella “provincia” di Svitto e Uri, un popolo senza esperienza annientò quasi 2000 combattenti e che il duca scampò per poco al massacro. Lo studio degli oggetti del XIV secolo, tra gli altri frammenti di armi, rinvenuti quest’anno nel presunto luogo dello scontro, potrà forse gettare nuova luce sulla vicenda. Nell’anno del suo 700o viene sottolineata la portata simbolica assunta molto più tardi dall’evento a causa delle interpretazioni che ne sono state fatte. Aegidius Tschudi (1505-1572) fu il primo a darne una rappresentazione in chiave patriottica, assurgendo il Morgarten a uno dei miti di fondazione della Confederazione. Da allora, in particolare nel XIX e nel XX secolo, il Morgarten si è affermato come tale e quella che la tradizione ha definito come “la prima battaglia per la libertà” dei Confederati fu invocata a fini politici.

Pubblicazioni recenti sull’argomento
Mitteilungen des Historischen Vereins des Kantons Schwyz, 107, 2015.
AA. VV., «Neue Sicht(en) auf Morgarten 1315?», in Der Geschichtsfreund, 168, 2015, pp. 7-210.
B. Meier, Von Morgarten bis Marignano: was wir über die Entstehung der Eidgenossenschaft wissen, 2015.
J.-D. Morerod, «La bataille de Morgarten a bel et bien eu lieu», in Passé simple, 2015, n. 8, pp. 18-21.

Scelta di articoli
Asburgo, casa d’ | Bando imperiale | Battaglie, commemorazioni di | Confederazione | Immediatezza imperiale | Miti di fondazione | Morgarten, guerra del | Paesi forestali

 

 

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Attualità / Il tema attuale
09/2015

Elezioni federali 2015

Il 18 ottobre si tengono le elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati, che insieme formano l’Assemblea federale. Nel 2015 il Consiglio nazionale viene eletto per la 50esima volta dalla creazione dello Stato federale nel 1848 (le elezioni si svolgono ogni quattro anni dal 1931, mentre dal 1848 al 1928 si tenevano a cadenza triennale). Dal 1919 la sua elezione avviene attraverso il sistema proporzionale (Sistemi elettorali); i quattro grandi partiti di allora sono rimasti tali, ma con una diversa ripartizione dei seggi. Agli inizi i Consiglieri agli Stati erano generalmente designati dal Gran Consiglio del loro cantone. Nel corso del tempo l’elezione da parte del popolo si è generalizzata: Berna è stato l’ultimo cantone ad adottarla nel 1977. I Consiglieri agli Stati sono eletti secondo il sistema maggioritario, a eccezione dei cantoni Giura e, dal 2011, Neuchâtel. Appuntamento fondamentale per l’esercizio dei diritti politici, fino al 1971 le elezioni federali erano precluse alle cittadine svizzere (Suffragio femminile). Da notare che in passato, malgrado l’esistenza del suffragio universale maschile dal 1848, si fece ricorso a tutta una serie di motivi per privare gli uomini del loro diritto di voto e eleggibilità. Con l’abbassamento della maggiore età politica nel 1991, le elezioni sono state aperte anche ai giovani di 18 e 19 anni.

Scelta di articoli
Assemblea federale | Costituzione federale | Diritti politici | Diritto di voto e eleggibilità | Elezioni | Partiti | Partito popolare democratico (PPD) | Partito radicale democratico (PRD) | Partito socialista (PS) | Sistemi elettorali | Stato federale | Suffragio femminile | Unione democratica di centro (UDC)

Infografica del DSS: "I partiti nel Consiglio nazionale e nel Consiglio degli Stati dal 1848" (PDF)

 

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Attualità / Il tema attuale
08/2015

I 1500 anni dell’abbazia di Saint-Maurice

Fondata dal re burgundo Sigismondo, l’abbazia di Saint-Maurice fu inaugurata il 22 settembre 515 ad Acaunum (antica denominazione della località di Saint-Maurice fino all’inizio dell’XI secolo). Sito di grande interesse strategico sin dall’epoca celtica, Acaunum era una popolare meta di pellegrinaggio. Vi si veneravano infatti le spoglie di S. Maurizio e dei soldati della legione tebana, massacrati secondo la tradizione verso il 300 a causa della loro fede cristiana. Il culto dei martiri tebani acquisì con il tempo grande fama e si diffuse ben oltre il Vallese. Questa popolarità fece affluire verso l’abbazia numerose donazioni che arricchirono il suo tesoro, comprendente anche pezzi merovingi e carolingi. Comunità di canonici regolari di S. Agostino dal 1128 (Agostiniani), il monastero ha giocato un ruolo di primo piano nella storia regionale e gode tuttora di grande notorietà. Presente senza interruzioni da 1500 anni, l’abbazia di Saint-Maurice rappresenta un caso eccezionale essendo la più antica comunità religiosa dell’Occidente cristiano ancora in attività.

Scelta di articoli
Agostiniani (canonici) | Avito (santo), vescovo di Vienne | Burgundi | Hymnemodus, primo abate di Saint-Maurice | Legione tebana | Maurizio (santo), comandante della legione tebana | Monachesimo | Saint-Maurice (abbazia) | Saint-Maurice (comune) | Sigismondo (santo), re dei Burgundi | Teodulo, primo vescovo conosciuto di Sion

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Attualità / Il tema attuale
07/2015

Tempo libero

Il DSS parte per le vacanze estive a modo suo, chinandosi su un tema in sintonia con la stagione, ossia il tempo libero. I momenti di riposo e di distrazione hanno da sempre ritmato la vita umana (Giorni festivi, Giochi), ma quella delle vacanze e del tempo libero intesi nella loro odierna accezione, è una storia recente, legata alle mutazioni socio-economiche dell’ultimo terzo del XIX secolo, in particolare ai cambiamenti dei metodi di produzione e di lavoro (Tempo di lavoro), all’affermarsi di principi salutistici (Sanità) e di svago fondati sull’igiene, nonché alla crescita di un certo benessere (Tenore di vita) e del turismo. Progressivamente lo spazio e il valore accordati al tempo libero hanno conosciuto uno sviluppo notevole. Il minimo legale di settimane di vacanza per i salariati, per esempio, è aumentato, passando dalle due settimane negli anni 1950-60 alle quattro, rispettivamente cinque per i minori di 20 anni, nel 1984. Le attività di svago si sono moltiplicate e i viaggi a fini turistici sono diventati molto popolari fra gli Svizzeri.

Scelta di articoli

Alberghiera, industria | Bagni termali | Colonie di vacanza | Escursionismo | Giochi | Giorni festivi | Lavoro | Sanità | Sport | Tempo di lavoro | Tempo libero | Tenore di vita | Trasporti | Turismo | Vacanze | Viaggi | Viaggi in Svizzera

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Attualità / Il tema attuale
06/2015

Il congresso di Vienna

200 anni fa, il 9 giugno 1815, dopo mesi di negoziati si chiudeva, con la firma del suo atto conclusivo, il congresso di Vienna, ponendo fine al lungo periodo delle guerre di coalizione, che avevano opposto la Francia, rivoluzionaria prima e napoleonica poi, alle monarchie europee e influito in diversi modi sulla Confederazione. Il congresso segnò la nascita di un'Europa completamente riorganizzata e fu rilevante per la Svizzera, che fu l'oggetto di alcuni tra i numerosi negoziati condotti: riconoscimento dei 19 cantoni della Mediazione, approvazione dell'unione di Neuchâtel, Ginevra e del Vallese alla Confederazione, come pure di quella dell'ex principato vescovile di Basilea, i cui territori furono assegnati in gran parte al cantone di Berna Actes de réunion). I confini nazionali fissati dal congresso sono rimasti a oggi immutati, mentre quelli cantonali cambiarono solo nel 1979, data della creazione del canton Giura. Il congresso dichiarò inoltre che la neutralità perpetua della Svizzera era nell'interesse degli Stati europei. Essa fu definitivamente riconosciuta dal trattato di Parigi del 20 novembre 1815 (pace di Parigi), che sancì il completamento della riorganizzazione della Svizzera.

Scelta di articoli
Actes de réunion | Coalizione, guerre di | Dieta federale | Mediazione | Neutralità | Parigi, pace di | Patto federale | Repubblica elvetica | Restaurazione | Torino, trattato di | Vienna, congresso di

Basilea (principato vescovile) | Ginevra | Giura | Giura bernese | Neuchâtel | Savoia | Vallese | Valtellina

Alcuni protagonisti
Stratford Canning, membro del comitato incaricato degli affari svizzeri al congresso di Vienna.
Giovanni Antonio Capodistria, membro del comitato incaricato degli affari svizzeri al congresso di Vienna.
Frédéric-César de La Harpe, delegato di diversi cantoni al congresso di Vienna.
Klemens Wenzel di Metternich, ministro degli esteri austriaco.
Jean de Montenach, delegato della Dieta federale al congresso di Vienna.
Charles Pictet-de Rochemont, delegato di Ginevra al congresso di Vienna e pure della Dieta federale alla seconda pace di Parigi.
Hans von Reinhard, capo della delegazione della Dieta federale al congresso di Vienna.
Johann Philipp Nepomuk von Wessenberg, presidente del comitato incaricato degli affari svizzeri al congresso di Vienna.
Johann Heinrich Wieland, delegato della Dieta federale al congresso di Vienna.

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Attualità / Il tema attuale
05/2015

Letterature svizzere

Organizzate dal 1979, le Giornate letterarie di Soletta, quest'anno in programma dal 15 al 17 maggio, costituiscono la più importante manifestazione letteraria plurilingue della Svizzera. Il DSS approfitta di questo avvenimento per invitare i suoi lettori a un'esplorazione lessicografica a tema. Il DSS dà ampio spazio alla letteratura nel nostro Paese. Contiene infatti centinaia di biografie di scrittori, dal Medioevo (per esempio esponenti del Minnesang) al XX secolo, di cui molti noti a livello internazionale, come Giorgio Orelli, Max Frisch, Charles Ferdinand Ramuz e altri ancora. Non sono stati dimenticati neppure gli autori stranieri che hanno soggiornato in Svizzera, come Mary Shelley, che concepì il suo Frankenstein sulle rive del Lemano. La letteratura è pure oggetto di numerosi articoli tematici, incentrati sia sull'aspetto della produzione letteraria in quanto tale, sia sull'ambiente culturale e sulle condizioni sociali ed economiche in cui evolve (Lettura). Le voci su letteratura italiana, letteratura tedesca, letteratura francese, letteratura romancia e letteratura dialettale propongono un approccio generale e cronologico all'argomento. A esse si affiancano articoli dedicati ai generi letterari, come i libri per la gioventù, alle riviste culturali, alle case editrici e a personaggi diventati molto popolari come Heidi.

Produzione e generi letterari
Letteratura dialettale | Letteratura edificante | Letteratura francese | Letteratura italiana | Letteratura nazionale | Letteratura regionale | Letteratura romancia | Letteratura tedesca | Libri e stampe | Libri per la gioventù | Minnesang

Pubblicazioni e lavoro editoriale
Case editrici | Cenobio | Codice di Manesse | Ghilda del libro | La Voile latine | Libro | Orell Füssli | Orte | Pagine culturali | Quaderni grigionitaliani | Riviste culturali | Société typographique de Neuchâtel | Stampa tipografica | Tipografia elvetica

Varia
Biblioteche | Edizioni svizzere per la gioventù | Fumetti | Gilberte de Courgenay | Giornate letterarie di Soletta | Globi | Heidi | Lettura | Premi letterari | Società di lettura | Società di scrittori

Autori
La scelta proposta si limita al XIX e al XX secolo. Per una panoramica più ampia si rimanda alla ricerca alfabetica da effettuare nella parte superiore della pagina.

In tedesco
Friedrich Dürrenmatt | Max Frisch | Jeremias Gotthelf | Johanna Spyri | Robert Walser

In francese
S. Corinna Bille | Blaise Cendrars | Philippe Jaccottet | Charles Ferdinand Ramuz | Alice Rivaz

In italiano
Elena Bonzanigo | Francesco Chiesa | Plinio Martini | Giorgio Orelli | Giovanni Orelli

In romancio
Gion Antoni Bühler | Selina Chönz | Peider Lansel | Giachen Caspar Muoth | Andri Peer

Scrittori stranieri
Dostoevskij | Thomas Mann | Rainer Maria Rilke | Mary Shelley | Stendhal

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Attualità / Il tema attuale
05/2015

2015: un anno all'insegna delle commemorazioni

I 1500 anni dell'abbazia di Saint-Maurice, i 700 anni dalla battaglia del Morgarten, i 600 anni dalla conquista dell'Argovia da parte dei Confederati, i 500 anni dalla battaglia di Marignano, i 200 anni dalla fine del Congresso di Vienna e dall'entrata di Ginevra, di Neuchâtel e del Vallese nella Confederazione, i 70 anni dalla conclusione della seconda guerra mondiale: per la Svizzera il 2015 è un anno particolarmente ricco di anniversari a cifra tonda e quindi di manifestazioni e commemorazioni di ogni genere. "L'istituzione e il consolidamento di feste commemorative contribuirono in modo importante alla costituzione di una moderna coscienza nazionale e al processo di nation building" asserisce Georg Kreis nell'articolo del DSS sulle feste commemorative. Con la dimensione ideologica che esse sottintendono, le commemorazioni storiche danno adito da tempo a discussioni critiche, finanche polemiche. I fitti dibattiti recenti, incentrati non solo sull'interpretazione di tale o talaltro avvenimento, ma anche sul significato stesso delle celebrazioni, non fanno eccezione. Ne sono un esempio emblematico i confronti sul senso da attribuire alla battaglia di Marignano. Oltre a una scelta di suoi articoli, il DSS propone qui di seguito una documentazione utile ai lettori per approfondire la tematica, qui solo abbozzata.

Scelta di articoli
Argovia | Battaglie, commemorazioni di | Feste commemorative | Marignano, battaglia di | Miti di fondazione | Morgarten, guerra del | Saint-Maurice (VS, abbazia) | Guerra mondiale, seconda | Vienna, congresso di

Interventi parlamentari
- Marco Romano, 20.06.2013: "I 500 anni della battaglia di Marignano"
- Peter Keller, 24.09.2013: "2015. Anno di ricorrenze"
- Jacqueline Fehr, 08.05.2014: "Celebrazione dell'8 maggio 2015 per commemorare il settantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale"
- Hans Stöckli, 09.12.2014: "Cultura della memoria nell'anno di ricorrenze 2015"

Stampa
In tedesco:
Per l'ampio dibattito suscitato dal tema nei media della Svizzera tedesca si rimanda al dossier della NZZ "Debatte zur Nationalgeschichte", con interventi di Brigitte Studer, Philipp Sarasin, Simon Teuscher e altri.

In francese:
- 24 Heures, 14.01.2015: "Célébrer Marignan divise les élus", di Lucie Monnat, con un'intervista a Olivier Meuwly e Dominique Dirlewanger
- Le Temps, 25.03.2015: "Les Suisses ne connaissent pas ce qui fait leur propre pays", Sandrine Hochstrasser intervista Thomas Maissen su Marignano
- Le Temps, 26.03.2015: "Marignan 1515, la bataille ressuscitée", di Sandrine Hochstrasser

In italiano:
- Corriere del Ticino, 11.02.2015: "2015. Un poker di anniversari contestati", di Anna Fazioli (PDF)
- Swissinfo.ch, 15.03.2015: "Dal Morgarten a Vienna, tra mito e storiografia", di Andrea Tognina
- Azione, 01.06.2015: "Neutralità, tra storia e invenzione", Luca Beti intervista André Holenstein su Marignano e le origini della neutralità svizzera

Museo nazionale svizzero
- A Zurigo: "1515 Marignano"
- Al castello di Prangins: "La Svizzera ridisegnata. Da Napoleone al Congresso di Vienna"
- Al Forum della storia svizzera di Svitto: "Destinazione Morgarten. Vai con l'iPad

 

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04/2015

Pasqua e feste cristiane

Momento culminante dell'anno liturgico, la Pasqua, il cui ciclo inizia con i quaranta giorni della Quaresima, rappresenta sul piano religioso la più importante e antica festività cristiana. Analogamente ad altre feste, come il carnevale o il Natale, la Pasqua e la Settimana Santa sono ricche di tradizioni, molte delle quali ancora vive, come le processioni storiche a Mendrisio, risalenti al XVII secolo, o il corteo delle donne piangenti, le cosiddette Pleureuses, a Romont, riconducibile alla rappresentazione del Mistero della Passione attestata già nel 1456 (Sacre rappresentazioni). Non mancano neppure le tradizioni profane legate all'uovo, antico simbolo di rinnovamento primaverile, e al coniglio pasquale, conosciuto in Svizzera soprattutto a partire dalla seconda metà del XX secolo. Mentre il Natale, la Pasqua, l'Ascensione e la Pentecoste, comuni a tutti i cristiani, sono celebrate in tutta la Svizzera, altre ricorrenze, come Ognissanti o il Corpus Domini, lo sono esclusivamente nei cantoni cattolici. Nei cantoni riformati il passaggio alla nuova fede comportò in effetti la sparizione delle feste patronali (Sagre) e di altre ricorrenze legate al culto dei santi.

Scelta di articoli:
Anno liturgico | Carnevale | Culto dei santi | Culto evangelico | Devozione popolare | Feste | Giorni festivi | Liturgia cattolica | Natale | Pasqua | Religioni | Sacre rappresentazioni | Sagre | Tradizioni

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03/2015

La famiglia

La famiglia, che rinvia a delle realtà diverse a seconda dei luoghi e delle epoche, rappresenta per ciascun individuo una dimensione importante della sua esistenza, indipendentemente dalla forma concreta assunta da questa dimensione. È sovente un tema di intensi dibattiti sociali, in particolare in relazione alla politica della famiglia, le cui prime avvisaglie si manifestarono in Svizzera alla fine del XIX secolo. La politica familiare tocca vari ambiti ed è oggetto di numerose votazioni popolari, come quella che nel 2004, dopo diversi fallimenti, permise l'introduzione a livello federale di un'assicurazione maternità, o ancora quella del 2006, quando venne accolta la legge federale sugli assegni familiari, sulla cui defiscalizzazione il popolo si è pronunciato l'8 marzo 2015. Il DSS prende spunto da questo primo appuntamento alle urne dell'anno per invitare i suoi lettori a esplorare l'ampia gamma di articoli consacrati ai temi legati, più o meno direttamente, a quello della famiglia, come la parentela, il matrimonio, l'infanzia, o ancora i ruoli sessuali. Questi articoli riflettono l'importanza che il DSS accorda e continuerà ad accordare alla ricerca nell'ambito della storia sociale, le cui tematiche hanno conosciuto un considerevole sviluppo negli ultimi decenni.

Parentela e comunità domestiche
Comunità domestica | Famiglia | Familia | Nucleo familiare | Padrinato | Parentela | Politica della famiglia

Coppia
Adulterio | Celibato | Concubinato | Divorzio | Fidanzamento | Impedimenti matrimoniali | Maritaggio | Matrimoni misti | Matrimonio | Nozze | Nuzialità | Vedovanza

Procreazione e infanzia
Aborto | Adozione | Battesimo | Concepimenti prematrimoniali | Controllo delle nascite | Fecondità | Gioventù | Illegittimità | Infanticidio | Infanzia | Infanzia abbandonata | Maternità | Minori in affidamento | Nascita | Orfani | Paternità

Diritto
Diritto del bambino | Diritto del padre di famiglia | Diritto di famiglia | Diritto matrimoniale | Diritto successorio

Diversi
Assegni familiari | Aziende familiari | Budget familiare | Economia domestica | Lavori domestici | Movimento femminista | Orti familiari | Ruoli sessuali | Sfera privata | Storia sociale

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02/2015

Gli sport invernali

Nel 2015 il turismo invernale svizzero festeggia i suoi 150 anni, celebrati attraverso vari eventi in diverse stazioni del Paese. È in effetti a metà degli anni 1860-70 che gli sport invernali, la cui storia risulta strettamente legata a quella del turismo, fecero la loro comparsa nelle Alpi. Le cime innevate della Svizzera e i suoi specchi d'acqua ghiacciati stimolarono lo spirito di competizione e di avventura sia di numerosi autoctoni, sia di ospiti stranieri. Non a caso alcune discipline sportive, come il curling, furono introdotte in Svizzera da turisti britannici. Lo sci, che avrebbe poi segnato profondamente lo spazio alpino, nel XX secolo divenne uno sport estremamente popolare. Luoghi di villeggiatura o di cura quali Davos o Sankt Moritz si svilupparono anche grazie agli sport invernali. Alcune competizioni organizzate in queste località, in particolare i giochi olimpici (movimento olimpico) e i campionati del mondo di sci alpino, ne hanno poi amplificato la fama a livello internazionale. Se diversi atleti svizzeri hanno fatto la storia di queste discipline, alcuni imprenditori del nostro Paese si sono distinti nella produzione di equipaggiamenti, nello sviluppo di infrastrutture o ancora nell'organizzazione di manifestazioni sportive.

Scelta di articoli:

Alpinismo | Club alpino svizzero (CAS) | Federazioni sportive | Movimento olimpico | Sci | Sport | Sport invernali | Turismo

Pionieri, sportivi, imprenditori
Attenhofer, Adolf, campione e fabbricante di sci | Badrutt, Johannes, albergatore a Sankt Moritz | Däscher, Andreas, campione di salto con gli sci | Feierabend, Fritz, campione di bob | Gamma, Karl, campione di sci | Hartkopf, August, costruttore di bob | Hoek, Henry, pioniere dello sci sul piano teorico e pratico | Koller, Hans, pioniere dello sci in Giappone | Lunn, Arnold, pioniere dello sci moderno | Molitor, Karl, campione di sci, fabbricante di scarponi da sci | Rubi, Christian, vincitore della prima discesa del Lauberhorn | Schwendener, Johann, fabbricante di sci | Spengler, Carl, fondatore della Coppa Spengler | Staub, Roger, giocatore di hockey e campione di sci | Streiff, Rösli, campionessa di sci | Tissières, Rodolphe, cofondatore della Patrouille des glaciers e pioniere della stazione sciistica di Verbier | Tobler, Jakob, fondatore di TOKO | Zogg, David, campione di sci

Stazioni di sport invernali
Airolo | Davos | Grindelwald | Lauterbrunnen | Montana | Saas-Fee | Sankt Moritz | Verbier | Wengen | Zermatt

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02/2013

75 anni quarta lingua nazionale

Nella votazione federale del 20.2.1938 il 91,6% dei votanti e tutti i cantoni accettarono il riconoscimento del romancio come quarta lingua nazionale.

Articoli scelti nel DSS: Romancio, Plurilinguismo, Letteratura romancia, Societad Retorumantscha, Lia Rumantscha

Articoli scelti nel Lexicon istoric retic (LIR): Lingua rumantscha, Rumantsch grischun, Litteratura naziunala rumantscha, Litteratura rumantscha, Lia rumantscha


"Il romancio, lingua nazionale"; numero tematico pubblicato dalla Zürcher Illustrierte l'11.2.1938 con un reportage fotografico di Albert Steiner (fonte: BN).

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06/2011

Giornata d'azione delle donne

40 anni dopo l'introduzione del suffragio femminile, 30 anni dopo l'adozione dell'articolo costituzionale sull'uguaglianza tra uomo e donna, 20 anni dopo lo sciopero delle donne e 15 anni dopo l'entrata in vigore della legge sull'uguaglianza, in occasione della Giornata d'azione del 14 giugno 2011 il DSS vi propone di scoprire i seguenti articoli sull'argomento:

Educazione femminile [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Femminismo [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Lavoro femminile salariato [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Movimento femminista [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Parità tra uomo e donna [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Ruoli sessuali [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Storia delle donne [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Suffragio femminile [ deutsch ]

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04/2011

Politica energetica a un bivio?

Gli avvenimenti in Giappone hanno rilanciato il dibattito politico sull'energia nucleare in Svizzera. I seguenti articoli del DSS offrono spunti sull'argomento.

Ambiente [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Aziende elettriche [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Carbone [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Clima [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Dighe [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Ecologia [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Energia atomica [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Energia solare [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Elettrificazione [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Energia [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Gas [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Movimenti antinucleari [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Movimento ecologista [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Petrolio [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Politica energetica [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]

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08/2010

Elezione al Consiglio federale

Il prossimo 22 settembre l'Assemblea federale eleggerà due nuovi membri del Consiglio federale alla successione di Moritz Leuenberger e Hans-Rudolf Merz. Per saperne di più legga gli articoli del DSS sulle istituzioni e gli organi coinvolti e sui meccanismi di elezione:

Assemblea federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Collegialità [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Consiglio federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Democrazia consociativa [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Formula magica [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Frazioni parlamentari [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Leuenberger, Moritz [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Merz, Hans-Rudolf [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Partito radicale democratico (PRD) [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Partito socialista (PS) [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]

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08/2009

1.9.1939

70 anni fa scoppiò la seconda guerra mondiale. I seguenti articoli del DSS le permettono di avvicinarsi al tema:

Antisemitismo [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Burckhardt, Carl Jacob [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Censura [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Difesa nazionale [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Difesa spirituale [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Economia di guerra [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Etter, Philipp [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Evian, conferenza di [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Fascismo [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Frölicher, Hans [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Frontismo [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Grütli, rapporto del [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Guerra mondiale, seconda [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Guisan, Henri [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Hitler, Adolf [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Minger, Rudolf [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Mobilitazione [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Motta, Giuseppe [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Mussolini, Benito [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Nazionalsocialismo [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Neutralità [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Petizione dei 200 [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Petitpierre, Max [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Piano Wahlen [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Pieni poteri [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Pilet-Golaz, Marcel [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Profughi [ deutsch ]
Salis, Jean Rudolf von [ deutsch ]
Servizio attivo [ deutsch ][ français ]

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08/2009

Successione Couchepin

Il prossimo 16 settembre l'Assemblea federale eleggerà un nuovo membro del Consiglio federale. Per saperne di più legga gli articoli del DSS sugli organi e le istituzioni coinvolti e sui meccanismi di elezione:

Assemblea federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Collegialità [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Consiglio federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Couchepin, Pascal [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Democrazia consociativa [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Formula magica [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Frazioni parlamentari [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Partito popolare democratico (PPD) [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Partito radicale democratico (PRD) [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]

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05/2009

La "Landi" 1939

70 anni fa si svolse a Zurigo, da maggio a ottobre, la quarta esposizione nazionale, che pose l'accento sulla Difesa spirituale. La seconda guerra mondiale scoppiò ancora prima della chiusura della Landi. Legga i seguenti articoli DSS sull'argomento:

Coray, Hans [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Difesa nazionale [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Difesa spirituale [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Esercito e Focolare [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Esposizioni [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Esposizioni nazionali [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Esposizioni universali [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Fischli, Hans [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Gottardo, Lega del [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Guerra mondiale, seconda [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Hofmann, Hans [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Hubacher, Hermann [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Neutralità [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Nuova società elvetica [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Oetiker, Heinrich [ deutsch ][ italiano ]
Pro Helvetia [ deutsch ]

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02/2009

1989

20 anni fa è caduto il muro di Berlino. Leggete le voci del DSS relative al tema della Guerra fredda:

Anticomunismo [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Armi atomiche [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Bonnard, André [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Buoni uffici [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Cecoslovacchia [ deutsch ][ italiano ]
Comunismo [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Difesa nazionale [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Estrema sinistra [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Farner, Konrad [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Germania [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Guerra fredda [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Hotz-Linder-Agreement [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Jeanmaire, Jean-Louis [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Kober, Alfred [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Montmollin, Louis de [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Neutralità [ deutsch ]
Nonconformismo [ deutsch ][ français ]
Polizia federale [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Repubblica democratica tedesca (RDT) [ deutsch ]
Stato, protezione dello [ deutsch ]
Ungheria [ deutsch ][ français ]

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11/2008

Decisione sull'AVS alle urne

Il prossimo 30 novembre si voterà sull'iniziativa popolare "Per un'età di pensionamento flessibile". Legga degli articoli del DSS sulla previdenza per la vecchiaia.

Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Assicurazioni sociali [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Assistenza pubblica [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Casse pensioni [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Ciclo di vita [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Legislazione sociale [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Previdenza per la vecchiaia [ deutsch ]
Povertà [ deutsch ]
Stato sociale [ deutsch ][ français ]
Vecchiaia [ deutsch ]

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10/2008

Crisi finanziaria

La crisi finanziaria attualmente scuote l'economia e le borse di tutto il mondo. In Svizzera il Consiglio federale ha deciso di stanziare a favore di UBS aiuti statali che ammontano a 68 miliardi di franchi. Vi presentiamo qui di seguito una scelta di articoli del Dizionario storico della Svizzera sulla piazza finanziaria e bancaria svizzera:

Associazione svizzera dei banchieri (ASB) [ français ][ italiano ]
Banca Julius Bär [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Banca Leu [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Banca nazionale svizzera (BNS) [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Banca popolare svizzera (BPS) [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Banche [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Banche cantonali [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Borse [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Casse di risparmio [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Capitalismo [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Capitali, movimenti di [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Concorrenza [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Congiuntura [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Credito svizzero (CS) [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Credit Suisse Group [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Economia di mercato [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Economia keynesiana [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Finanze pubbliche [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Management [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Mercato dei capitali [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Massa monetaria [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Monetarismo [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Neoliberalismo [ deutsch ]
Piazza finanziaria [ deutsch ][ français ][ italiano ]
Politica monetaria [ deutsch ][ italiano ]
Società per azioni [ deutsch ][ français ]

Non tutti gli articoli sono già pubblicati, mancano per esempio le voci "Unione di banche svizzere" o "UBS".

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11/2007

Elezione per il rinnovo integrale del Consiglio federale

La nuova Assemblea federale scaturita dalle elezioni del 21 ottobre 2007 procederà il prossimo 12 dicembre alla nomina (per un mandato di quattro anni) dei sette consiglieri federali e del/la cancelliere/a della Confederazione.
Per più ampie informazioni si possono consultare i seguenti articoli della versione elettronica del DSS:

Assemblea federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Calmy [-Rey], Micheline [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Cancelleria [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Cancelliere della Confederazione [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Collegialità [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Consiglio federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Costituzione federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Couchepin, Pascal [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Democrazia consociativa [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Dipartimento [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Elezioni [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Formula magica [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Frazioni parlamentari [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Leuenberger, Moritz [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Leuthard, Doris [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Palazzo federale [ deutsch ]
Parità tra uomo e donna [ deutsch ] [ français ]
Partito popolare democratico (PPD) [ deutsch ]
Partito radicale democratico (PRD) [ deutsch ]
Presidente della Confederazione [ deutsch ]
Separazione dei poteri [ deutsch ]
Uffici federali [ deutsch ]
Verdi [ deutsch ]

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09/2007

Elezioni federali 2007

Non sono unicamente gli istituti di sondaggio ad occuparsi delle elezioni federali del 21 ottobre 2007. Anche sulla homepage del DSS potete trovare degli articoli tematici già pubblicati in relazione all'argomento « elezioni ». I testi sono presentati in ordine alfabetico e nelle lingue disponibili.

Anello degli Indipendenti (AdI) [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Assemblea federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Astensionismo [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Costituzione federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Democratici svizzeri (DS) [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Democrazia [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Democrazia consociativa [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Diritti politici [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Diritti popolari [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Diritto di voto e eleggibilità [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Elezioni [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Formazione della volontà politica [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Frazioni parlamentari [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Gruppi di pressione [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Lega dei ticinesi [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Movimento democratico [ deutsch ] [ italiano ]
Partito della libertà [ deutsch ]
Partito liberale [ deutsch ] [ français ]
Partito popolare democratico (PPD) [ deutsch ]
Partito popolare evangelico (PPE) [ deutsch ]
Partito radicale democratico (PRD) [ deutsch ]
Separazione dei poteri [ deutsch ]
Sezioni giovanili [ deutsch ] [ français ]
Sistemi elettorali [ deutsch ]
Stato federale [ deutsch ] [ français ]
Suffragio femminile [ deutsch ]
Svizzeri all'estero [ deutsch ] [ français ]
Unione democratica federale (UDF) [ deutsch ]
Verdi [ deutsch ]

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08/2006

Politica migratoria svizzera: votazioni

Il 24 settembre 2006, il popolo si pronuncerà sulla nuova legge sugli stranieri e sulla revisione della legge sull'asilo.
Su questi temi potete trovare delle informazioni nei seguenti articoli dell'e-DSS:

Asilo [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Forestieri [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Immigrazione [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Profughi [ deutsch ]
Stranieri [ deutsch ] [ français ]
Xenofobia [ deutsch ]

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07/2006

Sport, sport, sport

La Coppa del mondo di calcio, il Tour de France, il torneo di Wimbledon: l'estate è la stagione delle competizioni sportive di importanza mondiale.
Nel DSS potete trovare interessanti articoli sulla storia dello sport:
Alpinismo [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Bicicletta [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Calcio [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Federazioni sportive [ français ] [ italiano ]
Giochi nazionali svizzeri [ deutsch ] [ italiano ]

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06/2006

Elezione nel Consiglio federale

Il 14 giugno 2006 l'Assemblea federale ha eletto Doris Leuthard quale successore del Consigliere federale Joseph Deiss. Grazie alla candidatura unica della sua presidente, il PPD ha contribuito all'elezione di una seconda donna nel governo svizzero.

Leggete nell'e-DSS gli articoli sulle istituzioni coinvolte e sulle modalità di elezione:

Assemblea federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Collegialità [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Consiglio federale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Deiss, Joseph [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Democrazia consociativa [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Formula magica [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Frazioni parlamentari [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Parità tra uomo e donna [ deutsch ] [ français ]
Partito popolare democratico (PPD) [ deutsch ]

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05/2006

Votazione popolare sugli articoli sulla formazione

Popolo e cantoni si sono espressi il 21 maggio 2006 sulle nuove disposizioni costituzionali sulla formazione (nuovo ordinamento delle disposizioni costituzionali nel settore della formazione). L'obiettivo è di armonizzare in tutta la Svizzera alcuni aspetti dei sistemi di formazione cantonali. I cantoni restano sovrani nel settore scolastico: tuttavia la Costituzione obbliga i cantoni e la Confederazione a collaborare.

Il DSS ha pubblicato su internet i seguenti articoli sul tema della formazione:

Apprendistato [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Formazione professionale [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Insegnanti [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Politecnici federali [ deutsch ] [ français ]
Scuola [ deutsch ] [ français ]
Scuola dell'infanzia [ deutsch ] [ français ] [ italiano ]
Scuola elementare [ deutsch ] [ français ]
Scuola secondaria [ français ]
Scuola superiore [ deutsch ] [ français ]
Scuole speciali [ deutsch ] [ français ]
Scuole tecniche superiori [ deutsch ] [ français ]
Scuole universitarie professionali [ deutsch ] [ français ]

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